Gaetano Scavuzzo
Copy&Co., scrivere
gratis e scrivere male
Scrivere per lavoro non è cosa da tutti. Anche se la crisi di questi tempi spinge molte persone ad avventurarsi nel mondo della scrittura online, improvvisandosi articolista e creatore di contenuti per siti web, va sempre ricordato che non tutti sono portati per scrivere. Fare il copywriter o il web editor per lavoro va ben al di là della passione per la scrittura, va oltre il saper mettere in fila una serie di parole una dietro l'altra senza errori grammaticali. Purtroppo per il mercato dei contenuti online, oggi la rete è sovraccarica di persone che non solo si propongono dall'oggi al domani come creatori di testi e redattori per siti web, ma lo fanno acconsentendo ai prezzi, il più delle volte umilianti, proposti dalla aziende committenti. Per non parlare dei tanti che accettano di scrivere gratis, ma a quel punto tanto vale aprirsi un blog e scrivere per stessi. Che senso ha scrivere gratuitamente per gli altri? Ah vero, la tanta osannata visibilità.
Il "volontariato" consapevole di molti web editor, magari abbagliati da sedicenti promesse illusorie di chi promette per il futuro (quello si indeterminato) compensi più elevati è uno scoglio difficile, se non impossibile, da superare. Molti articolisti, copywriter e compagnia bella che lavorano come freelance sono isolati, senza nessun organo o forma associativa che li rappresenti, che possa far valer i diritti di un categoria che troppo spesso finisce per essere preda dei "furbi" editori del web.
A ciò si aggiunge anche la sbagliata convinzione, ancora diffusa e radicata tre le aziende e tra chi ha bisogno di testi per il web, che un contenuto vale l'altro. Che la qualità del testo non è fondamentale, che basta riempire lo spazio del sito o il box di turno con delle parole per essere trovati dai motori di ricerca e apprezzati dagli utenti. Allora perché pagare un professionista affidandogli il lavoro quando lo stesso posso farlo eseguire al ragazzetto volenteroso che mi riempie le pagine del sito con due spiccioli? Risparmiare oggi però vuol dire spendere di più domani, quando ci si accorgerà degli effetti che un testo approssimativo si porta dietro. Continuando a pensare in questo modo difficile credere che le cose possano cambiare. Non so se si tratta di un fenomeno prettamente italiano, anche se ci sono diversi fattori che mi portano a pensarlo. Del resto il rapporto tra mancanza di diritti e ricattabilità è uno dei più in voga nel made in Italy lavorativo.
Il "volontariato" consapevole di molti web editor, magari abbagliati da sedicenti promesse illusorie di chi promette per il futuro (quello si indeterminato) compensi più elevati è uno scoglio difficile, se non impossibile, da superare. Molti articolisti, copywriter e compagnia bella che lavorano come freelance sono isolati, senza nessun organo o forma associativa che li rappresenti, che possa far valer i diritti di un categoria che troppo spesso finisce per essere preda dei "furbi" editori del web.
A ciò si aggiunge anche la sbagliata convinzione, ancora diffusa e radicata tre le aziende e tra chi ha bisogno di testi per il web, che un contenuto vale l'altro. Che la qualità del testo non è fondamentale, che basta riempire lo spazio del sito o il box di turno con delle parole per essere trovati dai motori di ricerca e apprezzati dagli utenti. Allora perché pagare un professionista affidandogli il lavoro quando lo stesso posso farlo eseguire al ragazzetto volenteroso che mi riempie le pagine del sito con due spiccioli? Risparmiare oggi però vuol dire spendere di più domani, quando ci si accorgerà degli effetti che un testo approssimativo si porta dietro. Continuando a pensare in questo modo difficile credere che le cose possano cambiare. Non so se si tratta di un fenomeno prettamente italiano, anche se ci sono diversi fattori che mi portano a pensarlo. Del resto il rapporto tra mancanza di diritti e ricattabilità è uno dei più in voga nel made in Italy lavorativo.




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