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Gabriele Polo
Meglio votare
E alla fine arrivò la «chiamata». Logorato dalle proprie maniacalità, attaccato al cuore del suo portafoglio dalla condanna sul «Lodo Mondadori», «corresponsabile» di numerosi trucchi e quindi perennemente a rischio giudiziario, Silvio Berlusconi intravede il crepuscolo e manda avanti i falchi del centro-destra per tastare il polso al popolo, nella duplice possibilità di piazza e urne: marciare in nome del capo e, se non basta, sfidare il «nemico» sul terreno elettorale. Mossa azzardata, ma astuta. Nell’immediato, per un ultimo ricatto alla Consulta che oggi dovrebbe pronunciarsi sulla costituzionalità del Lodo Alfano, la legge «ad caricam» costruita sulla personalità del premier; nel medio periodo, per giocare sul piano istituzionale l’incapacità dell’opposizione parlamentare a rappresentare una politica alternativa al nazional-populismo oggi al potere.
È una sfida che sembra spaventare il centro-sinistra, in gran parte preso da
storie e assenze tutte sue. Al punto da non cogliere le incertezze del mondo
berlusconiano e da non saper mettere a frutto nemmeno il messaggio della
manifestazione di sabato scorso. Perché, invece, non rilanciare e chiedere
le dimissioni del governo e le elezioni anticipate? Sarebbe la logica conseguenza di quanto detto e scritto in tutti questi mesi sul crollo di credibilità
del premier, sul suo discredito internazionale, sulla sua politica dell’apparenza.
E sul modo in cui questo governo ha (non) affrontato la crisi economica, la guerra (nascosta) in Afghanistan, la ricostruzione (finta) dell’Abruzzo
e i saccheggi ambientali che seminano morte come in Sicilia? Per dirne solo una - l’ultima - non merita di andarsene un premier che sorvola le frane di Messina e rivendica di «aver previsto il disastro», senza però aver fatto nulla per evitarlo?
Persino nel Pd, anzi in tutti e tre i Pd in corso d’opera, sono convinti che esistano mille buone ragioni per cambiare governo. Solo che non hanno il coraggio di dirlo davvero, solo che sono spaventati da una sfida elettorale: non
si sentono pronti a prendere l’iniziativa. Non si fidano di se stessi e dei propri
«vicini», non confidano nell’opinione pubblica che sabato si è incontrata a piazza del Popolo, temono «vuoti» istituzionali e sopravvalutano la forza
dell’avversario. Perché è vero che la destra è culturalmente egemone nel paese
- forse ha ragione Martinazzoli quando dice che l’Italia è diventata la biografia di Berlusconi - ma ha pure un bel po’ di problemi di rappresentanza e di coesistenza tra anime diverse. Problemi sempre più difficili da celare e superare di fronte al crepuscolo personale del capo e del cassiere (che poi sono la stessa persona).
Accettare la sfida delle elezioni anticipate, anzi, farne la propria parola d’ordine
lancerebbe un messaggio chiaro, coerente tra ciò che si dice e ciò che si
fa (o si tenta di fare), sottraendo a Berlusconi l’arma della minaccia. Certo, c’è
sempre il rischio di perdere - maè la vita. E, poi, c’è qualcun altro, oltre a Confindustria, che ha interesse a tirare avanti altri quattro anni in questa palude politica?
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Bene, dico io, piu' perse di cosi?
Bisognera' pure cominciare a muoversi, non si puo' aspettare il messia della sinistra, anche se ce ne sarebbe bisogno.
La sinistra deve mobilitarsi, ed essere pronta a fare opposizione. Ma il PD va tenuto alla lontana come un coccodrillo moribondo. 07-10-2009 18:39 - murmillus
berlusconi ha cambiato profondamente gli italiani laicizzandoli 07-10-2009 17:13 - ceolin teo
Veltroni aveva fatto una presentazione del PD che mi aveva dato un minimo di speranza ma è stato messo da parte. Inoltre questa specie di "sudditanza sparla-su-Berlusconi" non porta da nessuna parte. Gad Lerner parla della ricrescita, Santoro delle escort, ma ben altro mi pare ci sia da dire! Finiamola e passiamo a proposte serie, costruttive e magari con un leader unico e irremovibile, e forse ce la faremo a battere la destra, altrimenti continueremo a votare solo "dall'altra parte" giusto perché uno o si astiene oppure vota così. 07-10-2009 16:02 - maurizio dal borgo
Speriano in un altro leader del centro-destra. Altrimenti toccherà aspettare Casini. Che magro futuro!!!
Maledetta sinistra autolesionista!!! 07-10-2009 14:29 - djeangabin
le elezioni non servono ora dal momento che è sicuro che rivincerebbero gli stessi.
Piuttosto propongo alla destra di cambiare il presidente del consiglio che con le sue trovate danneggia tutti a livelle nazionale e internazionale 07-10-2009 12:11 - Gian