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COMMENTO
13/11/2009
  •   |   don Vitaliano Della Sala
    Il diritto di essere antirazzisti

    Di notte, sempre in modo coatto e lontano dalle telecamere, con la scusa della sicurezza, stanno rimpatriando tantissimi immigrati che lavorano nelle campagne di Eboli e Battipaglia in provincia di Salerno. Sono centinaia i nordafricani che in quei fertili terreni lavorano come schiavi, sfruttati, sottopagati, portati a lavorare per dieci ore al giorno da caporali-negrieri, anch’essi nordafricani, che speculano sulla vita dei loro connazionali; in questo periodo raccolgono tonnellate di finocchi per i padroni italiani. Alcuni parlano di 1000, 1200 marocchini, ma una stima attendibile è impossibile. Ora qualcuno ha deciso che se ne devono andare, e ha preso il via una squallida caccia all’uomo. Prima è stato sgomberato il luogo dove passavano la notte in attesa del caporale. Un vecchio edificio abbandonato, senza luce né acqua, infestato dai topi e dai parassiti, al posto del quale ora deve sorgere un centro commerciale.
    Ora questi migranti, molti dei quali con il permesso di soggiorno, si sono dispersi per le campagne, dove dormono, riuniti in piccoli gruppi, sulla nuda terra avvolti in luride coperte, nonostante il freddo pungente e umido di questi giorni. Non vogliono allontanarsi da quei luoghi per non perdere quello che eufemisticamente chiamano lavoro.
    Ad assisterli, per quanto è possibile, ci sono solo alcuni volontari, qualche sindacalista, frà Gianfranco un giovane francescano del convento di Eboli, la Caritas che però non vuol sentir parlare di clandestini e qualche politico locale. L’edificio che la Caritas ha messo a disposizione, è vecchio, non riscaldato e con un solo servizio igienico, ma per fortuna c’è almeno questo inadatto riparo, dove si coordina il lavoro di assistenza e la distribuzione di coperte e pasti caldi, offerti da qualche cittadino che ha ancora un po’ di umanità. In esso, per paura di essere presi dalla polizia e espulsi, dormono però solo pochissimi immigrati. Per trovarli bisogna girare la campagna di sera, ed eccoli spuntare dai cespugli a dai solchi arati di fresco, impauriti e infreddoliti, come zombi di un film del terrore.
    La vita di queste persone, che fanno arrivare frutta e ortaggi freschi sulle nostre tavole, non interessa a nessuno: le Istituzioni, dalla Regione in giù, sono latitanti, e anche la società civile sembra distratta dalle puttane di Berlusconi e dai trans di Marrazzo. Mi chiedo: dove sono tutti quei cristiani che si sono indignati per la sentenza della Corte europea di giustizia contro i crocifissi di legno, mentre altri Crocifissi, di carne, ossa e fiato, sono trattati peggio di Cristo in croce?
    Oltre ai pochi volontari improvvisatisi infermieri, cuochi e assistenti sociali, gli unici ad essere interessati agli immigrati sono, per assurdo, proprio i proprietari delle terre e i caporali, che temono una riduzione dei disonesti guadagni. Per lo Stato invece, queste persone sono invisibili, non esistono affatto.
    “Se questo è un uomo”, scriveva Primo Levi parlando degli internati nei campi di sterminio nazista; è quello che ti viene da pensare di fronte a questi poveri e sfortunati esseri umani, colpevoli solo di essere nati nella parte sbagliata del nostro mondo, ridotti dal nostro egoismo a meno che bestie.
    Non so voi ma, in questi tempi in cui l’unica parola vincente sull’immigrazione sembra essere quella razzista, xenofoba e disumana della Lega, io guardo i telegiornali e leggo i quotidiani con grande sofferenza e rabbia, anche se con una non ancora spenta speranza di sentire, finalmente, la voce forte e rappresentativa della società civile, delle Istituzioni, dei partiti, della Chiesa, dei costituzionalisti e giuristi sani e democratici del nostro Paese, che finalmente abbiano il coraggio di uscire allo scoperto e gridare quello che oggi non fa piacere a nessuno sentire: abbiamo il dovere di accogliere i migranti, altrimenti vorrà dire che la barbarie si è impadronita della nostra civiltà.
    È giunta l’ora di rivendicare il nostro diritto ad essere antirazzisti, uscendo allo scoperto con la “stella di Davide” cucita sulla giacca pur senza essere ebrei, dichiarandoci idealmente albanesi o kurdi o meghrebini, pur essendo nati in Italia.
    È giunto il momento in cui dobbiamo fare in modo che tutti i fratelli e le sorelle migranti, anche se considerati dalla legge clandestini, restino in Italia, perché in ogni caso hanno qualcosa da insegnarci, da regalarci; perché restando potranno aiutare il nostro Paese a cambiare, potranno aiutarci a crescere.
    E, se questo è il posto in cui a loro piace vivere, dobbiamo permettere che rimangano in Italia, perché i confini territoriali, l’idea di patria e di nazione fanno parte del passato: siamo tutti, egualmente, cittadini dello stesso mondo.



                                        


I COMMENTI:
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  • Soprattutto le istituzioni si tappano gli occhi di fronte a queste realtà vergognose per le quali nessuno prova a farsi carico dell'indispensabile rimedio.Loro le maggiori responsabili di questa piaga che da subito dovrebbero effettuare intervento punitivo: Uno sui suddetti caporali, connazionali degli stessi sfruttati e uno più grosso sui proprietari terrieri che da sempre, si sente dire, non facciano altro che sfruttare questi esseri umani che non cercano altro che una vita migliore, anche se estremamente modesta. E poi, cosa gravissima, rimane purtroppo una grande quantità di popolazioe italiana RAZZISTA che non capirà mai che questo mondo è di tutti, non ricordando che noi stessi siamo e siamo stati un popolo di emigranti("anche clandestini"). Meditate e, mentre lo fate, voi razzisti (magari siete anche credenti!!???), provate a darvi uno schiaffone, forse vi resettate . Saluti Roberto. 19-11-2009 16:25 - roberto
  • Sono convinto che queste poche parole non risolvono il problema millenario del razzismo. Essere antirazzisti è un diritto, ma in questi tempi è sopratutto un dovere. Resistere, resistere, resistere. 14-11-2009 12:56 - Gaetano
  • alle argomentazioni di Giovanni, lucide, ineccepibili ed in una logica marxiana, nessuno mi sembra ha risposto in modo esauriente; solo petizioni di principio oppure appelli a combattere i veri nemici, i capitalisti, nemmeno i "caporali" (ppoverini) e presumo nemmeno i "piccoli agricoltori campani" ( lavoratori anche loro?!) no, solo quelli lontani, non si sa chi, dove, quando; sempre un parlare d'altro.

    Chi e' d'accordo con la immigrazione di massa dica: quanti abitanti puo' sopportare l'Italia? ( che non e' il continente praticamente vuoto che era l'America, lo dico per prevenire le solite obiezioni su "anche noi siamo stati immigrati")

    Fissate un numero a piacere: 3 milioni? (quelli di adesso), 4 milioni?, 5 milioni?

    Un numero x qualsiasi; poi pero' abbiate la compiacenza di dire cosa si dovrà fare quando si presenterà l'individuo n. x+1

    Quando in Italia ci sarà la guerra civile, sarete contenti? 14-11-2009 12:43 - aiace
  • Non credo all'esercito di riserva. Questa gente aggredita dalla fame e dalla miseria, infatti, non ha alcuna speranza di essere, un giorno, assorbita dall'economia formale. Non a caso si creano barriere globali per impedire i flussi migratori, senza nel contempo fare nulla (anzi) per rimuovere le cause di questo dramma. L'assistenza è doverosa, così come la solidarietà umana. Ma è un palliativo. 14-11-2009 11:50 - cosimo
  • Sig Giovanni.Lei ha ragione quando dice che questo esercito di riserva lavora per quattro soldi e rubba il lavoro agli italiani.
    Però questa e gente,esseri umani,vita.
    Sono i frutti di un capitalismo spietato,che ha prima, spolpato i paesi poveri del mondo, e poi costretto ai loro popoli di emigrare per fame.
    Come possiamo metterci contro dei morti di fame.
    Certo, abbiamo fame anche noi.
    Ci stanno rubando il lavoro e allora, perche non unirci a loro e combattere lo stato di cose presenti.
    E' una vita questa?
    Possiamo condividere con gli assassini che stanno distruggendo il mondo?
    Basta,se proprio vuoi fare qualche cosa contro questa infamia,dobbiamo lottare contro i potenti della terra, che vogliono tutto questo.
    E' inutile anche andare a picchiare i caporali che aruolano i morti di fame.
    E come tagliare un albero, staccadogli le foglie.
    Bisogna colpire al cuore, questa logica di vita.
    Bisogna colpire al cuore, chi proggetta un mondo di questo tipo.
    Bisogna colpire al cuore, a chi non ha cuore.
    I neri,dell'Africa,i rumeni dell'Est,prima del "Muro", vivevano nei loro paesi.
    Ora no!
    Ora non ce la fanno più.
    Cosa devono fare ammazzarsi così tu puoi andare a lavorare?
    No carop compagno. non si scherza con la vita. 14-11-2009 09:34 - mariani maurizio
  • Sono d'accordo l'idea di nazione epatria deve cadere. Bisogna dare dignità a tutti gli esseri umani. Patrizia 14-11-2009 07:06 - patrizia Marapodi
  • perchè nessuno mai punta il dito sulla vera causa di tutto questo e di tutto quello che ancora deve venire; ci sono troppi esseri umani. Si dice che un miliardo è alla fame? Fra qualche anno invece di un miliardo si parlerà di 1 miliardo e mezzo. Perchè deve nascere tanta gente per morire di fame? 14-11-2009 06:44 - arturo
  • Time ago I was reading on facebook some comments about immigrants in Italy, where some of them suggested that someone should bombard the small ships who arrive in Italy. The reason was that this way immingrants have to think twice about the possibility to come in Italy. Nowadays the fascist is more living than before. It would be fine that Italians changes the way thinking about immigration because these people supports your economy. 14-11-2009 04:33 - Pablo Bautista+Garcia
  • Egregio! da tempo non leggevo un articolo così, che finalmente ha il coraggio di andare dritto al cuore, al vero senso dell'accoglienza senza passare per dimostrazioni pseudo-scientifiche che giustifichino il vantaggio economico dell'avere la merce "immigrato". X Giovanni: E' sconcertante ma purtroppo frequente notare come la gente che vede lo schiavo frustato si accanisce contro di lui e non si cura della frusta che colpisce entrambi 14-11-2009 00:37 - Feliciano
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