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COMMENTO
21/09/2009
  •   |   Luciano Canfora
    Una breccia liberatrice

    Il 20 settembre è una festa difficile, ma significativa. Per capirla un po' meglio partiamo da due voci laiche che parrebbero opposte. Da una parte Carducci che deride la mancanza di coraggio con cui il governo del Regno d'Italia decise di approfittare del disastro francese a Sedan per liberare finalmente Roma dalla monarchia assoluta papalina: celebre il suo sarcastico invito alle oche del Campidoglio a non fare troppo chiasso. Dall'altra parte c'è la proposta del comunista libero-pensatore Concetto Marchesi, che, nel 1949, in pieno clima pacelliano, chiese ed ottenne in Parlamento la restaurazione della festa del 20 settembre scomparsa dopo il concordato del 1929. Non dimentichiamo che proprio Marchesi, disobbedendo alla disciplina di partito, aveva votato alla costituente contro l'art. 7.
    Avevano ragione entrambi, in un certo senso. Il Regno d'Italia non aveva brillato nella sua politica nei confronti della ineliminabile istanza di liberare Roma da un governo anacronistico e tirannico simboleggiato, se così si può dire, dalla esecuzione capitale di Monti e Tognetti. Marchesi fece bene a compiere quella coraggiosa rivendicazione che eliminava una delle continuità post-fasciste del fascismo.
    Le persone intelligenti sanno che la fine del potere temporale dei papi fu, storicamente, di grande giovamento allo stesso cattolicesimo. Non avremmo avuto lo sprigionarsi, accanto e in antitesi al clerico-fascismo, valorizzato da Benito Mussolini, di un forte cattolicesimo antifascista, le cui scelte - di fronte all'attuale divaricazione tra destra iperliberista e sinistra socialdemocratica - saranno decisive per il nostro paese.


I COMMENTI:
  • contesto il fatto storico . Furono in preti in uscita a fare la breccia, e poi dilagarono verso i quattro punti cardinali 21-09-2009 19:52 - beppe merlo
  • Da Canfora mi sarei aspettata qualcosina di più che l'elogio dei "cattolici antifascisti". proviamo a quantificarli ? 21-09-2009 16:33 - paolida
  • Ho assistito per caso alla 'celebrazione' di fronte a Porta Pia. Una cosa indegna e sconfortante. E' indegno lasciare a 4 gatti radicali la celebrazione di uno dei momenti fondativi della Nazione.
    L'oratore principale non aveva di meglio da dire che sparare contro tutto e tutti ma - soprattutto - contro l'opposizione di sinistra. Piccoli Taradash e Capezzone crescono...
    Segnalo anche la sua pochezza nel citare il direttore dell'Unità: l'ha chiamata - con sicurezza - Maria Latella.
    Avrei voluto prendere di forza la parola ma ho rinunciato per malinconia.
    Ma perché i radicali hanno l'esclusiva della celebrazione di Porta Pia? 21-09-2009 15:33 - Fabio Antoccia
  • L'episodio di Porta Pia fu sostanzialmente simbolico, come lo fu il 14 luglio 1789 la presa della Bastiglia. Eppure quanta spinta propulsiva possono avere i simboli! La Rivoluzione Francese ce lo insegna.
    Certo, il Risorgimento fu conquista regia molto di più che non conquista di popolo; e aprì la strada non alla laicità delle Istituzioni ma al connubio trono-altare (almeno da Mussolini in poi) e al dominio economico-sociale degli industriali e dei ceti parassitari. Ma il potenziale di progresso che esso aveva rimane comunque indiscutibile.
    Oggi, poi, a dimostrazione di un'attacco al pluralismo e alla libertà di parola che è ben più vasto della dimensione elettorale, il Risorgimento e soprattutto il 20 settembre vengono fatti passare sotto silenzio, conformemente al diktat oscurantista della Santa Alleanza fra la Lega Nord e Comunione e Liberazione.
    Il quadro è decisamente sconfortante e necessiterebbe di un risveglio intellettuale che purtroppo è ben lungi dal manifestarsi nella gente. 21-09-2009 13:44 - Gian Contardo
  • che bella idea quella di aprire il giornale di ieri con quest'articolo. Proprio nel giorno della retorica patria, benedetta dal pastore tedesco. 21-09-2009 11:43 - lorenzo
  • Il 20 Settembre è la festa di tutti gl'italiani, nessuno escluso. Senza i moti risorgimentali, il nostro paese sarebbe continuato ad essere una cozzaglia di latifondi e feudi, papalini e non. Fu la vittoria dei movimenti laici su quelli conservatori. Ed è un dato di fatto che l'abolizione del non expedit e l'entrata dei cattolici in massa nella vita politica del paese coincise con l'avvento del fascismo. La stragrande maggioranza di essi infatti, appoggiò il regime di Mussolini, ed è inutile nasconderlo. Del resto, lo stesso partito nazista aveva forti legami con la chiesa cattolica. Hitler stesso era cattolico (era cresciuto in un collegio di gesuiti), e si dice che il main kampf in realtà sia stato scritto da un prete gesuita e firmato da Hitler. Hitler riusci ad andare al potere con l'appoggio determinante del partito cattolico tedesco, quindi gli errori politici del Vaticano in quei periodi sono inescusabili. Oggi come oggi, a nessun cattolico verrebbe in mente di commettere tali idiozie, ma il revisionismo storico continua a persistere sia nel nostro paese, sia in Europa. 21-09-2009 09:39 - Raimondo
  • Una delle più importanti strade di Trieste, un bellissimo viale alberato in una zona centrale che porta al teatro Politeama Rossetti, si chiama viale XX settembre, ma nessuno sa perchè. Nessuna targa esplicativa vi appare, nè all'inizio e neppure alla fine. Siccome la città è piena di strade con nomi patriottici, via Battisti, piazza Oberdan, riva Nazario Sauro eccetera, la maggior parte della gente pensa che anche il venti settembre sia una data inerente ai fatti della prima guerra mondiale. Invece no. L'intitolazione della strada, che prima si chiamava via dell'Acquedotto,avvenne nel settembre 1920, in occasione del cinquantenario della data del 20 settembre 1870 in cui avvenne la presa di Roma ( breccia di porta Pia ). Tra i promotori, L'Associazione Nazionale Giordano Bruno, una delle tante confraternite anticlericali che abbondavano in Italia e che furono eliminate dal regime fascista in seguito ai Patti Lateranensi del 1929. Una piccola lezione di storia non fa mai male, e per questo ho molto apprezzato il commento di Luciano Canfora.Si, perchè io NON credo al DIO dei PRETI. Esistono integralisti fanatici in tutte le religioni, ma quelli più feroci allignano tra i seguaci delle religioni monoteiste, in particolare tra i cristiani, i mussulmani e gli ebrei.

    Per finire, permettetemi di citare un piccolo passo delle opere di un Autore che Papa Ratzinger deve conoscere molto bene. Da. “ Socialismo e Religione “ – 3 dicembre 1905 -
    “……La religione è una delle forme dell’oppressione spirituale che grava dappertutto sulle masse popolari schiacciate dal continuo lavoro per gli altri, dal bisogno e dall’isolamento. La debolezza delle classi sfruttate nella lotta contro gli sfruttatori genera inevitabilmente la credenza di una vita migliore nell’oltretomba, allo stesso modo che la debolezza del selvaggio nella lotta contro la natura genera la credenza negli dei, nei diavoli, nei miracoli, ecc.
    La religione predica l’umiltà nella vita terrena a coloro che trascorrono tutta la vita nel lavoro e nella miseria, consolandoli con la speranza di una ricompensa celeste. Invece, a coloro che vivono del lavoro altrui la religione insegna la carità in questo mondo, offrendo così una facile giustificazione alla loro esistenza di sfruttatori e vendendo loro a buon mercato i biglietti d’ingresso nella beatitudine celeste.
    LA RELIGIONE E’ L’OPPIO DEL POPOLO. “

    Tratto da : Vladimir Ilic Lenin – opere scelte in 6 volumi – Edizioni Progress- Mosca 1970 – Ed. Riuniti – Italia 1971 21-09-2009 06:08 - gianni
  • A parte radicali,qualche "cane sciolto" ed associazioni atee chi ha festeggiato l 20 settembre? Franceschini? Bersani? Diliberto?Bertinotti? 21-09-2009 04:00 - Nicola
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