Andrea Frau
Le centoventi
giornate di Arcore
Signore addobbate con trucco pesante e bigiotteria sembrano chiese di campagna con insegne al neon. Sono in fila fuori dalla residenza di Arcore, tengono le figlie per mano. Negli anni'30 i patrioti donarono l'oro e le fedi nuziali alla Patria. Ora donano gioielli, con le figlie attorno. Una troupe televisiva ha ritrovato Yara e ora i genitori commossi la consegnano al Premier. Il premier con la fascia tricolore procede al taglio dell'imene e ringrazia. E' tutto normale, come la nuova Costituzione Italiana pubblicizzata da Lele Mora. Ida Dalser, la prima moglie del Presidente e Veronica Lario fanno amicizia in un manicomio. "Chi" pubblica delle foto che le ritraggono mentre fanno gli occhi dolci a dei giovanotti. Anche se dallo sguardo sembrerebbero sedate e sorrette da infermieri. Il premier racconta le sue solite storielle. Con le più giovani è molto galante, le accoglie sulla soglia e apre loro la portiera del triciclo. Sulla sifilide dice alle madri: «È una malattia che è meglio prendere da piccoli, se si prende da adulti è peggio». La maggior parte di ragazze arriva con gli occhi oscurati dai pixel, poi il Premier inserisce una carta di Mediaset Premium in un orifizio e gli occhi tornano chiari. In uno studio televisivo dismesso Il Presidente organizza delle gare tra ragazze. La ragazze danzano e mimano scene di sesso, vince la più convincente, la più conturbante. L'ultima che ha vinto non ha potuto ritirare il premio perché era passata la mezzanotte e sul palco è salito il padre. Il Presidente si difende: «In fondo è come adottare ragazze bisognose da un book fotografico di Action Aid». Sembra di stare dentro "Lolita" di Kubrick, ma il remake dei Vanzina. Alcune ragazze sono fuggite e hanno chiesto asilo politico a Repubblica. Per ora sono nascoste nella colonna destra di Repubblica.it. Anche Eugenio Scalfari le paga, in cambio loro si fingono interessate alle sue lezioni su Baruch Spinoza e agli articoli di Pannunzio tratti da "Il Mondo". Intanto qualcuno spera che i magistrati sequestrino Berlusconi e l'Italia per oscenità, come fecero con "Le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini.




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