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COMMENTO
22/12/2009
  •   |   Gianpasquale Santomassimo
    Il togliattismo deteriore

    L'improvviso rigurgito di togliattismo nel dibattito politico degli ultimi giorni ha sorpreso molti, anche per l'evidente sproporzione del parallelo messo in campo: da un lato l'evocazione del voto sull'Articolo 7 alla Costituente, dall'altro l'opportunità dell'ennesima legge ad personam per salvare Berlusconi dai suoi processi. Uso il termine togliattismo, non a caso, perché credo sia giusto distinguere tra mentalità togliattiana, che è stata larga parte della conformazione storica della tradizione comunista in Italia, e un togliattismo deteriore che ne è la caricatura, sia pure inconsapevole. Nella mentalità togliattiana è cosa nobile e meritoria appoggiare Badoglio per salvare il paese e sconfiggere il fascismo. Nel togliattismo abitudinario, che assolutizza la vocazione al compromesso, per quieto vivere ci si può mettere d'accordo anche con Mussolini.
    Siamo sul terreno delle metafore, e nessuno pensa di trovarsi di fronte a un regime dittatoriale, anche se non è un caso che l'immagine di un possibile Cln da costituire sia circolata in un arco amplissimo di forze, che vanno da Ferrero a Tabacci come a Casini (con assenza, significativa, di esponenti del Pd). Siamo però di fronte a uno stato di eccezione, come hanno giustamente osservato molti commentatori dopo il discorso di Berlusconi a Bonn, che mette in gioco natura dello Stato democratico ed equilibrio dei poteri costituzionali, e che tende a imprimere una curvatura plebiscitaria e personalistica alle nostre istituzioni.
    I migliori strateghi delle nostre sconfitte ci hanno spiegato in questi anni che l'antiberlusconismo è controproducente, fa il gioco dell'avversario, ne aumenta i consensi. Per la verità una campagna elettorale condotta senza neppure nominare Berlusconi, nel 2008, ha dato un esito disastroso e ci ha consegnato alla situazione che stiamo vivendo.
    Ma credo ci sia un equivoco di fondo in questa diatriba, che rende molta parte dell'opposizione succube della logica berlusconiana. In primo luogo, va detto che la personalizzazione della politica è nell'essenza stessa del berlusconismo e del suo modo di porsi in rapporto con il paese, e prescinde da atteggiamenti e volontà degli oppositori; allo stesso modo, è intrinseco a questa politica dividere in due il paese, favorita da quella catastrofe repubblicana che è stata l'introduzione del maggioritario.
    C'è troppo clima di odio, si dice: è vero. Ma questo clima è stato introdotto nel 1994, del tutto a freddo, e senza che la situazione lo giustificasse. Silvio Berlusconi si è inventato un anticomunismo postumo fuori della storia, ma efficacissimo e motivante per il popolo a cui si rivolge. Ho ascoltato su RaiNews 24 il suo discorso integrale, prima dell'incidente di Milano. È stato un puro distillato di odio verso la sinistra e ciò che a suo avviso rappresenterebbe: uno stato di polizia tributaria, che vuole vietare i compensi in denaro e rendere tracciabile il percorso dei pagamenti.
    Qui si coglie, ancora una volta, il senso ultimo della proposta politica di Berlusconi, l'ammiccamento all'unico orizzonte dell'esistenza comprensibile dai suoi elettori, disposti a sacrificare tutto in cambio di sicurezza e condoni.
    «Perché mi odiano tanto?». Questa è una bella domanda a cui, pur non provando alcun odio ma solo commiserazione per il personaggio, si può provare a rispondere: sarà forse perché non gli è mai passato neppure per la testa di governare a nome di tutti gli italiani, anche di quelli che non lo hanno votato, anche di quelli che sono in dissenso radicale rispetto al suo mondo? Tutti i Presidenti del Consiglio nella storia repubblicana assumevano questa veste istituzionale. Lui ha passato il tempo a curare i suoi affari e ad insultare gli oppositori.
    Ma lasciamo parole come «odio» e «amore» alla carta per avvolgere cioccolatini.
    Sta emergendo una destra civile, che scommette sul patriottismo repubblicano. Se riuscisse a liberarsi di questo rottame ingombrante si potrebbe discutere in maniera costruttiva e nell'interesse del paese. Appoggiare Badoglio? Sì.


I COMMENTI:
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  • ...caro amen ma perché non ti leggi l'articolo e provi a parlarne invece di ripetere la stanca litania della fine del comunismo...saranno fatti nostri o no? 12-01-2010 15:22 - lucillus
  • Non sufficit. L'articolo 54 recita: "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."

    La Costituzione, tuttavia, non mi pare preveda esplicitamente alcuna sanzione, del genere della "messa in stato di 'impeachment'" vigente nella giurisdizione americana, per chi il dovere sancito - in verità in maniera molto astratta - dall'articolo 54 lo violasse.

    Questo perché, come riconosceva mestamente Rodotà qualche giorno or sono, la carta costituzionale è stata scritta da persone temprate dalla tragedia del ventennio e della guerra, con la democrazia nel sangue: e a tal punto - ingenuamente! - convinte che questo paese fosse ormai definitivamente "salvo", da non andarsi nemmeno ad immaginare di dover mettere la Repubblica al riparo dal rischio che un giorno comparissero personaggi quali i "protagonisti" attuali.

    Ora, visto quanto va ripetutamente accadendo da quindici anni a questa parte, non sarebbe invece ora di fare una riforma costituzionale in tal senso?

    Altrimenti, belle affermazioni di principio a parte, fra vent'anni saremo ancora qui, in balìa di tutti i venti, costantemente obbligati ad inseguire le menate del primo che passa, coll'eterno impulso di scambiare i vaneggiamenti di un folle per dichiarazioni di guerra e l'agitarsi di un sonnambulo per mosse eversive. E continuando tuttavia a trovarci sprovvisti di strumenti legislativi CONCRETI con cui contrastare una qualsiasi maggioranza politica che con i propri atti e le proprie dichiarazioni dimostrasse di non voler rispettare LA COSTITUZIONE MEDESIMA, il patto giuridico che le garantisce lo stato PROVVISORIO di maggioranza.

    E dunque, se quanto suesposto è condivisibile, di fronte a dichiarazioni d'intenti "riformaioli" - peraltro molto vaghe, lanciate più alla maniera di "palloni sonda" che altro - di D'Alema o di chicchessia, invece di partire subito col riflesso condizionato della stigmatizzazione e della denuncia del "reprobo traditore", condita di battute su "barche" e "capacità politiche più o meno assenti", non sarebbe il caso di fare una riflessioncina su quanto in fondo la Costituzione del '46 sia perfettibile e VADA perfezionata? 23-12-2009 20:45 - AmenD
  • D'Alema più che a Togliatti dovrebbe paragonarsi ad Ollio: è la spalla del comico. 23-12-2009 19:59 - Morlock
  • In un momento in cui tanti sembra diano per scontato che al procedimento legislativo ordinario sia tutto consentito è bene rammentare il limite che la disposizione contenuta all'articolo 54 della Costituzione(dovere di fedeltà e obbligo di svolgere le pubbliche funzioni con discilplina ed onere) pone alla prerogativa dell'insindacabilità per le opinioni e i voti dati nell'esercizio delle funzioni parlamentari. Si può affermare che quelle funzioni siano insindacabili solo in quanto in adempimento al dovere di fedeltà siano svolte con disciplina ed onore? La risposta a tale interrogativo , a mio avviso, è si. Continuare a porre norme ordinarie per incidere su prerogative di organi costituzionali in materia di giurisdizione anche dopo l'esplicito diniego da parte della Corte costituzionale -V. la decisione relativa al cd lodo Alfano- comporta non solo una generica lesione alla Costituzione, ma, a mio avviso,determina una deliberata violazione del giudicato costituzionale. Tale condotta violando dovere di fedeltà e obbligo giuridico di conformare la propria azione ai parametri della disciplina e dell'onore non può non incidere sull'insindacabilità. Agli organi di garanzia costituzionale e giurisdizionale, se quanto suesposto è condivisibile, spetta mettere in atto le azioni conseguenti di difesa dell'ordinamento. 23-12-2009 11:24 - domenico cecchetti
  • Il problema è: chi dei due è l'una e chi l'altra? ;) 23-12-2009 11:03 - Gino Luchino
  • tutto bene tutto giusto ma.
    il quadro tattico è un "pelo" mutato. non è possibile che per una frase scappata a Repubblica sul Cln ora si vada tutti alla crociata antiberlusca senza se e senza ma. bisogna andarci molto più cauti.
    insomma, questa 2° svolta di Salerno viene chiamata dal centro per unire le forze politiche che partono dalla destra costituzionale (fini), passano per il centro moderato (casini) e il centro timorato (pd) per finire alla destra autoritaria (idv/di pietro). le sinistre? sono morte, e quei piccoli pezzetti di rappresentanze dirigenziali rimasti e disponibili a farsi fagocitare da questo simulacro di cln, non sono davvero in grado di esercitare il ruolo che fu di Pci, Psi e mettiamoci pure Pd'A.
    Quindi l'asse-paragone D'Alema-Togliatti salta, non solo per motivi di diverso spessore tra il Migliore e il Baffetto.
    Insomma, i rottami della sinistra stanno al gioco per guadagnare qualche pezzettino di potere alle regionali, entrando in un baraccone che non farà altro che indorare la pillola continuando sulla strada dei sacrifici per i lavoratori. Se si farà, sarà l'ennesimo governo prono a confindustria ed alla chiesa, molto più di quanto effettivamente lo sia un governo berlusconiano. Vedo nell'operazione, per ora molta meno nobiltà d'intenti di quelli che si dicono.

    PS: A proposito, tanto per renderci conto del disastro cui siamo in mezzo, è utile fare un giochino e paragonare i nomi delle dirigenze (segreterie etc.) di allora (un album di famiglia che va da Longo a Secchia, da Pajetta ad Amendola, etc.) con quelli dei leader di oggi (da Giordano a Ferrero). La catastrofe apparirà in tutta la sua evidenza. 23-12-2009 09:59 - lucam
  • Ma vi meravigliate ancora di certe uscite di Massimo D'Alema? Non vi siete mai accorti di quante figure sporche se ne stanno parchegggiate nel PD ?
    Io nella vita cerco di tenermi sempre informato, e compro una quantità di riviste e giornali. Uno dei quotidiani che non ho mai acquistato e che non ho mai letto nemmeno per sbaglio, è " Il Riformista ", anche perchè è piuttosto difficile trovarlo nei bar. Quanto a questo, è impossibile trovare negli esercizi pubblici triestini financo una copia " L'Unità ", ed anche il reperimento di " Repubblica " è sempre più difficoltoso, a differenza di " Libero " e " Il Giornale " che ormai si vedono quasi dappertutto.
    Venerdì 18 dicembre al caffè S.Marco di Trieste durante la piccola fiera dell'editoria intitolata all' aristocratico intellettuale triestino Bobi Bazlen, attivo ai tempi di Cecco Beppe, c'erano in distribuzone gratuita alcune copie del quotidiano " ll Riformista" . In quell'occasione io l'ho preso in mano per la prima volta nella mia vita, e ne sono rimasto disgustato. Non riesco a capire quale giustificazione abbia l'esistenza di un simile foglio di informazione politica che è perfino più moderato del " Corriere della Sera ". Ma che cosa vuole questa gente che si dichiara di sinistra e che non fa altro che esprimere lodi sperticate per il capitalismo e la globalizzazione ? Se penso ai personaggi che dominavano il mondo politico nella mia ormai lontana gioventù, mi viene da piangere. Non solo un socialista vero come Riccardo Lombardi, ma anche delle figure politiche moderate come Giorgio La Malfa e Giuseppe Saragat avrebbero preso questi ragazzotti del " Riformista " per il colletto e li avrebbero riempiti di calci nel culo. Ma in che razza di mondo viviamo ? E adesso arriva D'Alema che osa paragonarsi a Palmiro Togliatti e propone un inciucio per restituire a Berlusconi il Lodo Alfano sotto altra forma. Basta con l'odio, dicono tutti, o quasi.
    Lui per noi prova solo amore, e vuole solo il bene per tutto il suo popolo. Anche per i comunisti ? Ieri sera ho acceso la TV per vedere la puntata di Ballarò, ma ho visto che parlavano del caso Berlusconi, ho spento tutto e mi sono messo a leggere un romanzo poliziesco di Patricia Corwell. Sono disgustato. 23-12-2009 03:12 - gianni
  • Caro D'Alema cosa sono i servizi segreti che boicottano e controllano i cittadini.Altro che Togliatti adesso tu sei a capo della Stasi del governo italiano con l'incarico che ti danno.Non basta il salvatore della Srgena per far primavera.Adesso caro Manifesto scrivi dei poteri di come usino mezzi psicologici e di pressione e mezzi morali contro cittadini boicottati nel lavoro nel privato.Copasir gestapo. 23-12-2009 01:38 - paolo
  • APPOGGIARE BADOGLIO FORSE SI', MA FINI MAI E POI MAI.

    Peccato per l'ultimo paragrafo, deleterio, a mio avviso. Il resto dell'articolo centra davvero il punto. 22-12-2009 22:09 - PiEffe
  • Paragonare D'Alema con Togliatti e come paragonare la cioccolata con la merda.
    Sono tutti e due rossi, come la cioccolata e la merda, sono marroni.
    Ma se mettete in bocca un pezzo di cioccolata,un momento di beatitudine e di poesia anima tutto il corpo.
    Se invece state a sentire gli inciuci di D'alema, vi sentite il voltastomaco e vi viene voglia di non essere mai stati comunisti.
    Bisogna leggere e capire le idee della gente.
    Non fate di tutta un erba un fascio.
    Ci sono persone che anche di sinistra,sono peggiori di tanti di destra.
    Non basta avere la laurea per essere intelligenti.
    Come non basta essere a capo di un governo e comandare con una larga magioranza per essere buoni amministratori.
    La prova di quello che dico la potete tutti vedere oggi in Italia.
    Quindi,se volete un consiglio,prima di "masticare"qualunque cosa,fatela assaggiare a un assaggiatore. 22-12-2009 20:01 - maurizio mariani
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