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COMMENTO
22/10/2009
  •   |   Tonio Dell’Olio *
    Lavoro e legalità per battere la mafia

    Oltre 2000 persone si danno appuntamento a Roma in questi giorni per riflettere e fare il punto della situazione sull’impegno comune per radicare la cultura del rispetto delle regole. È la seconda edizione di Contromafie dopo quella che nel novembre 2006 si era conclusa con un manifesto che vede oggi alcuni obiettivi raggiunti e altre istanze ancora inadempiute.

    Ci rendiamo conto oggi che, anche a fronte di alcuni indiscutibili successi, soprattutto da parte della magistratura e delle forze dell’ordine e dei passi in avanti che abbiamo compiuto verso una maggiore consapevolezza frutto dello sforzo educativo, ancora tanto c’è da fare. Noi come organizzazioni sociali ci siamo assunti l’impegno e la responsabilità di compiere ogni passo necessario nella direzione della giustizia ma siamo altrettanto coscienti che nulla sarà possibile realizzare senza il sostegno convinto della politica. A questa spetta il compito di recidere ogni filo sospetto e di produrre leggi efficaci e comportamenti corretti.

    Quanto ci amareggia in questi giorni venire a conoscenza di interlocuzioni e patteggiamenti tra pezzi delle istituzioni ed esponenti della criminalità organizzata! Quanto ci indigna sapere che l’indolenza di alcuni, la disponibilità al compromesso di altri, la corruzione di altri ancora… hanno rischiato di vanificare il coraggio e l’impegno trasparente di alcuni servitori onesti e puliti dello Stato.

    Quella legge che avevamo ottenuto nel 1996 con un milione di firme e che era costata la vita di Pio La Torre, aveva intuito l’importanza di colpire le mafie nel cuore dei loro interessi e nello stesso tempo poneva un segno forte di riscatto e di liberazione sul territorio. Si trattava di trasformare il frutto del sopruso e della prepotenza in bene posto a servizio della comunità: l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie.

    Oggi più che mai abbiamo contezza dell’importanza di quell’intuizione e per questo già nel 2006 chiedevamo di renderla più efficace liberando i beni dalle ipoteche bancarie, creando un’apposita agenzia per la gestione dei beni stessi e la diffusione a livello europeo dello stesso dispositivo. Abbiamo sperimentato quanto sia importante non lasciare mai soli i testimoni di giustizia e i familiari delle vittime innocenti di mafia, abbiamo compreso quanto sia fondamentale preservare la memoria per non regalare al malaffare pezzi preziosi della storia delle nostre comunità, sappiamo che è illusorio sconfiggere le mafie se non si prosciuga il contesto grigio di mentalità, di connivenze, di contiguità con la malavita. Questi obiettivi possono essere raggiunti solo con lo sforzo convergente di tutti: politica, informazione, economia… Ogni giorno ci convinciamo di più che una seria politica del lavoro è una politica contro le mafie, che il rispetto dei diritti di tutte e di tutti restringe lo spazio delle mafie, politiche sociali attente alle persone sono politiche autenticamente antimafia. Sono queste le idee guida che si confronteranno per trovare maggiore forza nel cammino di liberazione del nostro Paese. Lo vediamo anche come un contributo alla lotta contro tutte le mafie del mondo che hanno trovato nutrimento e forza dal processo di globalizzazione e che prosperano anche grazie ai collegamenti transnazionali nelle più diverse attività malavitose. Si intrecciano i destini e anche le speranze che intendiamo rafforzare concretamente in questi giorni.

     

    * Responsabile area internazionale di Libera


I COMMENTI:
  • E'facile parlare,ma è difficile agire in un contesto non chiaro.
    I gruppi di interesse che utilizzano violenza esplicita per conquistare pezzi di spazio societario,(chiamate mafie),sono molto probabilmente una componente dello stato.
    Cc'amma a ffari? 23-10-2009 13:44 - t.o.
  • Lavoro ZERO, LAGALITA`SOTTOZERO : E LA MAFIA VA 23-10-2009 13:39 - walter Dimatteo
I COMMENTI:
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