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COMMENTO
27/09/2009
  •   |   Peppino Di Lello
    Il ministro fuori legge

    L'anatema del ministro dell'interno Maroni contro il vizio dei magistrati di interpretare le leggi ha precedenti - seppure ampiamente fallimentari - di tutto rispetto. Il primo è stato l'imperatore romano d'oriente Giustiniano (482 - 565), forse il più grande codificatore della storia che, non potendo sopportare modifiche interpretative nella applicazione della sua ponderosa compilazione di diritto, proibì per legge ai giuristi questo tipo di attività: ovviamente nessuno ne tenne conto.
    Secondo, molti secoli dopo, venne l'imperatore Napoleone 1°, altro grande codificatore che, non facendo tesoro di quel precedente negativo, del pari emise un editto con il quale vietava l'interpretazione delle sue leggi: neppure lui ebbe fortuna. Non ci ha provato, invece, ai nostri tempi, Alfredo Rocco che, sebbene fascista, era pur sempre un giurista e sapeva come l'interpretazione delle leggi fosse un dato ineliminabile, dovendosi adattare una norma astratta ad un caso concreto.
    Maroni non può non sapere che la nostra Costituzione, sulla quale ha giurato, riconosce ai giudici autonomia e indipendenza anche interpretativa, compreso il potere di rimettere alla Corte costituzionale la verifica di costituzionalità di una qualsiasi legge ordinaria in odore di contrasto con la carta fondamentale. La legge che istituisce il reato di clandestinità è palesemente in contrasto con la nostra Costituzione come sottolineato da moltissimi giuristi, non fosse altro perché punisce una persona per una condizione personale - per quello che è - e non per una attività lesiva - per quello che fa. C'era quindi da aspettarsi una richiesta di verifica avanzata alla Corte da più parti e l'unica reazione istituzionalmente corretta del ministro doveva essere quella di una doverosa attesa dell'esito del relativo giudizio.
    Il ministro, però, seguendo le pulsioni repressive non di Giustiniano o di Napoleone (che non avevano mai pensato di far intervenire le guardie imperiali) ma del suo presidente Berlusconi, è andato oltre ed ha invocato l'intervento, assolutamente improprio, del Csm e, addirittura, del giudice penale per punire (con il carcere?) i magistrati rei di non applicare quella sua legge «chiara» anche per un bambino di sei anni. Maroni è, dunque, in linea con l'idea berlusconiana di affievolimento del potere giudiziario e della la riduzione dell'area entro cui può muoversi con autonomia e indipendenza: fino a contestarne però l'attività interpretativa non si era ancora spinto nessuno.
    La coscienza democratica di questo Paese ha sempre tenuto presente l'imperativo degli artt. 3 e 10 della Costituzione che impongono a tutti - magistrati compresi - il dovere di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini e il dovere di garantire i diritti degli stranieri. Il caso del reato di clandestinità è emblematico e bene fanno i magistrati a seguire i dettati costituzionali e a non piegarsi alle istanze sicuritarie, razziste e liberticide di questo governo.


I COMMENTI:
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  • Mi sembra che quando i magistrati di cassazione alla Carnevale assolvono di colpo le precedenti condanne, generalmente liberando mafiosi e gente di simile rango, i cittadini solerti alla aiace (ma e' solo un nome a caso) non hanno nulla da ridire.
    E' anche strano (coincidenza?) che la destra repubblicana piu spinta, quella di Ceney e Bush per intenderci, aveva come cavallo di battaglia la lotta contro i giudici che legiferavano attraverso sentenze. In realta' le destre sono fatte della stessa stoffa, attaccaticcia e ignorante. 28-09-2009 21:15 - murmillus
  • Il fatto è che ad aiace non va giù una delle migliori Costituzioni che esistano. Scritta dopo lunghi anni di dittatura i costituzionalisti hanno ben pensato di tutelare gli italiani per il futuro da situazioni ...diciamo, ...come questa che si sta prospettando (?). E allora ben venga qualsiasi controllo! Perchè poi il Parlamento non dovrebbe essere controllato, scusa? Se scrive leggi razziste, secondo te nessuno dovrebbe fermarli? Siccome sono stati eletti possono fare ciò che vogliono? Questo davvero non esiste in nessun paese democratico!
    Poi dici che in Italia la giustizia versa in uno stato pietoso, bene, io sono d'accordo con te, ma è solo colpa della magistratura? La classe politica non c'entra niente? Chi è che deve fare le riforme, la magistratura o il Parlamento? E quando tutte le riforme vertono a ingorgare i tribunali con leggi come appunto questa di Maroni sui migranti, di chi è la colpa? Perchè introdurre il reato di clandestinità porterà solo a questo. Quanto vuoi scommettere? Le migrazioni non possono essere fermate che ci piaccia o no.
    Inoltre vorrei ancora dirti che una persona diventa illegale nel momento in cui c'è qualcuno che decide di dargli questo status altrimenti è solo un irregolare, quindi ha ragione l'articolista quando scrive che i migranti vengono puniti per il loro essere.
    Ultimo sulla spallata di Berlusconi: se continua così non dovrai aspettare molto e tu sarai anche contento ma ricorda che tutto ciò porterà a un tale casino che alla fine sarai tu il primo ad ammettere di esserti sbagliato. Gli italiani staranno per metà con lui ma l'altra metà non starà a guardare passivamente la demolizione della Costituzione e dell'Italia. 28-09-2009 21:12 - Margherita
  • Fare le leggi è cosa complessa. Questa maggioranza (e pur provandoci, forse neanche quella precedente) non può saper fare cose complesse, visto chi la compone. Anche discutere, dialogare, esaminare i pareri opposti è cosa complessa: più semplice è operare con aggressività e violenza. Per questo si si spiegano le diverse espressioni di nervosismo e intolleranza da parte dei nostri governanti. Se rileggiamo la storia d'Italia degli anni venti si notano alcune analogie con quanto accade oggi: non siamo ancora alle botte o all'olio di ricino. Oggi ci sono anche altri mezzi (v. caso Boffo). Però il metodo fascista è sempre il medesimo 28-09-2009 20:40 - Stefano
  • Vorrei ricordare al Signor Di Lello che nel nostro ordinamento la magistratura deve APPLICARE le leggi; per discuterle c'è il Parlamento che, a differenza della magistratura, è eletto democraticamente.
    Se poi entrare illegalmente nella nostra nazione, dichiarare identità false, distruggere i propri documenti di identità, non ottemperare all'ordine di rimpatrio è una condizione personale e non una attività illecita...allora mi inchino ad una intelligenza superiore che non riesco a comprendere 28-09-2009 19:45 - GUIDO CUCCHIARA
  • Quì l'unico clandestino che purtoppo non si puà processare è il Sig.Ministo dell'Interno che continua a voler mettere in galera i più deboli e indifesi appena sbarcano dai loro barconi. 28-09-2009 18:50 - Claudio Raineri
  • @Aiace: speriamo che si ripeta Aiace, speriamo! 28-09-2009 17:44 - Roberto Ferrando
  • e' vero che in base alla costituzione i giudici possono sollevare la questione di legittimità costituzionale e la corte costituzionale dichiarare la illegittimità delle leggi ma e' proprio questo il punto: questo controllo, che avrebbe dovuto essere appunto di sola legittimità, si e' di fatto trasformato in un sindacato sulle scelte politiche del parlamento, qualunque sia la maggioranza esistente in un dato momento.

    Questo sindacato improprio e' effettuato da magistrati assunti con un concorso (ove anche lì ci sono stati casi non rari di tentativi di frode da parte di candidati) e che poi durante tutta la loro lunghissima carriera non sono sottoposti a nessuna seria valutazione da parte dal CSM del resto composto in stragrande maggioranza da loro colleghi; un ceto chiuso in se stesso, nel senso più proprio di questa definizione, infatti lo stato pietoso della giustizia in Italia lo dimostra.

    In altri paesi, (USA, ma anche Francia, Germania, Spagna) dove pure esiste il controllo di legittimità delle leggi esistono pero' dei contrappesi che impediscono ai giudici di sconfinare facilmente dalle loro attribuzioni; per esempio, negli USA ogni giudice federale puo', teoricamente, essere rimosso dalle Camere a seguito di una procedura di impecheament, in Francia il pubblico ministero e' alle dipendenze del ministro e l'equivalente del nostro CSM vede una maggiore presenza di membri di origine esterna, ecc

    La sinistra sembra "godere" della anomalia italiana perche' continua ad illudersi di raggiungere i propri fini per via giudiziaria vanificando di fatto l'esito delle elezioni, ma continuo a pensare che alla fine la gente sarà stufa di vedere che la propria volontà espressa nelle elezioni viene continuamente disattesa e reagirà.

    Fra l'altro non e' vero che un clandestino, come e' scritto nell'articolo, viene punito per il suo essere anziche' per il suo comportamento in quanto l'entrare nel territorio di uno Stato in violazione delle leggi ivi esistenti e', appunto, un comportamento.

    Poi si puo' discutere sulla efficacia di questi provvedimenti; personalmente non li approvo ma solo perche' rovesciano sui giudici di pace una valanga di processi praticamnete inutili ma questo e' un altro discorso.

    L'errore che fa e continua a fare Berlusconi e' quello di non affrontare di petto l'intera questione con una riforma costituzionale radicale che ridia al popolo la sua sovranità effettiva; continua a giocare con leggi ordinarie (vedi il lodo Alfano) che gli sono e saranno sempre vanificate dai ceti privilegiati nascosti nell'apparato pubblico; la Lega e' l'unica a dirlo, anche se poi, e qui concordo, si dimostra "ignorante" nel senso che anch'essa non affronta apertamente gli avversari della sovranità popolare e, come dicevo, prima o poi la gente si ribellerà.

    ps: per Colbert riconosco il mio errore: mi sono confuso con qualche altro ministro successivo. 28-09-2009 11:00 - aiace
  • Sollevare la questione di legittimità costituzionale di un provvedimento legislativo è una delle prerogtive della magistratura. Il Ministro dell'interno finge di ignorare tale elementare assunto solo per fini propagandistici 28-09-2009 09:26 - rosso14
  • Colbert Ministro di Luigi XVI? 27-09-2009 22:58 - fernando
  • caro aiace, non ti fermare alle prime parole dell'art. 1 della costituzione. Se vai un pò avanti leggerai questo: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", cioè rispettando anche gli art. 3 e 10 della medesima per quanto riguarda i diritti dei cittadini e degli stranieri; l'art. 104 sull'indipendenza delle Magistratura ecc. ecc. Questa non è esaltazione delle caste ma rispetto della Costituzione in tutti i suoi articoli. 27-09-2009 17:14 - Margherita
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