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Valentino Parlato
Perché si
Domani pomeriggio saremo in piazza della Repubblica per il No B-day. Ci saremo con il nostro giornale, con i nostri banchetti, con le magliette di Vauro, con la domanda di abbonamenti. Ci saremo per dare un colpo forte al potere crescente di Silvio Berlusconi. Per la sua caduta. E diciamo subito, lo ripetiamo, che quelle forze che si dicono di opposizione e non ci saranno, non ci saranno perché non sanno che fare, perché sono irretiti dall'attuale deterioramento della politica del politicismo senza veri orizzonti di cambiamento. Oltre la divisione: comandi tu o comando io, ma sempre la stessa minestra.
Noi del manifesto saremo in piazza con la nostra storia, che non è mai stata segnata da compromessi del tipo: tu dai una cosa a me e io do una cosa a te. Sono quarant'anni che siamo in questa trincea senza mai mollare e questo vorrà significare la nostra presenza in piazza.
In questa fase la partita che si gioca nel nostro paese (e che non sappiamo come andrà a finire) non è quella tra gli onesti e i disonesti, tra chi deve andare in galera e chi ne deve uscire, ma è - per ripetere parole antiche - quella dell'eguaglianza, della libertà (che c'è solo con l'eguaglianza) e anche della fraternità tra un popolo, che oggi appare diviso da una molteplicità di interessi particolari (dei potenti) e che soffre della mancanza di un ideale. E tutto questo in una crisi, che produce disoccupazione miseria e conseguentemente perdita di libertà, che mette in primo piano l'arte di arrangiarsi, di raccomandarsi, di chiedere favori. Saremo in piazza per ricordare che certo c'è il malaffare di Berlusconi, ma che, soprattutto, c'è un capitalismo invecchiato e parassitario, che chiede favori allo stato, che è diventato il luogo non della democrazia e del governo del popolo, ma un centro di malaffare.
La giornata del 5 dicembre, del No B-day, non può essere vissuta solo come un accodamento al malumore confuso e diffuso, denunciare, scandalizzarsi senza proporre serve a poco, anzi a niente e non ad adattarsi a sopravvivere col padrone. La denuncia, necessaria, deve essere - come sempre è stato nelle fasi positive della storia del movimento operaio - la base per una proposta politica e sociale e anche di diversa politica economica. Certo abbattere Berlusconi è obiettivo primario, ma per cambiare radicalmente politica. Non sarebbe un gran successo avere Berlusconi in galera e lasciare che le cose vadano come prima.
Il denunciare senza il che fare serve a poco. In questa crisi, in questo rigurgito di razzismi e intolleranze (le cose vanno spesso insieme), di nuove, pericolose scelte di guerra.
Saremo con tutto il nostro impegno in piazza per il No B-day, ma per lavorare, impegnarci a un nuovo giorno. Alzando intanto le bandiere iridate della pace. Non solo senza B e i suoi accoliti, ma per un nuovo Day. Questo è l'impegno di questo «quotidiano comunista» e questo impegno chiediamo a tutte le forze e le persone che ancora non solo si dicono di sinistra, ma che vogliono cambiare questa società.
P. S. E non dimentichiamo che Berlusconi non è un mostro caduto dal cielo. Lo abbiamo partorito noi, popolo italiano.
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Alla cosidetta sinistra manca l'idea di un modello di società da proporre, alternativa a quello delle forze politiche di destra.
Alla cosidetta sinistra manca pure un'idea di politica estera diversa da quella dell'attuale governo, di destra, sempre servile agli USA.
Alla cosidetta sinistra mancando tutto quello che servirebbe per fare dell'Italia uno stato indipendente, sovrano e libero come non lo è mai stato fino ad ora, trova quindi nell'antiberlusconismo il solo modo attivo di fare politica.
Noi che abbiamo sempre sostenuto per anni questa cosidetta sinistra, oggi non sappiamo più che farcene, sopratutto dei suoi dirigenti, non ci serve più la sua innoqua politica, non ha più idee da proporre per i nostri bisogni individuali, i nostri bisogni di indipendenza, di sovranità di libertà e di eguaglianza, quindi prima sparisce dall'orrizzonte politico questa sinistra meglio è per tutti noi. Almeno non ci saranno più equivoci e i suoi dirigenti non creeranno più confusione tra gli elettori, mascherandosi dietro mentite spoglie.
Saluti
gianchi 09-12-2009 01:56 - gianchi
Convocazione via Facebook, contenuti politici esorcizzati da slogan eticisti, una “massa” galvanizzata da parole d’ordine tenacemente uniformi… l’illusione di detronizzare il cattivo con la protesta, la protesta viola, il popolo viola, popolo già… curiosamente a-classista, curiosamente apolitico! Ma non ricorda uno schema già sperimentato altrove? Non siamo di fronte al ripetersi della storia prima come tragedia e poi come commedia? Scommettiamo che di questo “viola” teleguidato sentiremo parlare sempre più spesso? Insomma… che non sia la commedia di una “rivoluzione colorata”?!? E poi? “Meno male che ci sta Fini”: non l’unico slogan, ma, forse, l’unico politicamente significativo. O no?
Viene il “dubbio” – chiamiamolo così – che questa “massa” tanto auto-organizzata non sia, che la strumentalizzazione sia a priori. Intanto, vale la pena di sottolineare che su contenuti non politici – “morali”, girotondini, frondisti (con la d), qualunquisti in fin dei conti – si può far cadere qualunque governo, eletto o no, didestra o disinistra. E poi, come non pensare che l’alternativa sia già preconfezionata, alla faccia delle buone intenzioni dei manifestanti visceralmente disgustati dalla faccia del nano arancione?
Questo dubbio è venuto anche ai compagni di Contropiano: vedi la la “Lettera aperta ai partecipanti al NO/Berlusconi day del 5 dicembre” (http://www.contropiano.org/Documenti/2009/Dicembre09/02-12-09LetteraBerlusconiDay.htm.
Una nota a margine: chi ha speso tanto inchiostro per diffamare gli iraniani, accusati di scendere tutti insieme “interclasisticamente” in piazza (mica perché tutti quanti, proletari e borghesi, oppressi dallo stesso regime, ma perché manovrati – e in milioni! – dalla cara vecchia CIA, naturalmente!) per liberarsi dell’apostolo del Mahdi e della sua corte di assassini e torturatori, non ravvisa, anche dietro la pur grottesca subalternità al castigatore Di Pietro, i segni di una svolta verso un esperimento di governance di tipo fascista, in senso proprio e non parodistico come “Berlusconi=Mussolini”? 07-12-2009 20:27 - valeria
ho capito il tuo ragionamento..giustamente dici qualcun altro sostituirà B, poi un altro ancora ecc..per perpetrare un sistema di potere, e una gestione delle popolazioni sempre simile!Ok..tutto giusto..ma allora cosa proponi?? Bombardare le sedi delle multinazionali?? Le banche?? Abolire gli Stati??..sarei anche d'accordo:), ma chi, come, con quali mezzi..con quale organizzazione? Non si può rimanere impassibili ad osservare..solo xchè si è sfiduciati e allora "si vabbè perchè manifestare..tanto nulla cambierà"..Se c'è qualcosa che quest'epoca ci ha insegnato..è che il cambiamento sta proprio nelle azioni della gente..nella visibilità delle manifestazioni in strada..vedi il caso CPE in Francia..o art.18 da noi..certo sono "piccole" cose di fronte al sogno dell'abolizione del potere..sovrano..ma la vita è breve..e non puoi condannare le persone..perchè vogliono ottenere obiettivi a breve periodo..o perchè sono inconsapevoli di essere manovrate da chissà chi..Scusa allora..paradossalmente col tuo ragionamento favorisci l'immobilismo..favorisci Ahmadinejad perchè dici "vabbè ma tanto i manifestanti sono manovrati dagli USA"..favorisci la repressione cinese in Tibet perchè "vabbè ma tanto dietro c'è l'Occidente"!!Insomma il cambiamento da quello che scrivi fa più paura a te..che a chi manifesta!! 05-12-2009 12:54 - Ezio
Se Ilvo Diamante, noto direttore del laboratorio di studi politici e sociali dell' Università di Urbino,
non sbaglia,e non sbaglia!, solo il 25 per cento degli italiani si e´ fatta plagiare dalla propaganda e dai media dell´egoarca; il che aggiunto ad una legge elettorale infame, che solo in Italia si e´ potuta ritenere democratica e costituzionale, ha permesso che l´egoarca raggiungesse la maggioranza in parlamento.
Su questo dobbiamo informare sempre la gente, che solo una parte minoritaria degli italiani vota Berlusconi, e quanta sia falsa la sua propaganda e che mente dicendo che la maggioranza degli italiani lo ha scelto e lo appoggia. 05-12-2009 12:07 - Oscar
Porta rispetto alla maggioranza (ripeto: ALLA MAGGIORANZA) del popolo italiano che, come me, ha votato(e rivoterebbe) Berlusconi con piena consapevolezza e coscienza. Rassegnati. Non siamo rincoglioniti dalla TV. Questa giustificazione serve a voi compagnucci per nascondervi che siete eterni falliti (ripeto: FALLITI). Sabato fate i bravi: dopo l'ora d'aria a Roma, tornate subito a cuccia. 05-12-2009 01:27 - redicoppe72
Non ci sarò.
Ho la sensazione che fra non molto tempo ci sarà una "resa dei conti" dentro la compagine governativa a scapito del capo del governo, sempre che questo non decida a dovere.
Ma lo vedo principalmente intento a tutelare i suoi interessi privati più che gli interessi nazionali. Non che sia interessato e preoccupato per la "fine politica" dell' autocrate, ma mi preoccupano le servitù ben più bieche che si annidano dentro e fuori la sua compagine governativa, e che si nascondono dietro una falsa maschera democratica.
Luttwak ( quel gran figlio di buona donna) che ogni sua intervista sulle reti pubbliche nazionali ce la fa costar cara, non solo per le migliaia di euro di quattrini che chiede come compenso ogni volta che appare in tv per imporci le sue lezioni di "politica estera corretta" che fanno venire ormai il voltastomaco a tutti - l'altra sera, a "Ballarò", ha detto esplicitamente che a Washington Fini viene visto come un'alternativa credibile a Berlusconi. Anche La Stampa...(il 25 novembre), annunciava la preparazione della visita di Fini a Washington .
Credo che gli Usa vogliono che la nostra politica estera (che è già favorevole all’80% agli interessi americani, l’altro 20% mi sembra rivolta verso i paesi dell’est ) sia totalmente (al 100 %) sotto il loro controllo.
Il capo del governo in questo ultimo periodo è intento a fare affari (per nostra fortuna questa volta) verso l’oriente ( Russia). E questo evidentemente agli americani non piace, e per arrivare a questo loro controllo (del 100%) della nostra politica estera devono oggi cercare di “defenestrare ” il capo del governo (oggi tocca a Berlusconi , ma domani potrebbe capitare a qualcun altro) come solitamente sono abituati a fare (ad est finanziando le rivoluzioni colorate, ad ovest finanziando gli squadroni della morte) in tutti quei stati che decidono la propria sovranità sia politica che economica.
Per raggiungere il totale controllo della nostra politica estera, si affidano ora a quelle due forze politiche dei due opposti “rinnegamenti”, la cosiddetta destra governativa guidata da Fini, e gran parte della cosiddetta “sinistra” ora all'opposizione che sta annidata dentro il PD (vedi Veltroni, D’Alema, Fassino & C. ) tutti ricattabili politicamente, e questi stanno tramando dentro e fuori le sedi costituzionalmente deputate, per portare una nuova compagine governativa più servile e prona ai desideri statunitensi.
Del “...fuori onda televisivo ” di Fini & C. di questi giorni) fatico a capire il perché il capo del governo non riesce a controllare e usare gli apparati di sicurezza coi mezzi che sono noti da che mondo è mondo, per smascherare questo ( dal mio punto di vista) tentativo di “defenestramento illecito” o di “sovversione” da parte dei suoi infidi alleati, appoggiati dall’esterno dalla "sinistra cialtrona" filoamericana.
E gran parte di tutti questi che, non so come definirli se non rinnegati, si troveranno pure in piazza domani (con le loro rivoluzioni colorate – di viola questa volta) a chiedere che cosa ? Il defenestramento del Berlusca per mettere al suo posto un più servile e “credibile” agente filoamericano come annunciava quel figuro dal nome “Luttwak” che tutti conosciamo.
Dovremmo vederne delle belle. Alla faccia di chi continua, per pigrizia mentale, a non accorgersi dove si nascondono, oggi, i nemici dei “nostri“ interessi nazionali, in gran parte annidati nei due gruppi del rinnegamento politico.
Per di più, fino ad ora non una parola di protesta è stata detta da parte di questa cosidetta "sinistra" servile e filoamericana più che mai, sulla decisione del governo di inviare ulteriori 1000 soldati in guerra in Afghanistan.
Credo che l'evidente sia sotto gli occhi di tutti ormai.
gianchi 05-12-2009 00:02 - gianchi