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COMMENTO
30/07/2009
  •   |   Paolo Ferrero*
    Due proposte per fermare il regime

    Condivido l’articolo di Luigi de Magistris sulla strategia autoritaria del governo. Condivido e ritengo necessario, dopo la raccolta di firme che Rifondazione comunista ha fatto con l’Italia dei Valori per sottoporre a referendum il lodo Alfano, proseguire l’iniziativa per contrastare l’azione antidemocratica del governo. Occorre costruire una manifestazione nazionale unitaria contro il pacchetto sicurezza ma anche una azione unitaria delle diverse forze politiche, culturali e sociali che si collocano all’opposizione, articolata sul territorio, che sveli a fondo il carattere eversivo dell’azione di governo. Occorre fare una vera e propria campagna di massa.

    Sono rimasto colpito però della assenza nell’intervento di de Magistris della questione sociale. Ritengo infatti che senza una discussione di fondo sul rapporto tra questione democratica e questione sociale, Berlusconi non solo demolirà la democrazia nel nostro paese ma lo farà con il sostanziale consenso – attivo o passivo – del paese. Occorre cioè fare i conti con la situazione reale del paese che a me pare caratterizzata da due elementi: da un lato la separazione nella testa di milioni di persone tra questione sociale e questione democratica. Dall’altra la questione sociale oggi non trova “naturalmente“ uno sbocco a sinistra, in termini di conflitto di classe, o se volete di conflitto del basso contro l’alto; sempre più spesso è la guerra tra i poveri, dei penultimi contro gli ultimi, ad esprimere la questione sociale.

    Penso che se l’opposizione non saprà fare i conti con questo doppio problema, sarà destinata a soccombere di fronte all’avanzata della destra populista e della crisi della politica: non sarà efficace al fine di battere Berlusconi e il berlusconismo.

    In altri termini Berlusconi trae un vantaggio decisivo dal fatto che milioni di persone appartenenti agli strati subalterni o non vanno più a votare, schifati dalla politica, oppure votano a destra – a partire dalla Lega – perché la ritengono più efficace per difendere i loro interessi.

    Occorre quindi unire alla denuncia del carattere eversivo dell’azione di governo, una azione coerente di denuncia del carattere di classe dell’azione del governo e la costruzione di una seria opposizione alle sue misure economiche e sociali. A tal fine è completamente suicida la linea di gran parte dell’opposizione di appoggiarsi a Confindustria per criticare il governo; è suicida che il provvedimento più estremista varato dal governo sul piano economico e sociale e cioè il federalismo fiscale, sia stato approvato dall’Italia dei Valori e abbia visto l’astensione del Pd. Col federalismo fiscale si taglierà la spesa sociale, la guerra tra i poveri verrà istituzionalizzata e si apre una autostrada alla distruzione del contratto nazionale di lavoro e alla gestione localistica dei conflitti. Il federalismo fiscale è una manna per la Lega Nord e per il nascituro partito del Sud, per balcanizzare l’Italia. Ho fatto questo esempio ma potrei proseguire con l’opposizione che vota mozioni di sostegno al finanziamento delle scuole private, non dice nulla sulla spesa di 14 miliardi per l’acquisto di cacciabombardieri, non dice nulla sulle prebende per il sistema bancario, balbetta sull’attacco al contratto nazionale di lavoro, concorda sulla riduzione della tassazione per le rendite fondiarie, ecc.

    A me pare evidente che la sostanziale subalternità dell’opposizione parlamentare (e quindi dell’opposizione presente sui mass media) alla Confindustria apra uno spazio politico immenso alla destra populista di Berlusconi e alla sua azione demolitrice dell’impianto costituzionale.

    Per questo faccio a mia volta un appello a de Magistris: costruiamo insieme nell’autunno, tutte le forze disponibili, una mobilitazione sociale degna di questo nome che contesti radicalmente la politica e economica e sociale del governo, contro la precarietà, per la redistribuzione del reddito e del lavoro, per una riconversione ambientale dell’economia. Per rendere credibile agli occhi di larghi strati popolari la nostra battaglia per la democrazia occorre schierarsi dalla loro parte nel conflitto sociale, altrimenti i nostri discorsi saranno incomprensibili.

    Aggiungo una seconda considerazione e una seconda proposta che concerne il piano istituzionale. Con questa legge elettorale maggioritaria e bipolare è pressoché impossibile sconfiggere il berlusconismo. Berlusconi ha uno schieramento che vale il 45% mentre i suoi oppositori sono divisi e hanno voti non facilmente sommabili. Non penso possibile fare una alleanza con l’Udc di Cuffaro per governare l’Italia. La gabbia bipolare, costruita stupidamente dal centrosinistra negli anni ’90, si è rivelata il contesto concreto in cui è nato e cresciuto il berlusconismo, il sistema che più favorisce Berlusconi e il suo tentativo di trasformare in regime il suo governo. Se fosse passato il referendum sul partito unico su cui il Pd ha dato indicazione di voto favorevole e per cui Di Pietro ha raccolto le firme, il discorso sarebbe chiuso. La sconfitta del referendum apre però una strada che voglio proporre a de Magistris. Prendere atto che il bipolarismo è all’origine del successo berlusconiano e proporre una legge elettorale proporzionale. Una legge proporzionale garantirebbe una cosa semplicissima e cioè che Berlusconi, che è minoranza nel paese, non si trovi poi ad avere la maggioranza assoluta di parlamentari in virtù della legge elettorale bipolare. L’Udc e le forze della sinistra propongono il sistema elettorale tedesco, se l’Italia dei Valori si pronunciasse chiaramente su questo indirizzo avremo buone possibilità che anche il congresso del Pd si muova in questa direzione. Un comune orientamento di questo tipo permetterebbe di costruire uno schieramento di salvaguardia costituzionale con l’obiettivo di fare una legge elettorale proporzionale e una legge sul conflitto di interesse. Questi provvedimenti si possono fare in sei mesi e su questo obiettivo si può costruire uno schieramento per dar vita ad una brevissima legislatura di salvaguardia costituzionale che cambi le regole del gioco per poi andare a votare con un sistema proporzionale, ognuno con la propria faccia e il proprio programma. Noi tutti ci battiamo perché Berlusconi cada ma è nostro obbligo avanzare un proposta per sconfiggerlo senza fare pasticci: questa proposta a me pare utile e praticabile.

    Riassumendo voglio quindi dire a de Magistris che per impedire a Berlusconi di realizzare il proprio disegno eversivo occorre costruire sul piano sociale una forte opposizione alla sua politica di classe e sul piano istituzionale porre con chiarezza l’obiettivo dell’uscita dal regime bipolare. Questo non dipende solo dagli altri ma in buona misura anche da che cosa farà l’Italia dei Valori nei prossimi mesi.

    *Segretario nazionale Prc


I COMMENTI:
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  • Ora litighiamo sul fatto che esistono o non esistono le classi. Dai ragazzi, è chiaro che dite la stessa cosa! E' chiaro che tutti sappiamo che non esistono più le vecchie classi, ma che il panorama è molto più liquefatto, difficile da compattare, isomma tutti siamo coscienti di vivere in una società atomizzata, in cui tanti singloi atomi formano masse ecc ecc.

    Il nostro problema principale sono invece le manie di protagonismo intellettuale. Tutti crediamo di avere il grimaldello che farà cadere il sistema, siccome ognuno possiede il suo allora ci dividiamo. Non sono per nulla d'accordo con la linea (ad esempio) di un Sansonetti, ma lungi da me l'identificarlo con un fascista.
    Con la nostra verve polemica crediamo di distinguerci dalla massa dei pecoroni moderati, ma spesso finiamo per ricaderci dalla porta di servizio, nel pecoraio: più volte alle assemblee dell'Onda, in università, mi è sembrato di assistere al famigerato quarto d'ora di celebrità per tutti, quello precognizzato da Wharol. Una pseudo democrazia diretta, molto infantile, che nascondeva la volonta di primeggiare di tanti singoli.

    Mettiamo da parte i protagonismi e i personalismi, abbiamo bisogno di un programma minimo comune: io, modestamente partirei dalla base che spero ci unisca tutti: ABOLIAMO LEGGE BIAGI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! Non mi sembra poco francamente. 31-07-2009 18:01 - Simone
  • Caro Ferrero quando eravamo nel governo Prodi che perseguiva una politica contro le classi sociali inferiori, tu non facevi nulla se fossimo usciti dal governo nel dicembre 2007, forse oggi non avremmo la dittatura di Papi e il rischio una disunità d'Italia. Ormai è tardi assisteremo alla fine dell'Italia come stato nazione, l'avanzare di potentati regionali antipopolari e mafiosi al sud. Grazie a te e Bertinotti che oggi teorizza la non esistenza di due sinistre, come se il PD fosse di sinistra. Era più a sinistra quella storica dell XIX secolo. L'Italia è finita 31-07-2009 16:21 - Orazio
  • per Aldo

    io non sono in grado di fare una analisi dal punto di vista marxista perche' occorrerebbe conoscere a fondo cio' che ha scritto Marx, conoscenza che non ho.

    ti chiedo pero', proprio dal punto di vista marxista: che senso ha porre come obiettivo prioritario la unità nazionale ? ( non solo e non tanto la unità nazionale italiana, ma in generale, la unità di un qualsiasi Stato)

    perche' e' cio' che ha fatto Ferrero: il provvedimento più estremista di Berlusconi? non i soldi dati alle banche, non il salvataggio dell'alitalia con i soldi pubblici, non le leggi ad personam, non... non...

    ma bensì,il federalismo fiscale (per adesso solo annunciato)

    per un marxista chiedere che ci sia una correlazione più stretta fra cio' che un territorio produce e cio' che viene investito in quel territorio e' una eresia? chiedere che si smetta in alcune zne d'Italia di spendere e spandere a spese di chi lavora, e' una eresia? 31-07-2009 16:17 - aiace
  • Aldo, marx è superato semplicemente perché non puoi parlare di classe, non esistono più parametri.
    gli operai sono ancora una classe, vero: ma gli operai oggi sono piccola borghesia.
    sotto di loro ci sono milioni di persone che non hanno un ruolo e non possono avere coscienza di sé: stagisti, clandestini, lavoratori in nero, ricercatori, lavoratori di call center o fast food. Gente che sta sotto i mille euro al mese, ma che si fa la guerra invece di fare gruppo.
    Se non lo fa la sinistra, chi è che deve dare un'identità a questo blocco informe di persone che pagano la crisi più di tutte le altre? 31-07-2009 16:14 - luigi
  • Condivido tutto quanto scritto da Ferrero. Vorrei solamente che a sinistra la si smettesse di criminalizzare tutti quelli che non la pensano allo stesso modo. Si perché se un caro amico e compagno di Aosta, parlando con me, ha dato del fascista a Sansonetti, beh, non si va da nessuna parte? 31-07-2009 15:13 - Corrado Olivotto - Aosta
  • Certo che a leggere le risposte di Cafeo, Luigi, Herby, Aiace, e mi son fermato, ti cadono le braccia.
    Una sfilza di sentenze trite e ritrite contro il prc, leggo una totale incapacita' di analisi marxista della societa' in ci stiamo ora.
    E non venitemi a dire che Marx e' superato, perche' altrimenti vi siete tutti ubriacati al banco del pensiero dominante del capitalimo ed vi siete bevuti la cultura individualista che da 2 decenni e' tornata alla grande.
    aldo 31-07-2009 14:44 - aldo
  • caro Ferrero, quando si invoca l'unità di tutte le forze disponibili bisognerebbe avere rispetto per i propri alleati, non sciacallare come èstato fatto a proposito delle inchieste pugliesi.
    Rettificate quel comunicato vergognoso che gira, e fate pulizia soprattutto in casa vostra! poi ne riparliamo! 31-07-2009 12:51 - tonino cafeo
  • ma davvero ferrero ancora parla di "classe"? ferrero sveglia!
    non esistono più da 10 anni le classi, c'hanno pensato due governi prodi e due governi berlusconi: non l'avete creato anche voi il precariato? e cos'è il precariato se non la definitiva frammentazione della società? avete contribuito al successo eterno di berlusconi e ora ripartite da concetti politici del 1960...a me sembra assurdo.
    Detto questo, io ho una proposta diversa: la sinistra tornasse nelle fabbriche ma soprattutto nelle scuole, nelle università, nei call center, nei pub in cui lavorano i fuori sede per avere 30 euro in nero (per 7 ore di lavoro) e poi anche nei campi dove lavorano i clandestini a raccogliere pomodori. Qual è l'elemento comune tra un laureato che fa anni di stage gratuiti o con un rimborso di 400 euro e un clandestino che raccoglie i pomodori? Non è la classe sociale, è la necessità di arrivare a fine mese.
    Date risposte concrete a queste esigenze, invece di pensare alle categorie sociali. La realtà è in movimento, e ferrero è fermo a 40 anni fa.

    p.s. è ipocrita anche dire che berlusconi fa politica di classe: un condono fiscale o edilizio fa comodo proprio a tutti, e sicuramente gli garantisce i voti non solo degli imprenditori da un milione di euro l'anno o più, ma soprattutto dei piccoli artigiani, di chi affitta una casa in nero, di chi s'è fatto la seconda casa abusiva, di chi non paga le tasse (e se uno leggesse le dichiarazioni dei redditi dei ristoratori capirebbe che non parliamo solo di grandi imprese). 31-07-2009 12:36 - luigi
  • Caro Ferrero non hai ancora capito che il De Magistris fa lo stesso giocho del suo capo l'ex magistrato Don Antonio che ha scoperto che fare politica e andare in TV come superstar (ovviamente nelle trasmissioni politicamente corrette) rende di più che fare il magistrato. Se poi con i rimborsi elettorali si puo anche comprare case a destra e a manca tanto meglio! Viva l'Italia dei Valori(dei soldi dei contribuenti! 31-07-2009 12:30 - herby
  • "il provvedimento più estremista varato dal governo sul piano economico e sociale e cioè il federalismo fiscale"

    a parte che per adesso di federalismo, fiscale o no, non c'e' nulla, e credo che purtroppo la lega si stia lasciando comprare, se un segretario di un partito comunista fra tutti i provvedimenti di Berlusconi considera il federalismo come il provvedimento PIU' ESTREMISTA significa che non ha capito nulla del disagio sociale in cui vivono vasti strati sociali del Nord

    e poi si chiedono perche' l'operaio del Nord vota Lega anche se e' iscritto al sindacato confederale

    dovrebbe votare un partito come il prc che continua a non vedere la rapina che da 50 anni viene perpetrata ai danni di chi lavora ed a favore delle mafie meridionali?

    La cosa che mi amareggia e' che Ferrero, se non sbaglio, e' un ex operaio Fiat a suo tempo espulso come decine di migliaia di lavoratori come lui dal ciclo produttivo: evidentemente da quella esperienza ha tratto la convinzione, non so come, che i lavoratori di Torino devono continuare a sacrificarsi per l'altra metà dell' Italia.

    bene, continuate così, il 3% e' vostro. 31-07-2009 12:15 - aiace
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