mercoledì 18 settembre 2013
Loris Campetti
La crisi devastante della sinistra ha pesanti ricadute anche al nostro interno e coinvolge i nostri stessi lettori. L'andamento delle vendite ne è testimonianza, una riprova sta nella fatica che facciamo a coinvolgere firme, collaboratori, intellettuali, che conferma anche il carattere culturale della crisi italiana. Al tempo stesso, il rapporto privilegiato che storicamente il manifesto ha sempre avuto con la sua «base sociale» è diventato un modello che altre testate hanno fatto proprio. Pensiamo al Fatto – ci piaccia o no, e a me non piace per linguaggio e contenuti, il giornale delle procure è l'unica novità editoriale degli ultimi anni - ma anche a Repubblica: giornali-partito che rispondono a domande forti, pongono essi stessi domande e lanciano iniziative, nel vuoto della politica (d'opposizione), finiscono per svolgere un ruolo di supplenza. Una volta era solo il manifesto a organizzare manifestazioni, anche di massa come nel caso del 25 aprile 1994. Oggi le cose sono cambiate. E noi, per non essere al carro trainato da altri, siamo al magine.
Per questa ragione, pur non volendo fare un giornale-partito ma semmai uno spartito politico per la ricostruzione di una sinistra, dobbiamo muoverci su due direttrici che si incrociano.
Per questa ragione, pur non volendo fare un giornale-partito ma semmai uno spartito politico per la ricostruzione di una sinistra, dobbiamo muoverci su due direttrici che si incrociano.
1 - fare un giornale fortemente soggettivo, di idee, militante. Se ci limitiamo a fare la cronaca del disfacimento dei vari pezzi della sinistra e dell'opposizione, non combiniamo nulla, non compattiamo i lettori, veniamo vissuti come quelli che portano sfiga e sono bravi solo a criticare. O contribuiamo alla ricerca di una soluzione o siamo anche noi, come il resto della sinistra, parte del problema. Dobbiamo cambiare modo di lavorare e rapportarci alla politica, avere meno presunzione, più autostima e coraggio, accettando l'idea che per essere un soggetto autonomo e mobilitante dobbiamo credere nelle scelte che facciamo, compattarci al nostro interno.
2 - Dobbiamo intrecciare tutte le maglie della nostra rete, dare ruolo, opportunità, luoghi materiali e virtuali in cui agire la politica a partire dai territori. Alcuni circoli di amici del manifesto già esistono, molte realtà si sono dette disponibili a organizzarsi e promuovere iniziative, a strutturarsi stabilmente utilizzando il logo del giornale. Attraverso un sito fortemente rinnovato a cui sta lavorando Astrit con alcuni compagni e compagne e che vi presenteremo all'interno di questo ciclo assembleare, intendiamo avviare un processo di fidelizzazione e di ricostruzione della «comunità del manifesto» - parola ambigua che dovremo sostituire rapidamente. Nel sito è pronta (per essere discussa, naturalmente) un'area dedicata ai circoli e da essi autogestita: ogni circolo avrà un responsabile e una sua area in cui organizzare iniziative, discutere temi di attualità con l'utilizzo di video e immagini, pubblicare articoli di informazione e analisi su situazioni locali. A questo scopo metteremo a disposizione strumenti come: calendario di iniziative, un blog per la pubblicazione di contenuti del dibattito politico, una homepage, un riferimento e-mail. L'idea è di arrivare alla costruzione di un giornale dei circoli e, insieme, di attivare un meccanismo di sottoscrizione permanente che consenta di ridurre al minimo le richieste straordinarie di aiuto economico. Insomma, una forma costante di ricapitalizzazione su cui contare, una sede per sviluppare attivamente le campagne abbonamenti e, là dove possibile, rimettere in moto in alcune città la diffusione militante del giornale. In cambio offriamo la possibilità di «usare» il logo del giornale per fare politica nei territori: in tanti – persino tra chi ci legge saltuariamente o non ci legge più - ci dicono che l'unico modo per portare allo stesso tavolo persone, soggetti politici e sociali diversi (spesso frantumati, rissosi, settari) di sinistra, è spendere il brand del manifesto.
E' ovvio che alla rete on-line va affiancato un lavoro di iniziative concrete che deve vedere disponibile e coinvolto l'intero collettivo del giornale, molto più di quanto sia avvenuto nel recente passato. I lettori del cartaceo sono diversi dai lettori on-line: i primi sono fluttuanti, spesso casuali ma rappresentano un'opportunità, cioè un bacino potenziale di crescita per il giornale in edicola. I lettori «da edicola» sono più interni, non necessariamente più fedeli ma più legati alla nostra storia e ai nostri progetti (quando ne abbiamo).
Non c'è raffronto tra il valore attribuito dall'esterno al manifesto e l'andamento negativo delle vendite. Il valore è legato alla nostra storia, al ruolo che in tanti momenti difficili o anche straordinariamente positivi il giornale è riuscito a svolgere. Le basse vendite dipendono da tanti fattori esterni, legati allo svilimento della democrazia e della politica, alla crisi delle sinistre sociali e politiche, a sopraggiunti problemi distributivi che ci hanno costretto a lasciare le edicole di una parte del Mezzogiorno e delle isole, dalla più generale crisi della carta stampata. Ma dipendono anche da noi, dal nostro basso profilo, dalla stanchezza del collettivo. La rendita di posizione non durerà all'infinito, dunque dobbiamo riempire il fossato, crederci. Ripartire e non da soli, ma insieme alla nostra «base sociale». Le condizioni oggettive per rifondare il manifesto ci sono.
Non c'è raffronto tra il valore attribuito dall'esterno al manifesto e l'andamento negativo delle vendite. Il valore è legato alla nostra storia, al ruolo che in tanti momenti difficili o anche straordinariamente positivi il giornale è riuscito a svolgere. Le basse vendite dipendono da tanti fattori esterni, legati allo svilimento della democrazia e della politica, alla crisi delle sinistre sociali e politiche, a sopraggiunti problemi distributivi che ci hanno costretto a lasciare le edicole di una parte del Mezzogiorno e delle isole, dalla più generale crisi della carta stampata. Ma dipendono anche da noi, dal nostro basso profilo, dalla stanchezza del collettivo. La rendita di posizione non durerà all'infinito, dunque dobbiamo riempire il fossato, crederci. Ripartire e non da soli, ma insieme alla nostra «base sociale». Le condizioni oggettive per rifondare il manifesto ci sono.
ASSEMBLEA
TERRA TERRA
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI









