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Sottoscrizione straordinaria 2012
IL PROLOGO
Nella attuale difficile situazione del manifesto ci è venuta l'idea di proporre una sottoscrizione speciale. Il titolo è "Mille per mille", cioè mille lettori del manifesto che sottoscrivono ciascuno 1.000 euro (e chi non li ha, un abbonamento). Mille per mille fa un milione, che in questo momento è di straordinaria importanza. Partecipate a questa gara e scriveteci.
Valentino Parlato
I nostri Mille
Ecco i primi nomi dei compagni e degli amici che hanno deciso di partecipare alla sottoscrizione straordinaria per il manifesto, la cui cooperativa è in liquidazione coatta amministrativa. Li ricorderemo nell'anniversario dei 150 anni della nascita del giornale (speriamo).
Stefano Benni
"Ho venduto
a diecimila euro
le mie vecchie
catene da neve,
quindi parteciperò
alla sottoscrizione"
a diecimila euro
le mie vecchie
catene da neve,
quindi parteciperò
alla sottoscrizione"
Gad Lerner
Caro Valentino, stamattina ho già fatto la mia parte nel «mille per mille». Meno uno. Un abbraccio, Gad Lerner
Altan
Caro Valentino, solidale con voi contribuisco volentieri alla battaglia. Con speranza un abbraccio, Altan
Marco Luzzatto
Caro Valentino, aderisco alla campagna Mille per Mille, perché il manifesto è stato un pezzo importante della mia vita, perché lo possa diventare anche per quella di mio figlio che, al liceo, legge il manifesto e ne discute con i compagni. Il giornale, la testata, la redazione, pur negli alti e bassi di questi quarant'anni, devono restare un punto di riferimento per la sinistra che verrà. Sono tempi duri e affrontare un impegno «millenario» non è facile, ma mi viene in mente una piccola storiella zen che dice pressappoco così: «... se traversi tempi bui, se sei triste e hai perso la speranza, se sei povero e possiedi solo un pane: vendilo e compra un mazzo di fiori per nutrire il tuo spirito ...». Il manifesto può essere il nostro mazzo di fiori.
Marco Luzzatto
Raffaele Florio
Recentemente tutti hanno plaudito al volumetto «Indignatevi!»: posso ricordare che il Che già nel 1964 scriveva a una sua omonima: «Non credo che siamo stretti parenti, ma se Lei è capace di tremare d'indignazione ogni qualvolta si commetta un'ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante». In nome di questa indignazione e di tutti coloro che hanno lottato contro le ingiustizie, consideratemi uno dei mille. Raffaele Florio
Giancarlo Croce
Lettore e sostenitore da sempre, non ho intenzione di mollare. Sono uno dei milleXmille. Giancarlo Croce
Franca Caffa
Caro Manifesto, nel 2009 per i miei ottant'anni compagni e amici mi hanno regalato una bella festa e un viaggio: circa 900 euro. Avevo pensato: farò il viaggio nel 2029, quando avrò 100 anni. Viaggerò verso una terra lontana, e là il mio principe mi verrà incontro, a cavallo, con il suo cappello piumato. Ora, ecco che devo cambiare programma. Vi mando i 1000 euro. Il viaggio, preferisco farlo insieme con voi. E poi, qui, nel nostro Comitato, da tanto tempo pensiamo di organizzare una cena, per il «manifesto», con un menù speciale, in base al nostro Progetto «Prendiamoli per la gola». Serviremo ai convenuti anche la questione dei quartieri di case popolari caratterizzati da condizioni di degrado e di esclusione, a Milano, nel Paese, e daremo notizie sull'impegno che in basso delinea nuovi indirizzi di politiche della città, organizza un'azione di rappresentanza e di tutela di interessi giusti, di diritti negati... Sì, faremo questo incontro. Intanto, il «manifesto» potrebbe farsi curioso subito subito! Molise, Calvairate, Ponti, sono i tre quartieri ERP, 3000 case, a Milano, di cui il nostro Comitato porta il nome. Lo abbiamo costituito 33 anni fa, aprendo dal basso, nella città, la questione dei quartieri di degrado e di esclusione... Oggi, a che punto siamo? A Milano, a Napoli, a Roma, a Palermo... Il nostro Comitato sottoscrive un abbonamento-coupon. Il nostro abbraccio. Franca Caffa, presidente Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, Milano.
Rosario Amodeo
Aderiamo alla sottoscrizione speciale «Mille per Mille» per un ammontare di euro 3.000,00 (tremila). Rosario Amodeo, Engineering Ingegneria Informatica spa
Guido Rossi
Per garantire la libertà di stampa e la civiltà del Paese Il Manifesto deve sopravvivere.
Guido Rossi
Nerio Nesi
Caro Valentino, la tua voce accorata mi ha riportato indietro di quasi trent'anni (ricordi?), in un'altra stagione politica, in un diverso clima ideale. Sono stato abbonato da sempre al «manifesto», concordando o non concordando con le posizioni che via via prendeva. E ciò perché ho sempre pensato di dovere «fare qualcosa» per un giornale sul quale scrivi tu e scrive Rossana Rossanda. Ma il dissenso si è accentuato in questi ultimi tempi quando la linea del «manifesto» è diventata di aperta ostilità al governo Monti, che io considero, invece, un gruppo di persone serie, che sanno leggere le carte e che conoscono i settori loro affidati. Potevamo attendere da questo governo una politica di sinistra? Certamente no, né per la sua composizione, né per il suo compito, che è soprattutto quello di ridare al nostro paese la dignità interna e il rispetto internazionale che aveva perduto. Tutto ciò premesso, mi chiedi un contributo straordinario di mille euro per cercare di salvare il giornale. Riccardo Lombardi l'avrebbe fatto e lo faccio anch'io. Con affetto Nerio Nesi
Nicola Cipolla
Caro Valentino, Accolgo il tuo invito e ti invio i miei primi 1.000 euro. Mai come ora «il manifesto» è necessario alla Sicilia nel momento in cui da un lato si profila un positivo accordo tra tutte le forze - da Rifondazione, Sel, Verdi, Idv e Pd - sulla candidatura di Rita Borsellino per superare non solo il disastro provocato dal sindaco Cammarata ma anche gli inciuci assembleari non meno disastrosi del governatore Lombardo; da un altro lato c'è una ripresa, nel nome di Pio La Torre, di un movimento per la pace contro l'installazione di armi micidiali portatrici anche di testate atomiche a Sigonella e in altre parti dell'Isola a trent'anni dalla vittoriosa battaglia contro i missili a Comiso. Saluti, Nicola Cipolla
Gianni Ferrara
Avete scritto che ci siete. Ci sono anch'io. Voglio continuare a incazzarmi tutte le volte che vi lasciate sedurre dal «nuovismo», dal «personalismo», dal revisionismo variamente imbellettato, dal «deviazionismo» di destra, voi che siete nati da quello alto e giusto. Arruolatemi tra i «mille». Compro ... la camicia rossa. Non voglio che un «quotidiano comunista» scompaia, che il pensiero critico perda una voce, che il potere del capitale non sia scalfito, almeno un po', ogni giorno.
Gianni Ferrara
Serena Romagnoli
Cari compagni, io «il manifesto» già lo compro tutti i giorni da molti anni e vorrei continuare a farlo, ho deciso quindi di aderire alla campagna mille per mille. Non sono ricca, faccio l'insegnante, ma penso che visto che le banche sono luoghi inaffidabili, sia meglio investire quel poco che ancora abbiamo da parte in beni che ci saranno sempre più indispensabili in questi tempi difficili. Il versamento l'ho fatto poco fa via Internet. Auguri,
Serena Romagnoli
Maria Carla Baroni
Care compagne e cari compagni ho appena fatto un bonifico di 1.000 euro nonostante debba e voglia aiutare il mio compagno a far fronte alle conseguenze di una megatruffa di centinaia di migliaia di euro da lui subita qualche anno fa. L'ho fatto con convinzione perché abbonata fin dall'aprile 1971 e più volte sottoscrittrice. L'ho fatto nonostante la trascuratezza, quando non la sufficienza, con cui «il manifesto» tratta il Partito dei Comunisti Italiani, di cui sono una dirigente da anni. Trascuratezza che non condivido e che non approvo in quanto non capisco perché un quotidiano comunista debba avere questo atteggiamento nei confronti di un partito che si pone l'obiettivo di ricostruire in Italia un unico partito comunista potenzialmente di massa. Vi allego il documento dell'ultimo congresso (Rimini, fine ottobre 2011) cui avete dedicato ben poco spazio.
Saluti comunisti,
Maria Carla Baroni
Caro Valentino, stamattina ho già fatto la mia parte nel «mille per mille». Meno uno. Un abbraccio, Gad Lerner
Altan
Caro Valentino, solidale con voi contribuisco volentieri alla battaglia. Con speranza un abbraccio, Altan
Marco Luzzatto
Caro Valentino, aderisco alla campagna Mille per Mille, perché il manifesto è stato un pezzo importante della mia vita, perché lo possa diventare anche per quella di mio figlio che, al liceo, legge il manifesto e ne discute con i compagni. Il giornale, la testata, la redazione, pur negli alti e bassi di questi quarant'anni, devono restare un punto di riferimento per la sinistra che verrà. Sono tempi duri e affrontare un impegno «millenario» non è facile, ma mi viene in mente una piccola storiella zen che dice pressappoco così: «... se traversi tempi bui, se sei triste e hai perso la speranza, se sei povero e possiedi solo un pane: vendilo e compra un mazzo di fiori per nutrire il tuo spirito ...». Il manifesto può essere il nostro mazzo di fiori.
Marco Luzzatto
Raffaele Florio
Recentemente tutti hanno plaudito al volumetto «Indignatevi!»: posso ricordare che il Che già nel 1964 scriveva a una sua omonima: «Non credo che siamo stretti parenti, ma se Lei è capace di tremare d'indignazione ogni qualvolta si commetta un'ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante». In nome di questa indignazione e di tutti coloro che hanno lottato contro le ingiustizie, consideratemi uno dei mille. Raffaele Florio
Giancarlo Croce
Lettore e sostenitore da sempre, non ho intenzione di mollare. Sono uno dei milleXmille. Giancarlo Croce
Franca Caffa
Caro Manifesto, nel 2009 per i miei ottant'anni compagni e amici mi hanno regalato una bella festa e un viaggio: circa 900 euro. Avevo pensato: farò il viaggio nel 2029, quando avrò 100 anni. Viaggerò verso una terra lontana, e là il mio principe mi verrà incontro, a cavallo, con il suo cappello piumato. Ora, ecco che devo cambiare programma. Vi mando i 1000 euro. Il viaggio, preferisco farlo insieme con voi. E poi, qui, nel nostro Comitato, da tanto tempo pensiamo di organizzare una cena, per il «manifesto», con un menù speciale, in base al nostro Progetto «Prendiamoli per la gola». Serviremo ai convenuti anche la questione dei quartieri di case popolari caratterizzati da condizioni di degrado e di esclusione, a Milano, nel Paese, e daremo notizie sull'impegno che in basso delinea nuovi indirizzi di politiche della città, organizza un'azione di rappresentanza e di tutela di interessi giusti, di diritti negati... Sì, faremo questo incontro. Intanto, il «manifesto» potrebbe farsi curioso subito subito! Molise, Calvairate, Ponti, sono i tre quartieri ERP, 3000 case, a Milano, di cui il nostro Comitato porta il nome. Lo abbiamo costituito 33 anni fa, aprendo dal basso, nella città, la questione dei quartieri di degrado e di esclusione... Oggi, a che punto siamo? A Milano, a Napoli, a Roma, a Palermo... Il nostro Comitato sottoscrive un abbonamento-coupon. Il nostro abbraccio. Franca Caffa, presidente Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, Milano.
Rosario Amodeo
Aderiamo alla sottoscrizione speciale «Mille per Mille» per un ammontare di euro 3.000,00 (tremila). Rosario Amodeo, Engineering Ingegneria Informatica spa
Guido Rossi
Per garantire la libertà di stampa e la civiltà del Paese Il Manifesto deve sopravvivere.
Guido Rossi
Nerio Nesi
Caro Valentino, la tua voce accorata mi ha riportato indietro di quasi trent'anni (ricordi?), in un'altra stagione politica, in un diverso clima ideale. Sono stato abbonato da sempre al «manifesto», concordando o non concordando con le posizioni che via via prendeva. E ciò perché ho sempre pensato di dovere «fare qualcosa» per un giornale sul quale scrivi tu e scrive Rossana Rossanda. Ma il dissenso si è accentuato in questi ultimi tempi quando la linea del «manifesto» è diventata di aperta ostilità al governo Monti, che io considero, invece, un gruppo di persone serie, che sanno leggere le carte e che conoscono i settori loro affidati. Potevamo attendere da questo governo una politica di sinistra? Certamente no, né per la sua composizione, né per il suo compito, che è soprattutto quello di ridare al nostro paese la dignità interna e il rispetto internazionale che aveva perduto. Tutto ciò premesso, mi chiedi un contributo straordinario di mille euro per cercare di salvare il giornale. Riccardo Lombardi l'avrebbe fatto e lo faccio anch'io. Con affetto Nerio Nesi
Nicola Cipolla
Caro Valentino, Accolgo il tuo invito e ti invio i miei primi 1.000 euro. Mai come ora «il manifesto» è necessario alla Sicilia nel momento in cui da un lato si profila un positivo accordo tra tutte le forze - da Rifondazione, Sel, Verdi, Idv e Pd - sulla candidatura di Rita Borsellino per superare non solo il disastro provocato dal sindaco Cammarata ma anche gli inciuci assembleari non meno disastrosi del governatore Lombardo; da un altro lato c'è una ripresa, nel nome di Pio La Torre, di un movimento per la pace contro l'installazione di armi micidiali portatrici anche di testate atomiche a Sigonella e in altre parti dell'Isola a trent'anni dalla vittoriosa battaglia contro i missili a Comiso. Saluti, Nicola Cipolla
Gianni Ferrara
Avete scritto che ci siete. Ci sono anch'io. Voglio continuare a incazzarmi tutte le volte che vi lasciate sedurre dal «nuovismo», dal «personalismo», dal revisionismo variamente imbellettato, dal «deviazionismo» di destra, voi che siete nati da quello alto e giusto. Arruolatemi tra i «mille». Compro ... la camicia rossa. Non voglio che un «quotidiano comunista» scompaia, che il pensiero critico perda una voce, che il potere del capitale non sia scalfito, almeno un po', ogni giorno.
Gianni Ferrara
Serena Romagnoli
Cari compagni, io «il manifesto» già lo compro tutti i giorni da molti anni e vorrei continuare a farlo, ho deciso quindi di aderire alla campagna mille per mille. Non sono ricca, faccio l'insegnante, ma penso che visto che le banche sono luoghi inaffidabili, sia meglio investire quel poco che ancora abbiamo da parte in beni che ci saranno sempre più indispensabili in questi tempi difficili. Il versamento l'ho fatto poco fa via Internet. Auguri,
Serena Romagnoli
Maria Carla Baroni
Care compagne e cari compagni ho appena fatto un bonifico di 1.000 euro nonostante debba e voglia aiutare il mio compagno a far fronte alle conseguenze di una megatruffa di centinaia di migliaia di euro da lui subita qualche anno fa. L'ho fatto con convinzione perché abbonata fin dall'aprile 1971 e più volte sottoscrittrice. L'ho fatto nonostante la trascuratezza, quando non la sufficienza, con cui «il manifesto» tratta il Partito dei Comunisti Italiani, di cui sono una dirigente da anni. Trascuratezza che non condivido e che non approvo in quanto non capisco perché un quotidiano comunista debba avere questo atteggiamento nei confronti di un partito che si pone l'obiettivo di ricostruire in Italia un unico partito comunista potenzialmente di massa. Vi allego il documento dell'ultimo congresso (Rimini, fine ottobre 2011) cui avete dedicato ben poco spazio.
Saluti comunisti,
Maria Carla Baroni




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