mercoledì 18 settembre 2013
"La campagna elettorale a Milano? Niente di nuovo, è come nel '48". Parla Annamaria Testa
di Cinzia Gubbini
“Nuovo? Di nuovo non c’è un bel niente. E’ una modalità di comunicazione persuasiva antichissima, utilizzata persino nel medioevo tra cristiani e pagani, e che si chiama propaganda, nome che deriva dal De Propaganda Fide, fondato nel 1.622 da papa Gregorio XV…”. Annamaria Testa è un’autorità in campo di comunicazione e creatività, inutile elencare il suo curriculum che va dalla fondazione dell’agenzia Bozell TPR all’insegnamento delle tecniche di comunicazione in diverse università italiane. Ultimamente è tornata nelle librerie con un bel libro sulla creatività (“La trama lucente”, Rizzoli) in cui spiega cos’è la creatività – smontando anche qualche mito sulla tanto celebrata “creatività italiana” – ed ha anche scelto di scendere in campo apertamente per sostenere la candidatura di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. Ma esce dal coro dei peana per i toni utilizzati dal Pdl in questi giorni: “Insomma, è propaganda, ovvero niente di nuovo. Ci ricordiamo dei manifesti degli anni ’40 con i cosacchi che si abbeveravano a piazza San Pietro? Pensiamo forse che Berlusconi abbia inventato qualcosa?”
Sicuramente abbiamo pensato che fosse un grande comunicatore, e forse ci saremmo aspettati qualche effetto speciale che non si è visto.
Sono imbarazzata quando si parla di queste cose perché spesso se ne parla con scarsa competenza. E’ come quando qualcuno si avvicina a una nuovissima macchina immaginando chissà quali mirabolanti cose possa fare, ma alla fine non saprebbe da che parte cominciare per farla funzionare. Così accade con le tecniche comunicative: spesso si immagina che siano chissà cosa. E forse accade anche con Berlusconi: magari i suoi fuochi d’artificio li ha sparati. Certo mi sembrano poco efficaci.
Eppure non si può dire che la propaganda non sia una tecnica efficace, la storia insegna…
In genere è più efficace nei regimi totalitari che nelle democrazie. Berlusconi ha funzionato perché ha unito le tecniche di comunicazioni pubblicitarie, seduttive, a quelle delle propaganda. Ma è comunque di questo che stiamo parlando.
E ora perché non funziona più?
Intanto c’è un fisiologico deterioramento. E poi sicuramente le persone hanno cominciato a interrogarsi, a scendere giù dal pero. E in questo fondamentale è stato il ruolo della rete, che è una modalità di comunicazione orizzontale, profondamente democratica. Cinque anni fa sarebbe stato impensabile l’utilizzo del rivolgimento di senso, della satira a cui assistiamo in questi giorni. Basti pensare al caso della moschea nel finto quartiere di Sucate, la domanda postata su Twitter a cui Moratti ha risposto, oppure alla pagine “tutta colpa di Pisapia” su Facebook. Un modo molto efficace di comunicare, anzi efficacissimo.
Ma non c’è il rischio di dare un’eccessiva importanza al ruolo della rete – molto vezzeggiata dai giornali, che però leggono pochissime persone – e dimenticare che ancora oggi il principale mezzo di comunicazione è la tv? Non sarà un caso che Berlusconi da qualche giorno l’ha praticamente occupata…
Ma questa è una banalità. Siamo un paese anziano, con un basso livello di alfabetizzazione, solo un terzo della popolazione usa con disinvoltura la rete. E’ ovvio che esistono fasce di elettorato molto diverse tra loro: gli studenti, i professionisti, i pensionati, gli insegnanti. Generalizzare è impossibile. Ed è ovvio che sia ancora la televisione a giocare un ruolo preponderante nella comunicazione politica. Ma il ruolo della rete ha un peso crescente: ripeto, solo cinque anni fa sarebbe stato impossibile vedere così tante iniziative.
E se dovesse dare un voto a chi ha organizzato la campagna elettorale della destra a Milano? Sono stati bravi o cattivi comunicatori?
Secondo me c’è stato in primo luogo un eccesso di pressione, che oltre una certa soglia risulta stucchevole soprattutto se parliamo di pubblicità classica. Siamo stati invasi da manifesti che presentavano Letizia Moratti in cento luoghi diversi e in cento situazioni diverse. Abbiamo ricevuto a casa un corposo e costoso opuscolo per illustrare tutti i risultati raggiunti dalla giunta. Io credo che oltre una certa misura si generi nelle persone un senso di saturazione. In quanto ai contenuti, ciò che premia in comunicazione è la coerenza, il non contraddirsi. E penso che la campagna di comunicazione di Letizia Moratti sia partita in un certo modo, presentandola come una specie di fata buona e obiqua capace di risolvere tutti i problemi, poi il tono è cambiato, con lo scivolone delle accuse senza scuse che ha contraddetto tutto quanto. E continua ad esserci una serie di contraddizioni tra quanto si dice e quanto si fa.
E per quanto riguarda Pisapia? Fa bene ad insistere con questa modalità un po’ sotto tono, e a sottrarsi a un confronto televisivo? Non rischia di sparire? Si vedono sempre Moratti e Berlusconi…
Esiste una precisa tecnica comunicativa che si chiama “understatement”, che potremmo tradurre come “sottotono”. Certo, è molto British e poco utilizzata in Italia. Ma può essere molto efficace e un modo intelligente per rispondere a chi utilizza invece toni urlati. Tuttavia non credo proprio che Pisapia stia usando qualche tecnica. Credo che in questo caso la tecnica coincida con la persona. E’ fatto così. Ha scelto di fare una campagna elettorale come si faceva una volta, camminando per le strade. Vedremo se sarà utile. In quanto al suo slogan “il vento cambia davvero”, mi sembra buono. Gli spot forse un po’ casarecci. Ma contano quel che contano.
Ancora una domanda sulla strategia comunicativa: come è possibile che Berlusconi insista a chiamare al voto i moderati utilizzando messaggi contro la “zingaropoli”, contro la “mecca dei gay”, contro “la moschea più grande d’Europa”…ma chi sono questi moderati?
Non si sta rivolgendo all’area dei moderati, ma a quella degli indecisi. Quella a cui si rivolgono tutti, d’altronde, poiché chi è schierato da una parte non cambia idea. Esistono esperimenti fatti da neuroscienziati in cui si dimostra che il cervello di una persona schierata politicamente addirittura “spegne” delle aree quando parla l’avversario. Dunque si può convincere chi non è schierato, oppure chi ha deciso di non recarsi alle urne. E per farlo Berlusconi usa il carattere dell’urgenza: è come se desse dei grandi spintoni dicendo “se non mi voti succederà qualcosa di terribile”. Devo dire che a forza di esagerare sono venuti fuori dei collassi linguistici divertentissimi, come gli zingari islamici o cose di questo tipo. Mi ricordano quei mostri medievali formati da parti diverse di animali…ecco, torniamo sempre al medioevo come vede.
Torniamo indietro, ma quello a cui siamo assistendo è un’anomalia italiana o una decadenza tipica delle democrazie avanzate?
Certo colpi bassi ne abbiamo visto dappertutto, come anche l’utilizzo della cita privata. Ma un’anomalia italiana c’è, e sta nel fatto che il presidente del Consiglio possieda tre televisioni. Possiamo parlare di qualsiasi cosa, ma il nocciolo rimane questo. E mi piacerebbe che la sinistra si facesse qualche domandina su questo punto.
Giovanni Cesareo conosce bene il tema della comunicazione - soprattutto quella praticata attraverso i media - essendo stato il primo, e uno dei più acuti, critici televisivi italiani. E conosce Milano come le sue tasche. Come vede Cesareo la strategia comunicativa scelta dalla destra?
BALLOTTAGGI
TERRA TERRA
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










