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Angelo Mastrandrea
Tutti i volti del razzismo
Ciò che spaventa di più in un'Italia che pare aver perso ogni inibizione nei confronti del tabù razzista non è tanto la frequenza con cui esso si manifesta, quanto l'assuefazione dell'opinione pubblica e in qualche caso la condiscendenza che lascia campo libero alle aggressioni a chiunque sia percepito come «diverso». Ultima quella di domenica ai danni di una coppia gay a Roma, in pieno giorno, all'indomani della manifestazione nazionale contro l'omofobia. Non muta il nostro giudizio, semmai rafforza la nostra rabbia il fatto che uno dei due aggrediti, Massimo Fusillo, è un nostro collaboratore. A Massimo Fusillo, al suo compagno e a chiunque - uomo, donna, gay, migrante - sia vittima della violenza razzista contro ogni forma di presunta devianza va la solidarietà attiva di tutto il collettivo del manifesto.
L'escalation di violenze è intollerabile, non solo quando a sparare e uccidere sono i killer della camorra, come accadde un anno fa a Castelvolturno, o ad accoltellare sono ragazzotti affascinati dall'estrema destra, ma anche quando a picchiare sono squadrette di «sceriffi» al soldo del Comune a caccia dell'Emmanuel Bonsu o della prostituta di turno; o i vigili urbani che, nella Milano che costruisce l'Expo, in nome della sicurezza vanno a caccia di clandestini a bordo di sinistri bus con le sbarre; o ancora la Guardia di finanza che mette a soqquadro un intero quartiere di Roma, il Pigneto, per «rastrellare» un pugno di senegalesi in una stramba operazione anti-contraffazione, come una settimana fa a Roma.
C'è chi soffia sul fuoco, attizzando gli istinti bestiali del paese. Come fa Renato Farina sul Giornale: «A lume di buon senso - arriva a scrivere - quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?».
Sabato prossimo, proprio nella capitale sfilerà un corteo nel nome di Jerry Masslo, un giovane rifugiato africano ucciso nel 1989 a Villa Literno, ai primordi del fenomeno immigratorio nel nostro paese. Dall'onda emozionale suscitata dal caso furono partorite una grande manifestazione antirazzista e in seguito una legge, la prima, che provava a regolare l'immigrazione, che prese il nome dell'allora ministro della Giustizia Claudio Martelli. Alcune leggi sono passate da allora sotto i ponti e il securitarismo ha definitivamente preso il sopravvento sull'accoglienza. Così, questa volta nel mirino ci saranno il «pacchetto sicurezza» e le sue svariate derive locali, i respingimenti in mare senza verifica del diritto d'asilo e la chiusura dei Cie, un problema europeo e non solo italiano.
A differenza di vent'anni fa, il movimento antirazzista è molto più isolato di allora, e non solo per la mancanza di sponde politiche. Proviamo a farlo sentire meno solo. Nel suo picco, il manifesto farà la sua parte e, naturalmente, sabato sarà in piazza.
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La Somalia va a pesca
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La termoelettrica di Huexca
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












…il fiato torna in gola e riconosce le strade dell’Africa…
Piccolo pensiero rosso,
ferito, ucciso o suicidato.
Nella tua pelle di stoffa
hai l'aiuto,
la voglia e il piacere.
Guida i tuoi occhi nel mondo
e vedi il verso inviato,
allocroico
che danza tra i popoli.
Crescente,seguimi nel viaggio,
senza parlare ma osservare.
Seguimi e cammina nel profondo
perchè l'uomo è umano,
dà voce, ogni tanto,
a versi maestosi, umidi e gelidi come fonti di luce
ad un metro dal suolo..
Muto e poi scritto.
Taglio il vento e vedo versi,
quale sarà il tuo verso?
Un mio piccolo contributo
All’Africa e i veri volti dipinti.
L’acqua si ritrae tra neri e bianchi,
strade e sentieri,
brecce di uomini, donne, bambini
e gomitoli di uno strano sorriso
per un verso compiuto…
Così lontano e così vicino.
©
di Maurizio Spagna
Da “Afferrandomi immortale”
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo- 29-06-2010 17:25 - Maurizio Spagna
Scusa Giordano ma sei davvero sicuro di quello che dici?
Parli di ignoranza e faciloneria, allora mi chiedo da quali fonti attingi le tue informazioni. Da quello che dici non sembra infatti che tu ne sappia molto sui temi dell'immigrazione e del razzismo! Eppure esiste una letteratura sterminata, di storici, sociologi e quant'altro su questi argomenti. Allora aggiornandoti su tali questioni, potresti ad esempio riflettere sul fatto che l'omofobia fa parte del sistema generale del razzismo, anche se questi termini non sono sempre corretti, in quanto più in generale si potrebbe parlare di "eterofobia" ossia paura e rifiuto aggressivo di tutto ciò che è considerato estraneo, diverso, esterno. (secondo la definizione del sociologo Albert Memmi adottata ormai molto tempo fa dall'Encyclopaedia Universalis). Il razzismo,usato soprattutto in senso biologico, ne é un caso particolare.
Ed ancora, sei proprio sicuro che il fenomeno migratorio sia in Italia un "caso nazionale"? Conosci i dati e le statistiche in rapporto alle altre nazioni europee? L'Italia è uno degli ultimi paesi dell'Europa occidentale a conoscere l'immigrazione, ed ha cominciato da poco a diventare una società "multietnica", anche se é molto, molto lontana da questo traguardo che è sempre segno di ricchezza e civiltà. Ed è questo che molti italiani non riescono ad accettare, senza sapere che è un fenomeno inelluttabile e inevitabile (la storia, per chi la conosce, insegna). L'odio, caro Giordano, nasce dall'ignoranza è vero, ma l'ignoranza nasce da una cattiva informazione. 19-10-2009 15:33 - sara
nella sezione vignette ne ho viste ben sette. 14-10-2009 01:52 - luca ghidinelli
Significa che, i partecipanti e i soggetti associativi che formano il Comitato 17 Ottobre catanese, usciranno i soldi da propri magri portafogli.
E' la nostra civica moralità operativa, di quelli che non hanno padroni! 13-10-2009 21:04 - domenico stimolo
Ci sarebbero tantissimi esempi ma per questioni di spazio saro' breve e menzinero quello che secondo me e' il piu eclatante:
La Parola "razza" e'la parola di qui piu ci si dimentica il vero significato:
La parola "razza" non significa la dfferenza tra le persone. Per il colore della pelle, lingue, forma degli occhi etc..
NON si puo'dire di "razza" Turka, Africana, Europea.etc..
Perche Tutti NOI siamo la RAZZA
UMANA la cui si divide in GRUPPI ETNICI!
Questo non lo dico Io ma la Comunita Scientifica dal 1950 con un comunicato all'Unesco.
Percio' inpariamo ad usare il Nome e Cognome di una persona
e la sua provenienza.
BASTA!! con es:
IL Marocchino, il Rumeno, o il negro.(Oppure il "negretto" Hamilton, come un commentatorte di fortmula uno lo ha definito dopo una sua vittoria. Sono incazzatissimo per questo! se solo sapessi il nome di quell'IGNORANTE mi piacerebbe madargli un commento).Queste sono tutte persone con un NOME Non una "razza"
Sarebbe un sogno vedere un giorno la prima pagina del Manifesto con il testo completo di questo comunicato del 1950 menzionato nel mio commento.
Alla Redazione Pensateci.
Mario Gandola 13-10-2009 18:28 - Mario Gandola
Stesso sangue e stessa gente.
Il razzismo è fratello del leghismo.Stesso sangue e stessa gente.
Il razzismo èfratello dell'ignoranza.
Stesso sangue e stessa gente.
Attenzione a queste genti,che come gli untori,cercano di contaggiarci.
Il razzismo in tempi come questi è facile prenderlo.
Un licenziamento,una casa che non si trova,un salario ridotto e subito ti puoi contagiare di razzismo.
Per non diventare razzisti basta avere sempre in testa che siamo esseri umani e che siamo figli di un unica razza.Quella umana.
Un antidoto al razzismo è una sana cultura di classe.
Il mondo non è diviso in razze,ma in classi sociali.
Quando si capisce bene questi principi,addio al razzismo.
Possiamo andare scoperti che mai ci influenzeranno con le loro idee balorde!
Quindi per essere sani e non ammalarsi di razzismo ripassate ogni giorno un opera di Marx e di Engels. 13-10-2009 18:04 - maurizio mariani
http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_701.shtml
Da qualche anno dedico la mia militanza al tema dei migranti ed in particolare dei rifugiati, e durante questi anni ho potuto toccare con mano il razzismo del comune di torino, che arriva a negare la residenza ai rifugiati, mantenuti in condizioni criticate anche dall'acnhur. basti pensare che il sindaco chiamparino è favorevole ai respingimenti in libia.....
che ne è della coerenza della manifestazione?
barbara 13-10-2009 17:27 - barbara ferusso
Anche per questo bisogna essere in tanti sabato prossimo e farci sentire! 13-10-2009 16:36 - lorenz