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Norma Rangeri
La piazza del no-B-day
Per come è nata (dalla comunità di Facebook), per come ha saputo contenere la voglia di alcuni partiti di metterci il cappello, per come sta crescendo, e per i contenuti della piattaforma che ne sta disegnando il volto, quella del 5 dicembre sarà una manifestazione inedita. Politicamente, culturalmente, anagraficamente. A due mesi dalla straordinaria manifestazione del 3 ottobre
sulla libertà di stampa, nella stessa piazza si incontreranno i soggetti sociali
che in questo momento politico, drammatico e confuso, sentono di non avere una rappresentanza e tentano di costruirla attraverso la rete.
Prendere la parola e comporre un’agenda di sinistra. E’ possibile, necessario
di fronte a una sinistra radicale frantumata nei mille pezzi, a un Pd incapace di offrire una cornice, ideale e morale, in grado di contrastare e sostituire il campo occupato dal marketing politico della destra berlusconiana.
Il no-B-day nasce e si sviluppa subito dopo la bocciatura del lodo Alfano,
contro Berlusconi e lo sfascio della democrazia costituzionale, per ristabilire
il principio della legge uguale per tutti. Cresce anche contro la privatizzazione dei beni comuni, la precarizzazione del lavoro intellettuale, la risoluzione della crisi attraverso la creazione di uno sconfinato esercito di riserva, contro il razzismo, contro il monopolio dell’informazione. I lavoratori di Eutelia con studenti, precari, giuristi, immigrati e artisti saliranno sul palco e mostreranno, insieme, legati come i nodi di una rete, forme di autorganizzazione divise e
sommerse, escluse dal gioco del potere e della sua rappresentazione pubblica.
L’Italia legge meno, cresce il consumo di televisioni tematiche e aumenta
il popolo di internet, lo documenta l’ultimo rapporto del Censis sulla
comunicazione. Spiegando che la diminuzione del tempo dedicato alla lettura, nei giovani e nei ceti più acculturati, è occupato dai socialnetwork. Di più: il 54 per cento degli utenti della rete fa parte di gruppi di interesse, ha sottoscritto appelli, ha partecipato a eventi sociali e manifestazioni politiche. Lo studio fotografa un cambiamento, ci piaccia oppure no, delle forme di aggregazione, dei rapporti personali, del modo stesso di sentirsi parte di una comunità.
Qualcosa di nuovo e di diverso dal vecchio grillismo («se viene Napolitano gli diamo il posto d’onore», dicono gli organizzatori).
Con la manifestazione del 5 dicembre, le connessioni virtuali possono
diventare reali, agire nel dibattito generale, sviluppare una dimensione politica, condizionare i partiti (le forze politiche saranno in piazza, fra la gente, nei gazebo), chiamandoli alla responsabilità di una risposta. Se ne saranno capaci.
- 28/11/2009 [21 commenti]
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La termoelettrica di Huexca
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Penso e faccio le stesse cose, credo che le bandiere dei partiti della sinistra dovrebbero esserci, tutte, ma proprio tutte.
E x Dodo: vedi luilà le elezioni le avrà anche vinte, ma prima di questo c'è la concentrazione spaventosa di mezzi di comunicazione di massa nelle sue mani, l'appartenenza alla loggia massonica segreta P2 che ha ordito trame golpiste contro la Repubblica e infine, stando alle recenti rivelazioni di un pentito di mafia, un saldo patto con i capi di Cosa Nostra .
Ho semplificato al massimo, ci sono almeno altre 20 o 30 mostruosità sulle spalle di questo signore: sapresti dirmi qual'è l'attinenza di queste cose con la democrazia? 21-11-2009 19:12 - Geronimo
Non c'è ne sarà un altro che denuderà il sistema in uguale maniera.
Non è che serva molto essergli avversario o alleato,oltre la convenienza contingente.
P.S.
Pubblicate sto codice ragozzino.
Vedrò di dequalificarlo terminologicamente.
E' arrivata l'inquisizione de' no antri.
Non siete proletari,ve ne arrogate la rappresentanza. 21-11-2009 14:07 - t.o.
-L'istruzione pubblica che sta diventando un colabrodo,
- La privatizzazione di servizi e beni essenziali, di cui l'acqua è solo l'ultimo esempio
- Il progressivo attacco alla Resistenza e la conseguente minimizzazione (si dice?) degli orrori del fascismo
- La scarsa libertà di stampa, che rende possibile il pensiero unico
- L'aumento del potere di una sola religione nella vita intima delle persone, anche di quelle contrartie (leggi di fine vita, crocefisso nelle aule.....)
- I continui attacchi alla Costituzione
- Le leggi ad personam
- I continui attacchi ad uno sviluppo giusto ed eco-compatibile
- La xenofobia
Sono tutti argomenti di lotta che la Sinistra tutta, non solo noi del PRC e del PDCI, ha sempre avuto a cuore. Non vedo perchè dovrebbe abbandonarli proprio ora.
Ecco perchè io, invece, vorrei vederle le bandiere di tutti i partiti della sinistra, dal PD in giù. 21-11-2009 10:14 - Elizabeth Garneri