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COMMENTO
08/01/2010
  •   |   Ida Dominijanni
    Questione di stile E non solo

    Non sempre la storia gira come vorrebbero i professionisti della politica: e meno male. Alla faccia del grande risiko nazional-pugliese propedeutico al lancio del Fronte post-berlusconiano dei Perbene (Fini-Casini-D'Alema e magari Cordero di Montezemolo), stavolta si è messa a girare con un qualche senso invece che controsenso. E alla fine di un anno passato all'insegna di leader con le palle, utilizzatori finali e complici e affabulati relativi, ci regala - pare - l'unica sorpresa interessante della stagione politica più deprimente che sia dato ricordare.
    Una sfida fra due donne, Renata Polverini e Emma Bonino, che partono senza azzannarsi e con una dichiarazione di stima reciproca.
    Renata a Emma: «Faccio gli auguri a Emma, che è una donna che stimo». Emma a Renata: «C'è da parte mia un dato di stima e rispetto nella diversità di posizioni. Credo che se riusciremo ad avere un dialogo appassionato senza essere insultanti o laceranti nessuna delle due uscirà sconfitta e daremo un segnale di buona politica»: e già si respira un'altra aria. Questione di stile, e non solo. L'una e l'altra scombinano altri giochi. Sforano i rispettivi schieramenti: Polverini piace a sinistra e dispiace a destra sulle politiche sociali, Bonino viceversa. Polverini stana Feltri («Non mi ero accorto che fosse una donna»), Bonino stana Binetti («Se la candida, è il Pd che esce da me») e Castagnetti («E' anticlericale, ci fa perdere voti»). Tutte e due tendono a parlare chiaro e di questioni comprensibili. Nucleare: Polverini dice sì e Bonino dice no. Welfare: Polverini vuole il quoziente familiare, Bonino spiega che il quoziente familiare è un incentivo al familismo e inchioda le donne a casa. Bioetica: Polverini aggancia l'Udc contro le coppie di fatto e la RU486, Bonino dice che sulla RU486 la legge si applica e non si discute e che non riconoscere le coppie di fatto è come non sapere in che anno viviamo, idem pretendere di bloccare la società multiculturale. Ecco, almeno si sa di che si parla e per che cosa si vota.
    Tutto oro? Ovviamente no. Nella regione italiana che ospita la Santa Sede una vittoria di Bonino, una che dice chiaro chiaro che i credenti e i clericali non sono la stessa cosa e che i veri cattolici sono quelli che hanno a cuore il libero arbitrio, sarebbe un evento da salutare stappando fiumi di champagne. Però sulla sanità pubblica e privata, a parte la sua giusta insistenza sulla trasparenza delle procedure, aspettiamo delucidazioni. E la sua ossessione paritaria sull'innalzamento dell'età pensionabile delle donne non ci piace affatto. L'onorevole via d'uscita che la sua decisione di candidarsi offre al pantano del Pd non è la quadratura del cerchio a sinistra, e del resto in casa radicale non c'è decisione che non lanci provocazioni e non apra contraddizioni. Incassiamo intanto lo stile, che non è acqua. E la sfida in rosa - Pd volente o nolente - , che segnala che sotto il cielo della politica ci sono più cose di quante non ne contempli la geometrica impotenza dei soliti noti


I COMMENTI:
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  • Davvero è difficile capire perchè il manifesto dia tanto risalto per la candidatura della Bonino, che sulle tematiche economiche è ultraliberista.Magari una riga, una, per informarci quali sono i candidati e i progetti della sinistra del PD ? capisco che la bonino sia una rottura rispetto al passato, ma io (che non sono laziale lo ammetto) farei davvero molta fatica a votare in marzo la bonino, sia pure stimando alcune sue battaglie. 08-01-2010 17:50 - Dende
  • Sarebbe deprimente che alla Dominijanni piacesse questa melassa sole perche' la fanno due donne.
    Se la sinistra, termine che uso tanto per capirci, non ha altri da proporre, vuol dire che e' morta.
    Consegnare il Lazio alle destre? e che la Bonino e' di sinistra? 08-01-2010 17:39 - murmillus
  • Non capisco sinceramente tutta questa indulgenza della sinistra per un personaggio come la Bonino. Una che insieme a Pannella non esitò un attimo a fare coalizione con Berlusconi a suo tempo; una che ancora prima era amicona di Craxi; una che appoggiò senza remore l'intervento in Afganistan; una che non ha mai lavorato un'ora in vita sua; una che non è mai stata, ma mai, di sinistra. 08-01-2010 17:04 - Andrea
  • Parlare di cose reali vuol dire non cadere nell' ideologia. Sarebbe un ottimo segno anche per il futuro governo del Lazio. C'è un altro aspetto positivo. Le cordate affaristiche che premono per tornare in gioco in Puglia forse nel Lazio saranno emarginate. 08-01-2010 16:47 - a.chico
  • confesso che i candidati PD, siano chi siano, anche se si ripassano selle labbra un filo di rossetto, non mi interessano. purtroppo sono di sinistra e pure comunista, chiedo scusa 08-01-2010 16:23 - francesco
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