Democrazia al lavoro
domani con il manifesto
«Democrazia al lavoro» è il titolo dell’inserto speciale di otto pagine preparato insieme dal «manifesto» e da «Sbilanciamoci». L’avevamo pensato per dare il nostro piccolo sostegno alla manifestazione indetta dalla Fiom per sabato 11 febbraio, poi la neve prima e successivamente il perdurare del maltempo, hanno spinto i nostri amici metalmeccanici a rilanciare e raddoppiare l’appuntamento: sabato 18 si terrà a Roma un’assemblea nazionale dei delegati e il 9 marzo uno sciopero generale della categoria con manifestazione a Roma. Per questo abbiamo deciso di mettere l’inserto in edicola con il giornale venerdì prossimo, allo stesso prezzo di 1,50 euro per sostenerne la diffusione. All’interno troverete i punti di vista nostro e del segretario generale Maurizio Landini sulla crisi e sull’uso maldestro che ne viene fatto dal governo dei tecnici e dai padroni, con l’attacco ai diritti e all’articolo 18 e con l’espulsione della Fiom dalle fabbriche Fiat.
Siccome succede tutto in pochi giorni e l’inserto l’avevamo chiuso alcuni giorni fa, vi accorgerete che alcune cose sono cambiate. Per esempio a Pomigliano, dove i nuovi assunti sono più di duemila e non più 1.700 mentre non è cambiata la politica di Marchionne: nessun tesserato Fiom è stato richiamato in fabbrica.
In «democrazia al lavoro» trovete due reportage, da Pomigliano e da Sestri, che raccontano i principali punti di crisi del lavoro, e della democrazia: Fiat e Fincantieri, con un secondo approfondimento su Fiat-Chrysler. E ancora, una impegnativa intervista al sociologo Luciano Gallino, un vecchio articolo sull’autunno caldo del compagno Pino Ferraris che ci ha lasciati nei giorni scorsi e una ricognizione sul rapporto tra i movimenti e la Fiom.
Questo nostro contributo, dentro la crisi più grave che ilmanifesto sta attraversando dall’inizio della sua storia, vuole segnalare qualcosa di più di una formale solidarietà alle compagne e ai compagni metalmeccanici.
Vuol dire che la loro lotta è la nostra lotta, e siamo convinti che sia vero anche il viceversa.





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