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COMMENTO
18/12/2009
  •   |   Galapagos
    Due Italie

    C’è un’Italia che gioisce e una che sopravvive a fatica: la prima è rappresentata
    dal governo, sempre più iperottimista, e dai beneficiati dalla scudo fiscale.
    Che, dopo aver evaso il fisco non pagando aliquote attorno al 40%, ora si sono visti spalancate le porte al rientro dei capitali in cambio di un piccolo obolo del 5% che diventerà del 6% a fine febbraio e del 7% fino al 30 aprile, come ha deciso ieri il consiglio dei ministri prorogando lo scandalo del condono tombale per i «pirati» dell’euro. E c’è Brunetta che riabilita i maxistipendi e sfonda il tetto dei 270mila euro annui per i grand commis della pubblica amministrazione, dopo aver promesso a man bassa rigore. Poi c’è l’Italia che soffre di cui ieri l’Istat ha
    dato uno spaccato tremendo: le cifre sono spietate.
    La prima riguarda gli occupati: nel terzo trimestre sono stati distrutti 508mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2008 e 120 mila rispetto ai tre mesi precedenti. Una caduta che, commenta la stessa Istat, è la peggiore dal 1992. Di più: il tasso di disoccupazione in ottobre è salito all’8,2%. Una cifra «mascherata» dai lavoratori in Cassa integrazione (sono circa 800 mila) che non risultano ufficialmente disoccupati, ma per buona parte - ha scritto ieri
    la stessa Confindustria - rischia di diventarlo. Senza contare che queste
    persone debbono sopravvivere con 600-900 euro al mese.
    Ma c’è di peggio: secondo lo «Scenario» della Confindustria, il numero dei senza lavoro è destinato a salire. Non solo nel 2010, ma anche nel 2011 quando il tasso di disoccupazione toccherà il 9,1%. Come si fa a gioire e sostenere che l’azione del governo è stata efficace? Solo con un’operazione
    di immagine, ovviamente. Seminando ottimismo, alla maniera cattolica: beati i poveri, perché il paradiso sarà loro. Ovviamente il paradiso è la speranza per un futuro migliore. Ma che futuro? Prevede la Confindustria: nel 2009 il Pil scenderà del 4,7%; nel 2010 salirà dell’1,1% e nel 2011 dell’1,3%. «Ciò riporterà il Pil al livello del 2005». Insomma, un salto indietro di 6 anni che diventeranno almeno 8 (se tutto gira bene) per raggiungere il livello di ricchezza prodotta e distribuita nel 2007.
    Proprio ieri negli Stati uniti è stato approvato - dopo il salvataggio del sistema
    bancario - un pacchetto di misure da 154 miliardi di dollari per stimolare
    la ripresa e il lavoro. Fatte le debite proporzioni, in Italia - dove il Pil è diminuito più che negli Usa - sarebbe necessaria una manovra di stimolo da almeno 30 miliardi. Chi l’ha vista? Colpa del debito pubblico, è la giustificazione. Debole scusa: gli Usa agiscono anche se hanno un debito pubblico di quasi 13,5 trilioni di dollari (1,8 trilioni di euro quello italiano) pari a 39.400 dollari pro capite,
    contro i 30 mila euro degli italiani. Certo, gli Usa sono un impero anche se un po’ acciaccato, e l’Italia no. Ma questo non giustifica l’inazione e la pochezza della politica economica. 

    Di tutto questo chi parla? Quasi nessuno: il governo, cioè Berlusconi, si è appropriato dei media e della comunicazione e ha invaso tutti gli aspetti della vita. Gli operai che salgono sui tetti delle fabbriche (saranno sempre di più) non hanno visibilità e la gente comune non merita alcuna fiction. E la stampa, vedi la
    bomba alla Bocconi, sembra aver dimenticato gli insegnamenti del 1969: la dinamite da sempre è opera dei fascisti e dei «servizi». Ma Berlusconi sostiene bugiardamente che l’80% della stampa è controllata dalla sinistra.

     


I COMMENTI:
  • un grido di dolore, di rabbia, di verità. Ma c'è un reale catenaccio nelle TV , un borbardamento su cose di relativa importanza , un deviare,sopire o attaccare con veemenza gli oppositori. Troppa gente che rimane silenziosa , nascosta , senza coraggio. E con un parlamento che non c'è quasi più. 19-12-2009 16:31 - wmanifesto
  • MA è una mia impressione, oppure il PD è sparito? Da quando hanno eletto Bersani è diventato afono. Sarà davvero per via della massoneria, o forse semplicemente i dirigenti PD parlano in funzione di quanti capelli hanno in testa? MA a che gioco si sta giocando? Di questo passo finisce peggio che in Iran nel '79.. 19-12-2009 16:02 - Graziano
  • ma sarà poi vero che in giro c'è tutta questa rabbia, tutta questa indignazione?
    io temo piuttosto che la società civile, la gente, il popolo siano come narcotizzati, abulici, un po' depressi, per lo meno disorientati e come in attesa.
    speriamo in un pronto risveglio! 19-12-2009 14:23 - giovanni petti
  • giusto,
    la ricchezza si concentra sempre di più nelle mani di pochi ricchi, e noi saremo sempre più poveri e sempre più schiavi.
    Le catene di oggi si chiamano mutuo, rate, utenze, lavoro.
    Siamo schiavi.

    Quanti massoni ci sono a sinistra?
    Probabilmente più che a destra.
    Rutelli, D'Alema, Bersani, per citarne solo alcuni.

    Fate attenzione perchè è un disegno ben preciso.

    Un programma che viene puntalmente attuato, punto per punto, con l'aiuto delle banche centrali e dei nostri politici prezzolati che per un osso di pollo scodinzolano e sbavano.

    Berlusconi cadrà presto, e al suo posto avremo Fini o Draghi (massoni)

    evviva! 19-12-2009 11:42 - Filippo
  • Avevo scritto un articolo analogo nel contenuto:
    http://www.avanzidipopolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=717:disoccupazione-dramma-sotto-naftalina&catid=55:diritti&Itemid=59
    C'è da dire (come bene ha fatto Galapagos) che il dramma occupazionale, se contestualizzato con le scelte specularmente opposte di questo governo assume connotati e prospettive oltremodo drammatici e preoccupanti. Non solo l'abbattimento del tetto ai compensi dei manager pubblici, ma anche l'agevolazione dell'evasione fiscale, l'annullamento di ogni incompatibilità per le cariche politiche, ecc. mostrano l'affermarsi di sempre più marcate politiche di classe che cementano ingiustizia sociale ed emarginazione. Quando i fragili equilibri (e i deboli legami) che tengono insieme la società (e l'enorme massa delle sue componenti più svantaggiate), verranno meno, alla politica verrà chiesto il conto. E non credo, purtroppo, in modo indolore. Se nulla e nessuno sarà in grado di coagulare ed indirizzare (di rappresentare) le istanze che provengono da difficoltà e disperazioni (e segnatamente di quelle che parlano allo stomaco), le forme di protesta potrebbero risultare ingestibili. 19-12-2009 10:32 - cosimo
  • Questo articolo apre nuovi scenari: come giustamente analizzato non c'è una Italia che vota questo governo e una Italia che si oppone, ma c'è un governo che illude la gente sui programmi e ne applica altri, e la gente che questi programmi e scelte politiche le vive sulle proprie spalle. Non penso che maggioranza degli italiani vole interventi zero per il lavoro e solo congelamenti di capitale, non penso che la maggioranza degli italiani sia d'accordo ad inserire come priorità le grandi opere sullo stretto, ecc. Non penso che chi lottava per una destra sociale si aspettava una politica dei papi super ricchi. Cominciamo a dire che la televisione, se all'inizio era venduta come strumento di libertà , oggi purtroppo é diventato solo un mezzo di libera espressione in mano a pochi, ma dico pochi. Inventiamoci schermi giganti nelle piazze e facciamo parlare la gente, come una star, non rincorriamo gli schermi televisivi che ci rendono burattini in mano a mangiafuoco. 18-12-2009 23:00 - pepperepe'
  • La socità italiana,non è stata mai così divisa.Nemmeno quando Pasolini girava per le borgate romane si vedeva tanta differenza di classe.
    Se uno guadagna 650 euro al mese,magari con una laurea e con tanto di curiculum presentato.
    Un altro per dare due calci a un pallone o stare sdraiato su un divano in una casa di vetro,si intasca migliaia di euro e fa serate da 2000 euro solo per farsi vedere in qualche discoteca e stringere qualche mano.
    Una corte di opinionisti,che belano come pecoroni, al loro ricco padrone.
    Gente che rubba e fa impicci, evadendo al fisco, milioni di euro.
    Gente che non solo ha evaso,ma si è portata via i nostri capitali;oggi,invece di essere individuata e punita,gli danno la possibilità di riportare i danari,basta che pagano una piccola multa.
    Troppe differenze.Poi dicono che Di Pietro provoca.Ma sono loro che ci stanno provocando ogni minuto, in ogni legge che fanno in favore del loro Boss.
    Ci stanno provocando,come quel ragazzo che ha tirato il monumento in faccia a Berlusca.
    Quanti di noi sono pronti a ripetere quell'azione.Nessuno,perche ancora non siamo scoppiati,ma presto vedrete che di quelle azioni,ce ne saranno....
    Quando il padrone fa ingiustizie e calpesta la Costituzione,prima o poi qualche plebeo,si mette in testa di rompere anche lui i lacciuoli che ci legano al vivere civile.
    anche tra noi, qualcuno da di matto e si sentirà in diritto di fare qualsiasi cosa per difendere il suo diritto alla vita.
    Non scerzate troppo con il gigante povero.
    Il nostro livello di sopportazione ha un limite.
    Siamo sul rosso e se ci guardate bene vedrete che dalle nostre gote,cominciano d affiorare delle vene rosse e la pelle ci sta diventando verde.
    Non ci provocate.
    Ci sono tanti giovani che hanno avuto la fortuna di non conosscere la rabbia operaia.
    Quando si scatenano i plebei,nessun lettereato è stato mai capace di dire l'esatta immagine della sua potenza.
    Non potete nemmeno immaginare,quanta ferocia c'è in un operaio. 18-12-2009 20:28 - maurizio mariani
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