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COMMENTO
19/01/2010
  •   |   Guglielmo Ragozzino
    Nausea (ai Caraibi)

    Labadee è un paradiso turistico a 130 chilometri da Port-au-Prince. Il governo haitiano lo ha ceduto a una compagnia internazionale che ne ha fatto un resort ben difeso da guardie armate. La pubblicità precisa che si trova sulla costa nord di Hispaniola. Di Haiti meglio non parlare, risulterebbe sgradito alle famiglie in crociera. Venerdì, tre giorni dopo il terremoto, ha gettato le ancore il piroscafo Indipendence of the Seas. L'armatore ha assicurato che la nave caricava anche aiuti, ottenendo applausi dai passeggeri, divisi se prendere terra. Uno ha accusato nausea, ma forse aveva solo mal di mare.
    Altre navi seguiranno: molti turisti hanno prenotato sport, giochi, musica, piaceri e shopping di Labadee. Ieri era previsto l'attracco della Navigator of the Seas da 3.100 passeggeri, poi il 19, oggi per chi legge, è la volta della Liberty of the Seas, mentre il 22 seguirebbe la Celebrity Solstice. Tutto questo era leggibile sul New York Times online che citava The Guardian e The Miami Herald.
    Nel frattempo i due predecessori di Barack Obama sono stati incaricati dall'attuale presidente Usa di reperire fondi per «venire incontro alle necessità impellenti di quanti sono rimasti feriti, senza casa, affamati.... . Non permetteremo che gli haitiani si ritrovino a camminare da soli...» Un'affermazione ambigua quest'ultima, per Bill Clinton e George Bush che in effetti hanno fatto molto, durante il loro lungo potere, per «non permettere» a questo e a quello di «camminare da soli». I due presidenti chiedono ai loro compatrioti di versare 10 dollari tramite il telefono cellulare. Lo fanno in un articolo scritto per The New York Times che la Repubblica traduce. E vantano la generosità degli americani che hanno consentito al dipartimento di stato di raccogliere subito un milione: e lamentano l'ingorgo delle Ong haitiane - solo in India ce ne sono di più, assicurano con un sorrisino i due ex - e osservano che il terremoto rappresenta «una chance per fare le cose meglio di come le abbiamo fatte in passato». Notato che perfino Telethon corre, da noi, molto più in fretta, è certo che per salvare qualche banca o la Gm, Washington ha stampato facili miliardi, non stentati milioni.
    Saranno i diecimila marines degli Usa, o i generosi dei cellulari, o i crocieristi a dare aiuto ai terremotati di Haiti? Oppure tutto ciò è un intreccio di carità inefficiente e di sostanziale disprezzo per tutto il mondo? Quando servirebbero 10 o 100 Msf (Medici senza frontiere) si impedisce l'atterraggio ad Haiti dell'ospedale attrezzato di Msf, si sequestra l'acqua per le esigenze del grande esercito di occupazione, si sparpagliano uomini superarmati dove servirebbero ruspe, medicina d'urgenza, cibo, acqua pulita, per bere e per lavare i corpi.
    Si può essere certi che i prossimi 20 o 40 anni saranno spesso attraversati da episodi naturali devastanti: quelli forse imprevedibili, come i terremoti; altri previsti come le inondazioni, le carestie, le desertificazioni, effetti attesi del riscaldamento climatico. Per tutto questo i marines non servono; serve invece una risorsa, previdente e organizzata, che solo le Nazioni unite, rinnovate negli scopi e nel potere, possono costruire e tenere sempre pronta.


I COMMENTI:
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  • @ Silvia
    L'atteggiamento dell'Arabia Saudita non mi meraviglia: quello è uno stato religioso integralista (nonchè alleato degli USA, ma è un'altra questione), gli haitiani non sono islamici quindi i monarchi di Riad se ne fregano.
    Quanto ad Israele l'aiuto offerto è sicuramente positivo, mi piacerebbe però che il governo israeliano mostrasse altrettanta generosità con i poveri abitanti di Gaza che si trovano a due passi da loro e vivono anch'essi in condizioni di estrema indigenza a causa del blocco economico. Perchè mi pare un po' ipocrita aiutare chi vive a qualche migliaio di chilometri di distanza da te e non fare nulla per chi vive accanto a te...visto e considerato che, per quanto "nemici", i palestinesi sono il popolo accanto al quale gli israeliani devono imparare a convivere e devono impararlo per il loro stesso bene.
    E, a scanso di equivoci, ci tengo a chiarire che io, pur essendo molto critico verso i suoi governanti (gli attuali poi sono quelli più destrorsi che si siano mai visti), non ho nulla contro il popolo israeliano e nutro e ho sempre nutrito un profondo rispetto e anche ammirazione per la cultura ebraica della diaspora: una delle persone che più stimo al mondo è Moni Ovadia. 20-01-2010 19:40 - paolo1984
  • PER 20-01-2010 13:18 - Carlo .
    LA NAVE CONTIENE OSPEDALI, MEDICI, GENIO MILITARE, RUSPE, MILITARI , TONNELLATE E TONNELLATE DI AIUTI, ELICOTTERI INFERMIERI....
    SEI IL SOLITO COMUNISTELLO RIDICOLO, SOLO PRONTO ALLA CRITICA...STUPIDA TRA L'ALTRO.
    POVERETTO... 20-01-2010 17:24 - Antonio
  • Sono certa che il Manifesto, pubblicherà questa notizia, quindi la mia vuol essere solo un'anticipazione. "Il primo bimbo nato a Haiti si chiama Israel per ringraziare lo stato ebraico degli aiuti.Israele è stato il primo paese al mondo a mandare aiuti a Haiti. Una massa impressionante di beni, uomini e strutture d’emergenza, soprattutto paragonate all’avarizia dell’Arabia Saudita, secondo la denuncia del Los Angeles Times. I regnanti di Riad per ora hanno inviato solamente un MESSAGGIO di CONDOGLIANZE al governo di Haiti. “L’Arabia Saudita, ricca di petrolio – scrive il quotidiano statunitense –, è una delle nazioni più benestanti del pianeta. Ma mentre è generosa quando si tratta di costruire scuole religiose islamiche e moschee nel mondo, è stata abbastanza tirchia quando si è trattato di aiutare il popolo di Haiti, colpito dal terremoto”.
    Israele ha inviato 40 medici, 20 infermieri e altrettanti paramedici per mettere su un ospedale da campo capace di curare 500 feriti. Accadde anche con lo tsunami in Asia: lo stato ebraico fu tra i paesi più generosi. Un ospedale da campo israeliano, il più grande e il meglio attrezzato presente attualmente ad Haiti, è stato immediatamente installato sul territorio e messo al servizio delle popolazioni colpite dal sisma fin dalle prime ore dopo il disastro. E’ lì, nelle tende di Tsahal, che è nato il primo bambino haitiano dopo il terremoto. La mamma non ha avuto dubbi sul nome da dargli: Israel. Una delle pochissime immagini di gioia in questo turbinio di morte e dolore è stata la scena della squadra di soldati israeliani che, mentre salvava un haitiano sepolto dalle macerie del terremoto, la gente assistendo applaudiva e gridava: “Viva Israele”. 20-01-2010 14:25 - Silvia
  • Ma perchè non parte qualcuno di voi invece di sputare sui soldati ? La verità e che sperate soltante che 'qualche nave dda crociera coli a picco'...Che umanità, bravi davvero...Che bei pensieri da veri comunisti !! 20-01-2010 14:22 - Franco
  • "Liberismo al posto del socialismo,del cristianesimo e delle religioni che esaltano l'uomo." m. mariani
    E quali sarebbero queste religioni? Magari il buddismo che Einstein riteneva essere l'unica religione compatibile con la fisica moderna, ma non certo le tre religioni monoteiste che più che esaltare l'uomo lo hanno reso schiavo e riempito di paure irrazionali.
    La Storia lo ha dimostrato quindi non vedo perchè difendere tali ideologie.
    Il socialismo autentico oltre a liberarci dalle catene dell'economia liberista deve liberarci anche dalle catene dell'ideologia religiosa che sono molto più sottili e quindi insidiose.
    I poveri del mondo, inclusi gli haitiani hanno senza dubbio bisogno concretamente di cibo e medicine e idealmente di socialismo umanitario, ma non di fede religiosa che di quella ne hanno già fin troppa. 20-01-2010 13:31 - paolo1984
  • Inviare la portaerei è stata una trovata che mi ha fatto molto ridere... da mandare a Zelig...
    d'altronde bisogna pur giustificare in qualche modo all'Italia-sotto-ipnosi-catodica la spesa inutile della Cavour.
    L'italia fa la sua parte e lo fa sapere. Così come la riccona porta il pane raffermo ai poveri e si fa intervistare, per questo, in TV, spianando la sua ultima pelliccia, così LaRussa manda la portaerei e lo dice in TV. Non abbiamo più pane raffermo, così mandiamo direttamente la pelliccia... che non serve a nulla, ma fa così trendy che perchè privarsi di un simile tronfio vanto? 20-01-2010 13:18 - Carlo
  • si sta preparando un invasione militare per assicurarsi i proventi della ricostruzione. una moderna applicazione dell'investimento di stato per dar sfogo all'economia in crisi, non potendo avviare una nuova guerra. gli americani sperano che la ricostruzione tutta nelle loro mani (ecco perchè occupare l'isola) garantisca loro tutte le imprese per la ricostruzione. inoltre, così facendo, rimarrebbero proprietari di tutte le nuove infrastrutture del paese per sempre (vedi messico, puerto rico, guatemala, costa rica, honduras, el salvador, panama e molti altri). 20-01-2010 11:50 - Maxrob
  • Io non credo sia un problema di quale organizzazione, governo o onu,debba intervenire.Vanno bene tutti in certi casi.Si tratta di usare un po' la testa.Io penso:sarebbe stato così difficile, sarebbe così difficile far convergere qualche nave da crociera verso Haiti per iniziare a fornire un alloggio e un pasto a chi non ha nulla? Ce ne sono credo nel mondo e anche vicino navi da crociera.Immagino ci sia un porto a Haiti.Qualsiasi organizzazione,governo o onu potrebbe coprire i costi derivanti dal loro uso.Ma perchè viene subito in mente di inviare una portaerei? 19-01-2010 20:08 - massimo campanini
  • E' vero,non è colpa dei capitalisti se a Haiti c'è stato un terremoto.
    He vero anche che Haiti non deve pretendere nulla,anche se i ricchi del pianeta hanno tutto e loro sono più miserabili dei miserabili di Victor Hugo.
    Siamo in un paese libero e il muro di Berlino è caduto ormai.
    Liberismo al posto del socialismo,del cristianesimo e delle religioni che esaltano l'uomo.
    Oggi gli uomini che non valgono,non hanno il diritto di vivere.
    Lo dice anche la pubblicità.
    Quella vecchia che a settanta anni, corre e balla come una ragazza.Lei vale.
    La negra con quei capelli arruffati e con tutti quei figli che grida disperata,per un po di pane e un sorso d'acqua per il figlio morente.
    Che cosa pretende?
    Stanno arrivando le navi,calma.
    Ci vuole il tempo che ci vuole.
    Gli italiani stanno tutti a casa,sani e salvi.
    Potremmo riportare le navi e gli uomini,ma invece stiamo la e lavoriamo per la negra e per i suoi figli.
    Questo lo facciamo per coscienza.
    Nessuno ci obblica e non ci sono più i comunisti che hanno sempre il popolo in bocca.
    Liberi di aiutare o di andarcene.
    Certo che se andiamo via, per un po la puzza dei morti ammorberà tutti i Caraibi.
    Ma via gli indugi, sono già passati tanti giorni e questi negri stanno ancora sotto le macerie.
    Diamoci da fare.altrimenti li senti sti comunisti! 19-01-2010 19:00 - maurizio mariani
  • Non è un augurio, ma l'immaginazione, che mi fa vedere navi da crociera colare a picco per un maremoto, con il loro carico di caviale e champagne! 19-01-2010 18:53 - Gb
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