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Salvatore Santoru
Anche Mario Monti
tiene famiglia (ed è un po' monotono)
 
Intervistato dal Tg5 Mario Monti disse che i giovani devono «abituarsi all'idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia - afferma - È bello cambiare e accettare delle sfide». Queste parole suonano come una sorta di presa in giro (per non dire altro), visto il personaggio da cui provengono, da sempre al servizio dei poteri forti (di cui minimizza l'esistenza) finanziari, presidente della Bocconi per ben 17 anni e mezzo, membro permanente di vari circoli, club e lobby elitarie (dal Bilderberg alla Trilateral passando per il Bruegel) e ora presidente del Consiglio e senatore a vita, e non solo. Infatti colui che veniva (e viene) acclamato come «il salvatore dell'Italia e dell'Europa» dalla grossa stampa legata a Wall Street, alla City e a Bruxelles ha pensato bene di sistemare anche la famiglia. Infatti Giovanni, il figlio, dopo essersi laureato nell'università di papà ha lavorato in Goldman Sachs (la banca in cui il padre era consulente), dal 2009 lavora alla Parmalat ed è stato in Citigroup e Morgan Stanley (e a quest'ultima il governo guidato dal padre ha "regalato" due miliardi e mezzo di titoli derivati dal Tesoro nell'indifferenza mediatica generale). Insomma, in quanto a conflitti d'interesse e "posti fissi monotoni" questo "governo tecnico" se ne intende assai, basti vedere oltre al già citato Giovanni Monti, i casi Fornero o il tragicomico Martone, un classico figlio di papà che insulta chi non è laureato a 27 anni (che poi lo stesso governo vuole abolire la valenza legale della laurea) e che è stato nominato ministro del Welfare nonostante sia legato a Confindustria. O ancora, il ministro "bombarolo" degli Esteri, Giulio Terzi, già ambasciatore in Israele e negli Usa e un passato da consigliere politico nella Nato Giampaolo di Paola, dal 2008 presidente del comitato militare della Nato , vicino anche allo Smom, e impegnato sino al novembre dell'anno passato in Afghanistan. E visto com'è il quadro, la "piena fiducia" di Obama in Monti e nel suo governo non è certamente un caso. Tra l'altro entrambi i due presidenti sono accomunati dalla passione per la Goldman Sachs (visto i molti membri dell'amministrazione e gli alti finanziamenti per il presidente democratico che aveva promesso ai suoi elettori e all'America di combattere lo strapotere bancario) e l'obbedienza ai mercati finanziari e alla solidità dell'Impero, o meglio del Sacro Bancario Impero globale.
 
 
 
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