sabato 16 febbraio 2013
Il nostro futuro. Al via il dibattito nel "manifesto"
Al manifesto non si discute soltanto di come uscire dal tunnel (da cui siamo temporaneamente emersi nei giorni scorsi) in cui ci hanno spinto Berlusconi e il suo superministro Tremonti con la cancellazione del diritto soggettivo ai contributi pubblici alle testate giornalistiche senza fini di lucro. Una volta superato questo ostacolo – grazie anche al vostro aiuto – dobbiamo essere pronti e all'altezza della battaglia politica e sociale per riportare l'Italia nel consesso dei paesi democratici e per contribuire a definire le idee su cui ricostruire la sinistra.
Abbiamo iniziato un'assemblea politica del collettivo per decidere la rotta, gli strumenti e i linguaggi idonei alla traversata. Compito di questo confronto interno, avviato dal comitato di gestione che insieme a Valentino Parlato ha retto il giornale negli ultimi sette mesi, è anche l'elezione di una nuova direzione, che segue il rinnovo già avvenuto del consiglio d'amministrazione e la nomina del direttore generale e del direttore editoriale. Abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra discussione, aperta a critiche, commenti e suggerimenti di chi ci legge e ci sostiene. A partire dai nostri collaboratori.
Abbiamo iniziato un'assemblea politica del collettivo per decidere la rotta, gli strumenti e i linguaggi idonei alla traversata. Compito di questo confronto interno, avviato dal comitato di gestione che insieme a Valentino Parlato ha retto il giornale negli ultimi sette mesi, è anche l'elezione di una nuova direzione, che segue il rinnovo già avvenuto del consiglio d'amministrazione e la nomina del direttore generale e del direttore editoriale. Abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra discussione, aperta a critiche, commenti e suggerimenti di chi ci legge e ci sostiene. A partire dai nostri collaboratori.
Martedì 16 febbraio sono intervenuti, per ordine, Angelo Mastrandrea, Norma Rangeri e Loris Campetti, componenti del comitato di gestione.
Sabato 20 febbraio abbiamo pubblicato un comunicato del nuovo Consiglio di Amministrazione.
Martedì 23 febbraio e martedì 2 marzo abbiamo tenuto due nuove sessioni; la prossima è prevista per lunedì 15 marzo. Nel frattempo abbiamo anche iniziato, in una riunione apposita, la discussione sul progetto di nuovo sito web del giornale.
A DESTRA IN ALTO TROVATE L'ELENCO DEGLI INTERVENTI REGISTRATI IN ASSEMBLEA. EVENTUALI COMMENTI DEI LETTORI POSSONO ESSERE FATTI SOLTANTO SU QUESTA PAGINA INIZIALE, MENTRE I SINGOLI INTERVENTI NON SONO COMMENTABILI
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ASSEMBLEA
TERRA TERRA
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Luisa Betti
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Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
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Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
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Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
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Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
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SERVIZI











Il manifesto è cambiato nel tempo, come dice qualcuno di voi.
Io compro repubblica e spesso anche il manifesto cartaceo anche se ho un abbonamento on line perchè il giornale deve essere di carta! ma lo stesso articolo trattato sui due giornali è diverso.
A volte sul manifesto c'è solo un commento, per avere l’inchiesta, l’analisi, la scheda, devo andare su repubblica.
E poi un'altra cosa, manca una direzione, si dà spazio a degli articoli molto belli di Campetti, Parlato,Di Cerbo, Rangeri, Dominijanni, e poi leggo una pagina di Casarini che parla di rivoluzione su un impianto che sta nascendo adesso sotto "sponsorizzazione" fiom e che forse vorrebbe qualcosa di più serio.
LE cose scritte da lui, in una forma così retoricamente e universalmente qualunquista, non dicono nulla, e oltrettutto, io ho 45 anni, sono le stesse che sento ripetere da quando ne ho 15.
Bello,sembra per contrappasso, finalmente, e giustamente sulla strada corretta quello di Sergio Caldaretti................ma sembrava di leggere due giornali diversi!
Secondo voi, ai cassaintegrati a cui volete rivolgervi, ai precari, ai ricercatori,alle persone in difficoltà sul quotidiano, cosa possono pensare del discorso di Casarini? A me sta anche simpatico, ma Vi sembra possibile dare spazio/organizzare un programma politico di base con un giornale come il manifesto a personaggi così diversi?
E parliamo poi di Vendola, la Bonino, troppe anime diverse, non ci si capisce niente.
Io amo il manifesto, amo la genesi che l'ha creato ma secondo me è allo sbando culturale, come la sinistra e da qui il calo delle vendite.
Le persone alla fine sono meno stupide di quello che sembrano.
Donatella Castellucci 03-01-2011 13:31 - donatella castellucci
Concludo con una in(citazione) di Testaccio: "dateje giù forte e rompete le lame di chi vi vuole trafiggere".
Lunga vita
Andrea 13-11-2010 00:29 - Andrea Rivitto
tante risorse utili per uscire dalla crisi (più web meno carta) le avete all'interno.
eppure percepisco uno scollo dal precariato che vivo (e che credo sia la soggettività di riferimento del tempo) e i ritardi che denunciate nei pagamenti. Io, uno stipendio, l'ultimo, lo percepirò alla fine dell'anno in forma forfettaria, di un lavoro in parte codificato e in parte prestato come corvé. Ecco credo che il manifesto debba chiudere per riaprire, immergersi totalmente in questo tempo di contratti e frustrazione poiché è questo che è avvenuto anche a Pomigliano. Ecco, noi lavoratori/lavoratrici sono qui, senza futuro e senza presente, benvenuti tra noi ....
...chiudere per riaprire, perché se perdiamo l'unica testata quotidiana comunista presente in Italia, noi, noi del movimento ne avremo di esilio da percorrere.
Il Manifesto ha senso come collettivo comunista, compagni, compagne non abbandonate la lotta, inventate forme nuove per distribuire salario e vedrete che a partire da queste sarà più facile anche per noi lettori sostenere la lotta.
r.m. 12-11-2010 00:14 - riccardo
Forse è il momento di finirla con l’accanimento terapeutico e staccare la spina.
Con vero rammarico bisogna prendere atto che da tempo non avete più una vera funzione se non quella di vivacchiare nell’autoreferenzialità come tutta la carta stampata.
Continuate a sostenere, in nome della libertà di stampa e di una informazione pluralistica, che i finanziamenti statali non dovrebbero cessare. Avete molte buone ragioni, ma di fondo è assurdo che i soldi pubblici servano a mantenere giornali comprati e letti sempre meno. Vale per i piccoli quotidiani, e a maggior ragione per i grandi - a partire dal Corriere - da tempo in crisi irreversibile.
Dice di fare eccezione Il fatto quotidiano che si mantiene con i soldi delle vendite. Buon per lui… finché durerà.
Penso da un pezzo - e non credo di essere il solo - che avreste dovuto ridimensionarvi e passare totalmente on line con una operazione moderna e coraggiosa che affidasse alla rete il patrimonio culturale delle vostre pagine. Se sapeste farlo Il manifesto potrebbe rinascere anche più interessante di quanto non sia ora.
Chissà se qualcuno tra voi avrà la mentalità giusta per sfruttare la credibilità della testata in un contesto decisamente rischioso come quello del web? 21-10-2010 12:03 - fabrizio garlaschelli
Io eliminerei la dicitura comunista, anche se porterebbe ad una ridefinizione del giornale stesso, all'inizio di una nuova avventura.
Poi se si volesse dare spazio, come molti hanno detto, a reportage, riflessioni o quant'altro da parte di nuove firme, bisognerebbe garantire che il lavoro di costoro sia RETRIBUITO, molte volte non e' stato cosi' . 12-05-2010 07:30 - Matteo b
Vi potrei suggerire di fare un giornale più slegato dai partiti, di avere una scaletta che risenta al minimo delle notizie "televisive", di prestare molta attenzione ai movimenti sul territorio e sulla Rete.
Ottimi Robecchi e i "Vuoti di memoria", curate e migliorate il sito, ridateci la "Prima pagina dei lettori"!
Lunga vita a "il manifesto". 23-03-2010 21:09 - Morlock