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COMMENTO
17/11/2009
  •   |   Guglielmo Ragozzino
    Aria, acqua e pane

    Cina e Stati uniti, insieme, producono il 40% di tutte le emissioni umane di anidride carbonica. Gli scienziati hanno mostrato che le emissioni sono responsabili del riscaldamento climatico e dei disastri ambientali conseguenti. La Conferenza delle nazioni unite che si aprirà il 7 dicembre a Copenhagen, dopo una lunga preparazione, caricata di tutte le speranze, ha il compito di decidere forme comuni di mitigazione e adattamento - o per dirla tutta, di sopravvivenza. Cina e Stati uniti hanno però deciso, insieme, di non accettare vincoli di sorta. Sono disponibili a una dichiarazione d'intenti, politica e forte, ma non a un impegno preciso. A questo punto, la Conferenza danese potrebbe anche non cominciare. Il suo esito deludente è scontato. Il 40% si è chiamato fuori.
    I due paesi del nuovissimo G2 si equivalgono per le emissioni, ma mentre quelle cinesi crescono anno dopo anno, quelle della potenza rivale si stanno, lentamente, riducendo. Pechino esige un risarcimento preventivo per l'inquinamento americano del passato; non vuole dollari, visto che ne ha già troppi, ma tecnologie appropriate. Washington, dal canto suo, afferma la propria disponibilità a tagliare le proprie emissioni all'unisono con gli altri grandi inquinatori, ma non prima degli altri. Da sempre l'America pretende di decidere in modo autonomo; e oggi il problema del presidente Barack Obama è quello di strappare al suo Senato un voto accettabile sulla sanità. A questo fine è disposto a ogni compromesso, per quanto devastante sia sul piano ambientale.
    Nel frattempo, a Roma, la Conferenza della Fao (Organizzazione del cibo e dell'alimentazione) si è aperta con queste parole del segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon: «Oggi moriranno 17mila bambini. Di fame». La scarsità di cibo, in forma grave, tocca ormai un miliardo di persone. 
    I problemi sono noti: l'aridità crescente, forma crudele e inevitabile dei cambiamenti climatici, la rapina di terreni fertili alle popolazioni poverissime, denunciata da Manitese, la produzione agricola indirizzata all'esportazione verso i consumi dei ricchi, il potere delle multinazionali dei semi. Le promesse del Millennio di dimezzare la fame entro il 2015 resta lettera morta. Agli affamati solo buoni consigli, cinque in tutto e anche assai complicati. Solo per capire di che si tratta occorre un dottorato in scienze alimentari e politiche. Cinque consigli e niente soldi. I 44 miliardi di dollari promessi dai paesi ricchi sono aria fritta.
    Sempre a Roma, sempre oggi, per rendere onore alla fame e all'aridità crescente, all'inquinamento dell'aria, si sta vendendo l'acqua ai privati. Alla Camera dei deputati si decide di privatizzare. Un frammento dell'opposizione si oppone; tutti gli altri stanno a guardare. Per qualche modesto intrigo politico la Lega ha cambiato posizione e grandi gruppi, italiani e multinazionali stanno vincendo la partita dell'acqua. Stanno vincendo non vuol dire che abbiano già vinto. I movimenti dell'acqua - il Forum, il Contratto mondiale - sono ancora in campo. 
    Le tre questioni - aria, pane, acqua - sono beni comuni, inalienabili. Nessuna persona dovrebbe esserne privata; nessuna costretta a mendicare. Il capitale che vuole impadronirsi di tutto non è in gran forma. Ha quasi portato alla rovina il pianeta. Si dovrebbe metterlo in condizione di non nuocere, non uccidere, non inquinare. Non rubare la nostra acqua.


I COMMENTI:
  • Perchè dall'individuo.

    Da un paese di provincia del basso Salento si sente tutto il peso politico delle direttive europee,delle tutele istituzionali nazionali e regionali.
    Tanto che bastano gli intrighi di un avvocato con i suoi importanti contatti per predare la modesta tranquillità di un cittadino(?),
    che lavora in nero
    (grazie all'efficiente burocrazia dell'erario che non ha previsto nel suo ordinamento
    una semplice sospensione dell'attività tributaria per i problemi di salute di un qualsiasi artigiano che lavora da solo).
    Solo dalla destra proletaria e dalla sinistra proletaria posso ricevere le informazioni per difendermi da solo,perchè non ho intenzione di elemosinare strumenti di diritto da professionisti del 'contratto sociale',che ormai fanno quasi gruppo a sè (borghesia colta).

    La rappresentatività deve essere criticizzata,a tutti i livelli,perchè se non l'avete capito è una delle radici dei conflitti di interesse,insieme alla familiarità tra i rappresentanti.
    17\11\2009 15:59
    Alle prossime elezioni intergalattiche,spero di essere rappresentato dall'homo netturbinus.

    saluti. 20-11-2009 15:55 - t.o.
  • Putroppo anche noi ci mettiamo del nostro per stare sugli 'standard internazionali': abbiamo (hanno, la manica di ladri e bambocci del parlamento) privatizzato l'acqua: a Parigi la ripubblicizzano dal 2010, da noi si privatizza. Come dice un certo ex-magistrato, svegliamoci, che se non ci difendiamo da soli, nessuno ci difende. Da sinistrozzo di vecchia data non mi riconoscono dei piddini, vorrei sentire di più rifondazione e i verdi, ma non li trovo nemmeno col microscopio elettronico. Ma alla gente, dall'onda ai no-TAV, oramai, chi li rappresenta? I comitati d'affari del parlamento (p minuscola) no di sicuro, Lurch Ghedini, povero caro, è assente il 74% delle sedute, Barbareschi è in turneé sennò non va avanti; qui si vede la portata immane dello squasso della porcata calderoliana, ora che i cittadini sono ridotti alla democrazia dei cinque secondi tipo Marcos. Pensando all'acqua, mi vien da citare Battiato: ''alla riscossa stupidi, che i fiumi sono in piena, potete stare a galla-a''.

    Proprio lo slogan giusto per combattere per l'acqua pubblica, no? 19-11-2009 21:47 - SM
  • Domanda di militanza.
    Quale comportamento individuale deve avere chi è contrario alla mercificazione dell'acqua?

    A questa domanda potrebbe rispondere un siciliano.

    Domanda teorica.
    Come razionalizzare i consumi senza creare nuova disoccupazione?

    Serve un'inchiesta sui sistemi di vita del proletariato rurale precontemporaneo,i quali(al di là del dispotismo patriarcale) erano dottori in microsistemi economici.

    saluti 17-11-2009 21:50 - t.o.
  • Nulla cambiera' finche' la catastrofe sara' definitiva ed irreversibile. E' una legge che ha caratterizato la storia dell'umanita'. L'homo sapiens e' destinato a sparire come i vari homo che l'hanno preceduto.
    Purtroppo lasceremo un sacco di immondizia. 17-11-2009 15:59 - murmillus
  • Forse srebbe stato meglio se Ban Ki Moon avesse aperto la conferenza con queste parole : Ieri sono morti 16.000 bambini per fame, oggi ne sono morti 17.000, quanti ne moriranno domani? 17-11-2009 15:07 - Gian
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