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Loris Campetti
Scommettiamo sul futuro della libertà
La prima reazione all'editto di Tremonti contro la libera stampa - perché negarlo? - è stata di sconforto. Ancora? Ancora contro di noi, e noi ancora in trincea a difenderci dai monopolisti dell'informazione, dall'autoritarismo di regime che non tollera voci critiche, da un sistema pubblicitario usato come grimaldello politico? La seconda reazione, come tante, troppe volte nella guerra dei quarant'anni del manifesto, è stata di rabbia e ostinazione. Dobbiamo provarci. Ma come? Tornando, ancora, a chiedere un aiuto al nostro azionista di riferimento, i lettori? Anche loro ripeteranno: ancora? La terza reazione, a mente un po' più lucida, è stata di determinazione: dobbiamo farcela, a pretendere quel che è giusto in uno stato che si dice democratico e si pretende pluralista, ma anche a farcela da soli, cioè in tanti, con voi lettori. A ogni costo, come promettiamo nel titolo del giornale di oggi, un giornale nel mercato ma al tempo stesso fuori mercato. 50 euro per salvare un bene comune.
La spinta ad andare avanti è arrivata dalla reazione spontanea di quel mondo azzittito dalla maggioranza dei media a cui cerchiamo di dar voce, giorno dopo giorno, dal lontano 28 aprile del 1971. Ci hanno detto papale papale: vogliono far tacere il manifesto per ammutolire noi, le battaglie, le resistenze di una società non pacificata contro cui si scaricano la crisi e la prepotenza dei poteri.
Le copertine che riproduciamo in queste pagine ricordano chi siamo, da dove veniamo. Abbiamo iniziato 38 anni fa con le lotte alla Fiat, siamo quelli che volevano far cadere il muro di Berlino e poi raccontano di come altri l'hanno buttato giù. Siamo quelli del 25 aprile '94 che hanno contribuito a rimandare a casa Berlusconi perché non volevamo morire democristiani ma neanche berlusconiani. Ma poi è tornato. Hanno provato con le bombe a farci tacere, e con i ripetuti attacchi alla legge sull'editoria. Perché smettessimo di dire né guerra né liberismo.
A ogni costo vuol dire che vogliamo salvare noi per contribuire a salvare quel che resta della democrazia italiana. Far tacere la stampa libera aiuterebbe certamente a realizzare un progetto più generale. L'agenda berlusconiana è nota: mettere la mordacchia alla magistratura non asservita a quell'impasto melmoso di potere politico, economico e mediatico che ci soffoca. Ridimensionare fino a cancellare ogni forma di controllo e ridurre le aule parlamentari, regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali ad aule sorde e grige. Isolare e mettere all'indice quei sindacati - ben pochi, purtroppo - ritenuti non sufficientemente complici delle imprese e del governo, fino a imporre la dittatura della minoranza nel mondo del lavoro. Completare il restauro delle leggi razziali fasciste, costruendo consenso intorno a un messaggio di odio contro i migranti, contro chi è di un altro paese, di un'altra religione. Contro chi chi è additato al pubblico ludibrio come «diverso», o soltanto irregolare. Fare a pezzi la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori e, infine, lo stato di diritto.
A ogni costo vale per noi come per voi che avete investito 50 euro in un progetto di libertà. Buona lettura.
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Per Salvatore: sei talmente ignorante che non sai nemmeno che si chiama Mariani, non MILANI. Non siamo da Fazio. 17-12-2009 20:14 - Graziano
del vero inganno dietro ad ogni cosa, allora tornerò a comprarvi e a "donare" come ho fatto molte volte.
Se rimanete a fare il gioco di chi usa destra e sinistra come squadre di calcio per persone evolute, allora siete come tutti gli altri. E tantovale chiudere. 17-12-2009 14:13 - Filippo
In una Italia dove non si pùò più parlare e dove lo stato non tutela la minoranza.
Altro che il Fascismo.
Mussolini era molto più intelligente di questi cretini.Almeno lui ci mandava a prendere il sole alle isole.
Questi ci riducono alla fame.Ci lasciano liberi,senza nessuna garanzia.
Liberi di stare sul muricciolo a guardare i padroni che vanno a mangiare e bere.
Miseria e ricchezza.Insieme e con la pretesa di rimanere in silenzio e non disturbare.Ma mandiamo in vacca la loro festa!
Basta bastardi!
Meglio stare in galera che morire di fame in silenzio,mentre voi con le vostre Ferrari ci fate mangiare la polvere.
Non sono disponibile a fare il guardone.
Vi combatto.
Con lo scritto,con la manifestazione e con tutte le cose che avrò
Non si può tollerare questo arbitrio.Le menti di questa gente sono malsane e vanno combattute,con tutte le armi possibili.
Una società come questa non deve esistere!
Compagni,io non ho paura!
Non scappo più.
E' arrivata l'ora della riscossa.
Tutti in piazza!
Sempre e fino alla morte! 17-12-2009 11:40 - maurizio mariani