-
|
Paolo Ferrero*
Due proposte per fermare il regime
Condivido l’articolo di Luigi de Magistris sulla strategia autoritaria del governo. Condivido e ritengo necessario, dopo la raccolta di firme che Rifondazione comunista ha fatto con l’Italia dei Valori per sottoporre a referendum il lodo Alfano, proseguire l’iniziativa per contrastare l’azione antidemocratica del governo. Occorre costruire una manifestazione nazionale unitaria contro il pacchetto sicurezza ma anche una azione unitaria delle diverse forze politiche, culturali e sociali che si collocano all’opposizione, articolata sul territorio, che sveli a fondo il carattere eversivo dell’azione di governo. Occorre fare una vera e propria campagna di massa.
Sono rimasto colpito però della assenza nell’intervento di de Magistris della questione sociale. Ritengo infatti che senza una discussione di fondo sul rapporto tra questione democratica e questione sociale, Berlusconi non solo demolirà la democrazia nel nostro paese ma lo farà con il sostanziale consenso – attivo o passivo – del paese. Occorre cioè fare i conti con la situazione reale del paese che a me pare caratterizzata da due elementi: da un lato la separazione nella testa di milioni di persone tra questione sociale e questione democratica. Dall’altra la questione sociale oggi non trova “naturalmente“ uno sbocco a sinistra, in termini di conflitto di classe, o se volete di conflitto del basso contro l’alto; sempre più spesso è la guerra tra i poveri, dei penultimi contro gli ultimi, ad esprimere la questione sociale.
Penso che se l’opposizione non saprà fare i conti con questo doppio problema, sarà destinata a soccombere di fronte all’avanzata della destra populista e della crisi della politica: non sarà efficace al fine di battere Berlusconi e il berlusconismo.
In altri termini Berlusconi trae un vantaggio decisivo dal fatto che milioni di persone appartenenti agli strati subalterni o non vanno più a votare, schifati dalla politica, oppure votano a destra – a partire dalla Lega – perché la ritengono più efficace per difendere i loro interessi.
Occorre quindi unire alla denuncia del carattere eversivo dell’azione di governo, una azione coerente di denuncia del carattere di classe dell’azione del governo e la costruzione di una seria opposizione alle sue misure economiche e sociali. A tal fine è completamente suicida la linea di gran parte dell’opposizione di appoggiarsi a Confindustria per criticare il governo; è suicida che il provvedimento più estremista varato dal governo sul piano economico e sociale e cioè il federalismo fiscale, sia stato approvato dall’Italia dei Valori e abbia visto l’astensione del Pd. Col federalismo fiscale si taglierà la spesa sociale, la guerra tra i poveri verrà istituzionalizzata e si apre una autostrada alla distruzione del contratto nazionale di lavoro e alla gestione localistica dei conflitti. Il federalismo fiscale è una manna per la Lega Nord e per il nascituro partito del Sud, per balcanizzare l’Italia. Ho fatto questo esempio ma potrei proseguire con l’opposizione che vota mozioni di sostegno al finanziamento delle scuole private, non dice nulla sulla spesa di 14 miliardi per l’acquisto di cacciabombardieri, non dice nulla sulle prebende per il sistema bancario, balbetta sull’attacco al contratto nazionale di lavoro, concorda sulla riduzione della tassazione per le rendite fondiarie, ecc.
A me pare evidente che la sostanziale subalternità dell’opposizione parlamentare (e quindi dell’opposizione presente sui mass media) alla Confindustria apra uno spazio politico immenso alla destra populista di Berlusconi e alla sua azione demolitrice dell’impianto costituzionale.
Per questo faccio a mia volta un appello a de Magistris: costruiamo insieme nell’autunno, tutte le forze disponibili, una mobilitazione sociale degna di questo nome che contesti radicalmente la politica e economica e sociale del governo, contro la precarietà, per la redistribuzione del reddito e del lavoro, per una riconversione ambientale dell’economia. Per rendere credibile agli occhi di larghi strati popolari la nostra battaglia per la democrazia occorre schierarsi dalla loro parte nel conflitto sociale, altrimenti i nostri discorsi saranno incomprensibili.
Aggiungo una seconda considerazione e una seconda proposta che concerne il piano istituzionale. Con questa legge elettorale maggioritaria e bipolare è pressoché impossibile sconfiggere il berlusconismo. Berlusconi ha uno schieramento che vale il 45% mentre i suoi oppositori sono divisi e hanno voti non facilmente sommabili. Non penso possibile fare una alleanza con l’Udc di Cuffaro per governare l’Italia. La gabbia bipolare, costruita stupidamente dal centrosinistra negli anni ’90, si è rivelata il contesto concreto in cui è nato e cresciuto il berlusconismo, il sistema che più favorisce Berlusconi e il suo tentativo di trasformare in regime il suo governo. Se fosse passato il referendum sul partito unico su cui il Pd ha dato indicazione di voto favorevole e per cui Di Pietro ha raccolto le firme, il discorso sarebbe chiuso. La sconfitta del referendum apre però una strada che voglio proporre a de Magistris. Prendere atto che il bipolarismo è all’origine del successo berlusconiano e proporre una legge elettorale proporzionale. Una legge proporzionale garantirebbe una cosa semplicissima e cioè che Berlusconi, che è minoranza nel paese, non si trovi poi ad avere la maggioranza assoluta di parlamentari in virtù della legge elettorale bipolare. L’Udc e le forze della sinistra propongono il sistema elettorale tedesco, se l’Italia dei Valori si pronunciasse chiaramente su questo indirizzo avremo buone possibilità che anche il congresso del Pd si muova in questa direzione. Un comune orientamento di questo tipo permetterebbe di costruire uno schieramento di salvaguardia costituzionale con l’obiettivo di fare una legge elettorale proporzionale e una legge sul conflitto di interesse. Questi provvedimenti si possono fare in sei mesi e su questo obiettivo si può costruire uno schieramento per dar vita ad una brevissima legislatura di salvaguardia costituzionale che cambi le regole del gioco per poi andare a votare con un sistema proporzionale, ognuno con la propria faccia e il proprio programma. Noi tutti ci battiamo perché Berlusconi cada ma è nostro obbligo avanzare un proposta per sconfiggerlo senza fare pasticci: questa proposta a me pare utile e praticabile.
Riassumendo voglio quindi dire a de Magistris che per impedire a Berlusconi di realizzare il proprio disegno eversivo occorre costruire sul piano sociale una forte opposizione alla sua politica di classe e sul piano istituzionale porre con chiarezza l’obiettivo dell’uscita dal regime bipolare. Questo non dipende solo dagli altri ma in buona misura anche da che cosa farà l’Italia dei Valori nei prossimi mesi.
*Segretario nazionale Prc
- 31/07/2009 [10 commenti]
- 30/07/2009 [28 commenti]
- 29/07/2009 [39 commenti]
- 29/07/2009 [6 commenti]
- 28/07/2009 [22 commenti]
- 27/07/2009 [1 commenti]
- 25/07/2009 [6 commenti]
- 24/07/2009 [14 commenti]
- 23/07/2009 [5 commenti]
- 22/07/2009 [24 commenti]
- 21/07/2009 [12 commenti]
- 20/07/2009 [0 commenti]
- 17/07/2009 [14 commenti]
- 16/07/2009 [24 commenti]
- 15/07/2009 [6 commenti]
- 14/07/2009 [6 commenti]
- 14/07/2009 [13 commenti]
- 11/07/2009 [12 commenti]
- 10/07/2009 [12 commenti]
- 09/07/2009 [4 commenti]
- 08/07/2009 [6 commenti]
- 07/07/2009 [6 commenti]
- 06/07/2009 [14 commenti]
- 04/07/2009 [25 commenti]
- 03/07/2009 [43 commenti]
- 03/07/2009 [41 commenti]
- 02/07/2009 [15 commenti]
-
Guerre contro il clima
| di Marinella Correggia del 03.02.2012 -
Biodiesel, peggio del petrolio
| di Paola Desai del 02.02.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Osombie: ri-uccidete Osama Bin Laden
di Filippo Brunamonti - 08.02.2012 14:02
-
Hyundai come Bmw
di fpaterno - 08.02.2012 11:02
-
La Lunga Marcia Kurda
di orsola - 08.02.2012 09:02
-
West Hollywood Party
di luca celada - 08.02.2012 07:02
-
Danilo Speranza, il guru di San Lorenzo, è libero
di Luisa Betti - 08.02.2012 00:02
-
Condannati i disobbedienti di Chiaiano
di francesca - 07.02.2012 19:02
-
Costo umano della crisi, suicidi in aumento
di Anna Maria - 07.02.2012 15:02
-
Fornero: posto fisso, illusione per molti, ma non per tutti
di Roberto Ciccarelli - 06.02.2012 22:02
-
Una marcia verso Strasburgo
di cinzia - 04.02.2012 14:02
-
Biennale arte, dirige Massimiliano Gioni
di arianna - 31.01.2012 20:01
-
Russe in affari
di a. d. - 31.01.2012 12:01
-
Contro il fanatismo religioso
di giuliana - 24.01.2012 12:01
-
Fra le nuvole con The Rocketeer
di Andrea - 14.01.2012 09:01
-
Hell on Wheels vs Deadwood – II parte
di nefeli - 31.12.2011 07:12
-
Aiuto! Arriva il Rally Dakar!
di gianni - 22.12.2011 06:12
-
Un cloud computing democratico e di sinistra
di benedetto - 19.12.2011 14:12
-
Spagna e Trap, i dolori di Prandelli
di nicolasellitti - 02.12.2011 19:12












Il nostro problema principale sono invece le manie di protagonismo intellettuale. Tutti crediamo di avere il grimaldello che farà cadere il sistema, siccome ognuno possiede il suo allora ci dividiamo. Non sono per nulla d'accordo con la linea (ad esempio) di un Sansonetti, ma lungi da me l'identificarlo con un fascista.
Con la nostra verve polemica crediamo di distinguerci dalla massa dei pecoroni moderati, ma spesso finiamo per ricaderci dalla porta di servizio, nel pecoraio: più volte alle assemblee dell'Onda, in università, mi è sembrato di assistere al famigerato quarto d'ora di celebrità per tutti, quello precognizzato da Wharol. Una pseudo democrazia diretta, molto infantile, che nascondeva la volonta di primeggiare di tanti singoli.
Mettiamo da parte i protagonismi e i personalismi, abbiamo bisogno di un programma minimo comune: io, modestamente partirei dalla base che spero ci unisca tutti: ABOLIAMO LEGGE BIAGI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! Non mi sembra poco francamente. 31-07-2009 18:01 - Simone
io non sono in grado di fare una analisi dal punto di vista marxista perche' occorrerebbe conoscere a fondo cio' che ha scritto Marx, conoscenza che non ho.
ti chiedo pero', proprio dal punto di vista marxista: che senso ha porre come obiettivo prioritario la unità nazionale ? ( non solo e non tanto la unità nazionale italiana, ma in generale, la unità di un qualsiasi Stato)
perche' e' cio' che ha fatto Ferrero: il provvedimento più estremista di Berlusconi? non i soldi dati alle banche, non il salvataggio dell'alitalia con i soldi pubblici, non le leggi ad personam, non... non...
ma bensì,il federalismo fiscale (per adesso solo annunciato)
per un marxista chiedere che ci sia una correlazione più stretta fra cio' che un territorio produce e cio' che viene investito in quel territorio e' una eresia? chiedere che si smetta in alcune zne d'Italia di spendere e spandere a spese di chi lavora, e' una eresia? 31-07-2009 16:17 - aiace
gli operai sono ancora una classe, vero: ma gli operai oggi sono piccola borghesia.
sotto di loro ci sono milioni di persone che non hanno un ruolo e non possono avere coscienza di sé: stagisti, clandestini, lavoratori in nero, ricercatori, lavoratori di call center o fast food. Gente che sta sotto i mille euro al mese, ma che si fa la guerra invece di fare gruppo.
Se non lo fa la sinistra, chi è che deve dare un'identità a questo blocco informe di persone che pagano la crisi più di tutte le altre? 31-07-2009 16:14 - luigi
Una sfilza di sentenze trite e ritrite contro il prc, leggo una totale incapacita' di analisi marxista della societa' in ci stiamo ora.
E non venitemi a dire che Marx e' superato, perche' altrimenti vi siete tutti ubriacati al banco del pensiero dominante del capitalimo ed vi siete bevuti la cultura individualista che da 2 decenni e' tornata alla grande.
aldo 31-07-2009 14:44 - aldo
Rettificate quel comunicato vergognoso che gira, e fate pulizia soprattutto in casa vostra! poi ne riparliamo! 31-07-2009 12:51 - tonino cafeo
non esistono più da 10 anni le classi, c'hanno pensato due governi prodi e due governi berlusconi: non l'avete creato anche voi il precariato? e cos'è il precariato se non la definitiva frammentazione della società? avete contribuito al successo eterno di berlusconi e ora ripartite da concetti politici del 1960...a me sembra assurdo.
Detto questo, io ho una proposta diversa: la sinistra tornasse nelle fabbriche ma soprattutto nelle scuole, nelle università, nei call center, nei pub in cui lavorano i fuori sede per avere 30 euro in nero (per 7 ore di lavoro) e poi anche nei campi dove lavorano i clandestini a raccogliere pomodori. Qual è l'elemento comune tra un laureato che fa anni di stage gratuiti o con un rimborso di 400 euro e un clandestino che raccoglie i pomodori? Non è la classe sociale, è la necessità di arrivare a fine mese.
Date risposte concrete a queste esigenze, invece di pensare alle categorie sociali. La realtà è in movimento, e ferrero è fermo a 40 anni fa.
p.s. è ipocrita anche dire che berlusconi fa politica di classe: un condono fiscale o edilizio fa comodo proprio a tutti, e sicuramente gli garantisce i voti non solo degli imprenditori da un milione di euro l'anno o più, ma soprattutto dei piccoli artigiani, di chi affitta una casa in nero, di chi s'è fatto la seconda casa abusiva, di chi non paga le tasse (e se uno leggesse le dichiarazioni dei redditi dei ristoratori capirebbe che non parliamo solo di grandi imprese). 31-07-2009 12:36 - luigi
a parte che per adesso di federalismo, fiscale o no, non c'e' nulla, e credo che purtroppo la lega si stia lasciando comprare, se un segretario di un partito comunista fra tutti i provvedimenti di Berlusconi considera il federalismo come il provvedimento PIU' ESTREMISTA significa che non ha capito nulla del disagio sociale in cui vivono vasti strati sociali del Nord
e poi si chiedono perche' l'operaio del Nord vota Lega anche se e' iscritto al sindacato confederale
dovrebbe votare un partito come il prc che continua a non vedere la rapina che da 50 anni viene perpetrata ai danni di chi lavora ed a favore delle mafie meridionali?
La cosa che mi amareggia e' che Ferrero, se non sbaglio, e' un ex operaio Fiat a suo tempo espulso come decine di migliaia di lavoratori come lui dal ciclo produttivo: evidentemente da quella esperienza ha tratto la convinzione, non so come, che i lavoratori di Torino devono continuare a sacrificarsi per l'altra metà dell' Italia.
bene, continuate così, il 3% e' vostro. 31-07-2009 12:15 - aiace