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Giuseppe Caliceti
Governo contro scuola, la sfida è iniziata
Gelmini pensava che il nuovo anno scolastico iniziasse con lei che augura in bocca al lupo come un buon Gesù in mezzo a una folla di bambini. Sbagliato. In Italia non c’è mai stato inizio d’anno con più manifestazioni di protesta: in quasi ogni città docenti e genitori degli studenti si sono fatti sentire. Lei lo sapeva già, era corsa ai ripari. Prima facendosi ritrarre da Galli Della Loggia, un ritrattista di corte, come una novella San Sebastiano: insomma, buttandola sulla lamentazione. Poi, sempre sul Corriere, lanciando addirittura una sfida ai docenti: “Chi fa politica, lasci la scuola”. Spiegando che “criticare è legittimo”, ma non a scuola.
Bene, Gelmini, accettiamo la sfida. Ma con delle regole: la corretta informazione. E ricordandole che ogni protesta non è avvenuta a scuola (come sa l’anno scolastico è iniziato regolarmente) ma fuori, facendo una chiara distinzione tra “ruolo istituzionale” del docente e no, cosa a cui lei non è abituata.
Detto questo, quest’anno non sarà come tutti gli altri. La campanella d’inizio è l’inizio di una partita. Durerà almeno un anno – se il prossimo marzo ci saranno oltre alle regionali anche le politiche. Probabilmente tre anni. Due squadre in campo. Da una parte la squadra di governo capitanata da Gelmini, con i media governativi come centravanti di sfondamento, Rai e Corriere compresi: lo scopo è ridurre ancor di più i fondi alla scuola, licenziare dopo i prima 60mila ben 150mila persone in tre anni e insomma, smantellare la scuola pubblica. Dall’altra parte del campo la squadra del mondo della scuola – precari, docenti, studenti, genitori, opposizione, sindacati – che in questo primo giorno di scuola hanno ridato vita al movimento di protesta dell’Onda primaria.
Cosa c’è in palio per chi vince? Il futuro dei nostri figli. Non è colpa loro né dei loro genitori se sono nati quando sono nati e non qualche anno prima. Non è colpa dei loro docenti. Per questo vanno difesi. Perché i diritti acquisiti faticosamente in passato in nome dei nostri figli, se non si difendono, qualcuno è pronto a farli saltare in nome di parole come “razionalizzazione”: quelle non sono solo parole, ma le lame dei tagli sulla pelle e sul cervello dei nostri figli. Loro sono i San Sebastiano, non Gelmini.
La partita si giocherà sull’informazione e con l’intimidazione Se i docenti criticano la riformaccia, saranno “segnalati” dai dirigenti. Se questi non lo faranno, potranno essere a loro volta “segnalati”. E così a catena. Siamo alle liste di proscrizione. Al fascismo. Invece di vergognarsene, Gelmini stessa lo dice: ”Se un insegnante vuole far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere”. Intimidire: strategia disperata, anche se vuole apparire rigorosa. Per questo è importante stare uniti docenti e genitori degli studenti.Sarà una partita lunga, dura. Si vuole ridurre qualità e diritti. Pensate, nonostante l’Ausl certifichi un tot di ore, per risparmiare, già a un alunno disabile ne vengono assegnate meno della metà con l’insegnante di sostegno di cui ha diritto. Idem per gli studenti stranieri. E con un solo docente che deve gestire tutto, ci sarà meno tempo e attenzione per tutti: compresi gli studenti italiani e non diversamente abili.
Come reagire? O si diventa più razzisti, perché una cattiva legge può anche fomentare il razzismo, – “io non voglio bambini diversamente abili o stranieri nella classe di mio figlio perché lui è normale e dopo resta indietro sul programma!”. O si cerca di difendere insieme, genitori e docenti, tutti i bambini. E fare di tutto, come dice la nostra Costituzione, per aiutare chi ha situazioni di svantaggio. Ma senza togliere nulla agli altri. Invece oggi, in Italia, c’è chi vuole, partendo proprio dalla scuola, mettere genitori contro i docenti, diversamente abili contro chi non lo è, dirigenti contro genitori, e così via. Un gioco al massacro di tutti contro tutti. E a farne le spese saranno soprattutto bambini e ragazzi. E’ insopportabile in un paese civile.
Stia tranquilla, Gelmini, nessun “docente o dirigente non applicherà la sua riforma”. Anzi, anche al di fuori delle aule e dell’orario scolastico, la spiegheremo a tutti i genitori dei nostri studenti. Proprio perché vogliamo che sappiano e capiscano bene come è. E non siano presi in giro dalla maggioranza dei mezzi di informazione di questo nostro paese di oggi. Poi saranno loro a scegliere che scuola pubblica vogliono veramente per i loro figli. La sua o, come noi crediamo, un’altra.
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troppo sindacalizzati,troppo politicizzati, troppo...ma va vincenzo,va. 15-09-2009 14:48 - graziano
Sono veramente stufo di sentire questa manfrina. Fannulloni e parassiti ci sono dappertutto, per carità. Ma provateci voi ad andare in una classe di liceo a spiegare a 30/35 alunni Dante, Virgilio, Einstein o Hegel. I giovani vengono su sempre più narcotizzati e indifferenti e la colpa di questo declino è dell'intera società, non di chi butta il sangue per una vita di sacrifici e uno stipendio da fame. Nessuno ricorda che troppo spesso siamo precari, pendolari, ridotti a lavorare in situazioni di estremo degrado... è più comodo sparare a zero e scaricare tutte le colpe su di noi. Difendere la dignità degli insegnati, in un momento come questo, significa lottare per difendere quel poco di democrazia che ci rimane. Se cade la scuola pubblica, il nostro futuro va in frantumi. 15-09-2009 09:22 - Ivan
Cari genitori,aprite gli occhi se ancora non lo avete fatto,per salvaguardare il futuro dei vostri figli! 14-09-2009 22:45 - Silvia Melchiorri