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COMMENTO
23/06/2009
  •   |   Ida Dominijanni
    Ragazze immagine

    Distogliamo lo sguardo da Silvio Berlusconi e spostiamolo sulle giovani donne che hanno raccontato gli incontri a palazzo Graziosi e a Villa Certosa nell'inchiesta di Bari. Tutta questa storia aperta dalla denuncia di Veronica Lario sul «divertimento dell'imperatore» non ha niente di privato ed è tutta politica, stiamo sostenendo da più di un mese, perché porta alla luce un ganglio cruciale del sistema di potere e di consenso di Berlusconi e del berlusconismo. Ma sia il potere sia il consenso sono fatti relazionali: si fanno in due, chi dispone e chi obbedisce, chi propone e chi acconsente, sia pure in posizione dispari tra loro. Dunque c'è il sistema di potere del premier imperniato su una certa politica del sesso e dei rapporti fra i sessi, e ci sono queste giovani donne che vi partecipano e ne consentono il funzionamento, anzi lo hanno consentito fino a un certo punto per poi disvelarlo. Ed è chiaro che, se lo scandalo investe prima di tutto il premier, l'interesse dovrebbe volgersi parimenti a loro, per quello che dicono e che non dicono della società a cui appartengono e dell'immaginario, dei sogni e dei progetti, dell'etica e dell'estetica di cui sono portatrici. E che, salvo liquidare difensivamente escort e ragazze-immagine come eccezioni rispetto alla norma e alla normalità femminile, ci interrogano e ci interpellano: quella società, quell'immaginario, quei sogni e quei progetti, quell'etica e quell'estetica dicono qualcosa a noi tutte.
    Leggendo e rileggendo dichiarazioni e interviste di Patrizia D'Addario, Lucia Rossini e Barbara Montereale, e soprattutto guardando e riguardando l'intervista filmata a quest'ultima sul sito di Repubblica, dove il viso e il corpo dicono più della parola scritta, cinque cose impressionano soprattutto. La prima è la padronanza con cui si catalogano e si contrattano mansioni, prestazioni e compensi: tanto per questo, il doppio per quello, «non lavoro per la gloria, se vado a una cena ci vado per avere dei soldi», fare la ragazza-immagine è diverso che fare la escort ma anche per una escort «quello è il suo lavoro, ognuno ha il suo lavoro». Ora, è dagli anni 80 che il movimento per i diritti delle prostitute rivendica - senza convincermi, aggiungo - che fare sesso a pagamento, ovvero vendere il proprio corpo, è un lavoro come un altro, da negoziare come si fa con qualunque lavoro. Ma come siamo arrivati a rendere contabile e negoziabile qualsiasi prestazione del corpo, un sorriso, una presenza a cena, un ballo a una festa, un'impronta che fa immagine? Mansioni come altre, sembra di sentir parlare gli operai che negli anni 70 ti spiegavano la catena di montaggio. Quale cambiamento culturale ha reso il corpo, per queste donne, simile a una macchina, e alienato come una macchina?
    La seconda cosa è l'ossessione dell'immagine: non è nel regno delle cose ma in quello della rappresentazione che la vita si svolge. Le ragazze arrivano a palazzo Grazioli, cenano e per prima cosa vanno in bagno a fotografarsi, registe di se stesse, e a immortalare l'evento. L'emozione si deposita in quella foto, non riguarda tanto l'aver varcato la soglia del palazzo del potere (anche se dell'evento «straordinario» si dà notizia all'una di notte per telefono alla mamma che a sua volta tace e acconsente), quanto il registrare di averlo fatto e il poterlo mostrare ad altri. Qui il cambiamento culturale si chiama ovviamente televisione, fine del confine fra realtà e rappresentazione eccetera eccetera. Ma colpisce ugualmente - terza cosa -, a fronte di questo peso dell'immagine, la derubricazione del potere politico in sé e per sé. Che «Silvio» (per Barbara) o «Papi» (per le altre ospiti ancora senza volto) sia casualmente il presidente del consiglio sembra essere tutto sommato un fatto relativo, e certamente non comporta alcun particolare cambio di registro o di galateo. Né alcun sospetto o alcuna cautela: quarta cosa, impressiona l'affidamento cieco all'uomo potente, come se il potere (maschile) avesse d'incanto perso ogni opacità e fosse diventato trasparente, credibile, anch'esso negoziabile (io resto a dormire con te, tu mi aiuti a fare il mio residence sulla costa). Certo aiuta, in questo, l'acclarata «affettuosità» dell'ospite, che tutte conquista, come se - quinta cosa che colpisce - ciascuna stentasse assai a trovarla altrove, e segnatamente in altri uomini: del resto, ci informa Barbara, lei fa la ragazza immagine solo perché non può fare quello che vorrebbe, cioè «la moglie e la madre». E perché è questo che passa il convento, cioè il mercato del lavoro. Ma sul suo viso non passa mai l'ombra del risentimento, né del vittimismo. A conferma che tutta questa storia non si sta giocando nel registro di una rinnovata oppressione patriarcale, ma in quello di una perversa forma di emancipazione femminile, postpatriarcale e postfemminista. Che è forse ciò che la rende così complessa da leggere, in Italia e all'estero.


I COMMENTI:
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  • Quello che scandalizza è che in una società dove a chiunque è richiesto non solo di vendere, ma di ALIENARE (do you remember Marx?) il proprio corpo ivi compresa la propria mente, si continui a definire "prostituzione" l'unico mestiere in cui corpo e mente rimarrebbero sotto il proprio completo controllo, - se papponani, ministr(oi)e ed affini non promuovessero lo sfruttamento (e talora la riduzione in schiavitù) di chi esercita quello e altri ben più umilianti mestieri e ruoli (non ultimi la "moglie" e la "madre" citati dall'intervistata-elettrice) con l'arbitrio incontrollato del proprio potere politico, una volta che lo abbiano "democraticamente" conseguito.

    Avete presente le decine di migliaia di vessazioni quotidiane (in buona parte riconducibili alla catena di comando della criminalità organizzata, che grazie a costoro può gestire le condizioni materiali di chi altrimenti potrebbe prestare in piena o relativa serenità le proprie prestazioni) a cui vengono esposte le lavoratrici del sesso da un semplice sproloquo televisivo della Carfagna o dalla mera esistenza del reato di favoreggiamento della prostituzione (per cui sarebbe reato favorire qualcosa che non è reato! - andatelo a raccontare in qualsiasi Paese normale...)

    Possibile che costoro abbiano sequestrato anche qualsiasi capacità di analisi sociale e politica, tanto da doverci ridurre a discettare di "moralismo" più o meno "vero/falso"?

    Dove sono finite la critica dell'ideologia e del corpo?

    Vsja vlast' fejam!!! 17-08-2009 21:07 - danigiolibndamaxsuzipiùmille
  • Analisi impeccabile, Dominijanni, complimenti. E finalmente la facciamo finita con questa storia del "tanto è un lavoro come un altro". Condivido anche la maggior parte dei commenti, salvo quello di gino vergari che mi lascia francamente allibita. 26-06-2009 01:13 - Renata
  • purtroppo anche le grida dolenti di pasolini oggi verrebbero ridicolizzate dai tanti trombettieri di regime per sua fortuna ma per nostra sfortuna lui non c'e' piu' 25-06-2009 13:39 - luigi
  • Vedo che anche qui sul Manifesto (sicuramente il più femminista dei quotidiani) la maggior parte degli interventi é di maschi. Altro sintomo dei problemi che ha il femminismo. Sento ancora di più la mancanza del parere di Roberta Tatafiore, ma le portavoci del movimento per i diritti delle prostitute, non sarebbe il caso di sentire cosa hanno da dire in questo caso? P.S. ho un amico più basso del Berlusca, si arrabbia molto ogni volta che viene definito nano, potremmo evitare di insultarlo per l'altezza? 25-06-2009 11:16 - Cranio di pantera
  • Un'altra riflessione sulla prostituzione. Viviamo in un mondo sempre più competitivo (devi essere più bello degli altri, più ricco, co più succeso ecc..). Inoltre - forse proprio per questa competitività - attraversiamo sempre più spesso crisi economiche. Dalla caduta del Comunismo non so quante ne abbiamo avute. E proprio la storia dei Paesi dell'Est post-comunisti dovrebbe allarmarci. In questi Paesi negli ultimi venti anni è esplosa la prostituzione, moltissime donne si prostituiscono - anche saltuariamnete e sporadicamente - per vivere. Molte emigrano nei paesi ricchi dell'ovest per vendere il proprio corpo.
    Credo che questo fenomeno interesserà sempre di più anche le donne e le ragazze italiane tenuto conto da un lato appunto della competitività della nostra società, dei modelli consumistici, della crisi e della mancanza di lavoro e dall'altro lato della sempre più crescente richiesta di servizi sessuali da parte degli uomini - ai vari livelli.
    Del resto quante studentesse sono compiacenti coi loro professori per non avere problemi ad un esame ? Quante donne accettano di scendere a compromessi per un posto di lavoro ? Quante ragazze - anche giovanissime e sostenute dai genitori e dal fidanzatino - sono disposte ad esibire il loro corpo per una folgorante carriera nel mondo dello spettacolo? Tutto questo è sempre esistito, solo che oggi è molto più diffuso perchè è aumentata la domanda e l'offerta ed il senso del pudore si è molto abbassato. 25-06-2009 01:04 - gino vergari
  • Non capisco cosa ci sia tanto di difficile da capire nel comportamento di queste "ragazze immagine" o "escort" o "prostitute di lusso" che frequentano gli uomini con i soldi e che ritengono normale la loro vita. Tutte le prostitute fanno questo mestiere semplicemente perchè
    hanno bisogno di soldi - ciascuna per i motivi più diversi (famiglia da mantenere, droga, voglia di avere tra le mani molto danaro da spendere ecc...) - perchè dobbiamo sempre aspettarci da queste donne che manifestino il loro modo di vivere, la loro condizione come se fossero delle disgraziate, disperate e derelitte? Per fare questa vita ci vuole grande forza d'animo e una donna che decide - più o meno spinta dalle circostanze - di fare questa vita prima o poi trova la forza e la convinzione per andare avanti. Anche se noi non sapremo mai come cavolo fanno e cosa provano nel fare il loro lavoro - possiamo solo rispettarle. 24-06-2009 23:31 - gino vergari
  • L'italia e' uno dei paesi piu' corrotti che conosca e in cui abbia vissuto. Alla enorme corruzione mafiosa/economica/politica si affianca, e naturalmente ne e' parallela, la corruzione individuale spiccciola. Insomma la corruzione e' trasversale e parte integrante della vita sociae italiana. Alcuni esempi. Non si ottiene un posto di lavoro nella amministazione pubblica senza una raccomadazione. Senza una raccomandazione non si diventa primario in nessun ospedale alla faccia della capacita' dei candidati. Anzi, spesso, molto spesso, i concorsi vengono banditi quando si ha gia' il candidato.
    Professore universitario non si diventa per meriti scientifico/professionai ma per la fedelta' come suddito al barone che poi, se lo riterra' opportuno, esercitera' il diritto di cooptazione. La CISL e' un grosso centro di potere nelle universita' italiane e romane in particolar modo. Basta vedere il passato "sindacalista" di alcuni Rettori.
    E cosi' la massoneria (Berlusconi), l'opus Dei (dell'Utri) e via discorrendo.
    In questo contesto ognuno ritiene "normale" cercare di ottenere la migliore raccomandazione possibile e la vicinanza con i potenti e l'ingraziamento dei potenti e' sempre una cosa ambita e utile. L'uomo piu' ricco e potente d'Italia ovviamente e' il piu' ambito.
    Insomma la corruzione si associa sempre al degrado del piu' debole che deve soggiacere alle regole del piu' forte se vuole andare avanti. La donne, che sono sempre state l'anello debole delle societa' sono le prime a degradarsi. E al punto in cui siamo il degrado si trasforma in trionfo se si riesce ad ottenere il "dovuto" tornaconto. 24-06-2009 21:38 - murmillus
  • L'anomalia non è nel nano piduista ma negli italiani. Non dimentichiamoci che la massima aspirazione dell'italiano medio è quella di avere tanti soldi magari fregando il prossimo, un harem di diciottenni ed il potere di disporre a piacimento di chi gli sta intorno. Il problema della donna oggetto rientra in questa ottica e come tale è solo un aspetto. Leggete i giornali esteri cosa dicono, è il sistema morale Italia che non va e quando dico morale non intendo quella clericale o del"Dio patria e famiglia" bensì il modo di "stare" correttamente secondo principi di legalità e civile convivenza in una società di persone. Il dott.prof. Berlusconi nella sua vita non ha fatto altro (come imprenditore e come politico) che calpestare tutto ciò che ha trovato sulla sua strada per raggiungere quel potere che gli ha permesso di accedere a quello status di impunità da onnipotenza dove tutto gli è permesso e, soprattutto, con il consenso di sudditi compiacenti ed adoranti.E' la logica conseguenza partita in quel 1994 quando la politica e più in generale la società italiana ha imboccato la strada dell'imbarbarimento sistematico. 24-06-2009 20:54 - Filippo
  • Prima di tutto complimenti a Ida Dominijanni che ha davvero fatto una bella riflessione riguardo al nuovo scandalo che ha investito per l'ennesima volta il Presidente del Consiglio. A mio modo di vedere la questione apre le porte ad un'altra. Quella dei contenuti estesa a tutti i campi della società nella quale siamo inseriti, un superficialismo sfrenato a partire dall'informazione sino ad arrivare ai modelli culturali proposti principalmente dal mondo mediatico. Un'assenza di contenuti che per l'appunto anche in questo caso non fa capire alla nazione intera se sia veramente uno scandalo quello che è venuto alla luce dall'inchiesta di Bari e soprattutto perchè è scandaloso. Perchè è vergognoso quello ci sta succedendo e perchè non è gossip ma politica. 24-06-2009 20:15 - Davide Ragazzoni
  • Ho appena visto su TG3 l'intervista a Barbara Montereale, quello che mi ha più sconvolto non è la sua fedeltà al satiro impotente, ma il suo essere leggera nel vivere come velina, ragazza immagine, (non) escort dice lei. Sono le donne che lui ha plasmato in anni di dominio dell'etere, ha creato questo tipo di donna. Non c'è speranza il 90% delle donne giovani italiane sono come la Montereale. Il futuro dell'Italia è in mano a queste donne, che possono diventare ministre come la Carfagna oppure escort come la d'Addario, tutto senza soluzione di continuità. Il corpo è mio e me lo gestisco io, dicevano le femministe degli anni settanta. Oggi le donne cresciute a dosi cavalline di TV spazzatura aggiungono e poi lo faccio gestire al potente papi di turno. Come potrà cambiare l'Italia non lo so. 24-06-2009 19:44 - Orazio
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