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«Il mio patto con tutta la città»

 
FRANCESCA PILLA - NAPOLI

Si chiude con un esposto alla procura e un richiamo al prefetto la campagna elettorale di Luigi De Magistris e Gianni Lettieri. Il candidato del Pdl da giorni gioca la carta della strategia della tensione. Ieri dopo un incendio in uno dei tanti suoi comitati, in cui sono andati bruciacchiati alcuni volantini, ha invocato gli anni di piombo. L'ex magistrato stanco delle continue accuse ha deciso di sporgere denuncia per verificare la dinamica dei fatti.

De Magistris, Lettieri la definisce moralmente responsabile per diversi episodi. E' vero che non ha preso le distanze dai violenti?
Sono un uomo di legge, da magistrato ho osteggiato ogni forma di violenza e contrastato i legami tra politica e camorra. Sono un pacifista e seguo le idee di Martin Luther King. A Lettieri dico che per capire chi non ha appiccato il fuoco basta comprendere a chi giova questo episodio e a chi fa danno. L'unica aggressione vera l'ha compiuta il 15 aprile un gruppo neonazista davanti alla facoltà di Lettere, quando un candidato delle sue liste è stato coinvolto nell'accoltellamento di uno studente. Il mio avversario ha denunciato aggressioni fisiche che si sono rivelate inesistenti. Ci sono state solo contestazioni verbali che sono parte della campagna elettorale. Lettieri ha esacerbato i toni usando una simbologia terminologica curiosa e dispregiativa, sono stato definito un Bin Laden alle vongole, il leader di un estremismo comunista pericoloso che trasformerà il comune in un soviet. Mi sono rivolto alla magistratura proprio per capire chi ha organizzato tutto questo con le intenzioni di inquinare la campagna elettorale. Diversi ambienti temono la mia vittoria, ma aspettiamo il lavoro dei magistrati.

Ti riferisci alla camorra? Hai paura di infiltrazioni durante le operazioni di voto?

Mi hanno riferito che sono stati messi in campo molti soldi e abbiamo segnalazioni che parlano di compravendita dei voti in favore di Lettieri. Mi meraviglio che il mio sfidante non abbia speso una parola contro la camorra. Ma mi appello a tutti affinché ognuno vigili sul corretto svolgimento delle elezioni.

Berlusconi non è andato a Milano, ma è venuto a piazza Plebiscito. Se dovesse perdere a Napoli, nonostante la sfiducia verso l'amministrazione uscente, sarebbe un colpo al governo?
Berlusconi lunedì vedrà che le persone hanno tanto cervello da votare per il cambiamento. Di questo sono sicuro, i napoletani non vogliono finire nelle mani di persone accusate di affari poco chiari.

Ma Lettieri è un imprenditore e in molte occasioni ha posto l'accento sulle sue capacità di creare posti di lavoro.
Basta andare su Internet per conoscere la sua storia. Ha spesso preso soldi pubblici per le sue aziende, le ha poi fatte fallire e ha mandato per strada centinaia di persone. E' la persona meno adatta a guidare la città.

Amministrare due milioni di persone non è un compito semplice. Lei ha parlato al cuore dei napoletani e creato aspettative, non ha timore di deluderli?
Ho fatto un patto con la città di trasparenza e democrazia. Aumenteremo la partecipazione, voglio una cittadinanza attiva in grado di mettere in moto Napoli. Sarà un nuovo modo di fare politica che porterà risultati immediati anche nel programmare le scelte su ricerca, sviluppo economico, lavoro, rilancio delle fabbriche del sapere.

In questo secondo turno ha riunito il centrosinistra, da Pasquino a Cozzolino, anche senza apparentamenti. Teme tradimenti nelle urne?
Io mi rivolgo a tutti, anche se ho una cultura collocata a sinistra, voglio essere il sindaco dei cittadini, garante di una grande unità. Sono appoggiato dal mondo del sindacato, da quello imprenditoriale, ho avuto un appoggio concreto dal Pd, da Sel, ma anche dal candidato del Terzo Polo. Sono convinto di poter mettere insieme liberali, moderati e riformisti e di avere il loro consenso.
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