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COMMENTO
14/09/2009
  •   |   Giuseppe Caliceti
    Governo contro scuola, la sfida è iniziata

    Gelmini pensava che il nuovo anno scolastico iniziasse con lei che augura in bocca al lupo come un buon Gesù in mezzo a una folla di bambini. Sbagliato. In Italia non c’è mai stato inizio d’anno con più manifestazioni di protesta: in quasi ogni città docenti e genitori degli studenti si sono fatti sentire. Lei lo sapeva già, era corsa ai ripari. Prima facendosi ritrarre da Galli Della Loggia, un ritrattista di corte, come una novella San Sebastiano: insomma, buttandola sulla lamentazione. Poi, sempre sul Corriere, lanciando addirittura una sfida ai docenti: “Chi fa politica, lasci la scuola”. Spiegando che “criticare è legittimo”, ma non a scuola.

    Bene, Gelmini, accettiamo la sfida. Ma con delle regole: la corretta informazione. E ricordandole che ogni protesta non è avvenuta a scuola (come sa l’anno scolastico è iniziato regolarmente) ma fuori, facendo una chiara distinzione tra “ruolo istituzionale” del docente e no, cosa a cui lei non è abituata.

    Detto questo, quest’anno non sarà come tutti gli altri. La campanella d’inizio è l’inizio di una partita. Durerà almeno un anno – se il prossimo marzo ci saranno oltre alle regionali anche le politiche. Probabilmente tre anni. Due squadre in campo. Da una parte la squadra di governo capitanata da Gelmini, con i media governativi come centravanti di sfondamento, Rai e Corriere compresi: lo scopo è ridurre ancor di più i fondi alla scuola, licenziare dopo i prima 60mila ben 150mila persone in tre anni e insomma, smantellare la scuola pubblica. Dall’altra parte del campo la squadra del mondo della scuola – precari, docenti, studenti, genitori, opposizione, sindacati – che in questo primo giorno di scuola hanno ridato vita al movimento di protesta dell’Onda primaria.

    Cosa c’è in palio per chi vince? Il futuro dei nostri figli. Non è colpa loro né dei loro genitori se sono nati quando sono nati e non qualche anno prima. Non è colpa dei loro docenti. Per questo vanno difesi. Perché i diritti acquisiti faticosamente in passato in nome dei nostri figli, se non si difendono, qualcuno è pronto a farli saltare in nome di parole come “razionalizzazione”: quelle non sono solo parole, ma le lame dei tagli sulla pelle e sul cervello dei nostri figli. Loro sono i San Sebastiano, non Gelmini.
    La partita si giocherà sull’informazione e con l’intimidazione Se i docenti criticano la riformaccia, saranno “segnalati” dai dirigenti. Se questi non lo faranno, potranno essere a loro volta “segnalati”. E così a catena. Siamo alle liste di proscrizione. Al fascismo. Invece di vergognarsene, Gelmini stessa lo dice: ”Se un insegnante vuole far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere”. Intimidire: strategia disperata, anche se vuole apparire rigorosa. Per questo è importante stare uniti docenti e genitori degli studenti.

    Sarà una partita lunga, dura. Si vuole ridurre qualità e diritti. Pensate, nonostante l’Ausl certifichi un tot di ore, per risparmiare, già a un alunno disabile ne vengono assegnate meno della metà con l’insegnante di sostegno di cui ha diritto. Idem per gli studenti stranieri. E con un solo docente che deve gestire tutto, ci sarà meno tempo e attenzione per tutti: compresi gli studenti italiani e non diversamente abili.

    Come reagire? O si diventa più razzisti, perché una cattiva legge può anche fomentare il razzismo, – “io non voglio bambini diversamente abili o stranieri nella classe di mio figlio perché lui è normale e dopo resta indietro sul programma!”. O si cerca di difendere insieme, genitori e docenti, tutti i bambini. E fare di tutto, come dice la nostra Costituzione, per aiutare chi ha situazioni di svantaggio. Ma senza togliere nulla agli altri. Invece oggi, in Italia, c’è chi vuole, partendo proprio dalla scuola, mettere genitori contro i docenti, diversamente abili contro chi non lo è, dirigenti contro genitori, e così via. Un gioco al massacro di tutti contro tutti. E a farne le spese saranno soprattutto bambini e ragazzi. E’ insopportabile in un paese civile.

    Stia tranquilla, Gelmini, nessun “docente o dirigente non applicherà la sua riforma”. Anzi, anche al di fuori delle aule e dell’orario scolastico, la spiegheremo a tutti i genitori dei nostri studenti. Proprio perché vogliamo che sappiano e capiscano bene come è. E non siano presi in giro dalla maggioranza dei mezzi di informazione di questo nostro paese di oggi. Poi saranno loro a scegliere che scuola pubblica vogliono veramente per i loro figli. La sua o, come noi crediamo, un’altra.


I COMMENTI:
  • l'ufficio Buone Relazioni del Ministero della Distruzione si firma vincenzo,adesso?
    troppo sindacalizzati,troppo politicizzati, troppo...ma va vincenzo,va. 15-09-2009 14:48 - graziano
  • è triste leggere "basta lle critiche" da genitori "di sinistra". O prendersela con genitori sindacalizzati col doppio lavoro, che saranno lo 0,0,0,0 1 per cento. Se finisce lo spirito critico sulla realtà saremo in un paese disperante e lo sarà per tutti, anche per quelli che non hanno figli a scuola. 15-09-2009 11:31 - teo deluigi
  • Ma insomma, cari genitori, la volete piantare di accollare ad altri le vostre responsabilità di mancati educatori dei vostri figli ? Cosa fa lo Stato per educare gli educatori ? Nulla. Mia moglie da quasi 30 anni si cucca 120 chilometri al giorno in corriera per andare a insegnare a un branco di teste di legno incivili con l'ombelico all'aria anche sotto zero, che hanno come unica ambizione - genitori ben contenti - di fare le veline. Mio caro padre si svegli ! 15-09-2009 09:47 - stefano
  • Basta, se permette, lo dicono gli insegnanti! Precarizzati, diffamati, sfruttati sino al midollo, sottopagati, ricattati e in buona misura carenti di tutela sindacale. Ciononostante garantiscono continuità alla scuola pubblica e, nel rapporto fra risultati ottenuti e risorse investite dallo Stato, un'efficienza dovuta solo alla responsabilità personale. Siamo fanalino di coda su molti fronti, ma non certo nell'istruzione. Con buona pace di chi cade nei tranelli propagandistici allestiti dal governo. 15-09-2009 09:40 - paolo russo
  • Basta polemiche? Trovo profondamente ingiusto e anche pericoloso abbandonarsi alla facile convinzione, inoculata da stampa e tv di regime, che la colpa del basso livello qualitativo della scuola pubblica sia colpa dei docenti.
    Sono veramente stufo di sentire questa manfrina. Fannulloni e parassiti ci sono dappertutto, per carità. Ma provateci voi ad andare in una classe di liceo a spiegare a 30/35 alunni Dante, Virgilio, Einstein o Hegel. I giovani vengono su sempre più narcotizzati e indifferenti e la colpa di questo declino è dell'intera società, non di chi butta il sangue per una vita di sacrifici e uno stipendio da fame. Nessuno ricorda che troppo spesso siamo precari, pendolari, ridotti a lavorare in situazioni di estremo degrado... è più comodo sparare a zero e scaricare tutte le colpe su di noi. Difendere la dignità degli insegnati, in un momento come questo, significa lottare per difendere quel poco di democrazia che ci rimane. Se cade la scuola pubblica, il nostro futuro va in frantumi. 15-09-2009 09:22 - Ivan
  • Cara Gelmini perchè non la smetti di farti chiamare Vincenzo? 15-09-2009 08:47 - Uberto
  • caro vincenzo qui siamo ad un punto di non ritorno, gli insegnanti stanno lottando per dare un futuro a suo figlio ed a quelli che hanno padre e madre ma non hanno voce, contro una scuola che sta per assumere come suo abito il ricatto del precariato nelle assunzioni, (chi tace resta, chi parla non viene riconfermto, cosi' vogliono che sia in futuro, altro che qualita') se questo passa la scuola non potra' che riprodure il medesimo meccanismo, lo stesso sara' per suo figlio e per gli altri in tutti gli ambiti di lavoro ci scusi ma noi ci batteremo, anche contro ''quelli di sinistra'' come lei 15-09-2009 06:37 - laura
  • Solo ora,grazie alla campagna di disinformazione televisiva,le famiglie si stanno accorgendo che la riforma del ministro Gelmini nascondeva unicamente dei pesanti tagli.
    Cari genitori,aprite gli occhi se ancora non lo avete fatto,per salvaguardare il futuro dei vostri figli! 14-09-2009 22:45 - Silvia Melchiorri
  • L'educazione scolastica sta per venire cancellata dal potere della televisione. Se non corriamo ai ripari fra pochi anni più grande aspirazione dei giovani italiani, ragazzi e ragazze ( non quelli ricchi, perchè non ne avranno bisogno ), sarà quella di andare a lavorare come comparse nella TV di Mediaset. Il divertimento non è più divertimento in una società governata dall'apparenza e dalla superficialità, dove il significato della parola scritta e parlata sta perdendo per sempre la sua importanza, sconfitto dalla forza dell'immagine. E' chiaro che in codesta situazione avere una qualsiasi istruzione scolastica sta diventando una cosa assolutamente superflua, un vero "optional", almeno per figli dei i ceti meno abbienti. I rampolli dei ricchi invece potranno frequentare degli ottimi istituti privati dove riceveranno una perfetta formazione affinchè possano diventare le future colonne della nostra società. Quindi i tagli al sistema scolastico pubblico dal punto di vista della ministra Gelmini del governo Berlusconi sono ampiamente giustificati. Stiamo tornando indietro di 100 anni E andrà sempre peggio, se la situazione non cambia. Bisogna prepararsi a combattere seriamente per la difesa della nostra cultura. Un'educazione scolastica limitata a pochi previlegiati è indegna di qualsiasi Paese libero e democratico. 14-09-2009 20:48 - gianni
  • Da genitore dico,basta polemiche,aiutiamo i nostri figli per una scuola migliore,anche noi di sinistra bisogna collaborare,non solo criticando,ma con fatti concreti.Bisogna cambiare,per l'istruzione e non solo siammo il fanalino di coda nel modo civile e non solo.Alcuni professori(la minima parte),che si impegnino ad insegnare e ad educare,i loro diritti sono giusti,ma anche i loro doveri.Si deve stare a fianco dei nostri figli e aiutarli ad affrontare la vita con serenità e professionalità.Non bisogna difendere a spada tratta tutti gli insegnanti,alcuni purtroppo sono troppo politicizzati,sindacalizzati e con doppio lavoro(a cui non interessa nulla della scuola).Basta. 14-09-2009 19:31 - vncenzo
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