giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
13/01/2010
  •   |   Valentino Parlato
    Una risposta ai lettori critici

    Cari compagni, lettori del manifesto, siete intervenuti in tanti sul nostro sito a proposito dell’articolo «Sinistra alla prova», pubblicato domenica scorsa. Grazie per i vostri interventi e ovvie scuse per il ritardo con il quale rispondo.

    Certo – come scriveva Luigi, già nel 2003 - «la sinistra italiana che conosciamo è  morta». Indiscutibile, ma Luigi concludeva il suo articolo scrivendo che «non deve vincere domani, ma operare ogni giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare la vita in un’era che ce ne sta privando in forme mai viste».

    Quindi, non arrendersi per riscaldarsi con le proprie lacrime. Noi del manifesto di sconfitte ne abbiamo subite tante e siamo duramente investiti dall’attuale crisi, ma pure ogni giorno (salvo il lunedì) siamo in edicola e continuiamo a esibire la scrittarella «quotidiano comunista». Amen ci scrive che il comunismo è morto ed è stato seppellito dalla Storia. Non sono d’accordo. Subiamo una dura sconfitta, ma la spinta a «rinnovare la vita» rimane. Nella storia ci sono stati sempre periodi, anche lunghi, di decadenza, ma poi bene o male si è ricominciato. L’ideale (l’obiettivo) di libertà, eguaglianza e fraternità è insopprimibile. Il comunismo è in crisi, ma il capitalismo non sta tanto bene.

    Ferrero e anche Vendola hanno fatto tanti errori, ma se oggi riprendono un rapporto è indubbiamente bene, e bene fa il manifesto a invitarli per un forum in una casa che non ha mai aperto le porte al nemico. Non ci sarà una trionfale resurrezione, è scontato, ma forse qualche passo avanti. Sono d’accordo con l’intervento di Antonio e dico a Francesco Fanizzi che noi del manifesto non siamo generali, ma soldati semplici.

    La crisi della sinistra, delle sue forze e dei suoi ideali, è tremenda e non sappiamo quanto tempo durerà, ma intanto non possiamo starcene a piangere e accusare. Rischiamo così di finire col rassomigliare a quelli che accusiamo. Però non molliamo la critica e la denunzia ai D’Alema e a tutti gli altri che si sono fatti un nome con il Pci e il comunismo e adesso lo rinnegano «inciuciando». State con il manifesto e sostenetelo. 

    P.s. Però nei vostri, utili, interventi potreste essere meno recisi e sforzarvi di più  di capire le ragioni dell’altro, cioè mie.


I COMMENTI:
  pagina:  3/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • Lenin, il solo uomo nella storia del mondo che si può definire un autentico comunista-marxista, considerava "l'intellighentia" un elemento di freno alla conquista del potere proletario. Lenin amava gli operai, perché fu grazie a loro e solo a loro, che in una vastissima parte geografica del mondo le classi sociali più deboli si riscattarono dalla miseria e dalla sottomissione dei padroni di ogni specie e di ogni epoca Ha ragione Maurizio Mariani.... la corda sta per spezzarsi ! EVVIVA IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO!!!!!! 14-01-2010 08:41 - ermanno
  • Io credo, che la linea dl manifesto sia come sempre lucida. La situazione è triste, per noi di sinistra, meglio per noi comunisti del xxi secolo. Ma siamo qui, e ci proviamo, a riparare i nostri errori, e parlare delle nostre vittorie. Certo dobbiamo proseguire la nostra strada, con i dovuti correttivi. Quando leggo cose come ha scritto Maurizio, mi cadono le braccia. Cosa aspettiamo la rivoluzione, per sofferenza, nel 2010, insomma queste cose le abbiamo dette negli anni 70' e la storia la conosciamo. Penso che commenti come quello di Maurizio, lontani fra le altre dalla realtà della maggioranza dei cittadini, non portano a nulla, anzi ci allontanano dalle masse, impauriti da questa foga violenta che traspare dalle parole di Maurizio. Ci vuole Unità, e capire finalmente i bisogni odierni delle persone e dei giovani. Senza trascendere in sfoghi senza senso. 14-01-2010 05:15 - Marco Alaberti
  • Non leggo piu' il Manifesto. E non perche' lo trovi elitario. So gia' cosa ci sara' scritto anche prima di aprirlo. Questo giornale non fa giornalismo di inchiesta (e non credo solo per mancanza di mezzi, ma anche di interesse). Si limita a prevedibili commenti ispirati ad un annacquato marxismo di maniera. Strizza l'occhio ai vari movimenti che sorgono e muoiono, con un entusiasmo quasi infantile. Ha sempre mantenuta una sana distanza dai partiti dell'area di riferimento, salvo sostenere un pessimo governo come fu il governo Prodi. Ha celebrato il crollo dei paesi socialisti come sconfitta dello stalinismo e vittoria del vero comunismo, senza rendersi conto che questo 'vero' comunismo senza lo stalinismo, ovvero a prescindere dalla sua attualizzazione storica, e' una simpatica idea come l'anarchia di Bakunin utile al sollazzo di qualche intellettuale, senza rilevanza politica. Storicamente, rimprovero anche al Manifesto l'atteggiamento di sprezzante distanza ed estraneita' rispetto ai movimenti, quelli si' seri e reali, degli anni '70, cosi' come ai tanti compagni in carcere ieri e oggi. Credo sia possibile prendere le distanza da scelte politiche ritenute sbagliate anche senza negare a quei compagni, con il vostro colpevole silenzion, non dico la dignita' di comunisti, ma il loro stesso esistere. (L'articolo in margine al drammatico suicidio della Blefari, in cui sostanzialmente dicevate che comunista, fascista o mafioso, un detenuto ha comunque dei diritti che devono essere rispettati, mi ha fatto venire il voltastomaco. Quasi quasi meglio la retorica cattolica della pieta' piuttosto che la vostra inumana estraneita'.) 14-01-2010 04:42 - Roberto
  • Il punto di maurizio mariani mi sembra centrale: gli intellettuali, cioe' lo strato in grado di elaborare, dovrebbe sforzarsi di capire dove siamo arrivati, perche' ci siamo arrivati e come uscirne. Naturalmente tutti possono e devono contribuire, ma alcuni lo fanno part time altri full time.
    Il punto in cui continuiamo a girare in tondo e', a mio avviso, il rapporto tra societa' attuale a Marx. Il comunismo, se mi permette sig. Parlato, e' un ideale che deve essere definito. Marx lo fece: siamo d'accordo con quella definizione? se si, dobbiamo anche concludere che oltre che comunisti siamo anche marxisti. In questo caso bisogna tornare alle analisi leniniste, infatti secondo Marx la presa del potere non puo' passare attraverso l'istituzione borghese delle elezioni, ma attraverso una rivoluzione (come dire, quelli non mollano!). Anche se i tempi non sono maturi, sebbene la grande recessione attuale, come la chiamano ora in USA, sarebbe stato un buon trampolino per una sinistra organizzata.
    E allora si abbia il coraggio di dire: siamo per una presa del potere e la sua difesa ad oltranza o siamo per un riformismo progressivo. In quest'ultimo caso non c'e bisogno di nessuna elaborazione perche' di socialdemocratici ce ne sono stati e ce ne sono a iosa. Un saluto. 14-01-2010 00:14 - murmillus
  • Io sono contentissimo che Parlato abbia citato la triade della Rivoluzione Francese Libertà Uguaglianza Fraternità. Ritengo che il progressismo debba ripartire proprio di lì perseguendo le istanze di libertà individuale con quelle di giustizia sociale denunciando non solo il neoliberismo, ma anche il ruolo nefasto delle ideologie religiose (quelle monoteiste in particolare) sulle nostre coscienze con la loro misoginia, sessuofobia, omofobia e irrigimentazione della sessualità e del piacere.
    La sinistra deve esaltare la potenza e l'energia "sovversiva" della sessualità contro non solo lo svilimento commerciale, ma anche contro la repressione del piacere legittimata dall'ideologia religiosa. 13-01-2010 23:55 - paolo1984
  • Egr. sig. Parlato, dalla sua risposta risulta una visione quanto mai chiara e lucida della realtà odierna. Io sono di quella corrente di pensiero secondo la quale il comunismo ha cessato di essere tale, come ideologia, con la morte del carismatico e coerente Enrico Berlinguer. Sono altrettanto consapevole del fatto che al tempo in cui viviamo le ideologie, quelle sane, vere, rivolte a fare il bene di tutti, sono scomparse; difatti qualcuno parla del postmoderno come il tempo in cui sono crollate le ideologie. Sono affatto d'accordo. Ciò nonostante comprendo e accetto pienamente il suo pensiero. 13-01-2010 23:10 - paola
  • son d'accordo con valentino la sua analisi è, purtroppo, esatta. siamo spaesati, senza capacità di contrastare il capitalismo ed i suoi rappresentanti che si son fatti, entrambi, cultura prevalente. ci vorrà tempo per riprendersi e per riuscire a realizzare quel fare quotidiano che solo può sconfiggere i nostri avversari e ridisegnare un nuovo orizzonte. HASTA SIEMPRE a tutti. 13-01-2010 22:49 - luigi pascale
  • Non mi sembra che Valentino Parlato non capisca perchè a tutti ci roda il culo per un motivo o un altro, nè mi ha mai dato l'idea dell'"intellettuale". Anzi condivido con lui il concetto che il comunismo non è morto, se non altro perchè essendo nella sua globalità una scienza come tale non può morire.La borghesia per affermare la sua egemonia ha dovuto aspettare settecento anni. A piccoli passi dobbiamo mantenere le posizioni e lavorare perchè il comunismo possa finalmente liberare l'uomo del futuro. 13-01-2010 20:43 - Giancarlo
  • Caro Valentino Parlato, vorrei sforzarmi di capire la traiettoria del Manifesto e la sua linea. Per essere disseppelliti dalla Storia occorre che il Cadavere rinnovi il suo progetto di vita. O Il Manifesto pensa di ritornare ad esistere come un Automa alimentato da energia derivata?
    Il Manifesto non si riconosceva nei regimi cd comunisti dopo il '68 (ma qualcuno riteneva già sufficiente la degenerazione stalinista per rigettare quella incarnazione storica dell'idea)? Ma poi? Ci sono degli esempi da seguire che servono per comprendere e sostanziare il riferimento a quell'idea?
    Nel tuo articolo citi Libertà, Uguaglianza e Fraternità, cioè la triade ideale della rivoluzione borghese par excellence che Marx criticava negli scritti giovanili.
    Il comunismo del Manifesto coincide con il programma rivoluzionario di Robespierre e Saint Just? Cos'è il comunismo per il Manifesto? Si tratta solo di difendere, di fare le barricate su un nome dietro cui si cela una sostanza diversa? 13-01-2010 19:56 - gabriele
  • Il fatto che ci sia la scrittina in alto mi sembra una soddisfazione pari a quella di Bertinotti che va alle sfilate militari... ma con la spilletta! Parlato, della 'fedeltà di marca' non sappiamo che farcene. Contenuti, ci vogliono, sostanza! Dietro il loghetto, se no, niente. 13-01-2010 19:47 - Dani
I COMMENTI:
  pagina:  3/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI