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COMMENTO
17/10/2009
  •   |   Enrico Pugliese
    Un giorno eccezionale

    È veramente eccezionale di questi tempi ma a volte le cose riescono ad andare meglio del previsto. Parlo della manifestazione di ieri degli immigrati e per gli immigrati: un grande successo per la sua dimensione e la sua qualità ma anche per il clima di allegria e la compostezza (senza bisogno di servizio d’ordine) che l’ha caratterizzata. Una manifestazione piena di giovani non solo perché - si sa - l’immigrazione ringiovanisce la popolazione italiana, ma anche perché c’erano molti giovani italiani e stranieri.
    E poi una manifestazione particolare - come dire - non burocratica e senza passerelle di vip. Andavo cercando la testa del corteo e non riuscivo a trovarla. Dopo l’imponente quanto inutile dispiegamento dei camion della polizia, si vedeva un modesto striscione con un po’ di gente dietro, neri e bianchi, e con la scritta «Comitato 17 ottobre». Quella era la testa del corteo: gli organizzatori stavano dietro la prima linea, appunto a organizzare e non a mettersi in mostra.
    Tutto bene dunque? Allora perché tanto pessimismo iniziale? Di motivi di preoccupazione ce ne erano tanti. Il primo e più ovvio è stato un assordante silenzio stampa: con l’eccezione del Manifesto e di pochi altri giornali gli organi di informazione hanno mostrato il più totale disinteresse per l’iniziativa. Perciò, nessuno, fuori dalle ristrette cerchie di lettori del Manifesto o dell’Unità e dei compagni che lavorano con gli immigrati, nessuno ne sapeva niente. Se davo appuntamento a qualcuno alla manifestazione di sabato mi sentivo chiedere di quale manifestazione parlavo.
    La Cgil che insieme all’Arci aveva sempre con forza voluto la manifestazione era stata lasciata sola dalla Uil e dalla Cisl di Bonanni. 
    Quest’ultima aveva preferito farsi la sua modesta adunata una settimana prima all’insegna di slogan del genere «la sicurezza come risorsa». Non bisogna mai dire «meglio soli che male accompagnati» ma io confesso in questo caso di averlo pensato.
    Faccio subito ammenda e mi auguro che la Cgil, con la sua forza e il suo radicamento tra gli immigrati, apra con rinnovata energia a più intensi rapporti unitari con le altre confederazioni su questo terreno. Anche perché sulle parole d’ordine della manifestazione - in particolare l’opposizione al razzismo e l’estensione del permesso di soggiorno a tutti i lavoratori e non solo a colf e badanti - esse hanno mostrato di essere d’accordo. D’altronde è ragionevole supporre che qualche amico cislino, anzi più di uno, fosse presente tra i manifestanti. E anche il Padreterno ha dato una mano alla riuscita della manifestazione: per tutto il pomeriggio c’è stato un cielo plumbeo ma non ha mai piovuto. Nel corteo di organizzazioni cattoliche che fanno lavoro di base tra gli immigrati ce ne erano tante. Chi sa - forse il Padreterno non sta solo dalla parte della Cisl e delle grandi organizzazioni che pretendono di aver l’esclusiva della solidarietà.
    Ma non si tratta solo di miracoli. A una analisi più approfondita si può capire che le premesse per la riuscita c’erano. Alla Conferenza nazionale sull’immigrazione della Cgil della settimana scorsa (dove fu lanciata l’adesione alla manifestazione) un nutrito gruppo di giovani immigrati, dirigenti e operatori sindacali provenienti da tutte le regioni italiane, hanno dato grande prova di competenza e radicamento affrontando le questioni che riguardano gli immigrati, come lavoratori. Era davvero impressionante sentire questi giovani immigrati parlare dei problemi della fabbrica (e degli immigrati in fabbrica) dell’edilizia (e degli immigrati nell’edilizia) e così via senza alcuna retorica o genericità. E le tantissime organizzazioni che operano nel campo dell’immigrazione sono maturate anch’esse in questi anni, acquistando sapere e legittimità. L’ormai lunga esperienza di lavoro ha portato chi ci lavora a conoscere i problemi reali degli immigrati e a recepirne le esigenze.
    Se venti anni addietro, ai tempi di Villa Literno, c’era un orientamento più aperto e disponibile del governo e dell’opinione pubblica, ora c’è una maggior forza e capacità autonoma degli immigrati nel sindacato e nelle altre associazioni. Sono stati loro e quelli che lavorano con loro a rendere possibile il successo della manifestazione.

     

    (La foto è di Simona Granati)


I COMMENTI:
  • in risposta a Pablo Bautista Garsia, non dovresti fare di "tutta l'erba un fascio" sono bergamasco e siamo in molti a bg ad avere ottimi rapporti con immigrati dalle varie parti del mondo, ci sono molte associazioni e molte persone che prestano le propie ferie per andare dove la gente ha bisogno di una mano per costruire pozzi, scuole, ambulatori a propie spese e senza alcuno stipendio...
    senza rancore hasta siempre 20-10-2009 08:05 - omar
  • è casuale la menzione all'unità e non a liberazione? 19-10-2009 16:40 - Alessio
  • Sono stato a Bergamo per due anni, faccendo un posdoctoral fellowship, sono venuto dalla cittá del messico e mi sono sorpreso per il vergognoso comportamento fascista dei bergamaschi, ma voglio ringraziare a tutti quelli italiani che ancora credono che noi immigranti non siamo un pericolo per la italia e invece vogliamo estare insieme a tutti voi per fare dell´italia un paese dove l´intregazione dei immigrante é possibile. 19-10-2009 14:21 - Pablo Bautista Garcia
  • Una vergognosa capmpagna di disinformazione ha oscurato la bellissima manifetazione di sabato.
    I tg hanno censurato indegnamente l'evento.
    Meno male che il manifesto esiste. Complimenti ai giornalisti del manifesto per gli articoli di quest ultima settimana sui migranti: il viaggio in treno milano-digione e la storia degli immigrati di Rosarno mi fanno ritenere ancora di+ che il manifesto se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
    Anselmo( uno che c'era il 17) 19-10-2009 12:35 - anselmo
  • "Andavo cercando la testa del corteo e non riuscivo a trovarla"...divertente perchè è la stessa frase che ho sentito ripetere a tutti i compagni che erano con me. Hai ragione, ora ci sono più forza e più autonomia degli immigrati nelle associazioni e nei sindacati. La cosa mi riempie di speranza. Hasta Siempre 18-10-2009 20:16 - Dario
  • Proprio un’ottima giornata, quella di ieri, per l’Italia che Resiste alla “vandea” razzista costruita scientificamente – nei giornali, nelle tv e nelle pratiche razziste quotidiane –dagli amici …degli….
    …amici…..degli amici di quelli lì che vorrebbero ancora indossare sui loro abiti moderni e di lusso l’antico dittatoriale orbace, in omaggio alla “razza eletta”.
    Tante le censure in opera, in mala o “buona” fede.
    Certo stupisce alquanto constatare che nell’edizione nazionale del quotidiano “La Repubblica” di ieri 17 ottobre non ci fosse traccia della manifestazione.
    Mah!
    Che dire, che pensare?
    A ciascuno la propria risposta. 18-10-2009 19:21 - domenico stimolo
  • Che questa manifestazione faccia capire a tutti che bisogna fare una politica di integrazione e di crescita comune fra persone di culture diverse: solo lì c'é il progresso. Speriamo che quando anche i nostri politici lo capiranno non sia troppo tardi. 18-10-2009 17:17 - alessandro
  • Bellissima manifestazione. Unitaria e radicale. I punti della piattaforma chiedevano tra l'altro sanatoria per tutti e chiusura dei cie. Presenti moltissimi migranti,facenti riferimento soprattutto alla cgil,arci, rdb,al coordinamento stop razzismo. Un altro spezzone consistente, proveniente dall' Universita'ed entrato in piazza con un po' di prepotenza prima dello spezzone di Stop razzismo, era composto da Action,studenti dell' Onda,migranti di Caserta e veneti,arrivati con un treno speciale.Molte bandiere della pace. 18-10-2009 17:15 - marco
  • La maggiore disponibilita del governo venti anni fa era solo
    apparente. La legge Turco Napolitano era una brutta legge
    all epoca e si rivela oggi
    ancora piu brutta visto che
    il clima sociale è peggiorato
    grazie alla conversione definitiva del pd alla logica della sicurezza e del capitale.
    Per quanto riguarda la CGIL
    l ho vista partecipare a Napoli
    a manifestazioni clericali
    che mostravano gli immigrati
    come coccarde naif senza pretendere alcun diritto ne tantomeno protestare contro la
    Bossi-Fini.
    Direi che ieri si è vista una sinistra extraparlamentare
    che la stampa, manifesto compresto, vorrebbe non vedere
    e non far vedere. 18-10-2009 13:56 - marco sbandi
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