-
|
Giancarlo Aresta
L'imboscata
Improvvisamente, e senza preavviso, sono comparse nelle Finanziaria misure che contraddicono anche la legislazione più recente e potrebbero determinare una ferita profonda e insanabile al pluralismo dell'informazione italiana. Questo attacco distruttivo quanto repentino e imprevisto ha i caratteri di un'imboscata. Viene lanciato, infatti, agli ultimi giri di lancetta di un provvedimento in discussione ormai da oltre due mesi.
La Finanziaria 2010 ha avviato il suo iter con il voto in consiglio dei ministri il 22 settembre 2009. È stata oggetto di esame per circa sessanta giorni al Senato. Sta completando il suo percorso alla Camera, dove la Commissione bilancio dovrà votare entro lunedì. Dopo segue solo il voto d'aula e la successiva inevitabile terza lettura al Senato, strangolata dall'imminenza del Natale.
Di editoria dal settembre nel testo della Finanziaria non c'era nessuna traccia, se non la ripetuta, ampia, rappresentativa iniziativa parlamentare – che ha coinvolto settori sia dell'opposizione che del governo –, che ha richiesto, con emendamenti, sinora senza esito, di rifinanziare soprattutto per il 2011 e il 2012 il Fondo editoria, falcidiato e ridotto all'osso dalla scure di Tremonti.
Venerdì nel superemendamento del relatore Caldoro in Commissione bilancio, concordato col Tesoro, si aggiungevano ben 250 commi all'articolo 2 – costituito di soli cinque commi –, stravolgendo il testo della Finanziaria in ogni sua parte e portando, con il comma 53 bis, un attacco a fondo alle possibilità di sopravvivenza di decine di testate cooperative, di partito e di idee. Questo comma è scritto male, confuso, di interpretazione non univoca. Si vede che nasce in una fucina dove si sa forse qualcosa di cifre, poco di legislazione, nulla di editoria. Verrà il tempo in cui si dovrà decifrare il suo contenuto effettivo.
Quella che risulta però dolorosamente evidente è l'intenzione: anticipare al 2010 l'abrogazione del diritto soggettivo, che la Legge 99 del luglio di quest'anno aveva spostato di due anni, creando le condizioni per lavorare a una riforma complessiva del settore, capace di far corrispondere a risorse certe criteri di assoluto rigore nella loro erogazione. Tagliare un tanto a testa, senza fare alcuna pulizia degli abusi e degli aiuti che finiscono a giornali fittizi, è infatti il contrario di qualsiasi criterio di giustizia.
Così si condannerebbero ad uscire di scena testate anche storiche, portatrici di idee essenziali perché continui a vivere il pluralismo dell'informazione, mantenendo la possibilità per i furbi di continuare ad essere i topi nel formaggio di una legislazione indeguata e carente.
La partita non è conclusa. Finora il Parlamento ha mostrato di essere una difesa valida del pluralismo attaccato con asprezza da questo governo, ma messo in forse anche dai governi precedenti. E alle forze parlamentari si chiede oggi uno scatto e una volontà di pesare, tanto più necessari, in quanto questa norma compare all'improvviso, come in un'imboscata, ed esse devono difendere anche quanto resta – ormai poco – della loro autonomia. Confidiamo nella cancellazione di questo comma 53 bis dell'emendamento II/1877. Sarebbe una scelta di democrazia, tanto più importante in quanto viviamo una fase oscura della storia della Repubblica.
- 30/12/2009 [16 commenti]
- 30/12/2009 [2 commenti]
- 30/12/2009 [23 commenti]
- 29/12/2009 [33 commenti]
- 28/12/2009 [4 commenti]
- 28/12/2009 [18 commenti]
- 26/12/2009 [73 commenti]
- 25/12/2009 [26 commenti]
- 23/12/2009 [8 commenti]
- 23/12/2009 [7 commenti]
- 22/12/2009 [15 commenti]
- 21/12/2009 [14 commenti]
- 20/12/2009 [60 commenti]
- 19/12/2009 [18 commenti]
- 18/12/2009 [7 commenti]
- 17/12/2009 [8 commenti]
- 17/12/2009 [8 commenti]
- 16/12/2009 [31 commenti]
- 15/12/2009 [68 commenti]
- 14/12/2009 [169 commenti]
- 12/12/2009 [63 commenti]
- 11/12/2009 [46 commenti]
- 10/12/2009 [5 commenti]
- 10/12/2009 [1 commenti]
- 08/12/2009 [57 commenti]
- 07/12/2009 [22 commenti]
- 05/12/2009 [14 commenti]
- 04/12/2009 [17 commenti]
- 01/12/2009 [19 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












alla sopravvivenza di una classe politica decimata dal conflitto con il potere giudiziario ed esecutivo.
Tutti i poteri furono concordi con una soluzione moderata:
Cossiga descrisse chiaramente tutta la dinamica,anche se lo trattarono come uno squilibrato.
E' anche descritto in un libro di un magistrato di mani pulite di cui non ricordo il nome. 07-12-2009 11:42 - t.o.
condivido pienamente (anche se inutilmente).
La legge elettorale maggioritaria (voluta dalla P2, ma condivisa fortemente dai figliolini del PCI!) ha contribuito non poco a corrompere le coscienze anche dei pochi che non si riconoscevano nelle peculiarità italiane: il fascismo, che qui ha le sue origini e la sua catastrofe, l'influenza teocratica vaticana e la presenza del più grande partito filo-stalinista d'Europa. 06-12-2009 15:18 - Moreno
Per i compagni del Manifesto e ( lasciatemelo dire ) anche di Liberazione è bene cominciare a pensare oggi a come evitare il peggio, per non trovarci in piena emergenza come al solito con l'acqua alla gola.
Siamo determinati, siamo ormai dei veterani, la testa sembra funzionarci ancora, le idee non ci mancano...forza, prepariamoci alla resistenza ad oltranza.
Se poi gli eventi dovessero prendere una piega meno drammatica, tanto meglio. 06-12-2009 14:52 - Geronimo
se vendono(cioè c'è chi li legge) allora rimangono in piedi.
se non vendono, chiudono. 06-12-2009 10:03 - socialista eretico