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Adolfo Pérez Esquivel (Nobel per la pace 1980)
Che sorpresa, collega Ora aspettiamo i fatti
Signor Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, riceva il
fraterno saluto di pace e bene. In primo luogo desidero complimentarmi con lei per la sua designazione a premio Nobel per la pace 2009. Mi auguro che questo premio contribuisca a rafforzare la pace nel suo paese e nel mondo dove
numerosi sono i conflitti e le situazioni che vedono coinvolti gli Stati uniti. Auspico inoltre che grazie a questo riconoscimento sia possibile ristabilire
i legami di cooperazione e solidarietà tra i popoli.
Devo dirle che la notizia della sua designazione a premio Nobel mi ha sorpreso. Conosco i suoi valori umani e la sua volontà di superare i gravi problemi che affliggono il suo paese e il mondo. So che vorrebbe realizzare il sogno di Luther
King, il grande lottatore per i diritti civili, che ha cercato di superare le ingiustizie
per far sì che tutti potessero sedersi alla stessa tavola e condividere il pane che nutre il corpo e quello che alimenta lo spirito, costruendo cammini
di libertà.
La pace è una costruzione permanente tra le persone e i popoli, nella diversità e l’unità. Signor presidente, gli Stati uniti devono affrontare grandi sfide sia a livello nazionale che internazionale. Ma per superare i conflitti armati che affliggono l’umanità c’è bisogno di decisioni politiche. Il suo paese è ancora coinvolto in molti di questi conflitti. Ancora non è riuscito a sradicare il fenomeno delle torture e a chiudere le carceri di Guantanamo a Cuba e di Abu Graib
in Iraq. Fino ad ora non è stato possibile portare avanti la decisione, da lei espressa in molte occasioni, di porre fine alla guerra in Iraq e Afghanistan.
I passi che ha fatto sono molto deboli e fatui.
In America Latina è urgente porre fine all’embargo immorale e ingiusto imposto
contro Cuba da ormai quasi 50 anni. E’ necessario liberare i cinque prigionieri cubani detenuti negli Stati uniti e permettere la visita dei loro familiari che da dieci anni non riescono a ottenere il visto per andare a visitare i loro cari.
Tutto ciò viola il diritto umanitario.
Nonostante le sue dichiarazioni diano speranza è necessario metterle in pratica. Bisogna dimostrare coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa e
cercare vie alternative di costruzione sociale, culturale e politica che permettano di cambiare le relazioni tra gli Stati uniti e gli altri paesi, troppo
spesso conflittuali e non rispettose della diversità e della sovranità degli altri popoli.
L’installazione di sette nuove basi militari nord americane in Colombia non contribuisce alla pace, al contrario intensifica i conflitti e mette in pericolo le democrazie dell’America latina. La stessa cosa vale per il colpo di stato in
Honduras che non sarebbe stato possibile senza la partecipazione del governo statunitense.
Molte persone sperano che la sua designazione a Nobel per la pace contribuisca a mettere in atto azioni concrete e rafforzare i valori per il bene
dell’umanità. Noi che siamo stati premiati con quel Nobel ci auguriamo di poter sommare gli sforzi e camminare insieme per assumere le sfide e costruire
cammini alternativi per il bene dei popoli.
Signor presidente si trova di fronte a grandi sfide e sa bene che queste non possono essere assunte da una sola persona. I popoli devono essere
partecipi e protagonisti della costruzione di nuovi paradigmi di vita che conducano alla realizzazione di società più giuste e fraterne. Ascolti la voce
dei popoli e non si faccia manovrare da chi privilegia il capitale finanziario e vuole imporre i propri interessi economici, politici e militari sulla vita dell’umanità. Essi sono coloro che distruggono l’ambiente e le libertà dei popoli, e generano fame, povertà ed emarginazione.
Ricordi che la Fao ha segnalato che ogni giorno più di 35mila bambini nel mondo
muoiono per fame. Lei come presidente degli Stati uniti e premio Nobel deve scegliere quale cammino seguire. O continua ad aumentare le spese militari, torturando e invadendo altri paesi, o è disposto a costruire la pace, superare
la fame, l’analfabetismo, la disuguaglianza sociale per costruire un nuovo contratto sociale per l’umanità, un contratto che preveda rispetto e
uguaglianza per tutti.
Signor presidente le auguro molta forza. Aspettiamo con speranza i suoi prossimi passi, augurandoci che le sue decisioni vadano nella direzione
corretta.
- 31/10/2009 [12 commenti]
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per aiutare Obama a raggiungere i suoi obiettivi,
ognuno cerca di aiutarlo come può visto che da solo non ce la farà mai! 13-10-2009 00:24 - Dimitri Pavone
sicuramente Obama non è ne Busch.senior.ne busch junior...
ha un altro atteggiamento rispetto le politiche estere, per ora solo atteggiamento.
MA PREMIO NOBEL PER LA PACE???.
O è un Nobel all'intenzione......
O è come dare il premio babysitter a un pedofilo....... 12-10-2009 21:47 - walter pivetta
e poi... il vomito: oggi mi sono imbattuta, pur conoscendone già l'esistenza, nel sito per la candidatura di berlusconi al nobel. no comment. 12-10-2009 16:09 - barbara
grazie
pianetaserra.wordpress.com
eorakesifa.wordpress.com 12-10-2009 11:56 - Vittorio Marletto
Un Presidente insomma che non appare realmente in grado di far cambiare passo al suo paese, e quindi al mondo intero.
Mi chiedo come debbano sentirsi.......... 12-10-2009 11:36 - Giordano
Ora, se capita, posso indossare
senza problemi un indumento ove vi sia la scritta U.S.A.
Ricordiamoci che Obama di punto in bianco non può stravolgere tutto, non glielo consentirebbero; sta già facendo molto 12-10-2009 09:08 - Gian