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Rossana Rossanda
Inerzie
Tanto tuonò che piovve. Da poche ore il premier Berlusconi ha denunciato al
Partito popolare europeo, a Bonn, di essere un perseguitato politico in Italia. E chi lo perseguita? L’Alta corte costituzionale, che non è più supremo istituto di garanzia ma organo di parte, e precisamente di sinistra, grazie alle nomine fatte da tre presidenti della Repubblica di sinistra che si sono susseguiti da
noi, i noti estremisti Scalfaro, Ciampi e Napolitano. Non solo: un partito di giudici, clandestino ma efficiente, gli scatena contro una valanga di calunniose vertenze giudiziarie. Stando così le cose, egli ha dichiarato solennemente
al Ppe che intende cambiare la Costituzione italiana del 1948 e lo farà con tutte le regole o senza. Già in passato l’aveva disinvoltamente definita di tipo «sovietico».
Il Ppe è rimasto di stucco. Il Presidente Napolitano, di solito assai prudente, ha definito il discorso «un violento attacco alle istituzioni», il premier gli ha risposto con insolenza: «Si occupi piuttosto della giustizia». Il Presidente della Camera, Fini, che aveva preso le distanze, si è sentito ribattere: «Ne ho abbastanza
delle ipocrisie».
La reazione del paese è stata nulla. Probabilmente molti hanno scosso privatamente la testa. Come la regina d’Inghilterra, l’Alta corte non risponde ai vituperi che le vengono rivolti, soltanto la Camera potrebbe denunciare il
premier per attentato alle istituzioni, ma la maggioranza della Camera ce l’ha lui. Il suo alleato, Bossi, ne ha elogiato «le palle», argomento decisivo per tutti e due. Il Popolo della libertà ha annunciato per domenica a Milano una manifestazione a suo sostegno.
Il presidente Casini ha lamentato che Berlusconi, per essere stato votato dal 35 per cento del paese, crede di esserne il padrone. Il leader del Pd Bersani si è doluto di aver ricevuto, testualmente, un «cazzotto» ma si ripromette di avviare ugualmente assieme a Berlusconi le più urgenti riforme istituzionali. L’ex pm Di Pietro ha gridato con qualche approssimazione: «E che si aspetta per dire che siamo nel fascismo?», non senza aggiungere: «E se succede qualche incidente?». Alcuni giornali parlano di stato d’emergenza, la sinistra della sinistra ha emesso alcune strida o ha parlato d’altro.
Ora, ci rifiutiamo di credere che la metà del paese che non ha votato Berlusconi ne trangugi anche stavolta le escandescenze. Certo una maggioranza non si abbatte che con un’altra maggioranza, ma questa va preparata non essendo
affatto detto che ci sarebbe già oggi. E per molti motivi. Perché quando la detta metà ha avuto un suo governo, non ha ritenuto urgente né risolvere il conflitto di interessi né regolare il sistema radiotelevisivo, né darsi una legge elettorale decente - provvedimenti che non sarebbero stati niente di straordinario,
soltanto la premessa di un quadro politico decoroso. Anche per questo la tela della democrazia, faticosamente tessuta nella Resistenza, si è andata sfilacciando, la crisi dei partiti è stata salutata dal più stolto degli entusiasmi,
nulla di più affidabile ed efficace essendo stato messo al loro posto, socialisti e comunisti si sono pentiti di essere stati tali e la sinistra della sinistra non ha saputo che frammentarsi. E siamo arrivati a questo punto.
È l’ora di finirla di lamentarsi e di aspettare qualche leader miracoloso. Siamo noi, la gente che cerca di battersi con la Cgil, giovani e precari senza speranza, coloro che sono andati alla manifestazione del Nobday, gli piacesse Di Pietro o no, visto che nessun altro aveva pensato di promuoverla, siamo noi insomma
la parte attiva di quella metà d’Italia che incassa botte da troppi anni. Andiamo a chieder conto a chi abbiamo votato fino a ieri di quel che sta facendo o non facendo oggi, senza né astio né affidamento. Proponiamo a chi lo vuole di metterci a discutere subito e a medio termine. Finiamola di lamentarci di non essere rappresentati. Siamo adulti e vaccinati. Rappresentiamoci.
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di gianni - 06.08.2013 06:08












"... ma meglio Silvio che
Rupert Murdoch "
( il suo gruppo editoriale raggiunge ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i 3/4 della popolazione globale ) ? ... probabilmente,no ... e
perchè ... ? ... perche Murdoch
c'è ! ... Chi lo perseguita ? ...
chi perseguita ?
"Inzwischen hat sich die Debatte verändert. Auch in Deutschland planen angesichts der Werbekrise immer mehr Verlage kostenpflichtige Angebote."
Da :http://www.sueddeutsche.de/computer/42/495368/text/
Rita Lee
Claude Barzotti - Le rital (1983)
http://www.youtube.com/watch?v=TdIa0ohTCb4 14-12-2009 22:48 - Rita Lee
Per cui mi unisco a Paola.
Anche io preferirei vederlo a San Vittore, piuttosto che con il volto tumefatto! Perché questo "povero" settantatreenne (ma non è lui che ha passato gli ultimi a tirarsi la pelle per dare l'idea del giovincello che si accosta alla politica?) ritornerà ad essere l'eroe di una popolazione abusata, incapace di capirlo per giunta.
Mi chiedo, vista l'indignazione per l'età della "vittima", se invece che 73 avesse avuto 40 anni...sarebbe stato lecito ferirlo?
Un'altra domanda: ma l'indignazione varia a seconda di quante televisioni e giornali si posseggono?
Quei pochi che non si sono arresi al velinismo governativo, ricordano che la Rossanda, insieme ad Agnoletto e ad altri, fu aggredita con sassi nel ghetto, a Roma? Avete notato lo stesso indignato coro di difesa?
Ma che paese st'italietta delle canzonette che fanno larì larì amore e cuore... 14-12-2009 18:41 - Antonella
oppure Marina Berlusconi che voleva "..dedicare l'Ambrogino d'Oro a papa'". 14-12-2009 16:23 - italo
Ho due domande da farvi:
1. lo avete fatto perchè avete avuto un barlume di ragione o perchè vi siete resi conto di essere andati leggermente oltre?
2.ma voi la tirereste una statuetta ad una presona di 73 anni?
Ha l'età di mia madre e forse di anche di qualcuna delle vostre. Voi cosa direste?
L'Italia non è un Bel Paese è un paese dove mancano le più ELEMENTARI basi morali e civili, quelle che ognuno di noi dovrebbe aver imparato dai propri, ormai anziani, genitori.
Riflette 14-12-2009 12:58 - Riccardo Compagnoni