mercoledì 18 settembre 2013
28 GENNAIO SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI
In questa pagina seguiremo tutte le iniziative che portano allo sciopero generale dei metalmeccanici e pubblicheremo gli appelli e gli interventi a sostegno
Venerdì 28 gennaio supplemento di 16 pagine a colori
Grosso guaio a Mirafiori. Lavoro, industria e democrazia nel conflitto Fiat-Fiom
A cura del manifesto e di Sbilanciamoci
Reportage, analisi, commenti, interviste attono al conflitto che ha riscaldato l'inverno italiano.
Articoli e interviste di Campetti, Revelli, Casagrande, Alleva, Serafino, Pianta, Marcon, Viale, Ragozzino e altri
Grosso guaio a Mirafiori. Lavoro, industria e democrazia nel conflitto Fiat-Fiom
A cura del manifesto e di Sbilanciamoci
Reportage, analisi, commenti, interviste attono al conflitto che ha riscaldato l'inverno italiano.
Articoli e interviste di Campetti, Revelli, Casagrande, Alleva, Serafino, Pianta, Marcon, Viale, Ragozzino e altri
a 1,50 euro con il manifesto
Venerdì 28 gennaio, si svolgerà in tutta Italia lo sciopero generale di 8 ore per turno di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici proclamato dalla Fiom-Cgil.
In Emilia-Romagna, l'iniziativa di lotta si svolgerà giovedì 27, con manifestazione regionale a Bologna. Nel comizio conclusivo, che si terrà in piazza Maggiore, prenderanno la parola Maurizio Landini, Segretario generale della Fiom-Cgil, e Susanna Camusso, Segretario generale della Cgil.
In tutte le altre regioni scioperi e manifestazioni si terranno invece venerdì 28. In numerosi casi le iniziative regionali si terranno non nei rispettivi capoluoghi, ma in zone industriali caratterizzate dalla presenza di stabilimenti o sedi del gruppo Fiat, o dalla presenza di aziende in cui sono in corso lotte a difesa del posto di lavoro.
Piemonte. Manifestazione regionale a Torino. Il corteo partirà da Porta Susa intorno alle ore 9.00 diretto a piazza Castello, ove avrà luogo il
comizio conclusivo.
Lombardia. Manifestazione regionale a Milano. Il corteo prenderà le mosse intorno alle ore 9.30 da Porta Venezia diretto a piazza Duomo. Maurizio Landini terrà il comizio conclusivo.
Veneto. La manifestazione regionale si svolgerà a Padova. Il concentramento è previsto alle ore 9.00 in piazzale della Stazione ferroviaria. Da qui un corteo raggiungerà piazza Insurrezione.
Trentino-Alto Adige. Manifestazione regionale a Bolzano.
Friuli-Venezia Giulia. Manifestazione regionale a Udine. Concentramento in piazza Paolo Diacono alle ore 10.00. Comizio a largo Melzi, di fronte alla sede della Confindustria.
Liguria. In questa regione saranno effettuate diverse manifestazioni a livello provinciale. A Genova si terrà una manifestazione cittadina con concentramento alle ore 8.30 davanti alla Stazione Principe. Gli studenti, i centri sociali, i sindacati di base e le associazioni si concentreranno in piazza Caricamento alle 9. I 2 spezzoni si unirano nella zona universitaria di piazza Nunziata per proseguire insieme il corteo.
A Imperia il corteo di Uniti contro la Crisi partirà da piazza Ulisse Calvi alle 9 per raggiungere piazza della Vittoria
Toscana. Manifestazione regionale a Massa (Massa e Carrara) con concentramento alle ore 9.30 davanti alla sede della Eaton, multinazionale statunitense di componentistica auto.
Umbria. Manifestazione regionale a Perugia, alle ore 9.30, in via Cipriano Piccolpasso, di fronte alla locale concessionaria Fiat.
Marche. Manifestazione regionale ad Ancona.
Lazio. Manifestazione regionale a Cassino (Frosinone). Alle ore 9.30, concentramento davanti alla Stazione ferroviaria. Un corteo raggiungerà piazza Alcide De Gasperi, dove si terrà il comizio conclusivo.
Abruzzo. Manifestazione regionale a Lanciano (Chieti). Concentramento alle ore 9.00 in piazzale Cuonzo (zona Stadio). Il comizio conclusivo si terrà a piazza del Plebiscito.
Molise. Manifestazione regionale a Termoli, ove ha sede uno stabilimento del gruppo Fiat.
Campania. Manifestazione regionale a Pomigliano D'Arco (Napoli), sede dello stabilimento auto in relazione al quale sono stati siglati gli accordi separati del 15 giugno e del 29 dicembre 2010. Concentramento alle ore 10.00 alla rotonda Alfa Romeo (zona industriale). Comizio conclusivo in piazza Primavera.
Puglia. Manifestazione regionale a Bari.
Basilicata. Manifestazione regionale a Melfi nella cui zona industriale (San Nicola di Melfi) ha sede il più grande stabilimento Fiat auto del Mezzogiorno.
Calabria. Manifestazione regionale a Vibo Marina (Vibo Valentia), alle ore 10.00, davanti allo stabilimento del gruppo Nuovo Pignone.
Sicilia. Manifestazione regionale a Termini Imerese (Palermo), ove ha sede lo stabilimento auto che la Fiat intende chiudere a dicembre di quest'anno.
Sardegna. Manifestazione regionale a Cagliari. Concentramento in piazza Garibaldi alle ore 9.00. Da qui partirà un corteo diretto a piazza del Carmine ove si terrà il comizio conclusivo.
In Emilia-Romagna, l'iniziativa di lotta si svolgerà giovedì 27, con manifestazione regionale a Bologna. Nel comizio conclusivo, che si terrà in piazza Maggiore, prenderanno la parola Maurizio Landini, Segretario generale della Fiom-Cgil, e Susanna Camusso, Segretario generale della Cgil.
In tutte le altre regioni scioperi e manifestazioni si terranno invece venerdì 28. In numerosi casi le iniziative regionali si terranno non nei rispettivi capoluoghi, ma in zone industriali caratterizzate dalla presenza di stabilimenti o sedi del gruppo Fiat, o dalla presenza di aziende in cui sono in corso lotte a difesa del posto di lavoro.
Piemonte. Manifestazione regionale a Torino. Il corteo partirà da Porta Susa intorno alle ore 9.00 diretto a piazza Castello, ove avrà luogo il
comizio conclusivo.
Lombardia. Manifestazione regionale a Milano. Il corteo prenderà le mosse intorno alle ore 9.30 da Porta Venezia diretto a piazza Duomo. Maurizio Landini terrà il comizio conclusivo.
Veneto. La manifestazione regionale si svolgerà a Padova. Il concentramento è previsto alle ore 9.00 in piazzale della Stazione ferroviaria. Da qui un corteo raggiungerà piazza Insurrezione.
Trentino-Alto Adige. Manifestazione regionale a Bolzano.
Friuli-Venezia Giulia. Manifestazione regionale a Udine. Concentramento in piazza Paolo Diacono alle ore 10.00. Comizio a largo Melzi, di fronte alla sede della Confindustria.
Liguria. In questa regione saranno effettuate diverse manifestazioni a livello provinciale. A Genova si terrà una manifestazione cittadina con concentramento alle ore 8.30 davanti alla Stazione Principe. Gli studenti, i centri sociali, i sindacati di base e le associazioni si concentreranno in piazza Caricamento alle 9. I 2 spezzoni si unirano nella zona universitaria di piazza Nunziata per proseguire insieme il corteo.
A Imperia il corteo di Uniti contro la Crisi partirà da piazza Ulisse Calvi alle 9 per raggiungere piazza della Vittoria
Toscana. Manifestazione regionale a Massa (Massa e Carrara) con concentramento alle ore 9.30 davanti alla sede della Eaton, multinazionale statunitense di componentistica auto.
Umbria. Manifestazione regionale a Perugia, alle ore 9.30, in via Cipriano Piccolpasso, di fronte alla locale concessionaria Fiat.
Marche. Manifestazione regionale ad Ancona.
Lazio. Manifestazione regionale a Cassino (Frosinone). Alle ore 9.30, concentramento davanti alla Stazione ferroviaria. Un corteo raggiungerà piazza Alcide De Gasperi, dove si terrà il comizio conclusivo.
Abruzzo. Manifestazione regionale a Lanciano (Chieti). Concentramento alle ore 9.00 in piazzale Cuonzo (zona Stadio). Il comizio conclusivo si terrà a piazza del Plebiscito.
Molise. Manifestazione regionale a Termoli, ove ha sede uno stabilimento del gruppo Fiat.
Campania. Manifestazione regionale a Pomigliano D'Arco (Napoli), sede dello stabilimento auto in relazione al quale sono stati siglati gli accordi separati del 15 giugno e del 29 dicembre 2010. Concentramento alle ore 10.00 alla rotonda Alfa Romeo (zona industriale). Comizio conclusivo in piazza Primavera.
Puglia. Manifestazione regionale a Bari.
Basilicata. Manifestazione regionale a Melfi nella cui zona industriale (San Nicola di Melfi) ha sede il più grande stabilimento Fiat auto del Mezzogiorno.
Calabria. Manifestazione regionale a Vibo Marina (Vibo Valentia), alle ore 10.00, davanti allo stabilimento del gruppo Nuovo Pignone.
Sicilia. Manifestazione regionale a Termini Imerese (Palermo), ove ha sede lo stabilimento auto che la Fiat intende chiudere a dicembre di quest'anno.
Sardegna. Manifestazione regionale a Cagliari. Concentramento in piazza Garibaldi alle ore 9.00. Da qui partirà un corteo diretto a piazza del Carmine ove si terrà il comizio conclusivo.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito www.fiom.cgil.it
Gli appuntamenti di Uniti contro la crisi
Veneto - Studenti, precari, comitati per i beni comuni, associazionicontro il razzismo, centri sociali si sono dati appuntamento all'interno dello spazio Uniti contro la crisi a Padova per partecipare alla manifestazione regionale della Fiom. A Padova si concentreranno le delegazioni da tutte le province. Saranno presenti anche gli scrittori promotori dell'appello contro la censura sui libri, dopo la proposta di esponenti del centrodestra di togliere i libri di autori scomodi dalle biblioteche del Veneto.
Marche - I Centri Sociali delle Marche saranno presenti con gli operaidavanti ai cancelli della FIAT (Jesi) alle ore 3.00 del mattino. Sarà una lunga NOTTE ROSSA da vivere insieme, in attesa dell'ingressodel primo turno di fabbrica alle 5.00. Mentre gli operai si stanno organizzando nell'allestimento di bracieri per scaldarsi e cibo dacuocere, il TNT sta allestendo il camion con sound-system. Verrà a suonare Marino, il famoso cantante della GANG e Angelo Ferracuti, noto scrittore fermano, leggerà alcuni dei suoi racconti. Aspetteremo insieme l'ingresso dei lavoratori del turno della mattina per invitare tutti apartecipare al corteo regionale che alle 10.00 partirà dalla Fiera della Pesca in Ancona.
Friuli - Da Trieste si partirà con un treno collettivo per il diritto alla mobilità per raggiungere Udine e partecipare, uniti contro la crisi, alla manifestazione regionale.
Toscana - Presenza alla manifestazione a Massa Carrara.
Piemonte - Studenti, precari, migranti da Alessandria si concentreranno a Porta Susa a Torino, portando i contenuti di Uniti contro la crisi.
Campania - Si inizia all'alba con i picchetti comuni all'Alenia e a Avio. Poi studenti, precari e comitati in difesa del territorio, uniti contro la crisi, andranno a Pomigliano, al concentramento alla rotonda Alfa Romeo, con i bus in partenza da Napoli alle ore 9.00 da Piazza Garibaldi e dalla Metro di Chiaiano.
Lazio - Studenti della Sapienza e altre facoltà e scuole, precari e comitati si sono dati appuntamento a Roma Stazione Termini alle 7.30 per raggiungere Cassino e partecipare alla manifestazione regionale della Fiom, costruendo lo spazio comune Uniti contro la crisi.
Sicilia - Studenti, precari, Laboratorio Zeta, uniti contro la crisi, saranno a Termini Imerese alla manifestazione Fiom.
Trentino - Studenti, precari e il Centro Sociale Bruno si sono dati appuntamento a Trento a San Poi al Supermercato Orvea, in solidarietà con lo sciopero lanciato dalla Filcams per poi partecipare, uniti contro la crisi, al corteo in centro città.
Puglia - Precari, studenti, centri sociali e comitati per l'ambiente saranno a Bari alla manifestazione regionale Fiom.
Il portale www.globalproject seguirà tutte le iniziative in diretta streaming video e audio.
Per inviare SMS in diretta 3351237814, per inviare foto e mail contac(at)globalproject.info
La diretta audio sarà gestita da Radio Ciroma.
Comunicato di Area Programmatica “la CGIL che Vogliamo” - Coordinamento Regionale - Basilicata
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE dei METALMECCANICI il 28 Gennaio 2011
La gravità della situazione politica economica e sociale richiede una svolta che rimetta al centro la qualità, la stabilità, i diritti del lavoro.
Occorre fare della battaglia per la stabilità occupazionale, la qualificazione del Welfare,il rilancio della contrattazione,la definizione di regole certe per la democrazia e la rappresentanza sindacale il perno dell’iniziativa sindacale e politico per imprimere una reale discontinuità alla fuoriuscita dalla crisi.
La destrutturazione del contratto nazionale attraverso disdette e deroghe,l’attacco ai diritti sindacali e all’esercizio democratico della rappresentanza nei luoghi di lavoro operati da Fiat e Federmeccanica e avallati dalla Confindustria rappresentano un ritorno indietro e un rischio concreto di effetto domino sul complesso del mondo del lavoro.
L’attacco gravissimo portato contemporaneamente ai due settori portanti del lavoro pubblico e privato oltre che confermare la linea del Governo di abbandonare definitivamente il modello sociale alla base del patto di cittadinanza del nostro Paese, attraverso la demolizione di ciò che resta del Welfare pubblico e del Contratto Nazionale di lavoro considerato dal Governo e dalla Confindustria un vincolo intollerabile del quale occorre liberarsi.
Si prepara una stagione particolarmente dura, nella quale arriveranno a definizione le scelte del Governo e della Confindustria, col sostanziale assenso di CISL e UIL, tese ulteriormente a svalorizzare il lavoro e ridurre Diritti e Tutele, a vanificare la contrattazione.
A questi obiettivi di fondo corrispondono, in una logica sequenza, l’Accordo separato sul modello contrattuale, l’Accordo separato su Pomigliano e Mirafiori, la Riforma del processo del lavoro, il collegato lavoro, le ipotesi sullo statuto dei lavori che di fatto disegnano con organica strategia un nuovo modello neocorporativo che modifica profondamente ruolo e funzioni del Sindacato e destruttura i Diritti individuali e collettivi dei lavoratori.
Le decisioni di Federmeccanica e Governo delineano un modello organico e strutturato con prevedibile effetto domino sull’intero sistema delle imprese e sul complesso del lavoro dipendente è per questa ragione che sarebbe un grave errore di analisi e valutazione pensare che il tema riguarda una sola categoria.
Allo SCIOPERO dei METALMECCANICI dovrà seguire lo SCIOPERO GENERALE di TUTTI i lavoratori Pubblici e Privati per impedire alla CONFINDUSTRIA sostenuta dal Governo e da CISL, UIL e UGL di CANCELLARE la LIBERTA’ e la DEMOCRAZIA nei luoghi di lavoro in Italia.
MANIFESTAZIONE REGIONALE A PALERMO. Giovedì 28 gennaio, ore 9,30, da piazza Politeama fino alla Presidenza della Regione Siciliana
Il 28 gennaio, insieme ai metalmeccanici, sciopereranno e manifesteranno tutte le categorie del lavoro dipendente pubblico e privato (ad eccezione dei trasporti urbani che scioperano il 26) e nella scuola e nelle Università - oltre a docenti, Ata e personale amministrativo - bloccheranno le attività gli studenti protagonisti della rivolta anti-Gelmini dei mesi scorsi.
I COBAS hanno infatti esteso a tutti i lavoratori e le lavoratrici lo sciopero che la Fiom aveva indetto per i soli metalmeccanici, dopo aver inutilmente cercato di farlo generalizzare anche dalla Cgil che si è seccamente rifiutata per timore dell’estensione della lotta contro l’arroganza padronale e governativa.
E’ uno sciopero contro quel potere economico che ha trascinato l'Italia nella più grave crisi del dopoguerra, e che, invece di pagare per la sua opera distruttiva, cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste dei salariati/e e dei settori popolari; contro l'azione del governo Berlusconi che, aggravando le politiche liberiste del precedente governo Prodi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche e nelle strutture pubbliche (a partire dalla scuola: 140 mila posti in meno ed espulsione in massa dei precari), imposto catastrofiche "riforme" della scuola e dell'Università, bloccato i contratti nel Pubblico Impiego e sequestrata la contrattazione e i diritti lavorativi e sindacali con il decreto Brunetta; contro un padronato parassitario e reazionario, che, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, va all’assalto di ciò che resta dei diritti dei salariati.
PER l’adeguamento di salari, stipendi e pensioni
PER la difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro e l’estensione dei diritti sindacali per tutti
CONTRO l’immiserimento della scuola e dell’Università, il massacro di posti di lavoro, l’espulsione dei precari
PER la difesa dell’Istruzione Pubblica in Italia
CONTRO le riforme Gelmini e il decreto Brunetta
PER una reale politica occupazionale che crei e non distrugga i posti di lavoro e risolva il problema del precariato
LA CRISI SIA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA
NOI STIAMO CON LA FIOM!
La gravità della situazione politica economica e sociale richiede una svolta che rimetta al centro la qualità, la stabilità, i diritti del lavoro.
Occorre fare della battaglia per la stabilità occupazionale, la qualificazione del Welfare,il rilancio della contrattazione,la definizione di regole certe per la democrazia e la rappresentanza sindacale il perno dell’iniziativa sindacale e politico per imprimere una reale discontinuità alla fuoriuscita dalla crisi.
La destrutturazione del contratto nazionale attraverso disdette e deroghe,l’attacco ai diritti sindacali e all’esercizio democratico della rappresentanza nei luoghi di lavoro operati da Fiat e Federmeccanica e avallati dalla Confindustria rappresentano un ritorno indietro e un rischio concreto di effetto domino sul complesso del mondo del lavoro.
L’attacco gravissimo portato contemporaneamente ai due settori portanti del lavoro pubblico e privato oltre che confermare la linea del Governo di abbandonare definitivamente il modello sociale alla base del patto di cittadinanza del nostro Paese, attraverso la demolizione di ciò che resta del Welfare pubblico e del Contratto Nazionale di lavoro considerato dal Governo e dalla Confindustria un vincolo intollerabile del quale occorre liberarsi.
Si prepara una stagione particolarmente dura, nella quale arriveranno a definizione le scelte del Governo e della Confindustria, col sostanziale assenso di CISL e UIL, tese ulteriormente a svalorizzare il lavoro e ridurre Diritti e Tutele, a vanificare la contrattazione.
A questi obiettivi di fondo corrispondono, in una logica sequenza, l’Accordo separato sul modello contrattuale, l’Accordo separato su Pomigliano e Mirafiori, la Riforma del processo del lavoro, il collegato lavoro, le ipotesi sullo statuto dei lavori che di fatto disegnano con organica strategia un nuovo modello neocorporativo che modifica profondamente ruolo e funzioni del Sindacato e destruttura i Diritti individuali e collettivi dei lavoratori.
Le decisioni di Federmeccanica e Governo delineano un modello organico e strutturato con prevedibile effetto domino sull’intero sistema delle imprese e sul complesso del lavoro dipendente è per questa ragione che sarebbe un grave errore di analisi e valutazione pensare che il tema riguarda una sola categoria.
Allo SCIOPERO dei METALMECCANICI dovrà seguire lo SCIOPERO GENERALE di TUTTI i lavoratori Pubblici e Privati per impedire alla CONFINDUSTRIA sostenuta dal Governo e da CISL, UIL e UGL di CANCELLARE la LIBERTA’ e la DEMOCRAZIA nei luoghi di lavoro in Italia.
MANIFESTAZIONE REGIONALE A PALERMO. Giovedì 28 gennaio, ore 9,30, da piazza Politeama fino alla Presidenza della Regione Siciliana
Il 28 gennaio, insieme ai metalmeccanici, sciopereranno e manifesteranno tutte le categorie del lavoro dipendente pubblico e privato (ad eccezione dei trasporti urbani che scioperano il 26) e nella scuola e nelle Università - oltre a docenti, Ata e personale amministrativo - bloccheranno le attività gli studenti protagonisti della rivolta anti-Gelmini dei mesi scorsi.
I COBAS hanno infatti esteso a tutti i lavoratori e le lavoratrici lo sciopero che la Fiom aveva indetto per i soli metalmeccanici, dopo aver inutilmente cercato di farlo generalizzare anche dalla Cgil che si è seccamente rifiutata per timore dell’estensione della lotta contro l’arroganza padronale e governativa.
E’ uno sciopero contro quel potere economico che ha trascinato l'Italia nella più grave crisi del dopoguerra, e che, invece di pagare per la sua opera distruttiva, cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste dei salariati/e e dei settori popolari; contro l'azione del governo Berlusconi che, aggravando le politiche liberiste del precedente governo Prodi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche e nelle strutture pubbliche (a partire dalla scuola: 140 mila posti in meno ed espulsione in massa dei precari), imposto catastrofiche "riforme" della scuola e dell'Università, bloccato i contratti nel Pubblico Impiego e sequestrata la contrattazione e i diritti lavorativi e sindacali con il decreto Brunetta; contro un padronato parassitario e reazionario, che, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, va all’assalto di ciò che resta dei diritti dei salariati.
PER l’adeguamento di salari, stipendi e pensioni
PER la difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro e l’estensione dei diritti sindacali per tutti
CONTRO l’immiserimento della scuola e dell’Università, il massacro di posti di lavoro, l’espulsione dei precari
PER la difesa dell’Istruzione Pubblica in Italia
CONTRO le riforme Gelmini e il decreto Brunetta
PER una reale politica occupazionale che crei e non distrugga i posti di lavoro e risolva il problema del precariato
LA CRISI SIA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA
NOI STIAMO CON LA FIOM!
FLC CGIL UNIVERSITA' (Federazione Lavoratori della Conoscenza)
La crisi economica, politica, sociale e culturale che sta vivendo la società italiana passa emblematicamente attraverso la vicenda FIAT. Da una parte diritti e dignità calpestati e dall'altra la volontà di sollevare la testa e di resistere al ricatto del più forte.
Ciò che è in atto è un vero e proprio attacco alla democrazia, al lavoro, al sindacato. La FIOM/CGIL diventa il simbolo di una battaglia che è di tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell'intera società.
Il lavoro, fonte di dignità riconosciuta costituzionalmente in quanto strumento di realizzazione della personalità , oggi diventa l'arma più potente nelle mani del ministro Brunetta, nel suo tentativo di “ritoccare" l'articolo 1 della Costituzione eliminando il riferimento alla Repubblica «fondata sul lavoro», e di Marchionne, come controllo totale della produzione, per annullare la personalità di ogni lavoratore.
Il lavoro diventa non un diritto ma una concessione occasionale, ipotetica, a rischio, completamente sottomesso alla rincorsa al più alto profitto a scapito del diritto ad un dignitoso salario e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il ricatto è quello di rinunciare a diritti indisponibili e a quote di salario pur di salvaguardare un posto di lavoro che comunque diventa un privilegio a fronte della crescente disoccupazione soprattutto giovanile.
Non a caso il Governo, protagonista di una politica fiscale che colpisce solo i lavoratori dipendenti, che taglia l'occupazione nel pubblico impiego che blocca i contratti e riduce i salari e le pensioni, che elimina la contrattazione ed il diritto di rivendicare i propri diritti, che privatizza le Università e ne rende la gestione ancora più autoritaria, che penalizza la conoscenza, si schiera con la FIAT ed il suo degno campione, Marchionne.
Il manager il cui reddito garantirebbe l'occupazione a più di 1000 lavoratori.
NOI STIAMO con la FIOM!
PERCHÈ L’ISTRUZIONE PUBBLICA VIENE MAN MANO DEMOLITA PER DARE SPAZIO A QUELLA PRIVATA; PERCHÈ I RICERCATORI DELL'UNIVERSITÀ VENGONO ROTTAMATI DALLA RIFORMA GELMINI. PERCHÉ I PRECARI VENGONO ESPULSI DAI SETTORI DELLA CONOSCENZA. PERCHÉ VIENE NEGATO AGLI STUDENTI MENO ABBIENTI IL DIRITTO ALLO STUDIO. PERCHÉ NON È GIUSTO CHE I NOSTRI GIOVANI SVOLGANO LAVORI QUASI MAI CONTRATTUALIZZATI E MAL REMUNERATI. PERCHÈ I NOSTRI FIGLI ABBIANO LA POSSIBILITÀ DI SPERARE IN UN FUTURO MIGLIORE NEL LORO PAESE. PERCHÉ DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA, LA LIBERTÀ, IL LAVORO E I DIRITTI.
Stiamo con la FIOM perché la protesta dei metalmeccanici non riguarda solo i metalmeccanici ma l'intera società italiana.
La crisi economica, politica, sociale e culturale che sta vivendo la società italiana passa emblematicamente attraverso la vicenda FIAT. Da una parte diritti e dignità calpestati e dall'altra la volontà di sollevare la testa e di resistere al ricatto del più forte.
Ciò che è in atto è un vero e proprio attacco alla democrazia, al lavoro, al sindacato. La FIOM/CGIL diventa il simbolo di una battaglia che è di tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell'intera società.
Il lavoro, fonte di dignità riconosciuta costituzionalmente in quanto strumento di realizzazione della personalità , oggi diventa l'arma più potente nelle mani del ministro Brunetta, nel suo tentativo di “ritoccare" l'articolo 1 della Costituzione eliminando il riferimento alla Repubblica «fondata sul lavoro», e di Marchionne, come controllo totale della produzione, per annullare la personalità di ogni lavoratore.
Il lavoro diventa non un diritto ma una concessione occasionale, ipotetica, a rischio, completamente sottomesso alla rincorsa al più alto profitto a scapito del diritto ad un dignitoso salario e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il ricatto è quello di rinunciare a diritti indisponibili e a quote di salario pur di salvaguardare un posto di lavoro che comunque diventa un privilegio a fronte della crescente disoccupazione soprattutto giovanile.
Non a caso il Governo, protagonista di una politica fiscale che colpisce solo i lavoratori dipendenti, che taglia l'occupazione nel pubblico impiego che blocca i contratti e riduce i salari e le pensioni, che elimina la contrattazione ed il diritto di rivendicare i propri diritti, che privatizza le Università e ne rende la gestione ancora più autoritaria, che penalizza la conoscenza, si schiera con la FIAT ed il suo degno campione, Marchionne.
Il manager il cui reddito garantirebbe l'occupazione a più di 1000 lavoratori.
NOI STIAMO con la FIOM!
PERCHÈ L’ISTRUZIONE PUBBLICA VIENE MAN MANO DEMOLITA PER DARE SPAZIO A QUELLA PRIVATA; PERCHÈ I RICERCATORI DELL'UNIVERSITÀ VENGONO ROTTAMATI DALLA RIFORMA GELMINI. PERCHÉ I PRECARI VENGONO ESPULSI DAI SETTORI DELLA CONOSCENZA. PERCHÉ VIENE NEGATO AGLI STUDENTI MENO ABBIENTI IL DIRITTO ALLO STUDIO. PERCHÉ NON È GIUSTO CHE I NOSTRI GIOVANI SVOLGANO LAVORI QUASI MAI CONTRATTUALIZZATI E MAL REMUNERATI. PERCHÈ I NOSTRI FIGLI ABBIANO LA POSSIBILITÀ DI SPERARE IN UN FUTURO MIGLIORE NEL LORO PAESE. PERCHÉ DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA, LA LIBERTÀ, IL LAVORO E I DIRITTI.
Stiamo con la FIOM perché la protesta dei metalmeccanici non riguarda solo i metalmeccanici ma l'intera società italiana.
Perchè scendere in piazza il 28 Gennaio.
Editoriale a cura del collettivo LeMalefiche - Roma
Vi invio un editoriale tratto dal sito ateneinrivolta.org sul perchè come studentesse della Sapienza appoggiamo la lotta della Fiom e saremo a Cassino venerdì 28 gennaio.
Nell'articolo troverete una lettura di genere dell'attacco che subiamo su entrambi i fronti, studentesco e lavorativo, e l'attacco ulteriore in quanto donne.
Siamo parte di quel movimento che negli ultimi mesi è sceso in piazza contro la riforma Gelmini e contro l'ultimo attacco al diritto allo studio; siamo parte di una generazione che si sta ribellando, cosciente di non avere futuro.
La rabbia sociale che si è diffusa in questi mesi, esplosa il 14 dicembre nelle piazze, è testimonianza di una forte consapevolezza. Racconta della decisione di quella stessa generazione in rivolta di non restare inerme davanti ai continui attacchi ai diritti fondamentali, come l'università pubblica, la salute e il lavoro, e all'offensiva ugualmente violenta ai beni comuni, come le risorse ambientali e il territorio, da parte della politica istituzionale, in nome della crisi economica.
Come studentesse respingiamo con forza la riforma Gelmini che, insieme ai tagli imposti dall'ultima finanziaria, segna la fine dell'università pubblica.
Tra i tanti criticabili provvedimenti, denunciamo come la riduzione del numero di ricercatori e ricercatrici comporti un sempre minor accesso delle donne alla carriera universitaria: le donne, pur rappresentando oggi il 58% dei laureati, hanno percentuali sempre più basse di occupazione quando si analizzano i gradi più alti della formazione e del curriculum accademico (ricercatrici 40%, prof.sse associate 32%, prof.sse ordinarie 14% e sono soltanto 2 le donne rettore). Non meno importanti sono gli effetti dell'entrata dei privati nei consigli di amministrazione degli atenei, dove imprenditori potranno di fatto pilotare direttamente i fondi per la ricerca secondo le proprie esigenze, e dell'accorpamento didattico di dipartimenti e intere facoltà: è facile immaginare come questo tipo di provvedimenti possa portare alla censura di alcune innovazioni disciplinari, come l'istituzione di corsi di Studi di genere, che con grande fatica in alcuni atenei si stava cercando di mettere in atto. Conseguenza di tutto questo è la sempre più carente offerta formativa, che pesa soprattutto sulle studentesse.
Volere un'università di massa, laica e pubblica è per noi ancora necessario: l'accesso all'istruzione è un passo indispensabile verso quell'emancipazione che le donne oggi pensano di aver conquistato, ma che invece viene loro rosicchiata di giorno in giorno.
Non c’è la possibilità di essere libere di scegliere ed emanciparsi in un paese in cui le politiche sociali tendono a relegare la donna in casa e a delegarle tutto il lavoro di cura.
Non c'è libertà di scelta quando i tagli previsti per la sanità portano a provvedimenti, come la proposta di legge Tarzia alla Regione Lazio, che mirano a definanziare i servizi pubblici come i consultori, luoghi di prevenzione e informazione sulla salute delle donne.
Non c'è libertà di scelta quando il peggioramento delle condizioni contrattuali e di lavoro ricade su lavoratrici che già vivono una condizione di maggiore oppressione rispetto ai loro colleghi uomini.
In questi giorni è sotto gli occhi di tutt* l'accordo proposto da Marchionne ai lavoratori e alle lavoratrici della FIAT: un attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori in nome di una politica che tende unicamente al profitto dell'azienda; l'offensiva al settore metalmeccanico ricade su una categoria, quella delle operaie, che già subisce forti discriminazioni.
La nostra analisi parte da "La voce di 100.000 lavoratori-lavoratrici. Sintesi dei risultati dell'inchiesta nazionale sulla condizione delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici in Italia" a cura di Eliana Como, pubblicata nel 2008, promossa dalla FIOM.
L'inchiesta è basata su 96.607 questionari validi, somministrati in circa 4000 imprese metalmeccaniche su tutto il territorio nazionale. Il fatto che il 44,4% delle lavoratrici e dei lavoratori intervistati non appartenga ad alcun sindacato, rafforza la significatività e la rappresentatività dei risultati e scongiura il rischio che questi siano influenzati.
Degli intervistati il 22% sono donne, ricalcando il dato ISTAT 2001 per cui la presenza femminile nel comparto metalmeccanico è pari al 20,5%.
Abbiamo letto tutta l'inchiesta in dettaglio e quello che ne è emerso è imbarazzante.
In un comparto in cui già le condizioni di vita e lavoro sono critiche per tutt*, per le lavoratrici diventano ancora peggiori dal punto di vista del salario, della salute, dell’alienazione, della precarietà e delle discriminazioni. Considerando che l'indagine si riferisce al biennio 2007-2008, non possiamo che pensare che la situazione ad oggi sia ulteriormente peggiorata, visto l’accordo/ricatto che hanno subito e subiranno i/le operai* FIAT nei diversi stabilimenti.
Secondo l'inchiesta il reddito netto medio di un operaio è di 1,246 euro mensili. Tra le donne la media cala (una donna su 3 guadagna meno di 1000 euro al mese): i redditi mensili delle donne risultano più bassi di quelli degli uomini, anche a parità di mansione, qualifica, ore lavorative ed anzianità.
La maggior parte delle donne sono operaie (66%) o inserite come impiegate nell'amministrazione. Le persone a capo di settori e reparti sono quasi tutti uomini ed è impossibile trovare un lavoratore uomo che lavori per un capo donna. È così che assistiamo spesso a relazioni sociali che si traducono in intimidazioni, discriminazioni e violenze legate al genere (6,7%), alle preferenze sessuali (5,2%) e all'etnia (1,9%) o alla nazionalità (20%). Nei confronti delle donne quindi, soprattutto se migranti e particolarmente giovani: addirittura il 4,7% dichiara di essere stata vittima di violenze fisiche da parte di colleghi uomini.
Inoltre un operaio su 5 dichiara che l’informazione sulla sicurezza sul lavoro non è adeguata.
È alta tra le donne (47%) la consapevolezza dei danni che il proprio lavoro comporta sulla salute: soprattutto le giovani lavoratrici ritengono che non potranno svolgere la mansione che ricoprono attualmente anche quando avranno 50 anni.
Da un recente studio ISTAT emerge che il 76,2% del lavoro familiare nelle coppie italiane è a carico delle donne, in questo ambito infatti possiamo "vantare" un primato europeo. L'inchiesta promossa dalla FIOM non fa che rincarare la dose: il 75% delle lavoratrici dichiara di aver dovuto accettare un contratto part-time a causa degli impegni familiari e per il 31% delle donne è previsto un orario lavorativo di 40 ore settimanali particolarmente parcellizzato e stressante (al quale si sommano altre 20 ore di lavoro domestico). È anche più facile che siano le donne ad avere un contratto precario (il 13% rispetto all'8% degli uomini).
In tutti gli ambiti analizzati dall'inchiesta le donne risultano subire ricatti e danni (fisici e materiali) nettamente superiori anche a parità di mansione, ore di lavoro, titolo di studio e anzianità rispetto ai colleghi uomini.
Ecco che su circa un milione di posti di lavoro persi per la crisi economica tra il 2008 e il 2009, le donne rappresentano la maggioranza, nonostante l’impiego delle donne in Italia sia di 10 punti inferiore alla media europea.
In questa drammatica situazione è importante sottolineare come, sempre secondo i dati ISTAT, molti dei "no" al progetto di Marchionne a Mirafiori, siano stati espressi da donne. Segno questo di consapevolezza e responsabilità delle metalmeccaniche che, di fronte ad un accordo che ne peggiorerà notevolmente le condizioni di lavoro, scelgono di non cedere al ricatto imposto dall’azienda.
Saremo a Cassino il 28 gennaio al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici doppiamente ricattabili, perché donne.
Oggi più che mai sentiamo la necessità di investire in un'unione delle lotte sociali tra studentesse, lavoratrici, precarie, migranti: è evidente la forte necessità di affrontare analisi e discussioni specifiche sulla condizione attuale delle donne; crediamo ci sia bisogno di un ragionamento ampio che vada dalle politiche securitarie, razziste e xenofobe, che vari governi hanno portato avanti in questo paese, alle politiche familiste della destra, agli stereotipi della televisione, alla strumentalizzazione dei nostri corpi.
Continuiamo a subire una duplice oppressione, quella di genere e quella che viviamo come studentesse e lavoratrici, sul luogo di lavoro, all'università o negli altri luoghi sociali in cui viviamo. Pensiamo quindi che proprio a partire da questi luoghi le donne devono riunirsi e autorganizzarsi, prendere coscienza della loro condizione e poi reagire, autodeterminandosi, radicalizzando e rafforzando così ogni forma di lotta.
Ma una vittoria parziale è insufficiente: solo unendo le lotte si può rispondere alla rabbia che proviamo e che abbiamo portato in piazza, noi per prime, studentesse e donne in rivolta.
PER QUESTO IL 28 GENNAIO TUTT* A CASSINO!
28 gennaio, tutti in piazza con FIOM! Ci avete tolto troppo, riprendiamoci tutto!
Resistenza Viola Piemonte al Corteo FIOM insieme all’assemblea Lavoratori / Studenti / Movimenti.
Sono il giovane che non si sposa perché con una vita da precario non si può permettere il lusso di pensare al futuro.
Sono l’insegnante per vocazione che rinuncia alla missione per disperazione, perché il mio contratto è scaduto da tempo e ora so di essere tra i tanti che non prenderanno mai una dignitosa pensione.
Sono l’operaio che hai ridotto in schiavitù incolpando la globalizzazione e la crisi!
Sono lo studente al quale hai sottratto il futuro, decidendo che solo i figli dei benestanti avranno diritto ad una valida istruzione, i poveracci si arrangino pure.
Sono l’immigrato che, rinchiuso in un CIE, ha pagato per essere regolarizzato, ma verrà espulso.
Sono il disoccupato, il precario, il cassaintegrato, emarginato, dimenticato da un governo che usa la cosa pubblica per affari privati, e la giustizia come scudo per proteggersi da condanne per corruzione, collusione, evasione fiscale.
Sono il cittadino vittima di una propaganda che attraverso il monopolio di 6 reti TV nazionali ha creato una neolingua trasformando i vostri furti in un “patto per l’Italia”, i vostri bunga bunga in un vanto virile, i loschi affari con Cosa Nostra in una persecuzione delle inesistenti toghe rosse e le agende rosse in agende comuniste.
Sono l’omosessuale che ti piace umiliare, costretto a combattere contro un mondo fatto di pregiudizi, aggressioni, insulti ipocriti, mentre chi è al potere usa minorenni per festini selvaggi,ammicca al prete pedofilo, stringe accordi con il Vaticano, finanzia le scuole cattoliche, in uno Stato che dovrebbe essere laico.
Sono il carabiniere, il poliziotto, il finanziere che pensava di difendere lo Stato e si ritrova costretto ad usare il manganello contro i cittadini che protestano indignati,sono il tutore dell’ordine pubblico che con i nostri soldi viene pagato per proteggere corrotti e mafiosi.
Sono la mamma di Terzigno che combatte per non vedere morire i suoi figli, condannati a morte da veleni depositati da sempre nel nostro suolo, in un’emergenza rifiuti creata ad arte per sottrarre risorse economiche infischiandosene del futuro della nostra terra, delle nostre stesse vite e causando un disastro ambientale senza precedenti, un omicidio di Stato.
Sono il NOTAV che hai preso a manganellate per 20 anni, in Valsusa, ma che da 20 anni resiste e continuerà’ a fermare l’ennesima grande opera inutile e devastante, l’ennesimo spreco di quel denaro pubblico che dovreste investire in un piano per garantire l’assetto idrogeologico del territorio, per migliorare i collegamenti e facilitare la vita dei pendolari, nell’istruzione e nella sanità pubblica.
Sono il cittadino de L’Aquila che alle 3 e 32 del 6 aprile 2009 non rideva, ma perdeva parenti, amici, ed un futuro, affidato a Protezione Civile che, in deroga ad ogni legge, ha speculato sull’emergenza lasciando i cumuli di macerie al loro posto.
Sono il malato di cancro ormai in fase terminale, perché per una TAC ho aspettato 11 mesi e nel cancro la diagnosi precoce è l’unica speranza.
Sono il disabile che non può vivere una vita dignitosa, sono l’anziano che dopo aver vissuto i drammi del fascismo è costretto ad invecchiare vivendo una nuova autarchia.
Sono il genitore che non può più permettere che ladri della vostra specie derubino i miei figli del loro futuro.
E sono l’indignato che il 28 gennaio, insieme ai lavoratori, agli studenti, ai precari, ai disoccupati, ai NOTAV, ai cittadini indignati, scenderà in piazza, nelle strade, perché finalmente venga riconosciuto il valore della nostra democrazia.
Un cittadino italiano incazzato viola.
Qui l’evento su Facebook: www.facebook.com/event.php
CUB: domani scioperi e presidio ad Arcore
Il 28 gennaio mobilitazione dei metalmeccanici, dell’informazione e spettacoli, della scuola e dei bancari della CUB per il diritto al lavoro, al reddito, alla dignità e contro il tentativo di padronato e governo di imporre la dittatura del capitale sui lavoratori. CUB-Scuola parteciperà al corteo della scuola, e presidio ad Arcore.
Nell'articolo troverete una lettura di genere dell'attacco che subiamo su entrambi i fronti, studentesco e lavorativo, e l'attacco ulteriore in quanto donne.
Siamo parte di quel movimento che negli ultimi mesi è sceso in piazza contro la riforma Gelmini e contro l'ultimo attacco al diritto allo studio; siamo parte di una generazione che si sta ribellando, cosciente di non avere futuro.
La rabbia sociale che si è diffusa in questi mesi, esplosa il 14 dicembre nelle piazze, è testimonianza di una forte consapevolezza. Racconta della decisione di quella stessa generazione in rivolta di non restare inerme davanti ai continui attacchi ai diritti fondamentali, come l'università pubblica, la salute e il lavoro, e all'offensiva ugualmente violenta ai beni comuni, come le risorse ambientali e il territorio, da parte della politica istituzionale, in nome della crisi economica.
Come studentesse respingiamo con forza la riforma Gelmini che, insieme ai tagli imposti dall'ultima finanziaria, segna la fine dell'università pubblica.
Tra i tanti criticabili provvedimenti, denunciamo come la riduzione del numero di ricercatori e ricercatrici comporti un sempre minor accesso delle donne alla carriera universitaria: le donne, pur rappresentando oggi il 58% dei laureati, hanno percentuali sempre più basse di occupazione quando si analizzano i gradi più alti della formazione e del curriculum accademico (ricercatrici 40%, prof.sse associate 32%, prof.sse ordinarie 14% e sono soltanto 2 le donne rettore). Non meno importanti sono gli effetti dell'entrata dei privati nei consigli di amministrazione degli atenei, dove imprenditori potranno di fatto pilotare direttamente i fondi per la ricerca secondo le proprie esigenze, e dell'accorpamento didattico di dipartimenti e intere facoltà: è facile immaginare come questo tipo di provvedimenti possa portare alla censura di alcune innovazioni disciplinari, come l'istituzione di corsi di Studi di genere, che con grande fatica in alcuni atenei si stava cercando di mettere in atto. Conseguenza di tutto questo è la sempre più carente offerta formativa, che pesa soprattutto sulle studentesse.
Volere un'università di massa, laica e pubblica è per noi ancora necessario: l'accesso all'istruzione è un passo indispensabile verso quell'emancipazione che le donne oggi pensano di aver conquistato, ma che invece viene loro rosicchiata di giorno in giorno.
Non c’è la possibilità di essere libere di scegliere ed emanciparsi in un paese in cui le politiche sociali tendono a relegare la donna in casa e a delegarle tutto il lavoro di cura.
Non c'è libertà di scelta quando i tagli previsti per la sanità portano a provvedimenti, come la proposta di legge Tarzia alla Regione Lazio, che mirano a definanziare i servizi pubblici come i consultori, luoghi di prevenzione e informazione sulla salute delle donne.
Non c'è libertà di scelta quando il peggioramento delle condizioni contrattuali e di lavoro ricade su lavoratrici che già vivono una condizione di maggiore oppressione rispetto ai loro colleghi uomini.
In questi giorni è sotto gli occhi di tutt* l'accordo proposto da Marchionne ai lavoratori e alle lavoratrici della FIAT: un attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori in nome di una politica che tende unicamente al profitto dell'azienda; l'offensiva al settore metalmeccanico ricade su una categoria, quella delle operaie, che già subisce forti discriminazioni.
La nostra analisi parte da "La voce di 100.000 lavoratori-lavoratrici. Sintesi dei risultati dell'inchiesta nazionale sulla condizione delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici in Italia" a cura di Eliana Como, pubblicata nel 2008, promossa dalla FIOM.
L'inchiesta è basata su 96.607 questionari validi, somministrati in circa 4000 imprese metalmeccaniche su tutto il territorio nazionale. Il fatto che il 44,4% delle lavoratrici e dei lavoratori intervistati non appartenga ad alcun sindacato, rafforza la significatività e la rappresentatività dei risultati e scongiura il rischio che questi siano influenzati.
Degli intervistati il 22% sono donne, ricalcando il dato ISTAT 2001 per cui la presenza femminile nel comparto metalmeccanico è pari al 20,5%.
Abbiamo letto tutta l'inchiesta in dettaglio e quello che ne è emerso è imbarazzante.
In un comparto in cui già le condizioni di vita e lavoro sono critiche per tutt*, per le lavoratrici diventano ancora peggiori dal punto di vista del salario, della salute, dell’alienazione, della precarietà e delle discriminazioni. Considerando che l'indagine si riferisce al biennio 2007-2008, non possiamo che pensare che la situazione ad oggi sia ulteriormente peggiorata, visto l’accordo/ricatto che hanno subito e subiranno i/le operai* FIAT nei diversi stabilimenti.
Secondo l'inchiesta il reddito netto medio di un operaio è di 1,246 euro mensili. Tra le donne la media cala (una donna su 3 guadagna meno di 1000 euro al mese): i redditi mensili delle donne risultano più bassi di quelli degli uomini, anche a parità di mansione, qualifica, ore lavorative ed anzianità.
La maggior parte delle donne sono operaie (66%) o inserite come impiegate nell'amministrazione. Le persone a capo di settori e reparti sono quasi tutti uomini ed è impossibile trovare un lavoratore uomo che lavori per un capo donna. È così che assistiamo spesso a relazioni sociali che si traducono in intimidazioni, discriminazioni e violenze legate al genere (6,7%), alle preferenze sessuali (5,2%) e all'etnia (1,9%) o alla nazionalità (20%). Nei confronti delle donne quindi, soprattutto se migranti e particolarmente giovani: addirittura il 4,7% dichiara di essere stata vittima di violenze fisiche da parte di colleghi uomini.
Inoltre un operaio su 5 dichiara che l’informazione sulla sicurezza sul lavoro non è adeguata.
È alta tra le donne (47%) la consapevolezza dei danni che il proprio lavoro comporta sulla salute: soprattutto le giovani lavoratrici ritengono che non potranno svolgere la mansione che ricoprono attualmente anche quando avranno 50 anni.
Da un recente studio ISTAT emerge che il 76,2% del lavoro familiare nelle coppie italiane è a carico delle donne, in questo ambito infatti possiamo "vantare" un primato europeo. L'inchiesta promossa dalla FIOM non fa che rincarare la dose: il 75% delle lavoratrici dichiara di aver dovuto accettare un contratto part-time a causa degli impegni familiari e per il 31% delle donne è previsto un orario lavorativo di 40 ore settimanali particolarmente parcellizzato e stressante (al quale si sommano altre 20 ore di lavoro domestico). È anche più facile che siano le donne ad avere un contratto precario (il 13% rispetto all'8% degli uomini).
In tutti gli ambiti analizzati dall'inchiesta le donne risultano subire ricatti e danni (fisici e materiali) nettamente superiori anche a parità di mansione, ore di lavoro, titolo di studio e anzianità rispetto ai colleghi uomini.
Ecco che su circa un milione di posti di lavoro persi per la crisi economica tra il 2008 e il 2009, le donne rappresentano la maggioranza, nonostante l’impiego delle donne in Italia sia di 10 punti inferiore alla media europea.
In questa drammatica situazione è importante sottolineare come, sempre secondo i dati ISTAT, molti dei "no" al progetto di Marchionne a Mirafiori, siano stati espressi da donne. Segno questo di consapevolezza e responsabilità delle metalmeccaniche che, di fronte ad un accordo che ne peggiorerà notevolmente le condizioni di lavoro, scelgono di non cedere al ricatto imposto dall’azienda.
Saremo a Cassino il 28 gennaio al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici doppiamente ricattabili, perché donne.
Oggi più che mai sentiamo la necessità di investire in un'unione delle lotte sociali tra studentesse, lavoratrici, precarie, migranti: è evidente la forte necessità di affrontare analisi e discussioni specifiche sulla condizione attuale delle donne; crediamo ci sia bisogno di un ragionamento ampio che vada dalle politiche securitarie, razziste e xenofobe, che vari governi hanno portato avanti in questo paese, alle politiche familiste della destra, agli stereotipi della televisione, alla strumentalizzazione dei nostri corpi.
Continuiamo a subire una duplice oppressione, quella di genere e quella che viviamo come studentesse e lavoratrici, sul luogo di lavoro, all'università o negli altri luoghi sociali in cui viviamo. Pensiamo quindi che proprio a partire da questi luoghi le donne devono riunirsi e autorganizzarsi, prendere coscienza della loro condizione e poi reagire, autodeterminandosi, radicalizzando e rafforzando così ogni forma di lotta.
Ma una vittoria parziale è insufficiente: solo unendo le lotte si può rispondere alla rabbia che proviamo e che abbiamo portato in piazza, noi per prime, studentesse e donne in rivolta.
PER QUESTO IL 28 GENNAIO TUTT* A CASSINO!
28 gennaio, tutti in piazza con FIOM! Ci avete tolto troppo, riprendiamoci tutto!
Resistenza Viola Piemonte al Corteo FIOM insieme all’assemblea Lavoratori / Studenti / Movimenti.
Sono il giovane che non si sposa perché con una vita da precario non si può permettere il lusso di pensare al futuro.
Sono l’insegnante per vocazione che rinuncia alla missione per disperazione, perché il mio contratto è scaduto da tempo e ora so di essere tra i tanti che non prenderanno mai una dignitosa pensione.
Sono l’operaio che hai ridotto in schiavitù incolpando la globalizzazione e la crisi!
Sono lo studente al quale hai sottratto il futuro, decidendo che solo i figli dei benestanti avranno diritto ad una valida istruzione, i poveracci si arrangino pure.
Sono l’immigrato che, rinchiuso in un CIE, ha pagato per essere regolarizzato, ma verrà espulso.
Sono il disoccupato, il precario, il cassaintegrato, emarginato, dimenticato da un governo che usa la cosa pubblica per affari privati, e la giustizia come scudo per proteggersi da condanne per corruzione, collusione, evasione fiscale.
Sono il cittadino vittima di una propaganda che attraverso il monopolio di 6 reti TV nazionali ha creato una neolingua trasformando i vostri furti in un “patto per l’Italia”, i vostri bunga bunga in un vanto virile, i loschi affari con Cosa Nostra in una persecuzione delle inesistenti toghe rosse e le agende rosse in agende comuniste.
Sono l’omosessuale che ti piace umiliare, costretto a combattere contro un mondo fatto di pregiudizi, aggressioni, insulti ipocriti, mentre chi è al potere usa minorenni per festini selvaggi,ammicca al prete pedofilo, stringe accordi con il Vaticano, finanzia le scuole cattoliche, in uno Stato che dovrebbe essere laico.
Sono il carabiniere, il poliziotto, il finanziere che pensava di difendere lo Stato e si ritrova costretto ad usare il manganello contro i cittadini che protestano indignati,sono il tutore dell’ordine pubblico che con i nostri soldi viene pagato per proteggere corrotti e mafiosi.
Sono la mamma di Terzigno che combatte per non vedere morire i suoi figli, condannati a morte da veleni depositati da sempre nel nostro suolo, in un’emergenza rifiuti creata ad arte per sottrarre risorse economiche infischiandosene del futuro della nostra terra, delle nostre stesse vite e causando un disastro ambientale senza precedenti, un omicidio di Stato.
Sono il NOTAV che hai preso a manganellate per 20 anni, in Valsusa, ma che da 20 anni resiste e continuerà’ a fermare l’ennesima grande opera inutile e devastante, l’ennesimo spreco di quel denaro pubblico che dovreste investire in un piano per garantire l’assetto idrogeologico del territorio, per migliorare i collegamenti e facilitare la vita dei pendolari, nell’istruzione e nella sanità pubblica.
Sono il cittadino de L’Aquila che alle 3 e 32 del 6 aprile 2009 non rideva, ma perdeva parenti, amici, ed un futuro, affidato a Protezione Civile che, in deroga ad ogni legge, ha speculato sull’emergenza lasciando i cumuli di macerie al loro posto.
Sono il malato di cancro ormai in fase terminale, perché per una TAC ho aspettato 11 mesi e nel cancro la diagnosi precoce è l’unica speranza.
Sono il disabile che non può vivere una vita dignitosa, sono l’anziano che dopo aver vissuto i drammi del fascismo è costretto ad invecchiare vivendo una nuova autarchia.
Sono il genitore che non può più permettere che ladri della vostra specie derubino i miei figli del loro futuro.
E sono l’indignato che il 28 gennaio, insieme ai lavoratori, agli studenti, ai precari, ai disoccupati, ai NOTAV, ai cittadini indignati, scenderà in piazza, nelle strade, perché finalmente venga riconosciuto il valore della nostra democrazia.
Un cittadino italiano incazzato viola.
Qui l’evento su Facebook: www.facebook.com/event.php
CUB: domani scioperi e presidio ad Arcore
Il 28 gennaio mobilitazione dei metalmeccanici, dell’informazione e spettacoli, della scuola e dei bancari della CUB per il diritto al lavoro, al reddito, alla dignità e contro il tentativo di padronato e governo di imporre la dittatura del capitale sui lavoratori. CUB-Scuola parteciperà al corteo della scuola, e presidio ad Arcore.
Appuntamenti in altre cinque città.
Arcore (Milano), Villa S. Martino, ore 10.00;
Milano, Bastioni di Porta Venezia, ore 9.30 (CUB-Scuola Milano);
Cassino, piazza Garibaldi (Stazione Ffss), ore 9.30;
Firenze, piazza S. Marco, ore 9.30;
Roma, piazza della Repubblica;
Genova, presso il Caricamento, alle 9.00;
Torino, a Porta Susa, ore 9.00.
COMUNICATO SINDACALE de l'Esecutivo provinciale della confederazione Cobas a Terni
L'esecutivo provinciale della confederazione cobas precisa che i diritti dei lavoratori appartengono ai lavoratori e non alle sigle sindacali. Precisa inoltre - rispetto a quanto uscito oggi sulla stampalocale - che, dopo l'indizione dello sciopero generale nazionale da parte dei Cobas, in tutta Italia si terranno decine di manifestazioni del sindacalismo di base cui parteciperanno gli studenti medi ed universitari che autonomamente articolano le loro lotte ed i loro contenuti.
I cobas esprimono l'auspicio di una partecipazione di massa a Terni che porti lavoratori, studenti e precari ad unire le lotte contro l'attacco ai diritti ed ai salari portato avanti dal padronato appoggiato dal governo.
Auspicano infine che la democrazia sindacale non sia un vuoto slogan, ma una pratica da realizzare nei posti di lavoro e nei territori, per cui ricorda che non esistono manifestazioni "ufficiali" ed altre no e che nessuno può arrogarsi il monopolio dell'"ufficialità ".
Si informa che lo striscione che aprirà il corteo regionale di Terni è¨ "uniti contro i padroni"
28 GENNAIO A TERNI CORTEO REGIONALE DELL'AUTORGANIZZAZIONE E DEL SINDACALISMO DI BASE, MANIFESTAZIONE PER LO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO.
Il 28 Gennaio, in concomitanza allo sciopero dei metalmeccanici, la confederazione Cobas ha indetto uno sciopero generale di tutta la giornata nel settore pubblico e privato.
A Terni manifesteranno nel corteo regionale dell'autorganizzazione e del sindacalismo di base lavoratori, precari e studenti protagonisti della rivolta anti-Gelmini dei mesi scorsi.
Il concentramento studentesco è alle ore 8 davanti all'ITIS (via Battisti), da dove partirà un corteo che arriverà a piazza Tacito.
Il concentramento della manifestazione regionale è alle ore 9 a piazza Tacito da dove alle 9.30 partirà il corteo diretto alla Thyssenkrupp.
Lo sciopero generale del 28 è:
- contro quel potere economico che ha trascinato l'Italia nella più grave crisi del dopoguerra, e che, invece di pagare per la sua opera distruttiva, cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste e dei diritti dei salariati/e, dei settori popolari e dei beni comuni;
- contro il governo Berlusconi che, aggravando le politiche liberiste del precedente governo Prodi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche e nelle strutture pubbliche (a partire dalla scuola: 140 mila posti in meno ed espulsione in massa dei precari), ha imposto catastrofiche "riforme" della Scuola e dell'Università, nel Pubblico Impiego, ha bloccato i contratti, con il decreto Brunetta ha sequestrato la contrattazione e i diritti lavorativi e sindacali, mentre con il decreto Ronchi vuole definitivamente privatizzare i servizi pubblici tra cui l'acqua;
- contro un padronato parassitario e reazionario, che, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, va all'assalto di ciò che resta dei diritti dei salariati;
- contro il costante aumento delle spese militari, per le quali non vale il discorso della crisi economica;
- contro il crescente impegno bellico dell'Italia, che, calpestando l'articolo 11 della Costituzione, fa sì che il nostro Paese sia impegnato in vere e proprie guerre.
Le lotte dei precari della scuola, degli studenti del movimento e la risposta degli operai di Mirafiori all'Accordo-Vergogna, imposto da Marchionne, potenziano le fondamenta su cui poggiare lo sciopero generalizzato e le iniziative di piazza.
LAVORATORI, PRECARI E STUDENTI IN PIAZZA: LA CRISI SIA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA.
Confederazione Cobas Terni, USB Unione Sindacale di Base Umbria, Cobas Orvietano,
Collettivo studentesco "La crepa nel muro", Comitato Umbro per l'acqua pubblica,
Associazione "Primidellastrada"-Curva Est, Centro sociale "Germinal Cimarelli", Club "La
Terra di Nessuno", Comitato Cittadino Antifascista_Orvieto, Associazione Centro di
documentazione Popolare_Orvieto, Casa Rossa Spoleto, Comitato Antirazzista Spoleto
Venerdì 28 gennaio Sciopero Generale dei metalmeccanici organizzato da FIOM-CGIL.
I lavoratori Engineering.it partecipano alle manifestazioni di:
Aosta - piazza Chanoux dalle ore 9,00 alle ore 12,00 (ritrovo per chi parte da Ivrea alle ore 7,45 alla stazione ferroviaria di Ivrea).
Torino - piazza di Porta Susa dalle ore 9,00 alle ore 12,00 (per info potete rivolgervi ad Anna Valle - Cell. 333.6480912).
"La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione"
(G. Gaber)
Arcore (Milano), Villa S. Martino, ore 10.00;
Milano, Bastioni di Porta Venezia, ore 9.30 (CUB-Scuola Milano);
Cassino, piazza Garibaldi (Stazione Ffss), ore 9.30;
Firenze, piazza S. Marco, ore 9.30;
Roma, piazza della Repubblica;
Genova, presso il Caricamento, alle 9.00;
Torino, a Porta Susa, ore 9.00.
COMUNICATO SINDACALE de l'Esecutivo provinciale della confederazione Cobas a Terni
L'esecutivo provinciale della confederazione cobas precisa che i diritti dei lavoratori appartengono ai lavoratori e non alle sigle sindacali. Precisa inoltre - rispetto a quanto uscito oggi sulla stampalocale - che, dopo l'indizione dello sciopero generale nazionale da parte dei Cobas, in tutta Italia si terranno decine di manifestazioni del sindacalismo di base cui parteciperanno gli studenti medi ed universitari che autonomamente articolano le loro lotte ed i loro contenuti.
I cobas esprimono l'auspicio di una partecipazione di massa a Terni che porti lavoratori, studenti e precari ad unire le lotte contro l'attacco ai diritti ed ai salari portato avanti dal padronato appoggiato dal governo.
Auspicano infine che la democrazia sindacale non sia un vuoto slogan, ma una pratica da realizzare nei posti di lavoro e nei territori, per cui ricorda che non esistono manifestazioni "ufficiali" ed altre no e che nessuno può arrogarsi il monopolio dell'"ufficialità ".
Si informa che lo striscione che aprirà il corteo regionale di Terni è¨ "uniti contro i padroni"
28 GENNAIO A TERNI CORTEO REGIONALE DELL'AUTORGANIZZAZIONE E DEL SINDACALISMO DI BASE, MANIFESTAZIONE PER LO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO.
Il 28 Gennaio, in concomitanza allo sciopero dei metalmeccanici, la confederazione Cobas ha indetto uno sciopero generale di tutta la giornata nel settore pubblico e privato.
A Terni manifesteranno nel corteo regionale dell'autorganizzazione e del sindacalismo di base lavoratori, precari e studenti protagonisti della rivolta anti-Gelmini dei mesi scorsi.
Il concentramento studentesco è alle ore 8 davanti all'ITIS (via Battisti), da dove partirà un corteo che arriverà a piazza Tacito.
Il concentramento della manifestazione regionale è alle ore 9 a piazza Tacito da dove alle 9.30 partirà il corteo diretto alla Thyssenkrupp.
Lo sciopero generale del 28 è:
- contro quel potere economico che ha trascinato l'Italia nella più grave crisi del dopoguerra, e che, invece di pagare per la sua opera distruttiva, cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste e dei diritti dei salariati/e, dei settori popolari e dei beni comuni;
- contro il governo Berlusconi che, aggravando le politiche liberiste del precedente governo Prodi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche e nelle strutture pubbliche (a partire dalla scuola: 140 mila posti in meno ed espulsione in massa dei precari), ha imposto catastrofiche "riforme" della Scuola e dell'Università, nel Pubblico Impiego, ha bloccato i contratti, con il decreto Brunetta ha sequestrato la contrattazione e i diritti lavorativi e sindacali, mentre con il decreto Ronchi vuole definitivamente privatizzare i servizi pubblici tra cui l'acqua;
- contro un padronato parassitario e reazionario, che, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, va all'assalto di ciò che resta dei diritti dei salariati;
- contro il costante aumento delle spese militari, per le quali non vale il discorso della crisi economica;
- contro il crescente impegno bellico dell'Italia, che, calpestando l'articolo 11 della Costituzione, fa sì che il nostro Paese sia impegnato in vere e proprie guerre.
Le lotte dei precari della scuola, degli studenti del movimento e la risposta degli operai di Mirafiori all'Accordo-Vergogna, imposto da Marchionne, potenziano le fondamenta su cui poggiare lo sciopero generalizzato e le iniziative di piazza.
LAVORATORI, PRECARI E STUDENTI IN PIAZZA: LA CRISI SIA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA.
Confederazione Cobas Terni, USB Unione Sindacale di Base Umbria, Cobas Orvietano,
Collettivo studentesco "La crepa nel muro", Comitato Umbro per l'acqua pubblica,
Associazione "Primidellastrada"-Curva Est, Centro sociale "Germinal Cimarelli", Club "La
Terra di Nessuno", Comitato Cittadino Antifascista_Orvieto, Associazione Centro di
documentazione Popolare_Orvieto, Casa Rossa Spoleto, Comitato Antirazzista Spoleto
Venerdì 28 gennaio Sciopero Generale dei metalmeccanici organizzato da FIOM-CGIL.
I lavoratori Engineering.it partecipano alle manifestazioni di:
Aosta - piazza Chanoux dalle ore 9,00 alle ore 12,00 (ritrovo per chi parte da Ivrea alle ore 7,45 alla stazione ferroviaria di Ivrea).
Torino - piazza di Porta Susa dalle ore 9,00 alle ore 12,00 (per info potete rivolgervi ad Anna Valle - Cell. 333.6480912).
"La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione"
(G. Gaber)
Comitato Centrale (ex) Cassa Integrati Engineering.it
Sciopero e manifestazione regionale a Padova dei metalmeccanici venerdì 28 gennaio
Sciopero e manifestazione regionale a Padova dei metalmeccanici venerdì 28 gennaio
Per salvaguardare i diritti e la dignità SUL e DEL LAVORO.
La FIOM proclama lo sciopero Generale Nazionale di 8 ore dei Metalmeccanici.
Dopo gli accordi separati, Confederali e di Categoria, che hanno introdotto deroghe e sanzioni, violando il CCNL 2008, peggiorando le condizioni dei lavoratori, accordi mai votati dai lavoratori calpestando la democrazia, ora la FIAT vorrebbe imporre la sua moderna “dittatura”. Invece di progettare e costruire nuovi modelli di auto, FIAT si esercita su un “moderno” modello contrattuale: il capitale decide, il lavoro è schiavo!
Rifiutando di trattare, a Pomigliano e a Mirafiori, la FIAT ha imposto intese con FIM – UILM – FISMIC – UGL, che cancellano il CCNL, riducono gravemente i diritti dei lavoratori su pause, orario di lavoro, malattia, sopprimono la libertà sindacale e impongono gravi violazioni della Costituzione. Con il ricatto di fantomatici investimenti e del posto di lavoro la FIAT costringe i lavoratori ad un Referendum-Truffa per decidere che dopo di esso
non voteranno più per il futuro;
non potranno più scioperare, pena il licenziamento;
non potranno più iscriversi liberamente, nè eleggere propri rappresentanti sindacali
Costituzione, Democrazia e Contratto Nazionale spariscono dai luoghi di lavoro.
Le condizioni di lavoro e di salute peggiorano per tutti.
Federmeccanica e Confindustria hanno avallato tutto questo e gettato definitivamente la maschera: il Modello FIAT è la base delle “moderne” relazioni contrattuali e sindacali e la crisi va scaricata tutta sui lavoratori. Il lavoro non è un bene comune, non ha valore né dignità, diventa merce usa e getta!
Questo accordo non riguarda “solo” la Fiat,è il modello che i padroni vogliono praticare per uscire dalla crisi.
Tutto il Governo è schierato con FIAT, Federmeccanica e Confindustria, di conseguenza non c’è politica industriale, non c’è riforma degli ammortizzatori sociali, anzi, con le “loro” leggi, aumentano precarietà e povertà, rubando in particolare ai giovani il futuro. Contro tutto ciò, è indispensabile lottare rivendicando: una maggiore giustizia sociale, un piano straordinario di nuovo lavoro, un nuovo modello di sviluppo, l’estensione della democrazia e dei diritti a tutte e tutti.
Per queste ragioni, per l’unità e la dignità dei metalmeccanici e tutti i lavoratori, la FIOM invita ad aderire alla giornata di sciopero del 28 gennaio 2011 e partecipare alla Manifestazione Regionale del Veneto che si svolgerà a PADOVA: concentramento ore 9.00 in Piazzale Stazione F.S., comizio conclusivo in Piazza dei signori.
La FIOM invita altresì tutti i cittadini, i pensionati, i giovani, a partecipare a questa ed alle successive mobilitazioni per la riscossa civile e democratica del lavoro e dell’intero Paese.
FIOM-CGIL Veneto
La FIOM proclama lo sciopero Generale Nazionale di 8 ore dei Metalmeccanici.
Dopo gli accordi separati, Confederali e di Categoria, che hanno introdotto deroghe e sanzioni, violando il CCNL 2008, peggiorando le condizioni dei lavoratori, accordi mai votati dai lavoratori calpestando la democrazia, ora la FIAT vorrebbe imporre la sua moderna “dittatura”. Invece di progettare e costruire nuovi modelli di auto, FIAT si esercita su un “moderno” modello contrattuale: il capitale decide, il lavoro è schiavo!
Rifiutando di trattare, a Pomigliano e a Mirafiori, la FIAT ha imposto intese con FIM – UILM – FISMIC – UGL, che cancellano il CCNL, riducono gravemente i diritti dei lavoratori su pause, orario di lavoro, malattia, sopprimono la libertà sindacale e impongono gravi violazioni della Costituzione. Con il ricatto di fantomatici investimenti e del posto di lavoro la FIAT costringe i lavoratori ad un Referendum-Truffa per decidere che dopo di esso
non voteranno più per il futuro;
non potranno più scioperare, pena il licenziamento;
non potranno più iscriversi liberamente, nè eleggere propri rappresentanti sindacali
Costituzione, Democrazia e Contratto Nazionale spariscono dai luoghi di lavoro.
Le condizioni di lavoro e di salute peggiorano per tutti.
Federmeccanica e Confindustria hanno avallato tutto questo e gettato definitivamente la maschera: il Modello FIAT è la base delle “moderne” relazioni contrattuali e sindacali e la crisi va scaricata tutta sui lavoratori. Il lavoro non è un bene comune, non ha valore né dignità, diventa merce usa e getta!
Questo accordo non riguarda “solo” la Fiat,è il modello che i padroni vogliono praticare per uscire dalla crisi.
Tutto il Governo è schierato con FIAT, Federmeccanica e Confindustria, di conseguenza non c’è politica industriale, non c’è riforma degli ammortizzatori sociali, anzi, con le “loro” leggi, aumentano precarietà e povertà, rubando in particolare ai giovani il futuro. Contro tutto ciò, è indispensabile lottare rivendicando: una maggiore giustizia sociale, un piano straordinario di nuovo lavoro, un nuovo modello di sviluppo, l’estensione della democrazia e dei diritti a tutte e tutti.
Per queste ragioni, per l’unità e la dignità dei metalmeccanici e tutti i lavoratori, la FIOM invita ad aderire alla giornata di sciopero del 28 gennaio 2011 e partecipare alla Manifestazione Regionale del Veneto che si svolgerà a PADOVA: concentramento ore 9.00 in Piazzale Stazione F.S., comizio conclusivo in Piazza dei signori.
La FIOM invita altresì tutti i cittadini, i pensionati, i giovani, a partecipare a questa ed alle successive mobilitazioni per la riscossa civile e democratica del lavoro e dell’intero Paese.
FIOM-CGIL Veneto
Le iniziative dei CUB
Venerdì 28 gennaio scioperi nazionali indetti da FlmUniti (metalmeccanici), CUB-Informazione, CUB-Scuola e CUB-Sallca (bancari).
“Per il diritto al lavoro, al reddito, alla dignità e contro il tentativo di padronato e governo di imporre la dittatura del capitale sui lavoratori” è lo slogan di rivendicazione delle organizzazioni impegnate nella mobilitazione di venerdì prossimo.
Le principali iniziative si terranno ad Arcore (Milano) presso Villa S. Martino, alle ore 10.00, a Cassino, in piazza Garibaldi alle 9.30 (Stazione Ffss), a Firenze in piazza S. Marco, ore 9.30, a Roma in piazza della Repubblica, a Genova, presso il Caricamento, alle 9.00, e a Torino, a Porta Susa, ore 9.00.
“Per il diritto al lavoro, al reddito, alla dignità e contro il tentativo di padronato e governo di imporre la dittatura del capitale sui lavoratori” è lo slogan di rivendicazione delle organizzazioni impegnate nella mobilitazione di venerdì prossimo.
Le principali iniziative si terranno ad Arcore (Milano) presso Villa S. Martino, alle ore 10.00, a Cassino, in piazza Garibaldi alle 9.30 (Stazione Ffss), a Firenze in piazza S. Marco, ore 9.30, a Roma in piazza della Repubblica, a Genova, presso il Caricamento, alle 9.00, e a Torino, a Porta Susa, ore 9.00.
Mercoledì 26 gennaio flash mob a Rimini
Oggi alcuni attivisti del Lab. Paz Project hanno svolto un flash mob nei pressi della concessionaria Fiat sulla statale, contro l'accordo di Mirafiori e per un nuovo progetto sociale e politico, che si caratterizza per l'unità nelle lotte contro la crisi e per la produzione di un'alternativa a chi spaccia lo sfruttamento e la deroga dei diritti per modernità
GIOVEDì 27 GENNAIO TUTTI A BOLOGNA, CONCENTRAMENTO ORE 09:00 PORTA SARAGOZZA
GIOVEDì 27 GENNAIO TUTTI A BOLOGNA, CONCENTRAMENTO ORE 09:00 PORTA SARAGOZZA
Mercoledì 26 gennaio asssemblea all'Università di Bari
Il 28 gennaio noi studenti scenderemo in piazza accanto ai metalmeccanici e a tutti gli altri lavoratori per gridare e rivendicare salario e lavoro sicuro, niente precarietà e disoccupazione.
L’assemblea del 26 gennaio delle ore 16.30 nella facoltà di lettere e filosofia secondo piano Ateneo sarà uno spazio di discussione sui motivi e gli scopi dello sciopero assieme a tutti i soggetti in lotta, di cui sono previsti vari interventi.
Mercoledì 26 gennaio, volantinaggio del circolo Prc di San Lorenzo (Roma)
Volantinaggio a sostegno della manifestazione del 28 gennaio.
Per chi può essere presente, l'appuntamento è alle ore 18:30 al circolo, in via degli Ausoni, 49.
Mercoledì 26 Gennaio tra le 11 e le 13 un presidio davanti alla Piaggio (Finale Ligure)
Le forze della sinistra comunista ed ecologista finalese e del Ponente ligure organizzano Mercoledì 26 Gennaio tra le 11 e le 13 un presidio davanti alla Piaggio (Finale Ligure) in sostegno alla Fiom in vista della manifestazione del 28, per denunciare il ricatto operato dalla Fiat, per porre al centro le questioni del mondo del lavoro e dell'ambiente e per chiedere a gran voce uno Sciopero Generale.
Tutte le lavoratrici ed i lavoratori sono invitati a parteciparvi.
Partito Comunista dei Lavoratori, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, Verdi.
Partito Comunista dei Lavoratori, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, Verdi.
Mercoledì 26 gennaio la Spi-Cgil incontra i giovani a Fisciano
Con una lettera aperta agli studenti e alle giovani generazioni la Spi-Cgil di Salerno invita i giovani ad un confronto per "costruire insieme un comune agire per aermare, per i cittadini di ogni età, un futuro con al centro il lavoro e le certezze socio-economiche e culturali."
Università di Salerno (Campus di Fisciano) - Facoltà di Ingegneria Aula “F” ore 10.00
Mercoledì 26 gennaio assemblea pubblica verso il 28 gennaio a Roma
Dopo Mirafiori sconfiggiamo Marchionne, i padroni e i loro amici *Uniamo le lotte * Generalizziamo lo sciopero. Per difendere la dignità del lavoro e i diritti di tutt@
Intervengono:Pasquale Loiacono - Operaio Fiat Mirafiori
Flavia D'Angeli - Portavoce nazionale Sinistra Critica
Salvatore Corizzo - Ateneinrivolta.org
Marco Bersani - Forum Nazionale Acqua Pubblica
Claudio Amato - Fiom CGIL Sinistra Critica - Roma
Al Mads in via dei Sabelli 2 (quartiere S.Lorenzo)
Intervengono:Pasquale Loiacono - Operaio Fiat Mirafiori
Flavia D'Angeli - Portavoce nazionale Sinistra Critica
Salvatore Corizzo - Ateneinrivolta.org
Marco Bersani - Forum Nazionale Acqua Pubblica
Claudio Amato - Fiom CGIL Sinistra Critica - Roma
Al Mads in via dei Sabelli 2 (quartiere S.Lorenzo)
Maurizio Landini lancia lo sciopero generale del 28 gennaio 2011
Il c.s.o.a. “A.Cartella” (Reggio Calabria) partecipa allo sciopero generale del 28 gennaio
Il 28 saremo a Vibo Marina, davanti ai cancelli del Nuovo Pignone, dove la Fiom regionale ha indetto l’appuntamento calabrese: ci saremo con i nostri contenuti, con il nostro percorso, al fianco dei lavoratori e di chi resiste, per costruire insieme un futuro migliore! Pullman gratuiti partiranno pure da Reggio Calabria: per info e prenotazioni potete scrivere anche a csoacartella(at)ecn.org
c.s.o.a. "A.Cartella", via Quarnaro I, Gallico 89135 Reggio Calabria http://www.csoacartella.org
Adesione del CPS allo sciopero del 28 gennaio
Il Coordinamento Precari Scuola, nella consapevolezza che l'attacco mosso dalla FIAT ai lavoratori metalmeccanici sia un attacco ai diritti di tutti i lavoratori ed una violazione inaccettabile delle regole democratiche e costituzionali, aderisce e partecipa allo sciopero indetto da FIOM, COBAS, USI, CUB, USB ed UNICOBAS per il 28 gennaio prossimo.
Il 28 gennaio scenderemo in piazza a fianco degli operai metalmeccanici per rivendicare con forza i nostri diritti, per il lavoro del futuro e per il futuro del lavoro.
Coordinamento Precari Scuola Nazionale
Comitato Precari Liguri della Scuola
http://precariliguria.blog.kataweb.it/
Comitato Precari Liguri della Scuola
http://precariliguria.blog.kataweb.it/
Il Comitato Acqua Pubblica di Imola a fianco dei metalmeccanici
Il popolo dell'acqua e il Comitato Acqua Pubblica di Imola partecipa allo sciopero generale dei metalmeccanici e alla manifestazione regionale di Bologna del prossimo 27 Gennaio indetta dalla FIOM-Cgil.
Il popolo dell'acqua e il Comitato Acqua Pubblica di Imola sono a fianco dei Cobas Scuola che ha invitato tutti i lavoratori della scuola, indipendentemente dalla sigla sindacale di appartenenza, a partecipare allo sciopero generale per il 28 gennaio. La connessione tra ciò che sta accadendo alla Fiat e l’attacco alla scuola pubblica è evidente! Ora sono in gioco i diritti sociali fondamentali garantiti dalla Costituzione!
Il popolo dell'acqua e il Comitato Acqua Pubblica di Imola sono a fianco dei Cobas Scuola che ha invitato tutti i lavoratori della scuola, indipendentemente dalla sigla sindacale di appartenenza, a partecipare allo sciopero generale per il 28 gennaio. La connessione tra ciò che sta accadendo alla Fiat e l’attacco alla scuola pubblica è evidente! Ora sono in gioco i diritti sociali fondamentali garantiti dalla Costituzione!
Adesione dell'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato
METALMECCANICI: USB PROCLAMA SCIOPERO NAZIONALE IL 28 GENNAIO
AZIONE DI LOTTA NEL PERCORSO VERSO LO SCIOPERO GENERALE
La riunione dell'esecutivo nazionale dell'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato ha deliberato lo sciopero nazionale del settore metalmeccanici, proclamato per l'intera giornata del prossimo 28 gennaio. USB parteciperà alle manifestazioni che nella giornata dello sciopero si svolgeranno in tutta Italia.
Lo sciopero è indetto a sostegno delle rivendicazioni della categoria dei metalmeccanici, a partire dalla vertenza Fiat, ed a difesa delle condizioni di lavoro, del contratto nazionale e della democrazia nei posti di lavoro.
Come lo sciopero nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale, indetto per il 26 gennaio, e le tante mobilitazioni in atto in altri
settori produttivi, per USB l'azione di lotta dei metalmeccanici è inserita nel percorso di preparazione di uno sciopero generale che coinvolga tutti i lavoratori pubblici e privati, generalizzando la piattaforma rivendicativa ed estendendo la partecipazione attiva anche a tutti quei soggetti collettivi che operano nel sociale e sui territori.
Roma, 19 gennaio 2010
AZIONE DI LOTTA NEL PERCORSO VERSO LO SCIOPERO GENERALE
La riunione dell'esecutivo nazionale dell'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato ha deliberato lo sciopero nazionale del settore metalmeccanici, proclamato per l'intera giornata del prossimo 28 gennaio. USB parteciperà alle manifestazioni che nella giornata dello sciopero si svolgeranno in tutta Italia.
Lo sciopero è indetto a sostegno delle rivendicazioni della categoria dei metalmeccanici, a partire dalla vertenza Fiat, ed a difesa delle condizioni di lavoro, del contratto nazionale e della democrazia nei posti di lavoro.
Come lo sciopero nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale, indetto per il 26 gennaio, e le tante mobilitazioni in atto in altri
settori produttivi, per USB l'azione di lotta dei metalmeccanici è inserita nel percorso di preparazione di uno sciopero generale che coinvolga tutti i lavoratori pubblici e privati, generalizzando la piattaforma rivendicativa ed estendendo la partecipazione attiva anche a tutti quei soggetti collettivi che operano nel sociale e sui territori.
Roma, 19 gennaio 2010
Comunicato stampa dei Cobas
28 GENNAIO SCIOPERO GENERALE LAVORATORI E STUDENTI IN PIAZZA. LA CRISI SIA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA
Il 28 gennaio, insieme ai metalmeccanici, sciopereranno e manifesteranno tutte le categorie del lavoro dipendente pubblico e privato (ad eccezione dei trasporti urbani che sciopereranno il 26) e nella scuola e nelle Università, oltre a docenti, Ata e personale amministrativo, bloccheranno le attività gli studenti protagonisti della rivolta anti-Gelmini dei mesi scorsi. I COBAS hanno infatti esteso a tutti i lavoratori/trici lo sciopero che la Fiom aveva indetto per i soli metalmeccanici e che aveva inutilmente cercato di far generalizzare anche dalla Cgil, che si è seccamente rifiutata per timore dell'estensione della lotta contro l'arroganza padronale e governativa E' uno sciopero contro quel potere economico che ha trascinato l'Italia nella più grave crisi del dopoguerra, e che, invece di pagare per la sua opera distruttiva, cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste dei salariati/e e dei settori popolari; contro il governo Berlusconi che, aggravando le politiche liberiste del precedente governo Prodi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche e nelle strutture pubbliche (a partire dalla scuola: 140 mila posti in meno ed espulsione in massa dei precari), imposto catastrofiche "riforme" della scuola e dell'Università, nel Pubblico Impiego bloccato i contratti e con il decreto Brunetta sequestrata la contrattazione e i diritti lavorativi e sindacali; contro un padronato parassitario e reazionario, che, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, va all'assalto di ciò che resta dei diritti dei salariati. La
splendida risposta degli operai di Mirafiori (che in questi giorni intensificano la resistenza ai diktat Fiat con la costituzione del Coordinamento dei Lavoratori/trici in Cassa Integrazione) all'Accordo-Vergogna imposto da Marchionne potenzia le fondamenta su cui poggiare lo sciopero generale e le iniziative di piazza che si svolgeranno a livello regionale convocate dai COBAS e dalla Fiom. Le manifestazioni promosse dai COBAS si svolgeranno a ROMA (P.della Repubblica ore 10), TORINO (piazza da stabilire), CAGLIARI (P.Giovanni XXIII ore10), PALERMO (P.Politeama ore 9.30), FIRENZE (P.S.Marco ore 9), NAPOLI (Pomigliano - Circumvesuviana Vecchia, ore 10), SALERNO (piazza da stabilire), GENOVA (P.Caricamento ore 9), TRIESTE (P.della Borsa ore 10), LIVORNO (P.Cavour ore 9), POTENZA (piazza da stabilire), PADOVA (Stazione FF.SS ore 9)
Il 28 gennaio, insieme ai metalmeccanici, sciopereranno e manifesteranno tutte le categorie del lavoro dipendente pubblico e privato (ad eccezione dei trasporti urbani che sciopereranno il 26) e nella scuola e nelle Università, oltre a docenti, Ata e personale amministrativo, bloccheranno le attività gli studenti protagonisti della rivolta anti-Gelmini dei mesi scorsi. I COBAS hanno infatti esteso a tutti i lavoratori/trici lo sciopero che la Fiom aveva indetto per i soli metalmeccanici e che aveva inutilmente cercato di far generalizzare anche dalla Cgil, che si è seccamente rifiutata per timore dell'estensione della lotta contro l'arroganza padronale e governativa E' uno sciopero contro quel potere economico che ha trascinato l'Italia nella più grave crisi del dopoguerra, e che, invece di pagare per la sua opera distruttiva, cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste dei salariati/e e dei settori popolari; contro il governo Berlusconi che, aggravando le politiche liberiste del precedente governo Prodi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche e nelle strutture pubbliche (a partire dalla scuola: 140 mila posti in meno ed espulsione in massa dei precari), imposto catastrofiche "riforme" della scuola e dell'Università, nel Pubblico Impiego bloccato i contratti e con il decreto Brunetta sequestrata la contrattazione e i diritti lavorativi e sindacali; contro un padronato parassitario e reazionario, che, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, va all'assalto di ciò che resta dei diritti dei salariati. La
splendida risposta degli operai di Mirafiori (che in questi giorni intensificano la resistenza ai diktat Fiat con la costituzione del Coordinamento dei Lavoratori/trici in Cassa Integrazione) all'Accordo-Vergogna imposto da Marchionne potenzia le fondamenta su cui poggiare lo sciopero generale e le iniziative di piazza che si svolgeranno a livello regionale convocate dai COBAS e dalla Fiom. Le manifestazioni promosse dai COBAS si svolgeranno a ROMA (P.della Repubblica ore 10), TORINO (piazza da stabilire), CAGLIARI (P.Giovanni XXIII ore10), PALERMO (P.Politeama ore 9.30), FIRENZE (P.S.Marco ore 9), NAPOLI (Pomigliano - Circumvesuviana Vecchia, ore 10), SALERNO (piazza da stabilire), GENOVA (P.Caricamento ore 9), TRIESTE (P.della Borsa ore 10), LIVORNO (P.Cavour ore 9), POTENZA (piazza da stabilire), PADOVA (Stazione FF.SS ore 9)
Comunicato stampa Fiom/Cgil Lazio
Venerdì 28 gennaio sciopero nazionale di 8 ore dei metalmeccanici, con manifestazioni regionali.
Lo sciopero ha come obbiettivi la riconquista del Contratto Nazionale, la difesa della contrattazione, il diritto dei lavoratori a votare gli accordi ed i propri rappresentanti, il blocco dei licenziamenti ed una politica industriale che dia risposte alla crisi economica
Nel Lazio la manifestazione regionale si svolgerà a Cassino.
La scelta di Cassino è emblematica, soprattutto dopo le dichiarazioni del Dott. Marchionne che dopo Pomigliano e Mirafiori ha indicato Cassino e Melfi gli stabilimenti futuri dove applicare lo schema già sperimentato.
Delegazioni di metalmeccanici arriveranno da tutta la Regione Lazio alla Stazione ferroviaria di Cassino da dove alle 9,30 partirà un corteo che si snoderà per la cittadina per confluire in Piazza De Gasperi , la piazza del Municipio, dove si terrà il comizio conclusivo della manifestazione.
Parteciperanno delegazioni delle altre categorie della Cgil, gli studenti universitari sia della capitale che di Cassino, gli studenti medi che nel frusinate hanno proclamato una giornata di sciopero, nonché tutte le realtà di movimento che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione nazionale de 16 ottobre a Roma.
In Piazza porteranno la loro testimonianza delegati della Fiat di Cassino,studenti, lavoratori precari, il Segretario della Fiom Regionale Canio Calitri, il Segretario della Cgil Claudio di Berardino e sarà concluso da Laura Spezia, Segretaria Nazionale della Fiom.
Comunicato stampa Fiom/Cgil Modena
"Contiamo di portare alla manifestazione a Bologna il 27 gennaio oltre 2.000 metalmeccanici modenesi, più alcune centinaia fra lavoratori e sindacalisti Cgil di altre categorie, pensionati e studenti" ha detto stamattina in conferenza stampa Giordano Fiorani segretario provinciale Fiom/Cgil insieme a Cesare Pizzolla della segreteria provinciale Fiom, nel
presentare lo sciopero generale Fiom del 28 gennaio prossimo, che in
Emilia-Romagna per ragioni organizzative è stato anticipato a giovedì 27 gennaio.
presentare lo sciopero generale Fiom del 28 gennaio prossimo, che in
Emilia-Romagna per ragioni organizzative è stato anticipato a giovedì 27 gennaio.
A conclusione della manifestazione a Bologna è previsto il comizio del segretario generale Fiom Maurizio Landini e della segretaria generale Cgil Susanna Camusso.
I due sindacalisti modenesi della Fiom tengono a precisare che lo sciopero generale dei metalmeccanici Fiom il 27 gennaio non è uno sciopero di solidarietà con i lavoratori di Pomigliano e Mirafiori (solidarietà che pure è presente), maè uno sciopero per la difesa del contratto nazionale e contro l'attacco ai diritti e alle tutele di tutti i lavoratori, metalmeccanici e di tutti settori, che rischia da Pomigliano e Mirafiori di estendersi all'intero mondo del lavoro.
"L'accordo di Mirafiori“ ha spiegato Fiorani "sancisce la fine del CCNL, il superamento del doppio livello di contrattazione, prevede che si lavori di più con aumento di pause e straordinari". Sono previste 120 ore di straordinario comandato (il contratto precedente ne prevede 40 ore) ovvero un giorno di lavoro in più a settimana, in un anno pari a 15 settimane a 48 ore (anziché 40 ore). Sono previste anche altre 80 ore annue aggiuntive di straordinario da contrattare con i sindacati firmatari dell'accordo, il che significa un totale di 25 settimane all'anno in cui si dovrà lavorare oltre le 40 ore. "In un sistema di turni" spiegano Fiorani e Pizzolla "ciò significa che lo straordinario o la faccio nel giorno di riposo o in un festivo. Si introduce un sistema di lavoro molto pesante soprattutto per quanto riguarda il lavoro alla catena di montaggio dove i tempi non li decide l'uomo ma sono dettati dalla macchina".
Gli aumenti salariali, i 3.600 euro lordi annui da più parti pubblicizzati, non sono altro che il frutto delle maggiori ore di lavoro, delle maggiorazioni sullo straordinario, delle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo. Insomma si tratta dell'adeguamento del salario al maggior orario di lavoro e alla maggiore disponibilità del lavoratore.
"L'accordo di Mirafiori" aggiungono i sindacalisti "sancisce un maggior sfruttamento del lavoro e fa passare l'idea che per fronteggiare la sfida della globalizzazione si debbano comprimere diritti e tutele dei lavoratori, anziché puntare sulla competitività di sistema, sul rilancio di
ricerca e innovazione".
La Fiom giudica gli accordi di Mirafiori e Pomigliano autoritari e antidemocratici sul piano della rappresentanza, perché negano il diritto dei lavoratori a scegliersi i propri rappresentanti sindacali: la Fiom, che non è firmataria, non potrà più eleggere delegati e i lavoratori non
potranno più essere iscritti alla Fiom nei due stabilimenti.
Da qui la forte critica a Fim e Uilm che hanno accettato un accordo con l'impresa per escludere un altro sindacato e annientarlo di fatto sia sul piano della rappresentanza che su quello economico (non potranno più essere sottoscritte le deleghe).
I due sindacalisti modenesi della Fiom tengono a precisare che lo sciopero generale dei metalmeccanici Fiom il 27 gennaio non è uno sciopero di solidarietà con i lavoratori di Pomigliano e Mirafiori (solidarietà che pure è presente), maè uno sciopero per la difesa del contratto nazionale e contro l'attacco ai diritti e alle tutele di tutti i lavoratori, metalmeccanici e di tutti settori, che rischia da Pomigliano e Mirafiori di estendersi all'intero mondo del lavoro.
"L'accordo di Mirafiori“ ha spiegato Fiorani "sancisce la fine del CCNL, il superamento del doppio livello di contrattazione, prevede che si lavori di più con aumento di pause e straordinari". Sono previste 120 ore di straordinario comandato (il contratto precedente ne prevede 40 ore) ovvero un giorno di lavoro in più a settimana, in un anno pari a 15 settimane a 48 ore (anziché 40 ore). Sono previste anche altre 80 ore annue aggiuntive di straordinario da contrattare con i sindacati firmatari dell'accordo, il che significa un totale di 25 settimane all'anno in cui si dovrà lavorare oltre le 40 ore. "In un sistema di turni" spiegano Fiorani e Pizzolla "ciò significa che lo straordinario o la faccio nel giorno di riposo o in un festivo. Si introduce un sistema di lavoro molto pesante soprattutto per quanto riguarda il lavoro alla catena di montaggio dove i tempi non li decide l'uomo ma sono dettati dalla macchina".
Gli aumenti salariali, i 3.600 euro lordi annui da più parti pubblicizzati, non sono altro che il frutto delle maggiori ore di lavoro, delle maggiorazioni sullo straordinario, delle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo. Insomma si tratta dell'adeguamento del salario al maggior orario di lavoro e alla maggiore disponibilità del lavoratore.
"L'accordo di Mirafiori" aggiungono i sindacalisti "sancisce un maggior sfruttamento del lavoro e fa passare l'idea che per fronteggiare la sfida della globalizzazione si debbano comprimere diritti e tutele dei lavoratori, anziché puntare sulla competitività di sistema, sul rilancio di
ricerca e innovazione".
La Fiom giudica gli accordi di Mirafiori e Pomigliano autoritari e antidemocratici sul piano della rappresentanza, perché negano il diritto dei lavoratori a scegliersi i propri rappresentanti sindacali: la Fiom, che non è firmataria, non potrà più eleggere delegati e i lavoratori non
potranno più essere iscritti alla Fiom nei due stabilimenti.
Da qui la forte critica a Fim e Uilm che hanno accettato un accordo con l'impresa per escludere un altro sindacato e annientarlo di fatto sia sul piano della rappresentanza che su quello economico (non potranno più essere sottoscritte le deleghe).
Unità dal basso: non lasciamoli soli. Un appello
Una nuova raccolta di firme ha preso il via nei giorni scorsi: obiettivo non lasciare soli i dipendenti Fiat di Mirafiori e di Pomigliano che si oppongono ai diktat di Marchionne. Dopo gli appelli promossi da intellettuali, politici e sindacalisti di spicco la specificità di questo appello trasversale alle varie sigle sindacali è che nasce dal basso: i primi firmatari sono delegati Rsu e semplici lavoratori di varie aziende del settore privato e del pubblico impiego. Vogliono poter scioperare anche loro insieme ai metalmeccanici il prossimo 28 gennaio. Da qui la richiesta a tutti i sindacati di base (ora in parte accolta) e alla Cgil di indire lo sciopero generale in quella stessa data. Il titolo dell'appello L'accordo Fiat colpisce anche te! parte dalla consapevolezza che quello che inizialmente era presentato come un accordo non estendibile, quello di Pomigliano, rischia invece di fare scuola visto quello sottoscritto successivamente per Mirafiori. I sottoscrittori infatti sostengono che il 28 gennaio si debbano portare in piazza le ragioni di chi viene colpito in prima persona e la solidarietà di chi vede, sente il pericolo che dopo toccherà ad altri. Lo sciopero per i metalmeccanici è un primo momento importante. Possono protestare senza limiti e vincoli pensionati, disoccupati, cassaintegrati, studenti, ecc. E ancora: chiediamo che ognuno si faccia promotore nei propri luoghi di lavoro e di vita di tutte le iniziative utili a farlo riuscire riappropriandosi così dello sciopero generale che potrà incidere nei rapporti di forza non perché dichiarato da piccoli o grossi sindacati ma solo sulla base della partecipazione diretta di lavoratori e lavoratrici. Per respingere l'attacco in corso ai diritti e alle condizioni di lavoro - sostengono i promotori - non basterà la piena riuscita dello sciopero ma potrà rafforzare le ragioni di chi a Mirafiori e Pomigliano si oppone ai diktat di Marchionne e aprire una fase nuova in cui i lavoratori e le lavoratrici tornino ad essere realmente protagonisti delle loro lotte.Le firme raccolte sono già alcune centinaia (non si tratta di nomi famosi ma di lavoratrici e lavoratori riconosciuti nel loro luogo di lavoro pe ril quotidiano impegno in difesa dei diritti dei lavoratori) di aderenti a diversi sindacati di base da nord a sud del Paese. La raccolta di firme proseguirà nei prossimi giorni.
Le adesioni vanno inviate a: infosindacale(at)gmail.com
Questi alcuni dei primi firmatari aderenti a Usb, Cobas, Cub, Slaicobas
Gianni Boetto (del. Privato, Pd), Fiorenzo Campagnolo (Rsu Agustawestland,Va), Giordano Spoltore (Op. Sevel, Ch), Fabio Cocco (Rsu Sevel Ch), MarioCarleschi (Rsu Castenedolo, Bs), Massimo Lettieri (Rsu Maflow, Mi), Stefano Cecchi (Rsu Comune Fi), Lidia Scuderi (Rsu Comune Sesto S.G., Mi), Celestino Giacon (Rsu Ag. Entrate, Pd), Lorenza Favaro (Rsu Poste, Pd), Stefano Micheletti (Scuola Ve), Marco Schincaglia (Rsa Intesasanpaolo,To), Stefano Pieretti (Rsu Comune Pd), Elasri Mbarak (Rsa MichelinTribano, Pd), Franco Lovascio (Rsu Inps Li), Tonino Vetrano (Rs LinkraMi), Mario Fusco (Rsa Polo Chimico Rodano Mi), Nedo Pieri (Comune Li), Diego Torcoli (Rsu Comune Bs), Maurizio Peggion (del. Scuola, Pd), Stefano Raccuglia (del. Ag. Entrate, Vr), Michele Salvi (Rsu Reg, Lombardia Mi), Angelo Pedrini (sindac. Mi), Nicoletta Frabboni (Bo), Giulio Sfondrini RsuReg. Lombardia, Donatella Biancardi e Angela Valenti (Rsu Cons. Reg.Lombardia), Giuseppe Binosi Rsu Reg. Lombardia, Fabrizio Fidati RSU Comune Pt, Igor Neri (G.D. Bo), Corsini Roberto (lav. Telecom Bo), Bax Nicola (lav. Telecom Bo), Beghelli Roberto (mobilità Bo), Masala Stefano (licenziato da Telecom Bo ) Milco Sasdelli (Pulizie ferroviarie Bo), Tampieri Marco (sind. Bo), Beghelli Roberto (sind. Bo), Manuela Giovannetti (Rsu Telecom Bo), Dora e Luisa Lindo (Coop soc. Bo), Simona Bacci (Rsu SSC Bo), Roberto Firenze (Rsu Comune Mi), Piero Maestri (lav.Comune Mi), Giuditta Brattini (Rsu Prov. Pd), Andrea Quattrociocchi (RsuProv. Mi), Rossana.Montecchiani, Sergio Ruggeri (An), Silvia Baratella e Marina Galli (Rsu Reg. Lombardia), Francesca Moccagatta (Bibliotecaria Fi), Antonio Michelon (sind. Comune di Pd), Recaldini Margherita e Angela Festa (RSU Comune Bs), Antonio Tessadrelli, Faita Maria e Balneari Riccardo (dip. Comune Bs), Borrelli Luigi (Rsu aeroporto Montichiari, Bs), Sappracone Giovanni (operaio Powertrain di Termoli), Insolia Angelo, Pellicciaro Gianluca, Caporale Dante, Colantonio Sergio, Di Lallo Carlo,Fortunato Maurizio, Di Carlo Filippo e Rispoli Maurizio (operai Sevel), Angelo Maraschi e Roberta Belloni (Rsu IMQ, Mi), Flavio Conti (Centro Stampa Quotidiani Erbusco), Federico Pagan, Rsu Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, Giancarlo Boscolo (sind. Va), Giacomo Saponara (Ficep Va), Ivana Graglia (Rsu Asl Va), Federico Pagan (Rsu Az. Osp. Busto Arsizio), Ilaria Grittini (Rsa Sea h. Va)
Per adesioni e contatti:
Casa dei Sindacati di Base via Roma 81 20060 Cassina de' Pecchi (Mi) infosindacale(at)gmail.com
Angelo Pedrini 347 5400864 e Celeste Giacon3357232506
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28 GENNAIO
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
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