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COMMENTO
29/10/2009
  •   |   Marco d'Eramo, Mariuccia Ciotta
    Sesso e potere, uomini e donne

     

     

     

    A frugare nei panni sporchi dei potenti, ci infanghiamo tutti

     

    di Marco d'Eramo

     

    Non basta sottolineare tutte le differenze tra Berlusconi e Marrazzo (che sono tante, e bene le ha descritte Ida Dominijanni) per dribblare la conclusione: chi di sesso ferisce, di sesso perisce. Per quanto involontaria e sublime beffa del tronfio titolo di «governatore», la tragicomica vicenda del presidente della regione Lazio ci fa esplodere in bocca il retrogusto amaro della vicenda «escort».
    Un disagio che serpeggiava da mesi per la sensazione che un attacco centrato sui sanitari del cesso non solo era strategicamente perdente, ma nascondeva qualcosa di sbagliato, riduttivo, se non umiliante, per chi lo portava. Malessere acuito dalla «magnanimità» pelosa del premier che da tempo aveva avvertito il «governatore» (suo avversario politico) del ricatto che incombeva su di lui.
    Confesso che alla fine dell'ultimo secolo, di fronte ai tentativi di impeachment del presidente Usa Bill Clinton per l'affare Monica Levinski, ero orgoglioso di far parte di una cultura politica, come quella francese o italiana, che non picconava un presidente per vicende erotiche: da sempre vigeva tra Vecchio e Nuovo Continente la differenza che nel primo (Gran Bretagna a parte) i politici cadevano solo per scandali di soldi, mai di sesso, mentre nel Nuovo avveniva il contrario: nessun grande politico Usa è mai caduto per denaro, ma sempre per sesso. L'Italia repubblicana conobbe una sfilza di autorità dello stato assiduamente omosessuali, quando questa scelta era scandalosa, ma tutto ciò rimase sempre - e giustamente - nell'ombra, e non fu mai usato per abbattere un presidente del senato o un ministro degli esteri. In Francia un presidente della repubblica morì all'Eliseo nelle braccia di una prostituta (allora non si usavano i modelli della Ford per eufemizzare il discorso), ma non ci fu scandalo e nessuno fece una piega.      [leggi tutto l'articolo]

     

     

     

    Un altro mondo dove i corpi non sono in vendita

     

    di Mariuccia Ciotta

     

    La doppia morale è qualcosa che piace al potere, piace ai benpensanti. Dio, patria e famiglia, predica Tremonti, buon ultimo, il quale sa bene che il rovescio della medaglia è l'allegra, e privatissima, pratica del bordello. La santa e la prostituta, l'amor sacro e l'amor profano. Ora, se un governante la pensa così, che il «piacere» va soddisfatto a pagamento, che un corpo umano è merce sul mercato, mentre la «famiglia» è la cellula della società, da salvaguardare a tutti i costi (lo sfogo prezzolato), pilastro dell'economia e dell'ordine pubblico, lo considero un avversario politico.
    Non c'entra il moralismo, c'entra l'idea che abbiamo dei rapporti tra le persone e quindi di un modello culturale diverso da quello ipocrita del dispensatore di «valori» (d'accordo con l'editoriale di Ida Dominijanni). L'idea di cos'è la felicità, estesa alla sfera intima, una felicità basata su piaceri ben più «perversi» del sesso a pagamento, cioè di rapporti erotici e sentimentali liberi, omo, etero e trans. E che c'entra invece il libertinaggio, che c'entrano le prodezze sessuali, una, cento, mille amanti? Berlusconi non ha amanti. Bill Clinton, sì ne aveva, ed è cosa ben diversa. Monica Levinsky non era un «vizio privato» del presidente, era una relazione privata, uno scambio tra individui e poco importa se lei era la sua segretaria. Non c'è soluzione di continuità tra il Berlusconi che maneggia corpi di donne e corpi di precari e di «clandestini», tutti sono a «sua disposizione», tutti hanno un prezzo. Il giudizio sul mondo di riferimento di un premier che paga intermediari per avere carne fresca da consegnare a domicilio ci riguarda, ma per ragioni opposte alla pulsione bacchettona che caratterizza il suo schieramento.  [leggi tutto l'articolo]

     

     

    Leggi anche l'editoriale di Ida Dominijanni del 25 ottobre

     

     

     

     


I COMMENTI:
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  • Condivido l'opinione di D'Eramo che i politici vadano giudicati per i loro atti pubblici, infatti quando "giudichiamo" i comportamenti personali di Silvio B lo stiamo giudicando come quel politico che ha inondato le nostre case con il suo fotoromanzo "una storia italiana" pieno delle sue foto private, delle sue figlie, di sua moglie, di sua madre, delle sue case. Giudichiamo Silvio B come capo di una coalizione di governo che organizza il Family Day, legifera come sappiamo su procreazione assistita, omofobia, prostituzione, tossicodipendenze, etc.
    Ciotta lo ha detto molto bene in apertura del suo pezzo "la doppia morale è qualcosa che piace molto al potere", è espressione del potere che si può permettere tutto ciò che agli altri è proibito.
    Ciò detto mi pare che la maggior parte del giornalismo italiano (stampa e Tv) stiano trattando l'argomento sollecitando il gossip, il particolare pruriginoso, ci invitino tutti a guardare dal buco della serratura: questo porterà ad un ulteriore degrado della vita politica italiana.
    Il Manifesto deve continuare ad occuparsene come ha fatto in questi mesi ponendo al centro del dibattito il rapporto tra sesso e politica,forse aprendone anche uno più complesso ed impegnativo circa il rapporto tra uomini e donne in questa triste epoca di mercificazione dei corpi, degli affetti, delle vite. 30-10-2009 17:31 - Antonella DL
  • Non credo che la cosa in sé crei scandalo nel mondo della sinistra, con una visione sul sesso molto più ampia di quella del mondo conservatore. I taboo sessuali, salvo l'incesto e la pedofilia, non mi fanno alcunché e non penso suscitino riprovazione in altri che convintamente sono di sinistra. Pertanto la vicenda la vedo come un dramma familiare e di affetti traditi che non interesserebbe l'opinione pubblica, se il suo protagonista non fosse un uomo di potere e pubblico, chiamato ad amministrare la "res pubblica" nell'interesse della collettività. L'amministratore manipolato e ricattato in virtù di una debolezza umana (leggete pure inclinazione sessuale) non è libero di agire nel rispetto degli interessi collettivi; per questo tutto sommato la vicenda ha anche un aspetto positivo: ch'è quello di aver palesato un fatto increscioso e soprattutto aver "liberato" l'uomo dal ricatto.
    Certo, spiace per chi innocentemente ne pagha le conseguenze. E inoltre restano alcuni interrogativi sui quekki che potrebbero essere stati i reali "architetti". 30-10-2009 13:40 - giandomenico
  • preoccupante è la visione d'insieme di questo paese: carabinieri che ricattano, che picchiano e uccidono, proprietari di azienda che chiudono per loro maggior guadagno, mafia e camorra infiltrati ovunque, evasione fiscale legalizzata, debito pubblico oltre i limiti, politici corrotti e ricattabili. Non possiamo più guardare gli elementi in modo separato. Il nostro paese non ha regole condivise, non ha il senso della legalità, il rispetto per i lavoratori. E quella parte della popolazione ancora sana, squote la testa rassegnata. Troppo spesso sento dire "è sempre stato così". Non abbiamo speranza di cambiare? 30-10-2009 13:33 - gina
  • Integralmente d'accordo con D'Eramo, Ciotta, Dominijanni. Non resta altro da aggiungere, se non un bravi!, ancora più forte, perché viene dalla gola di un ex-lettore del Manifesto deluso e arrabbiato con l'insipienza che sembra averlo preso da qualche anno in qua. Questo è il Manifesto che amavo, e che vorrei tornasse: critico, riflessivo, arrabbiato. 30-10-2009 11:41 - Gabriele
  • Non c'è molto da commentare in questa vicenda. Se sia meglio farsi beccare con una escort o con un trans, se ne può discutere, con delle valutazioni personali, ma non è questo il punto. Del resto, che la classe politica avesse dei problemi già per il suo operato, era già abbastanza scandaloso. Per onestà intellettuale devo dire che non ho capito le puntate di Santoro sulle escort e sui trans. Se voleva mirare a fare un più indice d'ascolto, credo ci sia riuscito, ma se invece voleva dare un servizio utile a chi ha visto la puntata di Anno zero, beh credo che ha dato un pessimo esempio. Dico questo perché il paese ha problemi più importanti che sniffare sulla vita privata di questi personaggi. Sia ben chiaro, io non difendo Marrazzo e Berlusconi, ma a me non importa nulla su cosa fanno in privato. Se Marrazzo ha consumato coca, sarà la magistratura ad occuparsene, così come nelle vicende del premier. Tuttavia da tempo vengono tralasciati dall'informazione questioni di grande rilevanza quali ad esempio l'economia, la situazione ambientale, le guerre, il problema droga e anche quello della prostituzione. Ecco, mi piacerebbe che la rai e tutta l'informazione si concentrassero su quei problemi, su chi non ha mai abbastanza visibilità perché non è un personaggio pubblico. Questo dovrebbe fare il servizio pubblico, per evitare che trasmissioni come queste si trasformino in reality show solo per piacere della massa ignorante. 30-10-2009 11:11 - K
  • Marco d'Eramo ha ragione sostanzialmente. Nei paesi dove è la morale privata a far cadere i governi si pensa in genere che la politica economica e quella del lavoro siano intoccabili e sostanzialmente simili nonostante le diverse formule politiche. Se Clinton avesse introdotto lo statuto dei lavoratori, sarebbe stato uno working class hero , anche se pessimo marito e pessimo amante. A quel punto non sarebbe bastata la trappola Levinski e si sarebbe fatto ricorso direttamente all'omicidio politico. Ma a me pare che abbia ragione Mariuccia Ciotta da un punto di vista culturale in generale: lo scandalo non sono le pratiche sessuali ma il ricorso alla prostituzione, forma estrema di riduzione della persona a merce. Ma sarebbe altrettanto scandaloso un uomo politico che si facesse ristrutturare casa con lavoratori in nero in un cantiere abusivo, che non pagasse i contributi al personale domestico per ragioni analoghe (anche se la prostituzione, con buona pace di Pia Covre, è secondo me una condizione ben più tragica di quella di un edile in nero). Mi resta uno stupore che riguarda Marrazzo: visto che sapeva, come spiega bene il Manifesto di ieri, di stare toccando interessi sensibili nel campo della sanità e visto che è stato eletto non per essere l'innamorato ideale ma per salvare il più possibile di servizi pubblici alla cittadinanza, come ha potuto non immaginare di essere esposto a ricatti e quindi come ha potuto non reprimere - non temo di usare questo verbo - parti dei suoi desideri in nome di un pubblico interesse? Non credo ai raptus irresistibili e comunque chi ne è preda è poco affidabile come amministratore pubblico.
    Un piccolo appunto alla ricostruzione impeccabile di D'Eramo: durante il centro sinistra il ministro democristiano di sinistra Fiorentino Sullo è stato costretto alle dimissioni anche con allusioni alla sua omosessualità. Non accuse esplicite ma negli anni Sessanta farle avrebbe voluto dirne parlare di pratiche rimosse ancor prima che represse. Tutto ciò per impedire il varo di una legge quadro sui suoli: toccare la speculazione edilizia è sempre stato pericolosissimo nel nostro paese. 30-10-2009 10:40 - irisblu
  • Anche Maiuccia Ciotta dispensa valori. Per fortuna! Non c’e’ nulla di male nel farlo, altrimenti non avremmo nessuna coordinata morale per vivere.
    Ed I valori che sostiene sono belli e profondi, solo che sono di parte.
    Anche in questo non c’e’ nulla di male, perche’ non esistono valori buoni per tutti, valori “universali” come vorrebberro farci credere le religioni.
    Inoltre, la Ciotta parla a tutto il popolo progressista, uomini e donne, ricucendo uno strappo di genere, assolutamente ingiusto.
    Vi e’ a sinistra un pervicace equivoco tra le regole del gioco (pluralismo e liberta’ di opinione) ed I contentuti etici della politica.
    Una volta che si sia stabilito che fortissimamente vogliamo una societa’ libera ed aperta, poi ancora dobbiamo riempire di significati questa bella scatola vuota. Ed I significati saranno diversi se uno e’ progressista o conservatore, credente o ateo, libertario o giustizialista.
    Ed I valori confliggeranno nel gioco democratico: chi e’ capace di convincere la maggioranza della giustezza dei propri valori, otterra’ il governo e la guida del paese.
    Ma a sinistra quali sono I valori? Pagare per avere sesso e’ una cosa giusta o sbagliata? Perche’ ci si rifugia sempre dietro a retoriche dialettiche (“moralismo”, “valori borghesi”, “giustizialismo”) pur di non dover affrontare la scelta semplice, ma temeraria, di pronunciare le parole: “per me e’ immorale”.
    Parole di parte, ma che creano movimento, tensione etica, vita politica.
    Evviva la Ciotta che questo coraggio lo mostra al mondo. 30-10-2009 07:59 - ahmed
  • Ieri abbiamo sentito Santoro che intervistava sul tema Marazzo.
    Un viados,una puttana,un marchettaro,sono persone che vendono il loro corpo a persone che lo comprano.
    Marazzo,Berlusconi e tantissimi altri comprano.
    Marx diceva che la merce è tutto quello che appaga,sia come bisogno che come semplice piacere.
    Marazzo è un compratore di merce umana.
    I carabinieri,fregano Marazzo,scovandolo nel compinento della compera.
    lo riprendono in tale atteggimento e producono a loro volta un prodotto.
    Una ripresa del Marazzo.
    Vanno al mercato dove si vendono prodotti di questo genere e cercano di piazzarlo.
    La figlia di Berlusconi,vede il firmato e chiede consiglio al saggio padre.
    Che fare?
    Comprare o no comprare.
    berlusconi gli consiglia di non comperare.
    Perchè?
    Perche è un prodotto che non vale nulla.
    Come non vale nulla,Marazzo?!
    No vale nulla perche ormai Marazzo è già sputtanato.
    L'unica cosa da fare è di dire a Marazzo che esiste il video,che lo abbiamo visionato,che circola in tutte le agenzie che trattano questa merce e che deve pagare chi lo ha!
    Insomma,Marazzo è una persona che nasconde solo ai suoi compagni e a sua moglie la verità.
    Mentre i suoi nemici,tutti sanno di questa cosa e tutti tacciono.
    Ma se sono nemici,perche tacciono?
    Perche sono dei galantuonini?
    No signori,tacciono perche ora lo tengono in pugno.
    Marazzo è come il commissario di polizia interpretato da Volontè che aveva ammazzato la prostituta a via del tempio.
    Ora Marazzo fa parte del club dei ricattati e dei ricattatori.
    Perfetto per governare un paese come il nostro.
    Ma i carabinieri stessi,si sono investicati e il tappo,che nessuno stappava,perche conveniva a tutti,inavvertitamente si è stappato sa solo.
    Morale,chi è peggio,Marazzo o Berlusconi?
    Secondo il mio modesto parere,sono tutti colpevoli alla pari.
    Primo perche sono dei compratori .Secondo perche sono buggiardi.
    Terzo perche ci trattano da cretini e anche ora che sono stati presi con il sorcio in bocca, giocano a confondere la gente.
    Fine. 30-10-2009 07:53 - maurizio mariani
  • LA VITA PRIVATA DI UN UOMO POLITICO O DI UN CITTADINO COMUNE PER ME è UNA LIBERA SCELTA IN TUTTI I SENSI,TRANNE CHE LA RETTITUDINE DI UN UOMO POLITICO CHE HA AVUTO LA FIDUCIA DELLA GENTE.MARRAZZO HA FATTO BENE A DIMETTERSI,MA QUELLO CHE SECONDO ME è PIù PENOSO HA TRADITO LA SUA FAMIGLIA,PENSO COME SI POSSONO SENTIRE SIA LA FIGLIA CHE LA MOGLIE SICURAMENTE INNOCENTI. 30-10-2009 06:59 - rita ciaralli
  • Siamo solo all'inizio delle rivelazioni su politici, di sinistra, di destra e di centro che frequentano trans. Contemporaneamente, e non a caso, assistiamo ad una straordinaria ondata di omofobia "applicata". Gli omosessuali repressi che vanno con i viados e quelli che pestano i gay sono due facce della stessa medaglia, quella della non accettazione della propria omosesualità.Non è teoria, è conoscenza diretta degli uni e degli altri. Nel paese europeo più aggressivo (grazie Ratzinger, e saluti al tuo boy) contro gli omosessuali.
    Ma forse anche questo è un tratto fondamentale del sultanato nel quale dobbiamo vivere, altro che Europa... 30-10-2009 01:53 - Paolo
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