mercoledì 23 maggio 2012
Consiglio di Amministrazione
Il 5 febbraio la nostra assemblea ha eletto il nuovo Consiglio d'Amministrazione, che risulta così composto: Emanuele Bevilacqua, Ugo Mattei, Valentino Parlato, Gabriele Polo, Miriam Ricci. Non fanno più parte del Cda Marco Bascetta, Francesco Mandarini, Ivano Motta e Norma Rangeri che ringraziamo per il lavoro svolto. Un particolare grazie a Francesco Mandarini per la sua prudente saggezza. I nuovi entrati - nuovi si fa per dire - sono Gabriele Polo e Miriam Ricci. Effettivamente nuovo è Ugo Mattei, nostro collaboratore e docente di diritto pubblico all'Università di Torino e di diritto comparato a quella di Berkeley.
Venerdì 12 febbraio, il Cda si è riunito per la prima volta e ha dato a Gabriele Polo la delega di direttore editoriale e si è avviata la discussione sul che fare di questo nuovo Cda di fronte alle storiche difficoltà economiche e al serio pericolo di perdere il contributo pubblico, decisivo per la sopravvivenza del manifesto. E, ancora, soprattutto di fronte al calo costante delle vendite in edicola, nonché ai minori introiti pubblicitari.
Il nuovo Cda (come già il precedente) dovrà occuparsi di ridurre le spese e accrescere le entrate. Sul fronte delle spese dovremo ricorrere ancora allo stato di crisi per ridurre le spese del personale, cioè di noi che facciamo il giornale. Allo stato attuale siamo in 87, 65 dei quali giornalisti e 22 poligrafici. Si prospettano nuovamente cassa integrazione e prepensionamenti, e altri interventi sul costo del lavoro. Questioni non semplici e piuttosto dolorose. Qualcosa si dovrà fare anche sul fronte tipografico e postale (per gli abbonamenti). Sul fronte delle entrate c'è innanzitutto la questione del calo delle vendite. Toccherà alla nuova direzione (non è competenza del Cda) programmare un rinnovamento, anche grafico, del giornale per ripescare i lettori infedeli e acquisirne di nuovi soprattutto tra i giovani: nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Noi del Cda dovremo occuparci delle vendite, degli abbonamenti, di possibili sottoscrizioni. Per le vendite dovremo lavorare con i Reds per migliorare la distribuzione e con le Poste per arrivare un po' meglio in Sicilia e Sardegna, dove la presenza del manifesto nelle edicole è piuttosto casuale. Dobbiamo trovare il modo di usare la produzione musicale e anche il nostro ricco magazzino, per stimolare gli acquisti in edicola e anche gli abbonamenti. Piccoli premi a chi acquista e a chi si abbona. Insomma ci vuole inventiva. Poi - come in altri giornali - c'è il problema dell'online, che invece di promuovere fa concorrenza alle edicole.
Sempre in questa prima riunione, abbiamo pensato di lanciare una campagna, che potrebbe chiamarsi «un biglietto per il tetto». Avevamo titolato «Saliamo sui tetti» e ora «un biglietto per il tetto», cioè un programma di iniziative di promozione, vendita, raccolta di soldi per arrivare al 28 aprile di quest'anno forti e combattivi. Il 28 aprile del 2010 (vale ricordarlo?) il manifesto compie 39 anni ed entra nei quaranta. Chi lo avrebbe mai sperato nel lontano 1971?
Venerdì 12 febbraio, il Cda si è riunito per la prima volta e ha dato a Gabriele Polo la delega di direttore editoriale e si è avviata la discussione sul che fare di questo nuovo Cda di fronte alle storiche difficoltà economiche e al serio pericolo di perdere il contributo pubblico, decisivo per la sopravvivenza del manifesto. E, ancora, soprattutto di fronte al calo costante delle vendite in edicola, nonché ai minori introiti pubblicitari.
Il nuovo Cda (come già il precedente) dovrà occuparsi di ridurre le spese e accrescere le entrate. Sul fronte delle spese dovremo ricorrere ancora allo stato di crisi per ridurre le spese del personale, cioè di noi che facciamo il giornale. Allo stato attuale siamo in 87, 65 dei quali giornalisti e 22 poligrafici. Si prospettano nuovamente cassa integrazione e prepensionamenti, e altri interventi sul costo del lavoro. Questioni non semplici e piuttosto dolorose. Qualcosa si dovrà fare anche sul fronte tipografico e postale (per gli abbonamenti). Sul fronte delle entrate c'è innanzitutto la questione del calo delle vendite. Toccherà alla nuova direzione (non è competenza del Cda) programmare un rinnovamento, anche grafico, del giornale per ripescare i lettori infedeli e acquisirne di nuovi soprattutto tra i giovani: nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Noi del Cda dovremo occuparci delle vendite, degli abbonamenti, di possibili sottoscrizioni. Per le vendite dovremo lavorare con i Reds per migliorare la distribuzione e con le Poste per arrivare un po' meglio in Sicilia e Sardegna, dove la presenza del manifesto nelle edicole è piuttosto casuale. Dobbiamo trovare il modo di usare la produzione musicale e anche il nostro ricco magazzino, per stimolare gli acquisti in edicola e anche gli abbonamenti. Piccoli premi a chi acquista e a chi si abbona. Insomma ci vuole inventiva. Poi - come in altri giornali - c'è il problema dell'online, che invece di promuovere fa concorrenza alle edicole.
Sempre in questa prima riunione, abbiamo pensato di lanciare una campagna, che potrebbe chiamarsi «un biglietto per il tetto». Avevamo titolato «Saliamo sui tetti» e ora «un biglietto per il tetto», cioè un programma di iniziative di promozione, vendita, raccolta di soldi per arrivare al 28 aprile di quest'anno forti e combattivi. Il 28 aprile del 2010 (vale ricordarlo?) il manifesto compie 39 anni ed entra nei quaranta. Chi lo avrebbe mai sperato nel lontano 1971?
(Valentino Parlato)
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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