giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
10/10/2009
  •   |   Adolfo Pérez Esquivel (Nobel per la pace 1980)
    Che sorpresa, collega Ora aspettiamo i fatti

    Signor Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, riceva il
    fraterno saluto di pace e bene. In primo luogo desidero complimentarmi con lei per la sua designazione a premio Nobel per la pace 2009. Mi auguro che questo premio contribuisca a rafforzare la pace nel suo paese e nel mondo dove
    numerosi sono i conflitti e le situazioni che vedono coinvolti gli Stati uniti. Auspico inoltre che grazie a questo riconoscimento sia possibile ristabilire
    i legami di cooperazione e solidarietà tra i popoli.
    Devo dirle che la notizia della sua designazione a premio Nobel mi ha sorpreso. Conosco i suoi valori umani e la sua volontà di superare i gravi problemi che affliggono il suo paese e il mondo. So che vorrebbe realizzare il sogno di Luther
    King, il grande lottatore per i diritti civili, che ha cercato di superare le ingiustizie
    per far sì che tutti potessero sedersi alla stessa tavola e condividere il pane che nutre il corpo e quello che alimenta lo spirito, costruendo cammini
    di libertà.
    La pace è una costruzione permanente tra le persone e i popoli, nella diversità e l’unità. Signor presidente, gli Stati uniti devono affrontare grandi  sfide sia a livello nazionale che internazionale. Ma per superare i conflitti armati che affliggono l’umanità c’è bisogno di decisioni politiche. Il suo paese è ancora coinvolto in molti di questi conflitti. Ancora non è riuscito a sradicare il fenomeno delle torture e a chiudere le carceri di Guantanamo a Cuba e di Abu Graib
    in Iraq. Fino ad ora non è stato possibile portare avanti la decisione, da lei espressa in molte occasioni, di porre fine alla guerra in Iraq e Afghanistan.
    I passi che ha fatto sono molto deboli e fatui.
    In America Latina è urgente porre fine all’embargo immorale e ingiusto imposto
    contro Cuba da ormai quasi 50 anni. E’ necessario liberare i cinque prigionieri cubani detenuti negli Stati uniti e permettere la visita dei loro familiari che da dieci anni non riescono a ottenere il visto per andare a visitare i loro cari.
    Tutto ciò viola il diritto umanitario.
    Nonostante le sue dichiarazioni diano speranza è necessario metterle in pratica. Bisogna dimostrare coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa e
    cercare vie alternative di costruzione sociale, culturale e politica che permettano di cambiare le relazioni tra gli Stati uniti e gli altri paesi, troppo
    spesso conflittuali e non rispettose della diversità e della sovranità degli altri popoli.
    L’installazione di sette nuove basi militari nord americane in Colombia non contribuisce alla pace, al contrario intensifica i conflitti e mette in pericolo le democrazie dell’America latina. La stessa cosa vale per il colpo di stato in
    Honduras che non sarebbe stato possibile senza la partecipazione del governo statunitense.
    Molte persone sperano che la sua designazione a Nobel per la pace contribuisca a mettere  in atto azioni concrete e rafforzare i valori per il bene
    dell’umanità. Noi che siamo stati premiati con quel Nobel ci auguriamo di poter sommare gli sforzi e camminare insieme per assumere le sfide e costruire
    cammini alternativi per il bene dei popoli.
    Signor presidente si trova di fronte a grandi sfide e sa bene che queste non possono essere assunte da una sola persona. I popoli devono essere
    partecipi e protagonisti della costruzione di nuovi paradigmi di vita che conducano alla realizzazione di società più giuste e fraterne. Ascolti la voce
    dei popoli e non si faccia manovrare da chi privilegia il capitale finanziario e vuole imporre i propri interessi economici, politici e militari sulla vita dell’umanità. Essi sono coloro che distruggono l’ambiente e le libertà dei popoli, e generano fame, povertà ed emarginazione.
    Ricordi che la Fao ha segnalato che ogni giorno più di 35mila bambini nel mondo
    muoiono per fame. Lei come presidente degli Stati uniti e premio Nobel deve scegliere quale cammino seguire. O continua ad aumentare le spese militari, torturando e invadendo altri paesi, o è disposto a costruire la pace, superare
    la fame, l’analfabetismo, la disuguaglianza sociale per costruire un nuovo contratto sociale per l’umanità, un contratto che preveda rispetto e
    uguaglianza per tutti.
    Signor presidente le auguro molta forza. Aspettiamo con speranza i suoi prossimi passi, augurandoci che le sue decisioni vadano nella direzione
    corretta.


I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
  • é un Nobel di incoraggiamento
    per aiutare Obama a raggiungere i suoi obiettivi,
    ognuno cerca di aiutarlo come può visto che da solo non ce la farà mai! 13-10-2009 00:24 - Dimitri Pavone
  • Accade sempre piu' spesso di avere la netta sensazione di non cogliere la logica del presente. Il nobel a Obama conferma questa sensazione. E' uno scherzo...!? Invece no, e' accaduto. Mi sembra che la nostra societa' sia assediata da una corrente mediatica fatta di immagini prive di senso che mirano a distruggere ogni valore. La recente comparsa di Obama sul palcoscenico della politica e il modo in cui questa comparsa e' celebrata supera nella forza della sua immagine i contenuti politici effettivi. Ancora niente e' cambiato, non voglio essere ripetitivo, ancora non vediamo i benefici della politica di Obama. Se le promesse non veranno mantenute? Ritiriamo il premio al presidente? C'e' qualcosa di poco sano e ridicolo in tutto questo. 13-10-2009 00:14 - marco
  • Non capisco..........
    sicuramente Obama non è ne Busch.senior.ne busch junior...
    ha un altro atteggiamento rispetto le politiche estere, per ora solo atteggiamento.
    MA PREMIO NOBEL PER LA PACE???.
    O è un Nobel all'intenzione......
    O è come dare il premio babysitter a un pedofilo....... 12-10-2009 21:47 - walter pivetta
  • io credo che la decisione di conferire un premio tanto importante ad obama sia stata un tantino prematura. ci sono davvero molte persone che con le loro azioni incisive, senza mai nulla chiedere in cambio, meriterebbero un riconoscimento così importante. mi viene in mente gino strada.
    e poi... il vomito: oggi mi sono imbattuta, pur conoscendone già l'esistenza, nel sito per la candidatura di berlusconi al nobel. no comment. 12-10-2009 16:09 - barbara
  • 2 guerre e un colpo di stato in Honduras. Un premio meritato. Bruciato sul traguardo Rambo. 12-10-2009 14:11 - Mirko
  • Ora che Obama ha preso il Nobel per la pace potrebbe per favore smetterla di fare le guerre?
    grazie
    pianetaserra.wordpress.com
    eorakesifa.wordpress.com 12-10-2009 11:56 - Vittorio Marletto
  • Mi chiedo quali illuminati politologi e intellettuali abbiano preso la scelta di dare il Premio Nobel per la Pace a Obama. La motivazione è stata quella che il Presidente USA ha favorito il dialogo tra i popoli. Mi chiedo come debbano sentirsi in questo momento, illustri personaggi che più di lui avrebbero meritato questo premio, conquistandolo sul campo, giorno dopo giorno. Penso alle varie ONG, le associazioni umanitarie che operano in zone povere o di guerra, lontano dai riflettori e dalle luci dei mass media; politici e intellettuali che hanno risolto situazioni intricate come quelle tra India e Kashmir, polveriere come quella dei Balcani o dell'Irlanda del Nord. Curioso come debbano sentirsi queste persone davanti a un presidente investito di questo premio per il semplice fatto di essere il primo presidente USA di colore, un Presidente che non incontra il Dalai Lama (non di certo un guerra fondaio) per non urtare la sensibilità della Cina (che in quanto a diritti umani...(, un Presidente che non riesce a far approvare una riforma sanitaria degna di un paese civile, che non accenna al ritiro delle sue truppe in due paesi chiaramente occupati come l'Iraq e l'Afghanistan, che non modifica l'atteggiamento del suo paese verso l'industra delle armi.
    Un Presidente insomma che non appare realmente in grado di far cambiare passo al suo paese, e quindi al mondo intero.

    Mi chiedo come debbano sentirsi.......... 12-10-2009 11:36 - Giordano
  • Obama è un'aquila reale e le aquile reali volano molto in alto.
    Ora, se capita, posso indossare
    senza problemi un indumento ove vi sia la scritta U.S.A.
    Ricordiamoci che Obama di punto in bianco non può stravolgere tutto, non glielo consentirebbero; sta già facendo molto 12-10-2009 09:08 - Gian
  • Proprio perché sono di sinistra e per la pace contro tutte le guerre di aggressione non concordo con l'assegnazione del premio Nobel per la pace a Obama. Gli USA, al di là dei grandi discorsi del suo presidente, stanno continuando la guerra in Afghanistan e inoltre aumenteranno il numero di soldati inviati. Il ritiro completo dei militari americani dall'Iraq non è ancora avvenuto. Per il resto, concordo pienamente con il commento di Riccardo. Mi chiedo se mai daranno il premio a Gino Strada, ad esempio. 12-10-2009 01:32 - Simone Lepore
I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI