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Galapagos
Il posto fisso di Tremonti
Su Il Foglio è stata ripubblicata in prima pagina una lettera apparsa sul il manifesto martedì scorso. Il nostro lettore (a proposito delle previsioni economiche, dei guru e dei teorici che spesso ci ripensano) scriveva che sicuramente «giustificheranno domani la stabilità del lavoro così come oggi la flessibilità». A sette giorni di distanza Giulio Tremonti, superministro dell’economia, sembra aver fatto sue quelle osservazioni e ci ha ripensato. Ieri nel corso di un convegno a Milano ha sostenuto: «La mobilità non è un valore, il posto fisso è la base per progetti di vita». Poi ha incalzato: «Penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui si organizza il progetto di vita e la famiglia».
Per Luigi Angeletti, megasegretario della Uil dimentico di aver aver siglato tutti i protocolli che favorivano la flessibilità, «Tremonti parla come un iscritto alla Uil». Guglielmo Epifani, invece, non lo ha iscritto al suo sindacato ma si limita a un più banale: «Sulla mobilità chiedete un commento alla Confindustria». Che da sempre non brilla per coerenza. Ultimo esempio: la posizione sull’innalzamento dell’età pensionabile, su cui a viale dell’Astronomia sono (a livello di organizzazione) concordi. Salvo poi assistere a livello di singole imprese, ma nel complesso tantissime, a licenziamenti di massa. Espulsioni che riguardano in particolare i lavoratori più anziani (oltre i 50 anni) e le donne. Si potrebbe obiettare: è il profitto che lo impone, le imprese fanno quello che devono fare e, semmai, è lo stato che non provvede con una legislazione adeguata che garantisca ammortizzatori sociali e formazione permanente.
Vero, ma a questo punto la palla torna al governo: a Tremonti e al ministro Sacconi su tutti. Per anni hanno sostenuto come la flessibilità - in tutte le sue forme - fosse propedeutica allo sviluppo, per contrastare la concorrenza globale. Il risultato è stato un impoverimento del lavoro, il ritorno alle vecchie regole del dominio del capitale sul lavoro. Senza contare che un lavoro ipersfruttato e sempre ricattabile ha condotto a una esaltazione del profitto e alla compressione dei salari a livelli di sussistenza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, esemplificato dalla crisi attuale. Il punto è che se solo alcuni paesi adottano forma di lavoro precario e flessibile, quei paesi vanno economicamente bene. Ma quando le precarizzazione e i bassi salari sono pratica comune, a rimetterci sono tutti. Perché - lo insegna anche l’economia liberista - non c’è equilibrio tra offerta di merci e domanda. E questo fa inevitabilmente esplodere la recessione. E’ quello che è accaduto negli ultimi anni: profitti crescenti e consumi calanti, col precipitare nella povertà (assoluta e relativa) di milioni di persone.
Sicuramente si potrebbero bilanciare gli squilibri con una intensa operazione di distribuzione del reddito sotto forma di maggiore welfare. Ma anche questa ricetta semplice non è stata seguita. Anzi con le privatizzazioni (perfino di monopoli naturali) si è data nuova «ciccia» al profitto. Tremonti ci pensi. A meno che la sua vera intenzione non sia quella espressa dalla vignetta di Vauro su il manifesto di oggi.
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E poi quale è il rapporto tra scudo fiscale e stabilità? Forse ha scoperto che gli evasori fiscali con il conto alle Bahamas non sono co.co.pro?
''C'è il socialismo solo per la classe dei privilegiati, mentre per gli altri il nuovo capitalismo liberale. 19-10-2009 20:58 - K ''
Amen. 20-10-2009 20:34 - Graziano
1) Pubblicità.
2) Evita i problemi di commissariamento del ministero dell'istruzione intimato dal Tar per la storia della pessima legge sugli inserimenti in coda su cui fioccano i ricorsi.
3) Visto che ormai tra scudi fiscali e storie varie i soldi che entrano nelle casse dello stato sono sempre meno, da un po' di fiato alle casse immettendo dei lavoratori dipendenti (una delle poche categorie che ahimè pagano le tasse)...
Attenti al lupo! 20-10-2009 19:59 - Samuele
http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/13/legge_biagi.htm 20-10-2009 15:04 - Imhotep
Ho lo stomaco debole e voglio vomitare sulle lussuose scarpe di costoro. 20-10-2009 11:29 - anteo