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Angelo d’Orsi
La lotta delle parole
Quando il signor B divenne un attore della scena politica nazionale, una delle novità da lui portate riguardò il linguaggio; specificamente, al lessico tradizionale della politica se ne sostituì uno nuovo, che faceva un largo impiego del linguaggio sportivo: a partire dall’ormai famosa “discesa in campo”, fu tutto un ricorso alle metafore dello sport, prevalentemente ma non esclusivamente il calcio. In questo ultimo segmento dell’era berlusconiana, sta di nuovo cambiando l’universo linguistico e concettuale di riferimento. Con la confusione tra sfera pubblica e sfera privata, le parole dei sentimenti, dell’affettività, buona e cattiva, sono entrate nel lessico politico, e nelle loro varianti estreme. Come estremo è il clima politico e sociale del paese.
Uno degli argomenti forti di B. è stato “l’odio”: la sinistra ci odia, ha ripetuto a lungo; e, ora, dicono i beninformati, nel suo letto di dolore, avrebbe ripetuto, sconfortato: “ma perché mi odiano?”. Lo stesso ha usato sovente come variante dell’odio – sempre della sinistra – l’invidia. L’invidia sociale: “ci odiano, perché ci invidiano” (del resto in un libro di qualche tempo fa un commentatore ha spiegato “perché la sinistra è antipatica”, dando prova di aver adottato punti di vista e universi di riferimento del berlusconismo). Naturalmente, all’odio si contrappone l’amore. “Noi siamo il partito dell’amore”, aveva ripetuto il signor B riferendosi al suo PdL. Salvo poi dare del “coglione” a chi votava a sinistra, urlare “vergogna” come un ossesso (sembrava un imitatore del tristo figuro Sgarbi) a chi lo contestava; salvo dire che le donne di sinistra sono brutte e che i magistrati (comunisti) sono “malati di mente”; autorizzare i suoi giannizzeri a usare le parole più grevi contro gli avversari.
Si pensi a uno degli eroi emblematici di questo governo, il Brunetta: che si dimena e saltella invitando la sinistra ad “andare a morire ammazzata” o ingiuria una non meglio precisata “élite di merda”, ovviamente di sinistra; si ricordi il La Russa che urla con le vene del collo gonfie: “Devono morire”, riferendosi ai membri della Corte di Bruxelles che aveva appena sentenziato sul crocifisso; si pensi all’ultima performance parlamentare del “disonorevole” Cicchitto (definizione di Paolo Flores): un discorso carico di livore, definito “incendiario” e “irresponsabile” dallo sconcertato presidente dell’Aula. Infine, basti una scorsa alle prime pagine della coppia di quotidiani che costituiscono la voce del padrone, per rendersi conto di quale punto di abiezione si possa raggiungere. Proprio su questi giornali vedemmo la ormai ex consorte del capo, ingiuriata, denudata e additata alla pubblica ignominia; e d’altronde una tv dello stesso signor B additava al ludibrio un magistrato reo di aver emesso una sentenza scomoda per l’azienda di famiglia.
Ebbene, ecco ora il signor B, recitare la parte della vittima sacrificale dell’odio altrui, parlando ancora di “amore” . E quasi novello Ovidio sentenziare: “l'amore vince sempre...". Un’amica mi scrive indignata: “B. ci ha rubato le parole. Tutte. Le ha svuotate di senso... Ha devastato la lingua italiana”. E sempre più furiosa: “Un uomo che ha sbattuto il corpo nudo della moglie, la madre dei suoi figli, in prima pagina, non può parlare di amore. Non può usare questa parola. Questa proprio no". Ebbene, forse una volta segnalata questa ennesima manifestazione non solo delle trasformazioni delle modalità dell'azione e della propaganda politica, ma del degrado morale del paese, dovremmo riflettere alla questione linguistica. Come il Gruppo 63 aveva teorizzato la lotta contro la società borghese destrutturandone il linguaggio, oggi, forse, per ricostruire un minimo di tessuto civile per questa Italia allo sbando, si dovrà lavorare sulla ricostruzione e condivisione di un significato non reversibile delle parole.
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Credo di essere anch' io una persona onesta, anche se non ho votato a sinistra; inoltre pago le tasse, rispetto la legge (in generale TUTTE le leggi, anche quelle che non mi piacciono) e penso di saper valutare e distinguere i fatti concreti e reali dai proclami / annunci (del signor B.) e delle visioni ideologiche della realtà (e qui voialtri di sinistra non siete secondi a nessuno).
Alcune puntualizzazioni:
1) Per la cronaca, non ho votato alle ultime elezioni politiche, non riconoscendomi in NESSUNO degli attuali partiti politici;
2) Non credo che questo Governo sia la soluzione dei problemi attuali del paese, ma se guardo al passato e ripenso a quanto fatto dai vari governi Prodi e simili, non posso che mettermi le mani nei capelli (ma paradossalmente credo che anche tu possa condividere questa mia opinione);
3) Fare la classifica tra chi ha cominciato a usare le parole come pietre per primo e chi attualmente usa metodi più o meno selvaggi x tirare legnate (metaforiche s' intende; per i modellini del Duomo di Milano, invece, si chieda invece al sig. Tartaglia!) al proprio "nemico" politico non mi interessa, anche perchè secondo me è impossibile stilarne una credibile; è una di quelle domande per cui vale il detto: è nata prima la gallina o l' uovo?
4)Potrei citare anch' io frasi infelici e/o assurde da parte di numerosi esponenti politici di sinistra, ma mi astengo da tale pratica confidando nella tua lucidità ed onestà intellettuale; tuttavia, escludendo Grillo che dovrebbe ancora essere un comico anche se oramai passa per un "maitre-a-penser", come non citare l' ineffabile Di Pietro? Ogni volta che parla o, per meglio dire considerando l' intelligenza di quello che dice, dà aria alla lingua, oltre che violentare la grammatica e la sintassi della lingua italiana, non dice forse peste e corna del cavaliere nero? E' arrivato persino a dire che è colpa sua se il mini-Duomo ha colpito lo "psico-nano" sulla faccia. Voleva forse dire che non è stato abbastanza rapido da schivare il colpo, come fece Bush con la famosa scarpa?
5) Qui ognuno è libero di credere o non credere a chiunque e/o a partiti politici, ideologie, ecc. Io ad esempio credo che il successo del signor S.B. sia legato alla sua indubbia capacità di vendere sogni o, per essere più precisi, illusioni. Temo invece che tu sia leggermente condizionato da una visione ideologica ma tutto sommato elementare della realtà, secondo la quale il bene stà da una parte ed il male dall' altra.
6) Sarà per te irrilevante, ma la storia ha dato molto spesso ragione a me; non a caso il comunismo è fallito ovunque e sopravvive giusto in paesi come Cuba, Nord Corea, Bielorussia, ecc. noti ovunque per le libertà economiche, politiche e di espressione / pensiero che garantiscono ai propri cittadini. Ma tu forse preferiresti vivere in tali isole felici, dove sicuramente saresti libero di criticare e contestare i vari leader maximi?
In definitiva, penso che entrambi abbiamo visioni un po' diverse del MONDO REALE... 22-12-2009 14:50 - Fabio Vivian
È guarito!
È tornato il vecchio venditore di pentole.
Alé! Buon Natale a tutti. 22-12-2009 00:03 - Ircano Romano
Amen.
Sono parole del Vangelo.
Il suo Verbum ha radici profonde, nelle traduzioni bibliche.E' disceso tra noi infelici come il nostro salvatore, per salvare un popolo. Puro e carico di amore.Perchè c'e' tanto odio ? E in croce crocifisso ( ad ogni processo ) Quel linguaggio sportivo è solo una facciata , per amplificare in terra le sue ambizioni. E noi poveri mortali che ci caschiamo. Ma quello che quest0uomo ci manda non é una sfida di calcio o di tifoseria. per batterlo ci vogliono solo gente con "due ali". 21-12-2009 23:37 - pepperepe'