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COMMENTO
28/11/2009
  •   |   Valentino Parlato
    Diecimila abbonamenti ora, per cominciare

    Cari lettori e (benché il termine sia un po' in disuso) cari compagni. Siamo alla fine dell’anno e quindi bisogna attrezzarsi per un nuovo inizio, per continuare
    a diffondere la nostra voce per tutto il 2010. Per riuscirci, lo strumento più importante sono gli abbonamenti, fare in modo cioè che un buon numero
    di lettori scommetta sul manifesto per tutto il 2010: chi si abbona compra il giornale per tutto l’anno. I più impegnati, fiduciosi e ottimisti potranno anche arrischiare l’abbonamento triennale al prezzo secco di 1.000 euro. Ma per i meno avventurosi ci sono gli abbonamenti postali annuali al prezzo di 240 euro e quelli annuali con i coupon al prezzo di 330 euro. Poi offriamo altre convenienti forme di abbonamento che troverete indicate sulle pagine del giornale e sul nostro sito.
    Ma veniamo subito alla sostanza: per questo 2010 ci siamo posti (un obbligo per continuare a combattere) l’obiettivo di 10.000 abbonamenti. Quasi il raddoppio di quelli dell’anno che sta finendo. 10.000 abbonamenti e anche quest’anno un numero speciale a 50 euro, che va ormai considerato non come una misura di emergenza, ma come una condizione necessaria, una tassa annuale se volete, per la continuità di questa impresa. Oggi parte la corsa,
    e ogni settimana daremo i risultati della scalata a quota diecimila.
    Anche negli anni passati (ormai sono quasi 39) vi abbiamo rivolto appelli
    di questo tenore, ma oggi non si tratta solo della sopravvivenza del manifesto, ma di qualcosa di molto di più e di molto più impegnativo per tutti.
    Mai come in questa stagione la democrazia e i conseguenti diritti sono stati così minacciati. I politici di governo e anche la stampa «indipendente» annunciano che stiamo uscendo dalla crisi economica, ma con una crescita della disoccupazione, cioè di donne e uomini impoveriti e divisi tra la rabbia e la necessità di raccomandarsi a qualche potente. La recessione sta accentuando una delle crisi della democrazia più gravi della storia della repubblica. Il Parlamento conta sempre di meno, i decreti del governo pesano molto di più delle leggi. La magistratura è continuamente sotto accusa (i magistrati sarebbero gli ultimi comunisti della nostra storia). L’esecutivo, cioè il governo, si riduce (salvo qualche bisticcio nella maggioranza) al potere esclusivo del Cavaliere che già pratica una forma strisciante di presidenzialismo. La pubblica amministrazione e i beni che amministra passano in mani private. Quel che avviene oggi nelle carceri, sovraffollate e omicide, è un altro specchio del paese. E, come dice il proverbio, al peggio (salvo una resistenza e una rinascita della democrazia di chi lavora, di chi è disoccupato o precario) non c’è mai fine. Della libertà di stampa è meglio non parlare.
    Bisogna tenere e passare alla controffensiva. I nostri diecimila abbonati, che pagano l’abbonamento e non sono pagati da nessuno, possono essere le forze speciali di una democrazia in spaventoso declino. Una risorsa contro le barbarie.


I COMMENTI:
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  • Io invece mi abbono al manifesto "in linea" perché son residente all'estero e nonostante la grande quantità di stampa alla quale ho accesso, il vostro/nostro giornale è uno dei pochi ad essere credibile, facendosi portatore di valori "eretici" e rari nel mondo attuale che è completamente fagocitato dal pensiero unico trionfante (anche, a quanto pare, fra quelli che intervengono a questo foro). Posso confessarvi che anche quando non condivido il vostro approccio o il vostro punto di vista, ebbene lo considero essenziale e anzi fondamentale in una democrazia malata come quella italiana.Vi auguro di esistere e resistere a lungo perché a forza di vendere carta stampata che l'indomani serve solo a incartare patate (come diceva Pintor) avete dato un contributo forte allo sviluppo della democrazia in Italia. W il manifesto ! 01-12-2009 18:36 - J. Zukhor
  • Vi auguro che concludiate la campagna di abbonamenti, il vostro lavoro non e` certo da svalutare, cq rendetevi conto che 240 euro sono troppi! sono certo che troverete delle soluzioni, siamo in troppi a sopravvivere solo con il necessario e i soldi finiscono prima del mese. in bocca al lupo! 01-12-2009 18:31 - scomparso
  • dai manifesto , vivi e lotta insieme a noi.

    a me il giornale piace specie da quando ha dato piu' spazio ai temi del sociale. la pagina dei territori poi è davvero succosa

    ciao e domani mi riabbono alla faccia dei disfattisti

    ERIC- Sestri Levante 01-12-2009 18:23 - eric
  • perchè dovrei abbonarmi al vostro girnale se non siete capaci di autofinanziarvi come facevano in passato tutti i giornali del movimento operaio...forse perchè anche voi come i partiti non siete più credibili...tornate a pensare ed agire come comunnisti...in bocca a lupo 01-12-2009 15:25 - gianmarco
  • È troppo domandare un po' più di chiarezza a chi scrive per boicottare o criticare l'appello del manifesto ad abbonarsi ? Chi sarebbero i cialtroni, semianalfabeti ? Perché Pietro riesce a scrivere una frase terribile come "democrazia blablabla" ? Faccia un giro in Birmania o in Cina poi mi dirà se " democrazia blablabla". Scrivo questo perché credo che le critiche siano necessarie e giuste se aiutano a capire, a crescere, a cambiare e quindi sono espresse in maniera chiara ed articolata. Sennò, a mio avviso, è meglio astenersi su un soggetto così importante per un giornale indipendente (forse a qualcuno sfugge la sottilità della cosa, che vale tante bei bigliettoni...in meno). Quindi commenti del genere "la buttate sul patetico" mi fanno pensare : ma che genere di democrazia è quando un giornale indipendente è costretto a questuare per sopravvivere ? Ma le buone domande non sono moneta corrente, a quel che sembra... Coraggio compagni del manifesto, siamo con voi e contro coloro che vi obbligano a questo esercizio con la speranza che un giorno infine sparirete (e noi con voi). 01-12-2009 15:03 - J. Zukhor
  • Compagni, ho rinnovato l'abbonamento online per un anno e compro il Manifesto in edicola quasi tutti i giorni...altrimenti non leggo i giornali (a parte Liberazione). A me continuate a piacere, anche se non sempre sono d'accordo, ma non potrei MAI fare a meno di voi 01-12-2009 11:56 - Federica
  • Non posso fare l'abbonamento non ho i mezzi, ma vi seguo sempre volentieri in biblioteca. Vi faccio ogni augurio. Perché é così difficile riuscire ad informarsi sui fatti, sapere la realtà delle cose, riuscire a leggere tra le righe e ricostruire quello che è accaduto... si rischia di distrarsi dalla propria passione. 01-12-2009 11:37 - marco
  • Ma dai, ma che toni patetici...
    Ogni anno pianger miseria e appellarsi ad alti valori, la democrazia bla bla bla, al momento di batter cassa.
    Mi sento infastidito da questo atteggiamento cronico del Manifesto.
    Condivido completamente quanto scrive Andrea61:
    "Io penso che qui servirebbe un po' più di verve [...] Non ci vuole molto a capire che il 90 percento dei lettori di queste pagine è "occasionale" e 240 euro per avere il cartaceo nella buca delle lettere la mattina non ce li metterà mai. Pensate a cifre più basse per servizi di tipo diverso. Nelle nostre facoltà ce ne sono di ragazzi in gamba, pescatene uno sveglio e che abbia meno di 22 anni e vedrete che lui se li sa inventare, i modi di rendere un servizio utile che la gente ripaga volentieri."

    Suvvia.
    Pietro. 01-12-2009 11:25 - pietro
  • Non sono comunista, ANZI (neanche di destra, sono semplicemente a favore della legge del rispetto ma di un’economia di libero mercato)! Comunque sono una persona che ama informarsi in maniera critica e che quindi legge diverse testate nazionali ed internazionali. Tra queste sicuramente anche il manifesto. Certamente mi dispiace se una testata autorevole come la vostra dovesse chiudere, ma oltre chiedere soldi ai lettori perché non cercate di rafforzare la vostra raccolta pubblicitaria… che mi sembra SCARSINA! Sicuramente non siete la testata di riferimento per un inserzionista ma a giudicare dalla vostra raccolta non mi sembrate neanche così “aggressivi” in questo senso. Certo la pubblicità non sarà di SINISTRA… ma se si vuole sopravvivere, credo che si debba vivere nel presente e secondo le regole del mercato in cui ci si muove. Capisco che si voglia vivere secondo i propri ideali, ma con gli ideali non si “fa la spesa”. Un sincero IN BOCCA AL LUPO 01-12-2009 11:14 - Fabio
  • Mi dispiace ma non ne possiamo più. Non possiamo più sopportare la slandronaggine, la sciatteria criminale, il semianalfabetismo, l'assenza di democrazia e di vero confronto con i lettori. 30-11-2009 23:39 - compagno deluso
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