domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
13/01/2010
  •   |   Valentino Parlato
    Una risposta ai lettori critici

    Cari compagni, lettori del manifesto, siete intervenuti in tanti sul nostro sito a proposito dell’articolo «Sinistra alla prova», pubblicato domenica scorsa. Grazie per i vostri interventi e ovvie scuse per il ritardo con il quale rispondo.

    Certo – come scriveva Luigi, già nel 2003 - «la sinistra italiana che conosciamo è  morta». Indiscutibile, ma Luigi concludeva il suo articolo scrivendo che «non deve vincere domani, ma operare ogni giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare la vita in un’era che ce ne sta privando in forme mai viste».

    Quindi, non arrendersi per riscaldarsi con le proprie lacrime. Noi del manifesto di sconfitte ne abbiamo subite tante e siamo duramente investiti dall’attuale crisi, ma pure ogni giorno (salvo il lunedì) siamo in edicola e continuiamo a esibire la scrittarella «quotidiano comunista». Amen ci scrive che il comunismo è morto ed è stato seppellito dalla Storia. Non sono d’accordo. Subiamo una dura sconfitta, ma la spinta a «rinnovare la vita» rimane. Nella storia ci sono stati sempre periodi, anche lunghi, di decadenza, ma poi bene o male si è ricominciato. L’ideale (l’obiettivo) di libertà, eguaglianza e fraternità è insopprimibile. Il comunismo è in crisi, ma il capitalismo non sta tanto bene.

    Ferrero e anche Vendola hanno fatto tanti errori, ma se oggi riprendono un rapporto è indubbiamente bene, e bene fa il manifesto a invitarli per un forum in una casa che non ha mai aperto le porte al nemico. Non ci sarà una trionfale resurrezione, è scontato, ma forse qualche passo avanti. Sono d’accordo con l’intervento di Antonio e dico a Francesco Fanizzi che noi del manifesto non siamo generali, ma soldati semplici.

    La crisi della sinistra, delle sue forze e dei suoi ideali, è tremenda e non sappiamo quanto tempo durerà, ma intanto non possiamo starcene a piangere e accusare. Rischiamo così di finire col rassomigliare a quelli che accusiamo. Però non molliamo la critica e la denunzia ai D’Alema e a tutti gli altri che si sono fatti un nome con il Pci e il comunismo e adesso lo rinnegano «inciuciando». State con il manifesto e sostenetelo. 

    P.s. Però nei vostri, utili, interventi potreste essere meno recisi e sforzarvi di più  di capire le ragioni dell’altro, cioè mie.


I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
  • Come altri, anch'io credo che le parole siano importanti.
    A GB vorrei dire che per credere nell'uguaglianza, libertà e solidarietà non occorre essere comunisti, altri schieramenti hanno posto come stella cometa questi ideali, per es. gli anarchici, ovvero i primi critici del comunismo.
    Essere comunista significa battersi per l'instaurazione di una società comunista. Nel Novecento qualcuno ci ha provato. Esperimento fallito, e purtroppo non in modo indolore, anzi. Penso che la stragrande maggioranza di chi vota sinistra oggi, o che ritenga di avere questa collocazione politica, non vuol sentirne parlare di dittatura del proletariato, della classe operaia come classe salvifica insignita della missione di far strada verso l'agognato ideale, e nemmeno alzi il pugno alle manifestazioni.
    Un partito centralizzato, gerarchia, economia statalizzata con una classe di burocrati al vertice, mancanza di libertà, violenza. Questo è stato il comunismo, lo sappiamo tutti.
    Ho 25 anni, non mi sento legato a nessuna tradizione, il fallimento del comunismo non è stato anche il mio, l'ho studiato sui libri di storia all'università, e non ho paura di chiamare dittatore chi lo è, anche se mi parla di socialismo del XXI secolo, mi spiace, ma non abbaglia nessuno.
    Non ho ricette. Purtroppo. Ma la verità è che al giorno d'oggi esiste un solo sistema, il capitalismo, e nessuno conosce un'alternativa.
    Non esiste nessun sistema per cui battersi, nessuna alternativa radicale e funzionante (lo deve essere,non voglio una nuova e vaga utopia che poi faccia danni mostruosi perchè arrivati a metà del libretto di istruzioni ci si accorge che l'altra metà non è stata scritta).

    Quindi, caro Manifesto, se lo ritieni opportuno mantieni pure la dicitura "comunista".
    Io sono un tuo lettore, politicamente mi colloco nella tua area, cosiddetta radicale, ma se vuoi fare la conta dei comunisti, escludi il mio nome, non mi definisco tale. 15-01-2010 21:16 - Pietro Micca
  • E' necessario affrancarsi dai partiti e ripensare la rappresentanza politica in forme nuove e più vicine a noi. 14-01-2010 20:27 - Morlock
  • Sarebbe utile fare attenzione all'uso del termine o parola "Comunismo".
    Ciò che conta converrete, non è il vocabolo Comunismo in sè, ma i valori che sottostanno al significato del termine.
    La stessa cosa per esempio vale per la parola Dio.
    Come nelle menti umane esiste il Dio Cristiano, il Dio Musulmano, il Dio dei Buddisti, il Dio degli Atei,ecc.,nello stesso mmodo esiste il Comunismo dei Comunisti, il Comunismo dei Capitalisti, il Comunismo dei Ricchi, il Comunismo dei Poveri ecc.
    Ritengo utile pertanto non ancorarsi all'uso di un singolo vocabolo,termine o parola, ma farlo invece con riguardo ai valori che quel termine dovrebbe indicare.
    Questa ipotesi non esclude di poter variare o omettere addirittura, l'uso di un singolo vocabolo, per poter spiegare nel miglior modo questioni complesse. 14-01-2010 17:45 - GB
  • Caro compagno Valentino, vedo che il tuo articolo a scatenato un dibattito interessante e dal quale si possono avere spunti illuminanti sulla situazione della sinistra. Senza scendere nel passato storico del concetto di sinistra , mi vorrei concentrare su quello che ritieni, nel tuo articolo di domenica, un elemento fondante per le scompagginate schiere della sinistra, la reunion Ferrero Vendola. Proprio tu ricordi che già tempo fa volevi organizzare un incontro tra queste due "anime" e non ti era stato possibili mentre oggi sembra possibile e auspicabile. Io da compagno e affezionato al significato comunista, che a giocato un ruolo fondamentale nella creazione della siocietà moderna e alla sua modernizzazione, trovo difficile giustificare lo strappo vendoliano-bertinottiano, scissione e lista arcobaleno, che come motivo di fondo portavano e portano la difficoltà di reggere il peso e l'onere di un identità comunista, sbarazzarsene per poter essere accettati al governo del grande inciucio. Ma la mossa al grande Vendola non è riuscita, è stato trombato dal suo PD, anche dopo aver strappato con i compagni che l'anno eletto e dopo aver annientato la presenza in parlamento dell'unica realtà significativa di sinistra del nostro paese. Questi giochetti politici molto in voga nella politica italiana non funzionano su un elettorato di sinistra, che è sempre più disgustato dalle accozzagli delle alleanze, che nella prova dei fatti non rispettano gli accordi di alleanza,vedi esperienze governo Prodi. Questa sinistra così frammentata viene percepita dall'elettorato come la roccaforte di colonelli, senza eserciti, che si dividono per conservare e difendersi i loro piccoli potentati le loro piccole e misere lider scip. Quindi dico con chiarezza che Ferrero farebbe bene a lanciare un chiaro messaggio di unificazione nel PRC e le alleanze si fanno per vincere e in questo caso è meglio perdere da soli. Se non avrà questo coraggio e offirà una sponda a Vendola perderà, lo sappia il voto di molti compagni.

    saluti comunisti


    Luciano 14-01-2010 16:59 - Luciano
  • Ricordo ancora uno dei primi seminari all'università "Forme economiche alternative al capitalismo". Dall'autogestione jugoslava alla pianificazione sovietica.
    Primo. Il problema è certamente anche l'analisi : in che società viviamo? Si fa presto a dire globalizzazione neoliberista. De-regolazione? Ma se assistiamo ad un proliferare di norme nazionali e ultra-nazionali!
    Supercapitalismo? Ma se l'Italia è il regno della piccola e media impresa!
    Secondo. Cito Jean Peyrelevade "Capitalismo totale" : "l'imprecazione non basta....Le maledizioni pronunciate non dicono nulla in merito al funzionamento di un altro modello". Già, Valentino, dove sta questo modello? 14-01-2010 16:53 - gabriele
  • Non me la sento di votare per Emma Bonino, ultraliberista.Voi non siete mai stati soldati non avete ricevuti il soldo.Le ragioni della critica affettuosa si accompagna alla recente debacle elettorale a come vi state ri-orientando.Non giornale di partito ma attenti ai radicali che usano spregiudicatamente i media.Noi avremo le nomenklature e gli eserciti senza soldati loro sono americanizzati usano la reputazione le alleanze economiche con lobby tra cui quella Israeliano americana.La critica al Manifesto, non tesse la lotta di classe segue la via democratico parlamentare, ha perso quindi un altra strada.Non dico che l'apollineo e misurato ma sarcastico Parlato ne sappia più di me ma io sono quella plebe colta che lui non chiama proletariato terziarizzato ma plebe.Grazie.Vi leggo perchè Liberazione da cui è uscito Sansonetti faceva schifo.Ricordate cosa diceva un movimento politico dieci anni fà.D'Alema è colpevole della cattura di Ocalan l'ha consegnato ai turchi, perchè la Turchia è strategicamente importante per la NATO, patto atlantico.Il Manifesto non conduca la federazione della sinistra nelle mani del PD condizione indispensabile per continuare a votare come dei comunisti fanno da 20 anni.Non ripeto la critica pessima se Il Manifesto chiude voi comunque un altro lavoro lo avete.Non generali ma persone con una vita piena come dice di sè Parlato.Beati voi.Un lettore che vi ama. 14-01-2010 15:45 - Paolo
  • guardate che le scelte disastrose della sinistra degli ultimi anni (ovviamente escluso il PD che si vuole sempre più forza centrista) non è che da imputare alla classe dirigente dei partiti (troppi) della sinistra! io non so se il manifesto a suo tempo, come scrive qualche lettore, abbia sostenuto la scissione di Vendola : ad ogni modo se Vendola è colpevole, il gruppo dirigente di RC di PdCI dei Verdi e di tutti gli altri partitini lo sono altrettanto. E siccome il manifesto ha anche creato una Rivista (la Rivista della Sinistra) per appunto favorire l'unificazione di questo arcipelago, non riesco a capire di cosa si cianci. Il manifesto lavora da anni all'unificazione del vasto campo della sinistra (in tanti modi) e accusarlo del contrario mi pare inesatto e ingeneroso.
    Per quanto riguarda il messaggio di Paolo, a cui il manifesto né più né meno, dà il voltastomaco (e comunque è ideologico e velleitario) mi viene da chiedermi : ma allora perché vieni a romperci i coglioni ? visto che ti senti estraneo alla nostra storia, ma stattene per i cazzi tuoi e lasciaci discutere. E non venire fuori con i compagni degli anni '70 che il manifesto non avrebbe sostenuto. Non solo li ha sostenuti, ma li ha anche pubblicati.
    Scusatemi per l'accento un po' volgare, non è nel mio costume, ma veramente comincio a non poterne più di queste persone per le quali il manifesto è alle origini dei mali del mondo e se non del mondo, almeno della sinistra.
    Ma curatevi!
    Per concludere e proprio per esser comunista : la politica è l'arte del possibile. Se non lo si è capito, si vive nel mondo dei sogni. 14-01-2010 15:35 - Spartacus
  • io sono stato comunista per tantissimi anni ho vissuto parte del 68,e gli anni settanta
    ho capito di avere preso un abbaglio perche il comunismo non ha mantenuto quello che ha promesso ed è risultata un'ideologia fallita, per non parlare dei crimini contro l'umanità commessi dai regimi comunisti di mezzo mondo, ho capito che ha fatto solo del male al proletariato. 14-01-2010 15:12 - mario
  • Se in comunismo dovesse essere una meta posta fuori dalla storia, in un lontano e nebbioso futuro, credo non interesserebbe a nessuno. Se invece lo si immagina come un insieme di pratiche in grado di aprire possibilità nuove nel mare di dolore di questo per nulla pacificato capitalismo globalizzato, allora, credo possa tornare ad essere di nuovo la "giovinezza del mondo". 14-01-2010 15:09 - william
  • Luca che ha scritto il commento 14-01-2010 11:52 .
    volevo fari i miei più vivi complimenti, sei un grande, il tuo commento me lo incornicio.
    è la cosa migliore che ho letto sul manifesto da molti anni a questa parte.
    ps. sono quasi tuo coetaneo (del 1977) ma di stirpe comunista leggo il manifesto da quando ero alle elementari.. ci ho messo tanti anni per capirlo, ma adesso lo so: il mondo è nostro non dei nostalgici e dei '68 che volevano cambiare il mondo e l'hanno ridotto così... 14-01-2010 15:06 - pietro spina
I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI