sabato 16 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Intervista testimone caso De Cupis
 
IL TESTIMONE
«L'ho visto gridare contro un poliziotto»
INTERVISTA - C. G.
il manifesto 2011.11.16
 
Preferisce che il suo nome non sia reso pubblico, ma è stato lui a farsi vivo per raccontare quello che ha visto, e sentito, la mattina del 9 novembre alla stazione Termini: il fermo di Cristian De Cupis: «Era molto agitato, ma quello che più mi ha colpito è che continuava a gridare contro un poliziotto in particolare».
Che vuol dire che Cristian era molto agitato?
Voglio dire che era molto fisico, urlava, si dimenava, era molto reattivo. Da questo punto di vista mi sembrava in ottima forma.
Lei perché si è avvicinato?
Stavo prendendo il treno per Milano che parte alle 8, quindi saranno state le 7,30. Ero al mio binario, che si trova più o meno al centro della stazione. Poco più indietro ho sentito un gran trambusto. Ma c'erano almeno trenta persone. I testimoni sono sicuramente tanti.
Cosa ha visto?
Un ragazzo a terra, di fianco, sopra di lui c'erano diversi poliziotti, lo stavano ammanettando. Lui si dimenava molto e gridava.
Cosa diceva?
Diceva: «Avete visto tutti quello che mi hanno fatto». E poi, una cosa che mi ha colpito molto, perché si riferiva in particolare a uno degli agenti: «Sto bastardo - diceva - è sempre lui...una volta che ti becco senza divisa...te devo beccà fuori...sei sempre tu». Ripeto, era molto agitato. Però mi colpiva che si riferisse a un poliziotto come se già si conoscessero, come se fosse già accaduto qualcosa.
Ma lei ha capito chi poteva essere?
No ovviamente no. Ho solo visto allontanarsi uno dei poliziotti, staccarsi dal gruppo. Come se volesse nascondersi, almeno mi ha dato questa impressione. Era alto e con gli occhiali da vista.
Cristian aveva sangue, ferite, ha visto la polizia picchiarlo? Ed è sicuro che fosse proprio lui?
No, non aveva né sangue né ferite. Non ho visto gli agenti picchiarlo, so solo che lui diceva «Avete visto tutti quello che mi hanno fatto», ma io sono arrivato dopo, alla fine.Che sia lui ho pochi dubbi, ho visto le foto. La cosa l'ho seguita finché i poliziotti lo hanno caricato, praticamente di peso, e lo hanno messo su uno di quei veicoli che usano all'interno della stazione, quelli che hanno degli abitacoli trasparenti. Lui era talmente agitato che per dimenarsi ha fatto un salto e ha sbattuto la testa sul soffitto del veicolo.
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it