domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
09/01/2010
  •   |   Antonello Mangano
    Le lotte per la terra e i caporali di oggi

    Nel maggio 2009, la Direzione investigativa antimafia avviava un'inchiesta sul lavoro agricolo nella Piana di Gioia Tauro, culminata con gli arresti di tre imprenditori del luogo e due "mediatori" bulgari. Le accuse erano estorsione e riduzione in schiavitù. L'indagine, partita grazie alla denuncia di una cittadina bulgara, era un utile spaccato delle condizioni di lavoro nella Piana. «I proprietari volevano sfruttare il lavoro sotto costo di cittadini privi di permesso di soggiorno, destinandoli al lavoro agricolo con ogni clima per nove - dieci ore al giorno», scrivono i magistrati. 
    «Venivano picchiati in caso di rallentamento nel ritmo di raccolta degli agrumi e obbligati ad accettare un salario giornaliero molto inferiore rispetto alla normale retribuzione giornaliera». Chi protestava era ricattato («ti denunciamo alle autorità come clandestino»), oppure picchiato. Ad un lavoratore marocchino venivano negati i 500 euro della sua paga, quasi un mese di lavoro. Ad un altro, invece che i soldi per 44 giorni nei campi venivano dati pugni e calci.
    Non tutti si comportano così. Ma sono tante le testimonianze che parlano di violenza diffusa, e non ci sono dubbi sui bassi salari. I produttori si giustificano: ci pagano le arance pochi centesimi al chilo. Ma non spiegano perché ci sono così tanti passaggi dal piccolo proprietario all'industria di trasformazione, oppure al supermercato. Non parlano mai di quello che uno di loro definisce il "freno a mano" dell'economia locale, ovvero il monopolio dei materiali, quello delle ditte di trasporto, in pratica tutto l'indotto del sistema. Una sorta di pizzo indiretto. «Non puoi comprare gli agrumi dove vuoi», ammette un produttore, «per ogni zona, devi prima rivolgerti a personaggi strani, i cosiddetti guardiani. Fino a poco tempo fa, arrivavano tanti compratori esterni, sono stati cacciati via a pistolettate o con attentati. In quel periodo, un chilo di clementine si vendeva a mille lire. Potevi comprarti una casa all'anno. Oggi te la devi vendere, la casa».
    L'analisi più lucida è quella di Peppino Lavorato, ex sindaco di Rosarno fino al 2003, compagno di partito di Giuseppe Valarioti, martire dell'antimafia calabrese: «Gli agricoltori devono aprire gli occhi e riconoscere che il loro reddito è falcidiato e decurtato dall'imperio mafioso, che parte dalle campagne e arriva nei mercati. Negli anni '70, la 'ndrangheta ha allontanato dai nostri paesi i commercianti che pagavano il prodotto ad un prezzo remunerativo, per rimanere sola acquirente ed imporre il proprio basso prezzo». «Si è poi impadronita di tutti i passaggi intermedi, fino ad arrivare nei mercati e controllare anche il prezzo al consumo», continua Lavorato. «Questa è la filiera perversa che deruba agricoltori, lavoratori e consumatori. La filiera che bisogna combattere ed abbattere per assicurare il giusto reddito all'agricoltore, il legittimo salario al bracciante italiano o straniero, un equo prezzo al cittadino consumatore».
    La storia di Rosarno è comunque complessa e paradossale, non riducibile all'«inferno» descritto da quasi tutti gli inviati. Oggi i migranti schiavizzati lavorano nelle stesse terre dove pochi decenni fa gli abitanti del luogo condussero lotte sindacali di massa per vedere riconosciuti diritti elementari. Non c'è più memoria di quelle vicende, così come del recente passato fatto di emigrazione. Quello che resta è una lugubre sequenza di atti violenti. L'omicidio del sessantaduenne Palmiro Macrì, ucciso il 7 luglio 2008 da diverse sventagliate di kalashnikov - oltre cinquanta colpi esplosi, un crepitio che rimarrà per sempre nelle orecchie dei passanti - per punire il figlio, colpevole di aver litigato per un parcheggio con un pezzo grosso delle 'ndrine. Un anno dopo, uno dei delitti più atroci. Vincenzo La Torre, 22 anni, e Francesco Amato, 15 anni, rom, residenti a Rosarno sono uccisi di fronte al cancello dell'acquedotto di Scilla con due colpi alla nuca. Qualche settimana prima, il 18 maggio, un'automobile utilizzata dalle suore di Santa Maria Ausiliatrice era stata incendiata.
    Lo scorso due novembre la polizia irrompeva in un normale appartamento e trovava un arsenale da guerra, in cui spiccava un lanciarazzi controcarro modello M-80, di fabbricazione jugoslava. Una potente arma da guerra pensata per distruggere mezzi corazzati. Sempre a novembre, è ucciso il meccanico Biagio Vecchio, ancora una vendetta trasversale per punire il nipote. Si tratta solo di una selezione di episodi della "normale" cronaca locale. Tutte vicende che non hanno suscitato indignazione, moti di piazza, cortei spontanei. Gli italiani a queste cose ci sono abituati. Non sono africani.


I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
  • Sta emergendo una realtà di sfruttaento e di razzismo.
    L'orrore di un sistema che non vuole sistemare i stranieri e continuare con il caporalato mafioso e fascista.
    In Calabria,fin da prima del fascismo ci sono stati sempre i signori della terra e caporali che riunivano i morti di fame per farli lavorare come schiavi, la terra dei signori.
    La Sicilia gattopardiana,che il prefetto Mori aveva smascherato,ma lo stesso fascismo aveva impedito di sgominare.
    Ancora oggi dopo 60 anni di democrazia.Dopo aver avuto D'Alema a capo del governo,siamo allo stesso punto.
    La mafia dela terra è ancora li.
    Non ci sono più i bracchianti italiani,ma braccia nere,che vengono da oltre mare.Braccia di gente affamata che per pochi soldi,accetta di vivere come animali randagi.
    I cani dei contadini hanno una cuccia e cibo in quantità.
    Fare il cane a qualche contadino sarebbe per il nero un vantaggio.
    Questa è l'Italia di Prodi D'Alema Fassino,Rutelli,berlusconi,la Lega e tutti gli altri galantuomini che stanno al potere.
    Ma non era meglio che l'Italia non fosse mai nata?
    Non sarebbe meglio essere governati dai Borboni di Franceschiello invece di questi Mastella?
    Non era meglio che i tedeschi occupassero il nord di questo paese.
    Oggi la nostra terra non si doveva vergognare così.
    Mi sto veramente vergognando del mio paese.
    Abbiamo permesso a un esercito di mascalzoni di fare il bello e il cattivo tempo,in questa nazione.
    Ora stiamo pagando un prezzo altissimo.
    Quì ci vuole un nuovo risorgimento,oppure buttare il tricolore alle ortiche e accettare la barbarie.
    Non voglio arrendermi.
    Se non vuoi che il tuo paese precipiti,aiutaci a riscattarlo.
    Italiani,patrioti è arrivato il giorno del martirio.
    Patria o morte!
    Vinceremo! 09-01-2010 16:58 - maurizio mariani
  • Basta con commenti ipocriti,ecco perchè PDL e LEGA,hanno il voto degli elettori.Ma chi parla,di Italia razzista,vive in un mondo fatato e abitato da Biancaneve e i 7 nani.Se frequantasse le nostre città,si accorgerebbe,che gli immigrati regolari e non,che sono troppi e la gente non li tollera più.Apriamo a tutta l'Africa,già comandano loro,e fra non molto la situazione peggiorerà ancora.Costoro hanno,solo le braccia per lavorare e niente altro,cultura scarsa o nulla.Se la sx e la chiesa,da pefetti incoscienti,che sono,stessero zitti,invece di parlare di accoglienza,senza limiti,farebbero un grosso favore,alla nazione. 09-01-2010 16:03 - enzo
  • bastano pochi stronzi razzisti leghisti fascisti cammoristi e gran parte del popolo dell'amore per ofuscare il mito ITALIANI BRAVA GENTE ? no ! con mio grande dispiacere questa bastarda etnia italica e tutto meno che buona ,il governo che la rappresenta e il suo degno specchio e fà semplicemente schifo, il capo del governo e tutti i guitti saprofiti che lo osannano si stanno scavando la fossa ,e solo tempo di aspettare la storia si ripete sempre ......ulisse 09-01-2010 15:28 - ulisse rossi
I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI