giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
05/12/2009
  •   |   Giancarlo Aresta
    L'imboscata

    Improvvisamente, e senza preavviso, sono comparse nelle Finanziaria misure che contraddicono anche la legislazione più recente e potrebbero determinare una ferita profonda e insanabile al pluralismo dell'informazione italiana. Questo attacco distruttivo quanto repentino e imprevisto ha i caratteri di un'imboscata. Viene lanciato, infatti, agli ultimi giri di lancetta di un provvedimento in discussione ormai da oltre due mesi.

    La Finanziaria 2010 ha avviato il suo iter con il voto in consiglio dei ministri il 22 settembre 2009. È stata oggetto di esame per circa sessanta giorni al Senato. Sta completando il suo percorso alla Camera, dove la Commissione bilancio dovrà votare entro lunedì. Dopo segue solo il voto d'aula e la successiva inevitabile terza lettura al Senato, strangolata dall'imminenza del Natale.

    Di editoria dal settembre nel testo della Finanziaria non c'era nessuna traccia, se non la ripetuta, ampia, rappresentativa iniziativa parlamentare –  che ha coinvolto settori sia dell'opposizione che del governo –, che ha richiesto, con emendamenti, sinora senza esito, di rifinanziare soprattutto per il 2011 e il 2012 il Fondo editoria, falcidiato e ridotto all'osso dalla scure di Tremonti.

    Venerdì  nel superemendamento del relatore Caldoro in Commissione bilancio, concordato col Tesoro, si aggiungevano ben 250 commi all'articolo 2 – costituito di soli cinque commi –, stravolgendo il testo della Finanziaria in ogni sua parte e portando, con il comma 53 bis, un attacco a fondo alle possibilità di sopravvivenza di decine di testate cooperative, di partito e di idee. Questo comma è scritto male, confuso, di interpretazione non univoca. Si vede che nasce in una fucina dove si sa forse qualcosa di cifre, poco di legislazione, nulla di editoria. Verrà il tempo in cui si dovrà decifrare il suo contenuto effettivo.

    Quella che risulta però dolorosamente evidente è l'intenzione: anticipare al 2010 l'abrogazione del diritto soggettivo, che la Legge 99 del luglio di quest'anno aveva spostato di due anni, creando le condizioni per lavorare a una riforma complessiva del settore, capace di far corrispondere a risorse certe criteri di assoluto rigore nella loro erogazione. Tagliare un tanto a testa, senza fare alcuna pulizia degli abusi e degli aiuti che finiscono a giornali fittizi, è infatti il contrario di qualsiasi criterio di giustizia.

    Così  si condannerebbero ad uscire di scena testate anche storiche, portatrici di idee essenziali perché continui a vivere il pluralismo dell'informazione, mantenendo la possibilità per i furbi di continuare ad essere i topi nel formaggio di una legislazione indeguata e carente.

    La partita non è conclusa. Finora il Parlamento ha mostrato di essere una difesa valida del pluralismo attaccato con asprezza da questo governo, ma messo in forse anche dai governi precedenti. E alle forze parlamentari si chiede oggi uno scatto e una volontà di pesare, tanto più necessari, in quanto questa norma compare all'improvviso, come in un'imboscata, ed esse devono difendere anche quanto resta – ormai poco – della loro autonomia. Confidiamo nella cancellazione di questo comma 53 bis dell'emendamento II/1877.  Sarebbe una scelta di democrazia, tanto più importante in quanto viviamo una fase oscura della storia della Repubblica.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Ennesimo capitolo del continuo, lento, sotterraneo sforzo del governo Berlusconi di allargare il proprio ambito di controllo su ogni aspetto della azione della pubblica amministrazione . Forse non del tutto cosciente, nelle intenzioni degli attori, ma del tutto evidente e trasparente se si mettono le notizie una vicina alle altre. c/i giuseppeferrari blog 07-12-2009 12:30 - gianpiero
  • Il sistema maggioritario fu un esigenza, un diversivo della classe politica per dare parvenza di cambiamento
    alla sopravvivenza di una classe politica decimata dal conflitto con il potere giudiziario ed esecutivo.
    Tutti i poteri furono concordi con una soluzione moderata:
    Cossiga descrisse chiaramente tutta la dinamica,anche se lo trattarono come uno squilibrato.
    E' anche descritto in un libro di un magistrato di mani pulite di cui non ricordo il nome. 07-12-2009 11:42 - t.o.
  • anche i più ottusi sanno che un giornale quotidiano se non ha ricchi e interessati padroni alle spalle non vive, neanche se sostenuto da un buon numero di lettori. lo sapevano anche i padri costituenti che 60 anni fa hanno inserito il pluralismo tra i diritti degni di tutela. Per difendere un tale diritto il sostegno pubblico è sacrosanto e non deve essere a discrezione di chi governa. W la libertà, lunga vita al manifesto 06-12-2009 19:00 - libero
  • Povero Giulio,non ti tirerai mai fuori dal fango in cui ti trovi:i partecipanti di ieri son ben altra cosa che politicizzati. Hanno solo voglia di giustizia!!! 06-12-2009 17:03 - dogbau
  • Per nullius e murmillus...
    condivido pienamente (anche se inutilmente).
    La legge elettorale maggioritaria (voluta dalla P2, ma condivisa fortemente dai figliolini del PCI!) ha contribuito non poco a corrompere le coscienze anche dei pochi che non si riconoscevano nelle peculiarità italiane: il fascismo, che qui ha le sue origini e la sua catastrofe, l'influenza teocratica vaticana e la presenza del più grande partito filo-stalinista d'Europa. 06-12-2009 15:18 - Moreno
  • totalmente d'accordo con Murmillus,
    Per i compagni del Manifesto e ( lasciatemelo dire ) anche di Liberazione è bene cominciare a pensare oggi a come evitare il peggio, per non trovarci in piena emergenza come al solito con l'acqua alla gola.
    Siamo determinati, siamo ormai dei veterani, la testa sembra funzionarci ancora, le idee non ci mancano...forza, prepariamoci alla resistenza ad oltranza.
    Se poi gli eventi dovessero prendere una piega meno drammatica, tanto meglio. 06-12-2009 14:52 - Geronimo
  • sono dei vigliacchi che non vogliono mostrarsi per quello che erano e sono tuttoggi dei lacche' , quelli che si vogliono sbarazzare dei giornali come il glorioso MANIFESTO perche' non ha padroni ma autorevoli giornalisti riuniti in forma cooperativa . tutti gli uomini come i despoti , dittatoreli, monarchi hanno paura della verita' edi una informazione libera . ma il ras berlusca forse non sa che dietro a i giornali come il MANIFESTO C'E' UNA SOLIDARIETA' DI CITTADINI CHE FARANNO IL POSSIBILE PET FAR VIVERE LA LIBERTA' E IL PLURALISMO DELL'INFORMAZIONE GARANTITA DALLA NOSTRA COSTITUZIONE........ 06-12-2009 12:56 - eracle
  • Ieri mi ha colpito vedere i partecipanti alla manifestazione sventolare Il fatto quotidiano e rimanere alla larga dagli strilloni di manifesto e unità (forse un po' più accettata). L'ho trovato un brutto segno, che ha intaccato il mio ottimismo dopo l'iniezione di fiducia della folla. 06-12-2009 12:37 - Lorenzo
  • io davvero non vedo perchè si debbano finanziare i giornali a prescindere.

    se vendono(cioè c'è chi li legge) allora rimangono in piedi.

    se non vendono, chiudono. 06-12-2009 10:03 - socialista eretico
  • oooh mister Berlusconi. Sei riuscito a far venir fuori il meglio del mai sopito spirito fascistoide dell'italiano medio. Il fascimo fallì e si trascinò nel baratro milioni di persone, il comunismo è fallito e altri milioni di innocenti sono stati sacrificati, ma ora l'Italia deve trovare un giusto cammino di pace e sviluppo che è quello della ricerca scientifica, delle energie pulite e rinnovabili, della solidarietà sociale e della multietnia. 06-12-2009 01:46 - giovanni
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI