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Angelo d’Orsi
Via Rasella, colpo al revisionismo
Dunque, una sentenza – quella che dà ragione alla figlia di Bentivegna, nella sua causa al quotidiano Il Tempo che aveva definito “massacratori” gli autori dell’attentato di via Rasella – che aiuta a edificare una ormai ineludibile barriera contro le mistificazioni del revisionismo “rovescista”. Certo, la difesa contro i Pansa, i Vespa e la loro compagnia di giro dovrebbe innanzi tutto venire dalla storiografia, ma ben venga tutto quanto può servire a frenare la libido di costoro che si appaga nell’attività volta a ribaltare la realtà dei fatti, e gettare ignominia sul movimento partigiano. In relazione al principe dei rovistatori della Resistenza – coloro che scavano nel fondo del barile sperando di trovare nefandezze per mostrare, come asseriscono, “l’altra faccia della medaglia”, e quando non le trovano si affidano all’inventiva – ossia il noto Pansa, Giorgio Bocca aveva invocato il divieto di scrivere, o addirittura il carcere. Io sono per la libertà. Ma sono anche per non far passare sotto silenzio scempiaggini e falsità da costoro propinate a un vasto pubblico. Occorre ribattere colpo su colpo: anzi, è tempo di passare al contrattacco.
Costoro, con libracci da 700 mila copie (?), grazie all’occupazione della radio e della televisione e addirittura la trasposizione televisiva o cinematografica dei loro prodotti, hanno creato un senso comune che si può riassumere nei seguenti punti: a) la Resistenza è stato un fattore politicamente e militarmente irrilevante, ininfluente nella caduta del fascismo e nella sua sconfitta; b) i partigiani erano un’infima minoranza della popolazione, e il loro ruolo fu pari a quello dei saloini, gli uni e gli altri, se si vuole, in buona fede, dominati da un credo fanatico, rispetto al quale gli italiani si chiamarono fuori; e ci furono eroi e canaglie tra gli uni e gli altri, equamente ripartiti; anzi, a ben vedere, le canaglie furono più numerose tra i partigiani o sedicenti tali; c) nella Resistenza il Partito comunista esercitò non solo un’egemonia politica, ma un ferreo dominio militare, eliminando senza pietà chi non era allineato, salvo nel dopoguerra “appropriarsi” del suo significato per autolegittimarsi come forza politica democratica; d) questa “verità” storica è stata per decenni “negata” dall’occhiuta egemonia gramscian-togliattiana, e ancora oggi sono numerosi gli storici “di parte” che per viltà o per fedeltà alla linea (?), continuano a ripeterla, mentre finalmente sono arrivati sulla scena gli Zorro vendicatori, che ci raccontano la storia “negata”, “nascosta”, “sequestrata”.
Questo insieme di argomenti, reiterati e sparsi su ogni centimetro dell’etere internautico, oltre che sui media, sta permeando la mentalità degli italiani, sta diventando, appunto, senso comune. E contro questa operazione, che ha superato da tempo i limiti della decenza (come per esempio col cambiamento proposto da Berlusconi di derubricare il 25 Aprile da festa della Liberazione, a festa della Libiertà o col disegno di legge, ora accantonato, di equiparazione tra partigiani e repubblichini), si deve reagire. Storiograficamente, in primis, e culturalmente, in generale; ma anche giudiziariamente, e politicamente. Una volta si ripeteva: “Vigilanza democratica” e “Mobilitazione antifascista”. E se rispolverassimo queste parole d’ordine, dando loro un senso nuovo, che la cupezza dei tempi rende urgente?
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Perchè non scrive un libro sulla Resistenza italiana, una nuova vulgata, o meglio una ricapitolazione delle visioni storiografiche di essa, historia rerum gestarum , e una panoramica delle res gestae?
Le saremo grati.
Perchè lei è una persona molto intelligente, e accademicamente assai vivace.
Peccato io non abbia occasione di consocerla.Almeno finora.
Leggo/studio cio' che scrive, ma non basta...Capirà.
Che la resistenza non sia stata tutta e tutta fatta da santi lei lo sa.
Scioppola, inoltre, mi ricordo ci raccontava a lezione che il 25 luglio 1943 fu un discrimine temporal-ideologico importante...il giorno prima , mettiamo, 40 milioni di fascisti, il giorno dopo di antifascisti.
Il nostro Paese non è che sia molto stato aiutato dall'estremo "frazionamento", durato secoli, storico-politico-culturale e da un'egemonia straniera su una "serva" terra.
Un po' prostuituta, un po' vigliacca.
Ma la Resistenza di Pansa non è proprio , forse tutta da credere.
Poi di Vespa perchè ne aprla, professore? E' uno storico, il Vespa? O un signore della corte
?Non è paragonabile certo ad un S Romano...
Invece credo dobbiamo fare chiarezza ESTREMA, totale dialogo e critica e appurare l'appurabile ab imis, e poi discutere PIENAMENTE, senza ombre, cesnsure od omissioni, e credo condividere.
Del resto non si può dire , professore, che i partigiani ( e parla uno, il sottoscritto, che si è molto interessato-amando con passione intellettuale- di GL, del Manifesto di Ventotene, di Bobbio, fratelli Rosselli, Ernesto Rossi, e di Capitini, di Nenni, del movimento partigiano nei suoi momenti amministrativi come CLNAI etc, tutto, socialista e liberale, cattolico, oltre che comunista "egemone")abbiano fatto tutto con candore collegiale...ci sono stati tremendi momenti di crudelta' e di furore, di vendetta e di ovvio rancore. Ma sono stati limitati, è possibile appurarlo uin una nuova storia, appunto, da parte di storici e intellettuali come lei, che possa far luce di nuovo su cio' che non deve essere, MAI SIA CIO?!!, in ombra, cioè il momento fondante della nostra libertà di uomini contemporanei italiani.
Con stima sincera,
Pierluigi Pettorosso 28-07-2009 20:58 - Pierluigi Pettorosso
parli senza sapere di che parli! A via rasella non morì nè fu ferito nessun civile. Punto.
E' stata un'azione di guerra pulita come ce ne sono poche! Vogliamo forse parlare dei "legali" bombardamenti aerei?? che siano degli americani, dei tedeschi o di chi che sia, di destra o di sinistra uccidono quasi solo civili!!
Ma gli americani che bombardando liberano l'italia x te sono sicuramente eroi, magari lo sono anche in irak, serbia eccetera!
Io invece non amo gli eroi in generale, anche a sinistra.
E poi il fascismo non è roba di secoli fa, purtroppo è molto attuale e striscia abilmente e silenziosamente (manco troppo) nelle nostre strade, case e televisioni. Non usa più la camicia nera, ma la cravatta e se lo riterrà opportuno, rinizierà a mettere bombe come faceva fino a non molto tempo fa. Ti dice niente la stazione di bologna 1982??? 24-07-2009 01:02 - Andrea
Sapete, penso proprio che questo povero paese non abbia scampo, almeno fino a quando ci saranno persone, e sono molte, che non riescono ad aprire la mente e ragionare senza nessuna limitazione mentale.
Ancora parlate di Fascismo...guardate che sono passati già molti Anni, o sbaglio.
Per quanto riguarda l'articolo, sicuramente si è trattato di un atto di guerra, ma i civili morti??
E soprattutto dei veri eroi si sarebbero presentati davanti al nemico, prima di far uccidere altre persone innocienti, anche se fosse 1 sola.
Queste perone non posso riconoscerle come eroi ma come vigliacchi, punto e basta 23-07-2009 20:39 - giofab
Non male,con Travaglio, Serra, Scalfari e senza pansa. 23-07-2009 16:00 - giulio
Penso che grande responsabilita nel sostenere quelle aberrazioni revisioniste venga dal PD
che sta legittimando qualsiasi
fascista e criminalizzando
Reesistenza e antagonismi successivi.
per quanto mi riguarda sono profondamente grato ai Partigiani per aver sconfitto
il nazifascismo in Italia ed
aver impedito agli Alleati
di rimettere sul trono Mussolini
giustiziandolo in tempo.
Un contrattacco politico è urgente e deve comprendere la
delegittimazione del PD come partito di sinistra (che poi
corrisponde al senso del nome). 23-07-2009 13:20 - marco sbandi