mercoledì 18 settembre 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Gli esodati
 
I tecnici sbagliano i conti
Gli esodati sono 350 mila. la verità emerge durante il convegno "Tutto pensioni" che svela i dati dell'Inps. La Cgil: "Errore colossale"
 
Riccardo Chiari 21.03.2012
 
Sono 350mila, almeno cinque volte più di quanto il «governo dei tecnici» avesse calcolato. E solo gli organizzatori del convegno durante il quale la verità è stata finalmente svelata - quelli del Sole24ore - hanno fatto conoscere il numero complessivo degli «esodati». Cioè dei lavoratori che in prospettiva saranno, per alcuni anni, senza stipendio e senza pensione. Condannati perché usciti dalle fabbriche e dagli uffici alla fine dell'anno scorso in base ad accordi aziendali, secondo la dinamica prevista dai prepensionamenti. Ma poi bastonati dalla (contro)riforma delle pensioni, progettata e fatta approvare da quello stesso «governo dei tecnici» che ora promette loro un decreto. Ma non subito, fra tre mesi. Perché i tecnici capitanati da Mario Monti ed Elsa Fornero hanno sbagliato così grossolanamente i conti da dover rifare tutto daccapo.
Di fronte all'aumento improvviso dell'età pensionabile, senza alcuno strumento per gestire la transizione, fra i confederali solo la Cgil aveva subito lanciato l'allarme. I sensibili terminali del sindacato di Corso Italia, in base a un rapido calcolo delle proteste reali-virtuali e delle vertenze aperte lungo tutto la penisola, avevano stimato una platea di almeno 200mila «esodati». Il governo naturalmente aveva ritenuto la cifra eccessiva, parlando di un numero oscillante fra i 50 e i 70mila lavoratori intorno ai 60 anni, non riassumibili, che rischiavano di trovarsi entro breve senza più lavoro e senza assegno pensionistico. Quindi senza reddito. Il che avrebbe aperto le porte all'ennesimo dramma sociale di massa. Di fronte al quale l'esecutivo Monti aveva assicurato un intervento correttivo calcolato sulla base di circa 65mila interessati al provvedimento, con risorse a crescere dai 245 milioni per il 2013 fino ai 1.220 per il 2016.
I numeri, quelli veri, sono venuti a galla al convegno «Tutto pensioni». «Le risorse sono state tarate su un determinato gruppo di persone - ha ammesso Fornero - ma ora quelle risorse non bastano più perché il numero degli esodati è di gran lunga superiore a quello che avevamo preventivato». I calcoli fatti dall'Inps, anche se non ufficializzati, parlano infatti di più di 350mila ex lavoratori in mezzo al guado. «Quello sugli esodati è un errore colossale - osserva Morena Piccinini della Cgil - pari a quello che si sta facendo sulle ricongiunzioni, perché ci si ostina a non voler rifare i calcoli sulla base di criteri diversi da quelli utilizzati finora. Quando ad esempio sulle ricongiunzioni si dice che il ritorno alla gratuità costerebbe oltre 1,4 miliardi, si pensa che tutti, nessuno escluso, ne farebbero ricorso. Ma è un ragionamento che nella pratica non ha mai trovato conferme. Mentre per gli esodati, ai quali è stato riconosciuto un diritto, diventa un dovere stanziare fondi adeguati. Fondi che ci sono, perché la manovra pensionistica di dicembre sta determinando risparmi enormi. Ed è impensabile che si risparmi ancor più di quanto previsto in teoria, senza riparare agli errori commessi».
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it