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Ida Dominijanni
Questione di stile E non solo
Non sempre la storia gira come vorrebbero i professionisti della politica: e meno male. Alla faccia del grande risiko nazional-pugliese propedeutico al lancio del Fronte post-berlusconiano dei Perbene (Fini-Casini-D'Alema e magari Cordero di Montezemolo), stavolta si è messa a girare con un qualche senso invece che controsenso. E alla fine di un anno passato all'insegna di leader con le palle, utilizzatori finali e complici e affabulati relativi, ci regala - pare - l'unica sorpresa interessante della stagione politica più deprimente che sia dato ricordare.
Una sfida fra due donne, Renata Polverini e Emma Bonino, che partono senza azzannarsi e con una dichiarazione di stima reciproca.
Renata a Emma: «Faccio gli auguri a Emma, che è una donna che stimo». Emma a Renata: «C'è da parte mia un dato di stima e rispetto nella diversità di posizioni. Credo che se riusciremo ad avere un dialogo appassionato senza essere insultanti o laceranti nessuna delle due uscirà sconfitta e daremo un segnale di buona politica»: e già si respira un'altra aria. Questione di stile, e non solo. L'una e l'altra scombinano altri giochi. Sforano i rispettivi schieramenti: Polverini piace a sinistra e dispiace a destra sulle politiche sociali, Bonino viceversa. Polverini stana Feltri («Non mi ero accorto che fosse una donna»), Bonino stana Binetti («Se la candida, è il Pd che esce da me») e Castagnetti («E' anticlericale, ci fa perdere voti»). Tutte e due tendono a parlare chiaro e di questioni comprensibili. Nucleare: Polverini dice sì e Bonino dice no. Welfare: Polverini vuole il quoziente familiare, Bonino spiega che il quoziente familiare è un incentivo al familismo e inchioda le donne a casa. Bioetica: Polverini aggancia l'Udc contro le coppie di fatto e la RU486, Bonino dice che sulla RU486 la legge si applica e non si discute e che non riconoscere le coppie di fatto è come non sapere in che anno viviamo, idem pretendere di bloccare la società multiculturale. Ecco, almeno si sa di che si parla e per che cosa si vota.
Tutto oro? Ovviamente no. Nella regione italiana che ospita la Santa Sede una vittoria di Bonino, una che dice chiaro chiaro che i credenti e i clericali non sono la stessa cosa e che i veri cattolici sono quelli che hanno a cuore il libero arbitrio, sarebbe un evento da salutare stappando fiumi di champagne. Però sulla sanità pubblica e privata, a parte la sua giusta insistenza sulla trasparenza delle procedure, aspettiamo delucidazioni. E la sua ossessione paritaria sull'innalzamento dell'età pensionabile delle donne non ci piace affatto. L'onorevole via d'uscita che la sua decisione di candidarsi offre al pantano del Pd non è la quadratura del cerchio a sinistra, e del resto in casa radicale non c'è decisione che non lanci provocazioni e non apra contraddizioni. Incassiamo intanto lo stile, che non è acqua. E la sfida in rosa - Pd volente o nolente - , che segnala che sotto il cielo della politica ci sono più cose di quante non ne contempli la geometrica impotenza dei soliti noti
- 31/01/2010 [5 commenti]
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Un'ultra liberista a favore della guerra in Iraq!!!!
A favore della legge Biagi e del Ponte sullo stretto!!!!
Finalmente a 25 anni appena compiuti posso stracciare la scheda elettorale. Ma come potrei mai abbonarmi ad un giornale del genere me lo dite? Vauro salvati. 08-01-2010 21:21 - Mirko
dell'articolo non condivido però soprattutto due cose. la prima è la retorica rosa, che lascerei magari alle barbare palombelli: la donna ha ANCHE, soprattutto in un sistema patriarcale in crisi, qual'è quello della produzione di merci, una funzione di ammortizzatore delle tensioni dal punto di vista simbolico, ciò che qui sarebbe confermato dal fatto che entrambe le candidate sono, appunto, donne.
soprattutto non condivido la concezione secondo la quale il laicismo della bonino sarebbe gran cosa nella "regione che ospita il vaticano". ecco, non mi pare proprio che roma e il lazio siano soffocati dalla mentalità cattolica. il ragionamento sarebbe valido per altre realtà, soprattutto il meridione, dove il cattolicesimo (o il cristianesimo, vista l'enorme crescita di pentecostali et similia) è letteralmente totalizzante ed è parte integrante dell'humus ideologico della criminalità organizzata.
l'unica notizia buona è per gli astensionisti: la candidatura della bonino offre molti argomenti fondati al non voto. 08-01-2010 20:55 - alex