sabato 16 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Daniele Chicca
Riforma fiscale e rigore
ai tempi di Costantino
 
Già dal IV secolo d.c. l'Italia ha dovuto subire piani di rigore. Per rimettere a posto i conti Costantino ha adottato una riforma generale dello stato romano. Prima di lui Diocleziano aveva prediletto una politica di tasse e contenimento dell'inflazione, per limitare la disoccupazione e rilanciare l'economia dell'impero (riforma fiscale-monetaria, del 294-301). La pressione fiscale era però troppo pesante e molti finirono per abbandonare le proprie attività, non più redditizie, per vivere come mendicanti.
Per rimediare Diocleziano ricorse allora alla precettazione, ossia l'obbligo per gli abitanti dell'impero di continuare il loro mestiere, negando la scelta libera della professione e costringendo gli abitanti dell'impero romano a subentrare ai padri nelle loro attività produttive. E addio meritrocrazia. La riforma budgetaria di Costantino più spettacolare ha riguardato invece l'adozione di una nuova religione: il Cristianesimo.
Conveniente per tre ragioni: vi è un solo dio da venerare, ma il credo rifiuta ogni forma di idolatria,quindi si possono recuperare tutte le ricchezze in oro nei tempi pagani e trasformarle in nuova moneta, una sorta di Quantitative Easing (misura straordinaria di allentamento monetario) all'antica. In terzo luogo introduce con forza il concetto di solidarietà e sacrifico, che porta a una riduzione delle spese. Un'altra parte importante, riguarda l'introduzione di una nuova moneta: dall'oro si passa al solidus, battezzato così perché assomiglia al sole, simbolo della forza. Si è trattato di una riforma duratura, che ha cambiato per sempre l'immagine popolare: da allora la solidità vuol dire essere forti e non solari. I soldi.

Nell'esercito, poi, Costantino fa una distinzione tra le truppe elitarie, che venivano pagate di più e con i solidus e gli altri, che invece erano stipendiati con i diocleziani. I soldati sono quelli meglio retribuiti, perché è in loro che il popolo ha fiducia. Ma a livello sociale le conseguenze furono catastrofiche - si legge su 'Quando l'Italia era una superpotenza', di Giorgio Ruffolo: «Tutti coloro che non avevano accesso alla nuova moneta d'oro dovettero subire le conseguenze dell'inflazione, a causa di una svalutazione rispetto al solidus delle altre monete d'argento e di rame, che non erano più protette dallo Stato. Il risultato fu una insuperabile spaccatura tra una minoranza privilegiata di ricchi e la massa dei poveri». La morale della storia è che l'Italia ha dimostrato storicamente di essere capace di riformarsi con efficacia e in modo radicale. Siamo un popolo pronto a fare sacrifici, senza lamentarsi troppo, fin dai tempi dell'impero romano. Non a caso, al contrario delle altre potenze d'Europa, non abbiamo mai avuto una rivoluzione. Gli anni di Diocleziano e Costantino hanno dimostrato come la gente sia attaccata alla stabilità monetaria e alla moneta forte. Anzi, solida.
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it