sabato 16 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Ciccio Ratti
Se Pirandello lavora e si incatena
 

La realtà può essere discussa, interpretata e assimilata come ci pare e piace, ma sempre realtà rimane. Si può disquisire di massimi sistemi o stilare con accuratezza la lista della spesa per calcolare il centesimo, ma ad un certo punto la realtà ti si para di fronte in tutta la sua crudezza e difficilmente la si può aggirare. Succede a Rossano (CS), alto jonio cosentino, niente nord-est in crisi né tantomeno servizi su tg o format. Antonio Pugliese, sposato con due figli, ha 52 anni e da vent'anni gestisce con la sua ditta il servizio corrispondenza della locale sede dell'Inps. D'improvviso, come denuncia l'Unione Sindacale di Base, il servizio viene affidato ad un altra ditta. "Tonino", com'è conosciuto in città, "è fuori dal servizio ed invece di essere assunto con il passaggio diretto alle dipendenze della nuova azienda, per come previsto dal CCNL di categoria, rimane senza lavoro". A 52 anni, con due figli che studiano, Antonio Pugliese è stato costretto ad incatenarsi davanti alla sede dell'Inps per ribadire un proprio bisogno ed una necessità, quella del lavoro. E se ci hanno insegnato che il lavoro nobilita l'uomo, il dover ricorrere a gesti di questo tipo serve solo a demolire pezzo per pezzo la propria dignità e la propria autostima. Fino a rischiare conseguenze tragiche, poiché Antonio Pugliese dopo alcuni giorni di protesta è stato portato al pronto soccorso cittadino a causa di un malore. Molti attestati di stima ed espressioni di solidarietà sono arrivate a quest'uomo da parte di conoscenti e cittadini e si aspetta che la vicenda possa trovare una soluzione, anzi ci sentiamo di affermare che questa vicenda deve necessariamente trovare una soluzione. A quanto ci risulta attualmente, dopo una polemica fra Inps e Sindacato a mezzo stampa, nulla si è mosso. Le istituzioni devono dare risposte ad Antonio e ai tanti, troppi che si trovano nelle stesse condizioni. Abbiamo assistito a troppi gesti, anche più estremi di questo, causati dall'incapacità dello Stato di garantire un diritto sancito costituzionalmente quale è il diritto al lavoro. E non vorremmo che il dibattito quotidiano si debba ridurre alla fredda e inumana conta di quanti non hanno resistito alla mancanza di un sostentamento. Ci piacerebbe, invece, che la realtà ci dica, pirandellianamente, "Per me, io sono colei che mi si crede!"
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it