Alessandro Lucia
Per una volta Sallusti
ha (forse) ragione
Nei giorni scorsi in Italia c'è stato un botta e risposta tra Angelino Alfano e Rosy Bindi sulla questione del matrimonio omosessuale. Il segretario del Pdl aveva ribadito la contrarietà del partito ad approvare unioni o matrimoni omosessuali per «non finire come nella Spagna di Zapatero». La Bindi aveva precisato che, dal suo punto di vista, per i gay «il termine matrimonio è inappropriato» perché «il matrimonio è solo tra uomo e donna», lasciando però intendere che ci sarebbe spazio, nella piattaforma di un futuro centrosinistra, al riconoscimento di unioni civili. Cosa confermata da Nichi Vendola, presidente di Sel e pienamente a favore del matrimonio, il quale ha dichiarato che «l'obiettivo sono le unioni civili». D'altra parte è anche difficile si possa passare da quella che qualcuno chiama omofobia istituzionalizzata direttamente al fronte opposto.
Ma, come per un malizioso scherzo del destino, il Parlamento Europeo ha votato a favore della risoluzione europea sulla «parità dei diritti fra uomo e donna». E' una condanna ai governi che «mettono in atto definizioni restrittive della definizione di 'famiglia' allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini». L'Italia è avvisata.
«Il Giornale», con il pessimo gusto che lo caratterizza, titolava così: «Hanno vinto i gay. L'Europa è loro» Purtroppo conosciamo i titoli del direttor Sallusti, e non ci si poteva aspettare granché di diverso. Non solo, ma il problema grave è che i lettori de «Il Giornale» volevano questo titolo. Volevano sentirsi ripetere quanto l'omosessualità sia contro natura, quanto sia orrendo che due donne si bacino per strada, quanto è perverso l'uomo che decide di cambiare sesso. Da uno che difese il bunga bunga anche se coinvolgeva (o avrebbe coinvolto, chi lo sa) ragazze minorenni. Purché siano donne e non uomini, non vorremo mica andare contro natura, no?
Belle invece le parole Giuseppe Platone, pastore della Chiesa Valdese di Milano, che ha dichiarato la piena condivisione del provvedimento . «Serve un solo matrimonio per tutti con gli stessi diritti e doveri», ribadendo la posizione delle chiese valdesi e metodiste sulla questione: «Il matrimonio è un atto giuridico in cui i coniugi si impegnano a costruire un rapporto di amore e solidarietà".
Insomma, hanno vinto i gay, forse. Ma per fortuna non ha vinto Sallusti.
Ma, come per un malizioso scherzo del destino, il Parlamento Europeo ha votato a favore della risoluzione europea sulla «parità dei diritti fra uomo e donna». E' una condanna ai governi che «mettono in atto definizioni restrittive della definizione di 'famiglia' allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini». L'Italia è avvisata.
«Il Giornale», con il pessimo gusto che lo caratterizza, titolava così: «Hanno vinto i gay. L'Europa è loro» Purtroppo conosciamo i titoli del direttor Sallusti, e non ci si poteva aspettare granché di diverso. Non solo, ma il problema grave è che i lettori de «Il Giornale» volevano questo titolo. Volevano sentirsi ripetere quanto l'omosessualità sia contro natura, quanto sia orrendo che due donne si bacino per strada, quanto è perverso l'uomo che decide di cambiare sesso. Da uno che difese il bunga bunga anche se coinvolgeva (o avrebbe coinvolto, chi lo sa) ragazze minorenni. Purché siano donne e non uomini, non vorremo mica andare contro natura, no?
Belle invece le parole Giuseppe Platone, pastore della Chiesa Valdese di Milano, che ha dichiarato la piena condivisione del provvedimento . «Serve un solo matrimonio per tutti con gli stessi diritti e doveri», ribadendo la posizione delle chiese valdesi e metodiste sulla questione: «Il matrimonio è un atto giuridico in cui i coniugi si impegnano a costruire un rapporto di amore e solidarietà".
Insomma, hanno vinto i gay, forse. Ma per fortuna non ha vinto Sallusti.




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