-
|
Antonello Mangano
Le lotte per la terra e i caporali di oggi
Nel maggio 2009, la Direzione investigativa antimafia avviava un'inchiesta sul lavoro agricolo nella Piana di Gioia Tauro, culminata con gli arresti di tre imprenditori del luogo e due "mediatori" bulgari. Le accuse erano estorsione e riduzione in schiavitù. L'indagine, partita grazie alla denuncia di una cittadina bulgara, era un utile spaccato delle condizioni di lavoro nella Piana. «I proprietari volevano sfruttare il lavoro sotto costo di cittadini privi di permesso di soggiorno, destinandoli al lavoro agricolo con ogni clima per nove - dieci ore al giorno», scrivono i magistrati.
«Venivano picchiati in caso di rallentamento nel ritmo di raccolta degli agrumi e obbligati ad accettare un salario giornaliero molto inferiore rispetto alla normale retribuzione giornaliera». Chi protestava era ricattato («ti denunciamo alle autorità come clandestino»), oppure picchiato. Ad un lavoratore marocchino venivano negati i 500 euro della sua paga, quasi un mese di lavoro. Ad un altro, invece che i soldi per 44 giorni nei campi venivano dati pugni e calci.
Non tutti si comportano così. Ma sono tante le testimonianze che parlano di violenza diffusa, e non ci sono dubbi sui bassi salari. I produttori si giustificano: ci pagano le arance pochi centesimi al chilo. Ma non spiegano perché ci sono così tanti passaggi dal piccolo proprietario all'industria di trasformazione, oppure al supermercato. Non parlano mai di quello che uno di loro definisce il "freno a mano" dell'economia locale, ovvero il monopolio dei materiali, quello delle ditte di trasporto, in pratica tutto l'indotto del sistema. Una sorta di pizzo indiretto. «Non puoi comprare gli agrumi dove vuoi», ammette un produttore, «per ogni zona, devi prima rivolgerti a personaggi strani, i cosiddetti guardiani. Fino a poco tempo fa, arrivavano tanti compratori esterni, sono stati cacciati via a pistolettate o con attentati. In quel periodo, un chilo di clementine si vendeva a mille lire. Potevi comprarti una casa all'anno. Oggi te la devi vendere, la casa».
L'analisi più lucida è quella di Peppino Lavorato, ex sindaco di Rosarno fino al 2003, compagno di partito di Giuseppe Valarioti, martire dell'antimafia calabrese: «Gli agricoltori devono aprire gli occhi e riconoscere che il loro reddito è falcidiato e decurtato dall'imperio mafioso, che parte dalle campagne e arriva nei mercati. Negli anni '70, la 'ndrangheta ha allontanato dai nostri paesi i commercianti che pagavano il prodotto ad un prezzo remunerativo, per rimanere sola acquirente ed imporre il proprio basso prezzo». «Si è poi impadronita di tutti i passaggi intermedi, fino ad arrivare nei mercati e controllare anche il prezzo al consumo», continua Lavorato. «Questa è la filiera perversa che deruba agricoltori, lavoratori e consumatori. La filiera che bisogna combattere ed abbattere per assicurare il giusto reddito all'agricoltore, il legittimo salario al bracciante italiano o straniero, un equo prezzo al cittadino consumatore».
La storia di Rosarno è comunque complessa e paradossale, non riducibile all'«inferno» descritto da quasi tutti gli inviati. Oggi i migranti schiavizzati lavorano nelle stesse terre dove pochi decenni fa gli abitanti del luogo condussero lotte sindacali di massa per vedere riconosciuti diritti elementari. Non c'è più memoria di quelle vicende, così come del recente passato fatto di emigrazione. Quello che resta è una lugubre sequenza di atti violenti. L'omicidio del sessantaduenne Palmiro Macrì, ucciso il 7 luglio 2008 da diverse sventagliate di kalashnikov - oltre cinquanta colpi esplosi, un crepitio che rimarrà per sempre nelle orecchie dei passanti - per punire il figlio, colpevole di aver litigato per un parcheggio con un pezzo grosso delle 'ndrine. Un anno dopo, uno dei delitti più atroci. Vincenzo La Torre, 22 anni, e Francesco Amato, 15 anni, rom, residenti a Rosarno sono uccisi di fronte al cancello dell'acquedotto di Scilla con due colpi alla nuca. Qualche settimana prima, il 18 maggio, un'automobile utilizzata dalle suore di Santa Maria Ausiliatrice era stata incendiata.
Lo scorso due novembre la polizia irrompeva in un normale appartamento e trovava un arsenale da guerra, in cui spiccava un lanciarazzi controcarro modello M-80, di fabbricazione jugoslava. Una potente arma da guerra pensata per distruggere mezzi corazzati. Sempre a novembre, è ucciso il meccanico Biagio Vecchio, ancora una vendetta trasversale per punire il nipote. Si tratta solo di una selezione di episodi della "normale" cronaca locale. Tutte vicende che non hanno suscitato indignazione, moti di piazza, cortei spontanei. Gli italiani a queste cose ci sono abituati. Non sono africani.
- 31/01/2010 [5 commenti]
- 30/01/2010 [6 commenti]
- 29/01/2010 [8 commenti]
- 28/01/2010 [20 commenti]
- 27/01/2010 [25 commenti]
- 26/01/2010 [8 commenti]
- 25/01/2010 [7 commenti]
- 24/01/2010 [17 commenti]
- 23/01/2010 [36 commenti]
- 22/01/2010 [13 commenti]
- 21/01/2010 [5 commenti]
- 21/01/2010 [9 commenti]
- 20/01/2010 [10 commenti]
- 19/01/2010 [13 commenti]
- 18/01/2010 [15 commenti]
- 17/01/2010 [27 commenti]
- 16/01/2010 [9 commenti]
- 15/01/2010 [12 commenti]
- 14/01/2010 [13 commenti]
- 13/01/2010 [33 commenti]
- 13/01/2010 [2 commenti]
- 12/01/2010 [0 commenti]
- 12/01/2010 [4 commenti]
- 10/01/2010 [33 commenti]
- 09/01/2010 [23 commenti]
- 08/01/2010 [45 commenti]
- 07/01/2010 [17 commenti]
- 06/01/2010 [9 commenti]
- 05/01/2010 [9 commenti]
- 05/01/2010 [14 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












L'orrore di un sistema che non vuole sistemare i stranieri e continuare con il caporalato mafioso e fascista.
In Calabria,fin da prima del fascismo ci sono stati sempre i signori della terra e caporali che riunivano i morti di fame per farli lavorare come schiavi, la terra dei signori.
La Sicilia gattopardiana,che il prefetto Mori aveva smascherato,ma lo stesso fascismo aveva impedito di sgominare.
Ancora oggi dopo 60 anni di democrazia.Dopo aver avuto D'Alema a capo del governo,siamo allo stesso punto.
La mafia dela terra è ancora li.
Non ci sono più i bracchianti italiani,ma braccia nere,che vengono da oltre mare.Braccia di gente affamata che per pochi soldi,accetta di vivere come animali randagi.
I cani dei contadini hanno una cuccia e cibo in quantità.
Fare il cane a qualche contadino sarebbe per il nero un vantaggio.
Questa è l'Italia di Prodi D'Alema Fassino,Rutelli,berlusconi,la Lega e tutti gli altri galantuomini che stanno al potere.
Ma non era meglio che l'Italia non fosse mai nata?
Non sarebbe meglio essere governati dai Borboni di Franceschiello invece di questi Mastella?
Non era meglio che i tedeschi occupassero il nord di questo paese.
Oggi la nostra terra non si doveva vergognare così.
Mi sto veramente vergognando del mio paese.
Abbiamo permesso a un esercito di mascalzoni di fare il bello e il cattivo tempo,in questa nazione.
Ora stiamo pagando un prezzo altissimo.
Quì ci vuole un nuovo risorgimento,oppure buttare il tricolore alle ortiche e accettare la barbarie.
Non voglio arrendermi.
Se non vuoi che il tuo paese precipiti,aiutaci a riscattarlo.
Italiani,patrioti è arrivato il giorno del martirio.
Patria o morte!
Vinceremo! 09-01-2010 16:58 - maurizio mariani