sabato 16 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Giulia Valsecchi
Bombole, anniversari
e spettatori delle stragi
 
Da che mondo è mondo di memoria labile, occorrono anniversari per fare il punto su orrori e vittorie. Il grigio che sta in mezzo figura perlopiù come indifferenza riempita di segnali, gesti, apparizioni atroci che innescano bombe fisiche e vergogne. Il grigio della sagoma opaca di chi ha diretto e assistito alla strage della "Morvillo Falcone" di Brindisi è il buio che cala sullo spettatore un secondo prima delle scene. Ciò non significa restare e resistere inermi, provare per forza noia passiva o affogare nello sgomento di un'altra giornata appassita. Significa anzitutto osservare e provare ad affrancarsi da quel grigio.
Lo stesso vale per il calcolatore delle ossessioni, il mandante ed esecutore di una fine collettiva, quella maceria indelebile contro i giusti che oggi, 23 maggio, anch'io ricordo tornando a un pomeriggio in cortile. A una sfida a palla prigioniera, con i colpi sul portone del negozio di biciclette violenti e serrati, da bulli, ma senza vendetta.
Poi la notizia urlata dalla finestra, la voragine di Capaci e quel silenzio che iniziava a calare sulle teste sudate senza reale coscienza, più immobile di qualsiasi altro lutto indotto da commemorazioni pubbliche. Eravamo spettatori seduti l'uno di fronte all'altro con i tagli alle ginocchia e nessuna distanza dalla ripetizione a catena delle immagini sull'autostrada deflagrata.
Lo spettatore è l'apparizione durante e dopo il fatto, posa la palla ignaro e corre in casa. Ma può anche erompere da dietro un chiosco con una telecamera puntata a sua insaputa, e da lì innescare la rabbia contro addomi imberbi. Serve allora coprirsi, mettersi in salvo. Serve il disagio del non fiatare più, serve un'ennesima volta il poeta ammiraglio che confronta quel che lo spettatore ha solo osservato:
«Dopo ogni guerra/c'è chi deve ripulire./
In fondo un po' d'ordine/da solo non si fa.
C'è chi deve spingere le macerie/ai bordi delle strade/per far passare/i carri pieni di cadaveri./C'è chi deve sprofondare/nella melma e nella cenere, /tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro/e gli stracci insanguinati.
C'è chi, con la scopa in mano, /ricorda ancora com'era. /C'è chi ascolta /annuendo con la testa non mozzata./ Chi sapeva
di che si trattava, /deve far posto a quelli
che ne sanno poco. /E meno di poco.
E infine assolutamente nulla. /Sull'erba che ha ricoperto /le cause e gli effetti,/ c'è chi deve starsene disteso/ con una spiga tra i denti,/ perso a fissare le nuvole». /
Wislawa Szymborska, da La fine e l'inizio
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it