Francesco Bommartini
E si va a cercare
fortuna in Germania
Sono solo sei le nazioni europee che dal 2007 hanno creato nuova occupazione. Si tratta di Germania, Austria, Israele, Lussemburgo, Malta e Polonia. Lo dice l'Ilo, Istituto Internazionale del Lavoro, in un dossier di cento pagine. In Italia il tasso di disoccupazione attuale ha raggiunto il 9,7%. 2,1 milioni di senza lavoro in cui rientrano migliaia di giovani. Il 32,6% (35,9% per l'Istat) di questa fascia non lavora, la soglia è raddoppiata dal 2008. Ma a tutti questi andrebbero aggiunti anche 250mila cassa-integrati. Si tratta di cifre allarmanti. E in questo caso il detto "mal comune mezzo gaudio" risulta particolarmente amaro.
In Europa, secondo Eurostat, le nazioni con il tasso di disoccupazione più elevato, e in cui al momento gli esperti sconsigliano di recarsi per cercare lavoro, sono: Spagna (24,1%), Grecia (21,7%) e Portogallo (15,3%). Non va tanto meglio, nell'ordine, in Lettonia, Irlanda, Lituania, Slovacchia e Bulgaria. Secondo l'Ilo, dall'inizio della crisi finanziaria (2007), mancano 50 milioni di posti di lavoro nel mondo. Le politiche del rigore peggiorerebbero le prospettive. In 26 dei 50 paesi sottoposti allo studio la poca occupazione creatasi è quasi sempre precaria.
La qualità del lavoro però cresce in Brasile, Indonesia e Uruguay. Non proprio dietro l'angolo, certo. Ma si tratta di nazioni che richiedono lavoratori specializzati e che sono in forte crescita. Le nazioni europee in cui il livello di disoccupazione è più basso, secondo Eurostat, sono: Austria (4%), Olanda (5%), Lussemburgo (5,2%), Germania (5,6%), Repubblica Ceca (6,7%), Malta (6,8%). La Polonia, pur avendo creato nuove opportunità lavorative, è messa peggio del nostro paese, con un tasso del 10,1% di disoccupazione. Rimanendo in Europa si prevede che in Germania, entro il 2020, ci sarà bisogno, nel solo settore sanitario, di 800mila lavoratori qualificati.
Quel che è certo è che la politica deve mettere un freno a questa situazione che altrimenti rischia di incancrenirsi. Tra le proposte più votate dai lettori di Corriere.it alla domanda "Che cosa bisognerebbe fare per rilanciare l'occupazione" la più quotata è stata quella di azzerare il cuneo fiscale per due anni, con il 34,4% dei voti, e, subito dopo, quella di scommettere su green economy e servizi alla persona, 28,1%. Il governo potrebbe partire da qui. Nel frattempo mi sento di darvi un consiglio, sempre valido in tutti gli ambiti della vita: impegnatevi al massimo delle vostre possibilità, non perdete mai la speranza e fate valere i vostri diritti. Nonostante tutto.
In Europa, secondo Eurostat, le nazioni con il tasso di disoccupazione più elevato, e in cui al momento gli esperti sconsigliano di recarsi per cercare lavoro, sono: Spagna (24,1%), Grecia (21,7%) e Portogallo (15,3%). Non va tanto meglio, nell'ordine, in Lettonia, Irlanda, Lituania, Slovacchia e Bulgaria. Secondo l'Ilo, dall'inizio della crisi finanziaria (2007), mancano 50 milioni di posti di lavoro nel mondo. Le politiche del rigore peggiorerebbero le prospettive. In 26 dei 50 paesi sottoposti allo studio la poca occupazione creatasi è quasi sempre precaria.
La qualità del lavoro però cresce in Brasile, Indonesia e Uruguay. Non proprio dietro l'angolo, certo. Ma si tratta di nazioni che richiedono lavoratori specializzati e che sono in forte crescita. Le nazioni europee in cui il livello di disoccupazione è più basso, secondo Eurostat, sono: Austria (4%), Olanda (5%), Lussemburgo (5,2%), Germania (5,6%), Repubblica Ceca (6,7%), Malta (6,8%). La Polonia, pur avendo creato nuove opportunità lavorative, è messa peggio del nostro paese, con un tasso del 10,1% di disoccupazione. Rimanendo in Europa si prevede che in Germania, entro il 2020, ci sarà bisogno, nel solo settore sanitario, di 800mila lavoratori qualificati.
Quel che è certo è che la politica deve mettere un freno a questa situazione che altrimenti rischia di incancrenirsi. Tra le proposte più votate dai lettori di Corriere.it alla domanda "Che cosa bisognerebbe fare per rilanciare l'occupazione" la più quotata è stata quella di azzerare il cuneo fiscale per due anni, con il 34,4% dei voti, e, subito dopo, quella di scommettere su green economy e servizi alla persona, 28,1%. Il governo potrebbe partire da qui. Nel frattempo mi sento di darvi un consiglio, sempre valido in tutti gli ambiti della vita: impegnatevi al massimo delle vostre possibilità, non perdete mai la speranza e fate valere i vostri diritti. Nonostante tutto.





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