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Manuela Cartosio
Il corpo di Sanaa e gli stereotipi
Religione o cultura? Islamismo o patriarcato? Le alternative, che tre anni fa si erano disputate il corpo di Hina Saleem, tornano a duellare su quello di Sanaa Dafani, uccisa dal padre marocchino, immigrato da oltre dieci anni in provincia di Pordenone. Anche la diciottenne Sanaa, come Hina, aveva abbandonato la famiglia per «mettersi» con un italiano. La lama di un coltello ha punito questa scandalosa libertà.
Non occorre un’intelligenza eccelsa per sapere che le religioni sono parti costitutive delle culture e che l’islamismo (come il cattolicesimo o l’induismo) declina una sua forma di patriarcato. E allora perché soprattutto a destra, ma un po’ anche a sinistra, ci si incaponisce sui secchi aut aut, optando per il corno che più fa gioco? Perchè così ci si schiera (la destra all’attacco degli immigrati, il po’ che resta della sinistra a difesa) e si corroborano le rispettive certezze.
Quelli che per la destra sono delitti «islamici», per la sinistra e per molte donne sono delitti «di genere», identici in tutto e per tutto a quelli commessi da maschi italiani contro mogli, amanti, figlie, sorelle.La seconda posizione ha un robusto fondamento: a prescindere dalla nazionalità e dalla religione, il patriarcato morente non accetta la sfida delle donne, e quindi le uccide. A rinforzo si ricorda che, fino a non tanto tempo fa, il
delitto «d’onore» era una italianissima fattispecie criminal-culturale, alla quale il codice concedeva comprensive attenuanti. Tutto vero.
C’è un però: quanto questo nostro atteggiamento è di aiuto alle donne immigrate, soprattutto alle giovani della seconda generazione? Contro di loro la violenza del patriarcato è enfatizzata dal comunitarismo, dallo stress culturale e materiale dell’immigrazione e, anche, dalla tradizione religiosa. Dire a queste giovani «siamo tutte sulla stessa barca» è una mezza verità. Che non ci fa fare passi avanti «insieme».
Quanto alla destra, tutto è più semplice: la strumentalizzazione politica dell’uccisione di Sanaa è scattata copiosa e impudica. La ministra delle pari opportunità annuncia che si costituirà parte civile contro il padre assassino e, soprattutto, islamico. La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia pretende di «censire» (leggi schedare) tutti gli islamici presenti sul territorio regionale. La Provincia di Pordenone chiederà al Quirinale di conferire «un encomio» per il fidanzato di Sanaa, «il coraggioso imprenditore cattolico nostro connazionale che ha rischiato la vita per difendere la convivente, di altra religione
e nazionalità, dalla furia omicida e integralista del padre».
Dal letto d’ospedale il fidanzato, leghista pure lui, ha messo il suo sigillo: la religione è stata la molla scatenante del delitto, gli integralisti come il padre di Sanaa «devono stare a casa loro». La madre di Sanaa, sotto la supervisione dell’imam di Pordenone, ha velocemente «perdonato» il marito: «Forse ha sbagliato mia figlia».
Sembra proprio che in questa tragica vicenda tutti stiano dando il peggio, collocandosi nelle caselle loro assegnate dagli stereotipi.
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Per renderle piu' forti (rispettabili) ci si inventa un origine metafisica che dovrebbe situarle al di la' della quotidianita' delle miserie umane, proteggendola dagli stravolgimenti.
Lo stesso meccanismo le rende pero' sclerotiche ai cambiamenti, portandole progressivamente fuori dalla storia. Le religioni si trasformano cosi' nel tempo in cappe oppressive, incapaci di evolvere e di rappresentare le esigenze contemporanee delle societa'.
L'incapacita' dell'Islam di evolvere, rappresentato dall'integralismo, e' proprio il simbolo della sua debolezza, non della sua forza.
La sinistra mondiale ha preso coscienza che l'islamismo e' l'avversario piu' pericoloso del socialismo. In Italia continua il sonno della ragione... 29-09-2009 06:07 - ahmed
Quel padre era ossessionato dai suoi conterranei che gli ricordavano che la figlia "si coricava con un uomo senza essere sposata", conducendolo per mano ad un gesto esasperato che non è più una costante nel suo paese di origine. A noi piace dimenticare che solo fino a qualche decennio addietro esisteva il "delitto d'onore", perchè la nostra memoria diventa corta quando dobbiamo condannare gli altri. Con ciò non si fa salva l'uccisione della figlia, rimane da condannare, ma riflettendo sull'assenza di ogni contatto sociale che ha lasciato quell'uomo solo di fronte alle incitazioni che gli pervenivano
Il circolo dei pari rappresenta quell'ambiente dove il ragazzo, il giovanotto o l'adulto verifica se stesso lontano dalle agenzie autoritarie (famiglia, scuola, posto di lavoro); in quel circolo dei pari avviene il confronto che conduce all'adeguamento, con relativa modifica di taluni usi, costumi, riferimenti cementati nelle coscienze.
La prova di ciò sta nelle giustificazioni che la moglie ha cercato di dare, colpevolizzando la figlia; segno che anche lei era rimasta estraneata al circuito della nuova realtà sociale. La figlia, invece, aveva frequentato amici e amiche, parlato, discusso, valutato, sentendosi "pari" alle altre e, quindi autorizzata ad un pari comportamento. Queste frizioni avvengono sempre a livello generazionale, perchè la generazione precedente è sempre più tarda a recepire il nuovo mondo; se questo poi lo emargina e non tenta nemmeno di far capire talune diverse modulazioni di vita, ecco allora quell'eclissi culturale che porta con se conseguenze nefaste. Lo stesso può accadere, e accade ai giovani che vengono emarginati, i n questo caso è la criminalità organizzata che profitta per vendere la sua merce, rimasta la sola che gli viene offerta. A cose fatte noi condanniamo e invochiamo pene severissime, come se volessimo esorcizzare quel niente che abbiamo fatto e che rimane la prima causa di ciò che è accaduto. 21-09-2009 00:45 - Rosario Amico+Roxas
Significa fiducia cieca, senza prove, anche contro le prove.
La fede cieca può giustificare qualunque cosa. Se un uomo crede in un dio diverso o anche se usa un diverso rituale per adorare lo stesso dio, la fede cieca può decretare che deve morire – sulla croce, al palo, infilzato sulla spada di un crociato, ucciso da un proiettile in una strada di Beirut o fatto saltare in aria in un bar di Belfast. I memi della fede cieca hanno proprie regole spietate per propagarsi valide non solo per la fede religiosa, ma anche per quella patriottica o politica. -.
...quindi 20-09-2009 18:28 - Daniele D.P.
la religione c'entra ma non nel senso da lei confusamente indicato. In famiglia mi pare ci fosse una moglie italiana , evidentemente per le donne esiste una religione molto particolare. Il fatto è che in questo delitto si sommano molte cose su cui però svetta la questione del genere. Molti islamici sposano delle donne italiane ma in nessun caso si è mai visto un padre "paranoico" che volesse impedirlo fino alla morte. A Meriggi invece vorrei dire che stigmatizzare il fidanzato leghista e giustificare il padre sganciandolo arbitrariamente da una serie di motivazioni che sono personali ma anche storiche ha fatto del suo commento un pistolotto giustificazionista generico e inutile.
Ringrazio infine Emanuela cartosio per il suo articolo che rifiuta gli automatismi e le caselline precostituite.
Rose 20-09-2009 14:37 - Rose
Se quella islamica lo fosse, perchè chiede , e in Gran Bretagna ottiene, la creazione di suoi tribunali che applicano la sharia ? (Il Venerdì di Repubblica pubblicò un articolo che ne contava 82, funzionanti alla luce del sole, mentre molti altri erano clandestini)
Il Canada invece , non solo ha respinto la richiesta, ma ha espluso gli imam che gliela proponevano. 20-09-2009 12:26 - alvise