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COMMENTO
14/07/2009
  •   |   Ida Dominijanni
    Uomini che amano le donne

    Ha perfettamente ragione Stefano Rodotà a chiedere (su Repubblica di ieri) che il nuovo corso politico auspicato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (sul Corsera di domenica) non cominci «all'insegna di una omissione», ovverossia archiviando scandali e rivelazioni che hanno travolto la figura, immagine e sostanza, del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ha ragione, e con lui hanno ragione vari esponenti dell'opposizione, a chiedere che il premier riferisca in parlamento, che venga restituito onore alla responsabilità politica, che quello che è accaduto non venga rinchiuso in una «parentesi moralistica», che si ristabilisca il valore dirimente della verità nella sfera pubblica. Sono princìpi basilari della democrazia liberale, mica di chissà quale rivoluzione, che dovrebbero essere dati per assodati e ampiamente condivisi, e che scopriamno invece essere negletti e calpestati non solo dal premier ma da chi lo sostiene con i voti e con gli argomenti; princìpi, dunque, per i quali non bisogna smettere di lottare.
    Tuttavia, man mano che passano le settimane, cresce la sensazione che la difficoltà o il pudore di parlare del merito della questione, oltre che dei principi liberaldemocratici violati, indebolisca altro che rafforzare le armi dell'attacco a Berlusconi. Difficoltà e pudore si possono capire ovviamente, perché quando c'è di mezzo la sessualità sono forti sia la tendenza a confinare il discorso della sfera privata - e abbiamo visto quanto questa tendenza sia stata prevalente nell'opposizione - sia la tendenza ad astenersi dal giudizio per non essere tacciati di moralismo; per non dire di una incoffessata e incoffessabile complicità maschile pronta a scattare trasversalmente e inconsciamente. E però, finché l'opposizione - politica e intellettuale - non troverà le parole per dire qual è l'elemento insopportabile della berlusconeide degli ultimi due mesi, non troverà di conseguenza nemmeno l'elemento irrinunciabile della propria battaglia. E l'elemento insopportabile non è né l'esuberanza o l'edonismo del premier, né i suoi gusti o le sue preferenze sessuali, né la quantità di amanti che gli piace esibire. E' l'uso sistematico di un sistema di scambio sesso-danaro-potere, quale risultava fin da subito dalle parole di sua moglie e quale è stato confermato dalle inchieste giornalistiche. Un uso sistematico che prima che inquinare la vita istituzionale, denota un indecente disprezzo delle donne, camuffato da seduzione e galanteria. E segnala dunque una questione di civiltà, di fronte alla quale la politica non può tacere e non deve fare un passo indietro ma due avanti.
    Sembrerebbe lapalissiano ma non lo è affatto, infatti questo argomento compare poco, troppo poco nel dibattito sulla moralità pubblica del premier, sull'onore delle istituzioni, sulla trasparenza della democrazia eccetera. E non può trattarsi di una omissione casuale. Senza fare paragoni incongrui, la controprova sta nel caso dello stupratore seriale che si è abbattuto nel dibattito precongressuale del Pd. Ignazio Marino l'ha trattato, impropriamente, come indice di una «questione morale» che riguarderebbe la selezione dei dirigenti del partito. Altri hanno avuto buon gioco nel rispondergli che strumentalizzava un caso doloroso a fini di lotta congressuale, tacendo sul merito. Altri ancora - esempio, Marco Follini nella conversazione domenicale con Marco Pannella trasmessa da Radio radicale - hanno fatto di peggio, equiparando come spesso capita questione morale e giustizialismo e archiviando la faccenda onde non apparire giustizialisti. Ora, fatta salva la presunzione di innocenza pu di fronte ai pesanti indizi di colpevolezza del caso, è evidente che il dibattito è completamente fuori fuoco. Lo stupro non è una questione morale, e prima di essere una questione penale è - di nuovo - un problema di civiltà, che riguarda la sessualità maschile, purtroppo non solo nelle sue espressioni perverse. E nel caso in questione, stando pur solo ai precedenti di Luca Bianchini, ai suoi dvd e ai suoi minuziosi diari, siamo di fronte - di nuovo - a una sessualità compulsiva, a una concezione quantitativa e accumulativa dei rapporti con le donne («Avere tanti rapporti con donne grandi e stare tranquillo senza impulsi» è quello che Bianchini si propone), a una bizzarra associazione fra «fare» sesso e «fare» politica, come fossero due carriere parallele e reciproche. Può darsi che il Pd non abbia e non voglia avere gli strumenti di valutazione e filtro dei vecchi partiti sui suoi quadri, e che non possa e non voglia indagare sulla loro fedina penale. Ma da qui a non avere nulla da dichiarare ce ne corre. E a proposito delle assurdità del suo statuto, provate a leggervi con questo silenzio nelle orecchie l'articolo 3.


I COMMENTI:
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  • Sviscerato il rapporto tra potere e sessualità? Forse. In parte. Di certo tutti i risultati di queste indagini vengono rimossi dall'attuale coscienza collettiva contemporanea, il più presto possibile. C'è tutta la letteratura psicoanalitica che giace nelle biblioteche e solo pochissimi di noi ne hanno preso coscienza. Non parlo di Freud ovviamente, ma di cose più recenti, cioè meno finalizzate all'asservimento del potere stesso (tanto per citare Deleuze). Direi piuttosto che proprio a sinistra vedo un'ignoranza abissale su questo versante; un'ignoranza fatta di provincialismo culturale e dipendenza dal modello cattolico-reazionario. Certo è più facile stare a destra, conservando ed esaltando le figure di potere: padri, madri, sacerdoti, insegnanti, poliziotti, militari, presidenti, etc. In realtà tutto viene dagli abusi e dai maltrattamenti subiti nell'infanzia. Ma come dice una delle più lucide psicoanaliste contemporanee, Alice Miller, nessuno vuole prenderne atto. Costa fatica e dolore. Ecco perché stare a destra è più facile. ET 19-07-2009 23:31 - ET
  • Vorrei ricordare l'importanza degli scritti del Marchese DeSade e naturlamente il film di Pasolini Salo' o le 120 giornate di Sodoma.
    Sebbene se ne dovrebbe parlare spesso, il rapporto tra potere e sessualita' non ha bisogno di ulteriori precisazione. E' stato sviscerato/eviscerato in quegli scritti.
    La chiese e' parte del problema e non una soluzione e noi stiamo in Italia dove c'e' il Vaticano. 17-07-2009 03:18 - murmillus
  • Questione morale. Questione sessuale. Questione etica. Una foto è una foto. E in questi ultimi tempi ne abbiamo viste abbastanza. Se nella foto di cui ho detto avanti c'è un dvd con scritto Stanley Kubrick Collection, non mi frega cos'altro ci stia a fianco, dietro o davanti. Mi chiedo piuttosto che fine abbia fatto il buon senso. E di rimando mi chiedo perché qui si arrivi a negare il fatto. Mi chiedo anche perché questa foto non faccia indignare nessuno, perché non la si consideri un affronto alla cultura, all'etica, all'intelligenza (ormai dote rara, anzi rarissima). Su quel tavolo che dovrebbe mostrare un fantomatico “museo degli orrori” di uno stupratore tipo, viene messo in bella mostra un dvd con un film di uno dei più grandi cineasti del cinema mondiale. Serve alle menti malate (ma quali?) per far montare l'adrenalina? Per eccitarsi? Dunque dobbiamo dedurre stia lì come prova di presunta colpevolezza, e se sì, di chi? Dove sta di casa il senso etico di chi ha autorizzato la pubblicazione di queste foto su un sito come quello dell'Unità, tanto per rimanere tra comunisti. Ma cosa sono questi “comunisti”, gente di sinistra o individui con più conflitti morali, etici e sessuali di chi si vorrebbe poi additare come “mostro”? Il “museo degli orrori” sta ovunque! Nella politica, negli uffici, nelle scuole, nelle nostre case. Le problematiche di cui parla Ida sono solo la punta di un iceberg. Guardiamo anche sotto, se ne abbiamo il coraggio. Altrimenti la questione morale diventerà a breve una questione di sopravvivenza che investirà ogni singolo cittadino di questo paese. ET 14-07-2009 21:40 - enzio tempo
  • Ma non è vero.
    A berlusconi,non piacciono poi così tanto le donne.
    Altrimenti,non si sarebbe messo in politica.
    Quando,una persona ama una cosa,vive per quella.
    Lui ama solo se stesso e la voglia di potere.
    Non avete letto le testimonianze delle ragazze,quando gli faceva vedere le manifestazioni e la folla che lo aclamava.
    A berlusconi piace il potere.
    Le donne fanno parte del piacere del potere.
    Un malato come dice la sua ex moglie.
    Un poveraccio che gioca con i mappamondi pieni di aria.
    Charlot,era una macchietta,questo e una pena incredibile. 14-07-2009 20:11 - mariani maurizio
  • Non vedo nessun scandalo all'orrizonte , ne da parte dell'opinione pubblica ne tantomeno dai partiti cosidetti di opposizione.Quindi lo scandalo e' casomai nelle istituzioni parlamentari che dopo settimane non hanno ancora reagito con l'istituto della interpellanza.Il premier Silvio si salva sempre perche' l'opposizione e' quasi nulla, rien, nothing, niet.Cosa volete che facciano i cittadini quelli operosi che faticano per sbarcare il mese: sono molto sfiduciati dei partiti che sono antagonisti a questo divertente governo che continua a promettere e non fa una mazza per i piu' deboli, solo magnificando l'operato di se stesso.L'INTERVENTO del pres. NASPOLITANO , che fa appello alle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione di smetterla di farsi del male e di iniziare a proporre ognuno nel suo ruolo una soluzione condivisa per uscire da questa terribile crisi voluta dal sistema capitalista il quale scarica tutta l'incapacita' liberista ,facendone pagare i costi ai noi tutti poveri lavoratori. L'appello del colle va raccolto ma non a discapito delle responsabilita' del< tomber de femme> Silvio Berlusconi. Il premier deve rispondere dello scandalo non alla sua persona ma ha compromesso la dignita' della carica che ricopre essendo il capo del governo di una nazione sovrana come lo e'l'ITALIA. La preoccupazione della maggioranza degli italiani non sarebbe quella delle serate erotiche a palazzo CHIGI ma le donnine pagate da individui senza scrupoli che potrebbero ricattare il Silvio non come il signor Berlusconi ma come presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana. Questo e' il problema. 14-07-2009 18:12 - ernesto
  • Spero che l'intervento di Rodo-
    tà abbia la sua efficacia in tutti i sensi,visto che lui non è uno qualunque e parla con cognizione di causa.Napolitano sta facendo quello che nessun presidente ha fatto; fa notare al ministro della giustizia le correzioni da fare alle leggi prima della firma e poi vuole prolungare la pausa del G8 per archiviare tutte le prodezze di Berlusconi.Davvero siamo alla frutta come dice Barbara 14-07-2009 17:05 - Cristina Giambuzzi
  • per ET e per la cronaca
    guarda che non è arancia meccanica, celeberrimo film che tutti abbiamo visto e che usa la violenza come arma di denuncia, ma invece un suo "remake", del tipo trash turco, chiamato la Gang dell'arancia meccanica. che penso sia stato apprezzato più per la mera violenza sessuale che inscena, che nopn per il significato complessivo dell'"opera d'arte" 14-07-2009 15:50 - marco
  • Articolo che fa riflettere, come sempre. Lo scambio sesso-denaro-potere e la sessualità compulsiva, quantitativa e accumulativa mi paiono avere permeato strati sociali ben più vasti delle abitudini di una élite o di un personaggio ricco e potente che si ritengono invincibili quante più non donne, ma "chiappe", fan sedere sul bidè della loro villotta. Sono sempre più "il" modo per eccellenza di instaurare rapporti considerati appropriati, desiderabili e di successo da parte di uomini e donne, a scapito, spesso, di altre persone e certo di altri stili di rapporto. Insomma l'impressione è che come c'è stata una generale assuefazione e indifferenza alle vicende di corruzione, legalità, arroganza del potere berlusconiano lo stesso fenomeno si sia verificato a livello di stile dei rapporti tra i sessi. Su questo direi che "la sinistra" sconta l'ennesimo ritardo e l'ennesima pavida mancanza di riflessione e decisione sulle questioni delicate: la paura di essere etichettati come "moralisti" (una declinazione di "comunisti"?) ha fatto astenere da qualsiasi giudizio e elaborazione in merito. Ancora una volta si usa una categoria vecchia di trent'anni (il "moralismo")per dare un giudizio, oggi, su un fenomeno tanto lontano dalla moralità bacchettona pre-sessantotto quanto ben più complesso di un problema di seduttività compulsiva di un singolo e ahimè, troppo potente individuo. Nel deserto, o quasi, di riflessione in merito, tutto questo fa persino venire in mente come possibilità interpretativa - cielo!- il "consumismo" degli esseri umani di cattolica memoria.
    Livia Castelli 14-07-2009 15:21 - Livia
  • Napolitano deve fare il Presidente della Repubblica e non intervenire in soccorso dei politici. Berlusconi fa e dice di tutto e di piu', fuori da ogni regola, e il non civile e' Di Pietro. Siamo alla frutta. 14-07-2009 14:57 - barbara
  • Tra i dvd di Luca Bianchini, cara Ida, in bella mostra c'hanno messo anche Arancia Meccanica di Kubrick. Pure questa è una questione morale. 14-07-2009 14:48 - ET
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